Ortelle – Quando il vento ha cominciato a girare, lui – che se lo aspettava – lo ha colto al volo e della sua solida passione per le tradizioni popolari salentine ne ha fatto un lavoro. Finalmente. Perché non dev’essere stato facile scegliere di puntare sui ventagli devozionali, dedicati ai santi patroni dei paesi, facendoli diventare degli oggetti d’arte firmati. La firma è quella di Antonio Chiarello che di recente ha esposto i suoi piccoli capolavori carichi di storie in un locale adiacente al Santuario della Madonna della Lizza di Alezio nei giorni a cavallo del Ferragosto.

La valorizzazione di questi oggetti però prevede altri centri, per adesso, esattamente quelli della Contea di Castro, con relativi patroni ovviamente: Santi Giacomo e Filippo per Diso, come pure la Madonna dell’uragano; San Vitale per la frazione di Marittima, “protetta” anche dalla Madonna di Costantinopoli; la Madonna dei Fiori a Vignacastrisi, con la Madonna del Rosario; Maria Santissima Annunziata per Castro e la Madonna di Pompei per Castro marina; San Giorgio martire per Ortelle; Santa Vittoria per Spongano insieme a Santa Vittoria te le panare; Santa Cesarea Vergine per Santa Cesarea Terme.

Pezzi unici, dipinti a mano in base a disegni originali, numero limitato (come il suo libro “Il vento devoto” tirato in 300 copie): questi ventagli, costituiti da una bacchetta di legno con in alto il cartoncino dipinto, si affiancano spesso nelle feste religiose paesane alle zagareddhe, i nastrini colorati, anche loro facenti parte delle devozioni legate alla fede religiosa. “La passione per la grafica, in particolare quella popolare . afferma l’artista 65enne – mi ha portato ad ideare e farne una mia personale collezione”. La prima mostra l’ha esposta a Diso, con la collaborazione del Comune, del comitato feste patronali, di don Adelino Martella, e con l’appoggio dei docenti universitari Salvatore Colazzo ed Eugenio Imbriani.

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Antonio Chiarello ha frequentato l’Accademia di Belle arti di Lecce “con Francesco Spada e Marina Pizzarelli” rimarca. Prima di arrivare alla mostra ed alla vendita delle sue creature destinate a portare un po’ di sollievo durante la calura estiva, ci ha lavorato per due anni. Tra i progetti precedenti che gli hanno dato maggiori soddisfazioni ricorda l’opera sulla Cripta bizantina nel museo diocesano di Otranto  dedicata ad Antonio Verri, letterato salentino. “A te che sei, per andare avanti, costretto a vendere Cristo e i Santi” cantava Fabrizio De André in “Il Testamento”; più popolare è forse quel detto sorridente dedicato agli artisti nostrani: “Pittore pitta santi, ‘no se vide mai sordi a ‘nanzi”. Altri tempi. Adesso, ai Santi particolarmente e da tempo festeggiati con questi ventagli – San Rocco in testa, con S. Pantaleo, Santi Pietro e Paolo – si affiancano quelli della Contea di Castro e, man mano, arriveranno anche gli altri; c’è da giurarci.

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