Ancora piccoli e già diabetici. Che si può fare

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Il presidente dell'associazione Apds onlus, Marina Scorrano

Gallipoli. E’ decisamente in aumento l’incidenza del diabete tra i giovani e soprattutto bambini. Ma va fatto un distinguo: c’è una differenza tra diabete di tipo due e di tipo uno. Il primo è legato all’alimentazione e allo stile di vita. Il pancreas funziona male e produce poca bile, capace di assorbire i grassi. Il secondo tipo, invece, è dato dalla totale disfunzione dell’organo, che improvvisamente smette di funzionare, obbligando chi viene colpito a diventare dipendente dall’insulina.

I ragazzi obesi se predisposti, si ammaleranno di diabete di tipo due quando saranno più grandi, mentre il tipo uno può colpire a qualsiasi età.

«In Puglia i casi di diabete di tipo uno è in aumento, è la malattia più vecchia del mondo e non si sa come ci si possa ammalare – afferma Marina Scorrano, presidente dell’associazione pediatrica diabetici del Salento, con sede a Casarano – genetica, ambientale o ereditaria. Nell’ospedale di Casarano si è all’avanguardia per l’osservazione e l’assistenza ai pazienti».

La malattia stravolge la vita non solo del piccolo paziente, ma anche di chi gli sta accanto, perché deve essere sempre sotto controllo, deve attenersi a delle precise regole, mangiare poco e negli orari stabiliti, prendere sempre l’insulina.

Ecco perché è necessario che tutti conoscano di ciò che si tratta. L’associazione organizza sempre giornate di sensibilizzazione e spesso viene chiamata in cattedra dalle scuole, come nel caso dell’Istituto terzo polo di Casarano, plesso quattro novembre, che ha invitato la presidente a tenere una relazione informativa sulla malattia durante una  manifestazione scolastica.

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