«Ora combattiamo facendovi divertire»

I fratelli Rinaldi sul palco del concertone di fine agosto. Foto di Carlo Emilio Bevilacqua

Taurisano. L’edizione 2011 della Notte della Taranta è stata quella che ha segnato la svolta definitiva, consegnando l’evento salentino alla storia e collocandolo ai vertici assoluti delle manifestazioni estive nazionali. E quest’anno la ribalta ha toccato, seppur di riflesso, anche Taurisano, perché sul mega palco di Melpignano, nella notte tra il 27 e il 28 agosto, ha trovato spazio l’apprezzata esibizione del Gruppo Rom costituito dai fratelli Rinaldi, appartenenti alla comunità Rom taurisanese, che, nel rispetto delle loro tradizioni, hanno ballato la danza delle spade.

Dalla piazza di San Rocco, dove ogni anno allietano turisti e visitatori, i danzatori Rom si sono spostati a Melpignano e con la loro pizzica – scherma hanno divertito i centomila e più presenti. I Rinaldi sono una famiglia storica dei cosiddetti “zingari” di Taurisano, in realtà non più tali perché da decenni ormai parte integrante del contesto socio culturale taurisanese. E i sei fratelli Rinaldi (Alfredo, Angelo, Fabrizio, Guerino, Lucio e Rocco), lì, sul palco adiacente il convento degli Agostiniani, hanno dato vita ad una performance divertente e spensierata, dimostrando che la loro danza è cultura e tradizione allo stesso tempo e non improvvisazione come talvolta viene impropriamente giudicata.

Ma come ci sono finiti i “Rinaldi Brothers” sul palco di Melpignano? «È stato nostro cugino Claudio Cavallo a tirarci dentro ad una manifestazione così importante – dichiara Alfredo Rinaldi – prima d’ora avevamo ballato solo in occasione della festa di San Rocco a Torre Paduli. Non ci è sembrato vero di avere davanti centomila persone, ma non c’è stata emozione, in nessuno di noi,  perché il ballo è divertimento e lo abbiamo fatto ben volentieri sapendo di poter divertire tantissima gente. Speriamo anche in futuro di poter ripetere questa esaltante esperienza».

Leggi anche: La danza scherma? Tre ipotesi sulle origini

E Claudio Cavallo Giagnotti, leader dei Mascarimirì, gruppo storico della folk – pizzica salentina, ha saputo cogliere nel segno, perché la danza delle spade mai prima d’ora aveva avuto una visibilità così amplificata. «In un’altra occasione – continua Alfredo Rinaldi – ci siamo spostati in Emilia Romagna, due anni fa. Siamo stati a Bologna, per partecipare ad un festival multiculturale, e lì abbiamo capito quanto sia importante continuare a portare avanti le nostre tradizioni».

D’altra parte, la danza delle spade vive proprio perché c’è un forte senso di appartenenza che la sostiene: «È proprio così, lo abbiamo appreso dai nostri genitori e così continueremo a fare».

Continueranno, quindi, a offrire la loro danza-scherma non solo ai salentini, accompagnati dal ritmo travolgente dei tamburelli. «Ma è un duello virtuale – dicono – ciò che conta è il ballo, le risate e il divertimento».


Commenta la notizia!