Dipendenti comunali, si taglia

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Il Comune di Racale

Racale. Il Comune di Racale chiude i rubinetti. Non certo quelli dell’acqua ma del portafogli, sì. C’è da risanare la crepa finanziaria da cinque milioni di euro delle casse comunali e i tagli sono ormai all’ordine del giorno.

Dal primo agosto, a contribuire in prima persona all’operazione di salvataggio dell’ente, saranno anche i dipendenti comunali, non senza qualche lamentela, più o meno dichiarata. Da quella data, infatti, sarà eliminato il cosiddetto “premio di produttività” che, finora, come evidenzia il sindaco Massimo Basurto ritrovatosi tra le mani una patata incandescente, «l’ente aveva dato al 100% e che rappresenta la parte facoltativa del salario.

Sono stati compiuti – precisa – tutti i passaggi necessari con le delegazioni trattanti. È consentito dalla legge e in questa fase di risanamento tutti devono dare il proprio contributo». Una radicale sfoltita è stata disposta anche per le aree dirigenziali, dimezzate e ridotte da 8 a 4, per un risparmio presunto, complessivo di circa 250mila euro annui. Nuove anche circa l’apertura pomeridiana degli uffici comunali: salta la chiusura estiva, il Municipio sarà aperto al pubblico anche il martedì e il giovedì pomeriggio.

Erano state individuate tre macro aree del maxi-debito comunale: due milioni e 400mila euro è la voce complessiva debiti verso fornitori; un milione 300mila euro è l’anticipazione di cassa presso la tesoreria comunale; un milione e 600mila euro il totale delle somme dovute per vecchi espropri e parcelle varie di professionisti. Totale dell’esposizione, più di cinque milioni di euro. Un macigno insostenibile che, piega Basurto, ci siamo ritrovati già al 2007. Solo una piccolissima parte è nostra, ad esempio circa 200mila euro della voce espropri e parcelle. Il resto, è del passato».

Come già riportato sul nostro giornalenel numero scorso, l’Amministrazione comunale racalina ha dovuto avvalersi della consulenza di un esperto, per la precisione del professor Sandro Tramacere, docente universitario di Finanza locale. Sulla base anche delle sue indicazioni tecniche, l’ente si trova a perseguire due obiettivi fondamentali: approvare il bilancio di previsione per evitare il dissesto e ripianare lo stato complessivo in un piano triennale. Il sindaco Basurto aveva già sottolineato come la dichiarazione di dissesto rappresenterebbe una vera e propria “sciagura”.

Ecco perché il suo unico sguardo è rivolto al risanamento prima della fine del suo mandato fissata per il 2012, da raggiungere attraverso la vendita degli immobili comunali (3 milioni di euro), la riduzione dei costi della politica e l’applicazione di una serie di provvedimenti di risparmio.

Attilio Palma

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