Va via l’assessore Causo «Mio padre Enrico non merita quei giudizi»

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L’assessore Viviano Enrico Causo, che ha dato dimissioni irrevocabili

Racale. I dati del buco finanziario del Comune di Racale esplicitati dal sindaco Massimo Basurto, uniti alla considerazione che li ha in gran parte ereditati dalla precedente Amministrazione, ha provocato la reazione dell’assessore Viviano Enrico Causo dell’Udc, figlio dello scomparso ex-primo cittadino Errico Causo, sindaco per due mandati fino alle elezioni del 2007.

Reazione e dimissioni da assessore (Ambiente e Nuove tecnologie), immediate e irrevocabili. Causo giudica “non corretto” il quadro delineato da Basurto «sia nei numeri che nelle attribuzioni delle responsabilità sulla situazione economica dell’ente». Per Causo, infatti, risulterebbe «inconfutabile la massa debitoria del Comune di Racale in cui nel 2007 fu consegnata all’amministrazione Basurto dal sindaco Causo ma è anche vero che il paese aveva avuto a fronte di quel debito, un forte impulso di sviluppo sociale e strutturale.
L’ Amministrazione Basurto vinse le elezioni anche per le opere avviate dall amministrazione Causo, mio padre».

«Dal 2007 l’Amministrazione Basurto, di cui io faccio parte, per scelte legate alla politica del voto e perché costantemente in campagna elettorale, ha inciso poco sia nel risanamento che nello sviluppo della cittadina. Ci si è più volte confrontati solo numericamente – aggiunge l’ex assessore – tra i vari gruppi “fluttuanti”, legati agli obiettivi del momento. Più volte ci si è chiesto quale sarà il futuro candidato sindaco e attorno a questo si sono create coalizioni di convenienza. Qualsiasi iniziativa politica, o di altro genere si è dovuta confrontare con “diktat” espressi da consiglieri appartenenti delle volte a più fazioni contemporaneamente».

Poi Causo lancia una stoccata sullo stile: «L’attribuzioni di responsabilità a chi non è in grado di rispondere risulta inaccettabile in qualsiasi contesto ma nella fattispecie risulta anche di cattivo gusto se vengono date addirittura delle quantificazioni numeriche errate ma di convenienza».

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