Da Mintifocu a Screech

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Simu SalentiniIeri erano ‘Mbru-‘Mbru (uno a cui piaceva il vino), Fuma (uno facilmente portato all’ira, ad accendersi),  Moi -moi (dal latino mox, subito, la rassicurazione di un ritardatario), Mintifocu  (un provocatore di liti), Gattuniuru (un menagramo),  Settemenne (seno prosperoso) le ‘ngiurie familiari e personali in circolazione nei paesi, oltre quelle – qui già citate – che etichettavano intere comunità. Ma oggi, tra i ragazzi, che tipo di soprannomi circolano? Sono ancora di uso frequente?

Basta fare un giro su facebook o su qualsiasi altro social network per avere la risposta. Oggi come ieri non c’è cattiveria, semmai una quantità variabile di voglia di prendere in giro benevolmente. Per cui un ragazzo che balbetta lievemente diventa ‘Nciarfy, con un tocco di irrinunciabile inglesismo; il figlio del becchino è Schiatty (da schiattamorti), Jacopo si trasforma in Jacobus, perchè ha un’auto di otto posti; ricordando Ace Ventura, il film sull’acchiappanimali, ecco l’italianizzato Eis, anche per via del cognome che richiama il film. Babu (un tipo un po’ imbambolato) ha radici più popolari, a differenza dell’ultracontemporaneo Screech, appioppato ad un particolare dj.

Taulone fa pensare ad un ragazzo piuttosto rigido nei movimenti, forse per timidezza, mentre Berty sta per “tipo dispettoso come una bertuccia”, una scimmia cioè. Fa pensare al soprannome Cicerone Merlo, per via del grosso naso. Fino ad un simpatico Ferdinudo, un Ferdinando che non indossa mai magliette.

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