Dai volontari 7mila ore di lavoro. Gratis

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Gallipoli. Hanno constatato l’erosione preoccupante del sistema di dune  a causa del calpestio dei bagnanti, per cui si rende necessario un reimpianto di piante ed essenze autoctone (ginepri e filliree); hanno avvistato una decina di incendi, limitando con la propria attenzione danni diversamente ben più ingenti; hanno intravisto all’opera e talvolta identificato piccoli vandali – per lo più provenienti da Taviano, Matino e Parabita – sfogarsi su alberi, recinzioni e auto in sosta: sono gli “angeli” gialli, i volontari di Legambiente che vengono qui ad aprire gli occhi su di un giacimento naturale inestimabile.

Qualche dato: con i campi con 500 Under 18 in luglio sono state effettuate oltre 7mila ore di attività (esattamente 7.118), tra manutenzione, vigilanza, monitoraggi per conto dell’Università del Salento e per informazioni sul gabbiano corso e sulla tartaruga comune, in collegamento con centri spagnoli e greci. Li hanno affiancati alcuni operatori locali, veri e propri “ambasciatori” del territorio circostante. Da gennaio l’isola naturalistica ha ospitato e aiutato al reinserimento quattro ragazzi a rischio devianza affidati dal Dipartimento Giustizia minorile di Lecce.

Sono passati di qui, fino al settembre scorso, 1.200 ragazzi di  otto istituti scolastici. Prima e dopo di loro sono passati i volontari per raccogliere ed allontarare rifiuti vari per un totale di 150 sacchi da 130 litri l’uno; 50 automobili che si trovavano in divieto di sosta e di transito sono state segnalate alle autorità competenti; sono stati distribuiti 1.200 regolamenti del parco e 500 contenitori tascabili di mozziconi di sigarette. «Abbiamo visto nascere la comunità del parco», dice Maurizio Manna, responsabile locale e dirigente regionale di Legambiente. Il miglior antitodo alla trascuratezza altrui.

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