Il gruppo de Beirut

Gallipoli – Gallipoli, nel cuore del Salento, incontra Santa Fe, città dello stato del Nuovo Messico, grazie a Zach Condon, leader dei Beirut, progetto indie di fama mondiale. Alle spalle quattro album in studio, un live e per il prossimo febbraio 2019 uscirà il loro nuovo lavoro intitolato proprio “Gallipoli”, anticipato dalla pubblicazione della title track su Yotube lo scorso ottobre.

L’omaggio della band alla “Città bella” nasce da un incontro imprevisto ma con una spiegazione ben precisa. Condon e i suoi si trovavano nello studio di registrazione di Stefano Manca a Guagnano, dopo aver fatto tappa a New York e Berlino, per lavorare al loro nuovo progetto. L’ispirazione del nuovo brano è arrivata, come scritto sul sito ufficiale della band, una sera lungo le vie della città vecchia di Gallipoli assistendo alla processione con la banda di ottoni. Era il settembre del 2017 e quella sera il caso ha riservato ai musicisti venuti d’Oltreoceano un altro spettacolo per loro inconsueto: il faro e la luna sopra di esso. Il giorno dopo è nata “Gallipoli”. In un passaggio si legge: “Terra del Sud, nuvole sparse dal freddo. Risparmiami il bagliore”.

La notizia è stata accolta con sorpresa anche dal Sindaco Stefano Minerva e dall’intera Amministrazione comunale. “Leggere come, nel loro viaggio in Puglia, i Beirut siano rimasti colpiti dal nostro centro storico, dalla processione che quel giorno si snodava per le vie del paese e da quell’atmosfera che noi gallipolini conosciamo perfettamente, ci ha reso orgogliosi della nostra città e ancora più consapevoli di quanto siamo ricchi”, ha dichiarato il Sindaco, che ritiene questa una grande opportunità a livello d’immagine.

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Ambasciatori spontanei di Gallipoli. Per ringraziare la band di quest’inaspettato ma gradito omaggio, l’Amministrazione sta valutando di invitare nuovamente Condon, il bassista Paul Collins e gli altri musicisti: “Abbiamo pensato di ospitarli per far rivivere loro quell’incanto descritto e ringraziarli per essere diventati ambasciatori spontanei di Gallipoli”.

 

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