Dal 3 al 6 agosto la buca non c’è più

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Alliste. Capilungo “prima” e Capilungo “dopo”, a distanza di soli due giorni. Capilungo non è un nome proprio di persona e il riferimento non è ad un trattamento dimagrante miracoloso, ma alla marina di Alliste, dove il manto stradale era disconnesso ed ora non lo è più, sembra avvenuto un “miracolo”.

A definirlo tale è Carlo De Lorenzis (di Racale), uno degli abitanti estivi, che il 3 agosto pubblica su Facebook un album fotografico intitolato “Le dimenticanze amministrative”, dove immortala le buche di via Aureliano (in parte dovute agli allacci alle reti urbane), ma il 6 agosto è costretto a “ritrattare” e ad aggiungere alla raccolta altre immagini dello stesso scorcio, ma stavolta scatta il gioco di “trova le differenze”: esatto, le buche sono state chiuse.

Tutto è bene quel che finisce bene, si dice, ed è vero, soprattutto quando nessuno ci sperava in quel “miracolo”. Ad esortare i cittadini a rimanere con i piedi ben piantati per terra, infatti, erano stati gli amministratori, il giorno successivo alla denuncia “virtuale” del disagio: «Il problema delle buche c’è – aveva fatto sapere Renato Rizzo, assessore alle Politiche ambientali – perché è temporaneamente sospeso il regolamento sull’esecuzione di manomissioni della sede stradale, in quanto i vari enti debbono rivedere i contratti stipulati con le ditte appaltatrici».

Aveva detto la sua anche l’assessore ai Lavori pubblici, Marco Crespino: «Chiediamo ai cittadini di avere pazienza, perché il Comune non sempre dispone di risorse finanziare immediate. Nella zona contestata, sono stati rifatti già i sedili ed ottimizzata la pubblica illuminazione».

A questo punto, «i turisti e i residenti “ringraziano”…», come recitava la didascalia ironica posta da De Lorenzis in calce alle foto del “prima” e poi così completata nel “dopo”: «…il “potere” di Facebook».

Com’era (sopra) e com’è un tratto di strada a Capilungo

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