Da masseria a resort di lusso il risultato è davvero splendido

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Una suggestiva immagine di Villa Capozza

Casarano. Cinque matrimoni e due cresime. È già in piena attività “Villa Capozza”, il resort e sala ricevimenti ricavato da un’ex dimora nobiliare di campagna inaugurato il 10 luglio scorso.

Un gioiello architettonico, singolare connubio tra tipico stile salentino e gusto mitteleuropeo, recuperato in modo totale e idealmente consegnato ai casaranesi molto legati al “villino dei Capozza”. E lo hanno dimostrato la sera dell’inaugurazione quando circa 3.000 persone hanno raccolto l’invito della proprietà della struttura e hanno visitato con entusiasmo la villa, rivivendo i momenti e i periodi di vita legati al “villino”.

«È stato molto emozionante – commenta Agnese De Donatis, proprietaria e wedding planner del resort – perché non si è trattato solo di una normale cerimonia di inaugurazione. Ognuno partecipava emotivamente perché riviveva i ricordi della propria infanzia o della propria adolescenza».

I lavori di recupero della struttura, acquistata nel 2008 in condizioni pietose, sono durati oltre un anno e hanno avuto un filo conduttore preciso: recuperare finché è possibile i materiali originali.
Villa Capozza ha riguadagnato un meritatissimo posto tra le architetture storiche di Terra d’Otranto, grazie al meticoloso recupero delle strutture e dei fregi, al sapiente reintegro di decori, mobilio e complementi d’arredo, al gusto maniacale per le rifiniture.

Il nucleo originario del “villino” era costituito da una grande masseria, di proprietà della nobile famiglia De Donatis, costruita verso la fine del ‘700. L’immobile passò alla famiglia Capozza perché costituiva una parte della dote di Francesca De Donatis quando andò in sposa a Luigi Capozza.

Fu proprio Luigi Capozza a rinnovare l’antica dimora secondo le esigenze e il gusto del suo tempo. Il villino fu venduto nel 1989 («in perfette condizioni», come tengono a precisare i Capozza) a una società che voleva trasformarla in un albergo di lusso. La società, però, fallì e dal fallimento fu acquistata dall’avvocato Antonio Manco.
Il resto è cronaca di questi giorni.

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