Crisi, liti e tasse

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Municipio

MATINO. Non sarà certo una estate da ricordare tra le più tranquille quella del sindaco Tiziano Cataldi che, poco dopo un anno dalle elezioni, si trova insidiato da una frangia interna (ben consistente, a quanto pare) che ne mette a repentaglio il prosieguo dell’attività amministrativa. Già in queste settimane alle riunioni della Giunta comunale  sono regolarmente assenti due assessori, Johnny Toma e Leonardo  Bianchi, in aperto contrasto con l’andamento del governo cittadino, accusato pubblicamente anche da altri consiglieri (che hanno restituito le deleghe ricevute dal primo cittadino) di inefficienza e confusione.

Sarebbero sette i consiglieri eletti su posizioni esplicitamente critiche, tutti riconducibili all’area di Giorgio Primiceri, il precedente Sindaco per due legislature ed attuale presidente del Consiglio provinciale. Nella polemica ultima scatenatasi intorno alle difficoltà finanziarie dell’Ente, qualcuno della maggioranza eletta in una lista Pdl aveva addossato le responsabilità proprio al governo Primiceri.  Quest’ultimo ha ovviamente replicato a muso duro e così altra benzina è caduta sul fuoco delle incomprensioni interne al centrodestra.

Non si può sapere, alla viglia di Ferragosto, fino a che punto potranno servire le frequenti riunioni di Cataldi con assessori e consiglieri. Mentre sembra ormai ufficiale la mano tesa del Pdl, e del senatore Giorgio Costa che ne è il massimo esponente, alla lista “Matino la tua città”, dalla quale già un eletto, Massimiliano Romano, assessore con Primiceri, ha compiuto la manovra di rientro nei ranghi. Ne restano altri tre di consiglieri ai quali si sta facendo la corte per neutralizzare l’eventuale fronda dei sette. Ma tra gli esponenti della lista civica si confrontano due anime: Luigi Provenzano sarebbe disponibile a dare subito una mano alla maggioranza, Elio Romano invece sarebbe su posizioni più nette e coerenti con una campagna elettorale di netta opposizione al lista pidielina.

Intanto il Sindaco può cantare vittoria su di un punto: il pignoramento di 800mila euro per pagare un esproprio risalente agli anni Settanta, è stato annullato dal giudice del Tribunale di Gallipoli che ha ritenuto prevalente il diritto dei dipendenti agli stipendi. I guai di liquidità però non finiscono qui: incombe un’altra sentenza sfavorevole per un importo di 600mila euro a favore della Monteco. Lo sforamento del patto di stabilità per il secondo anno consecutivo potrebbe portare ad un taglio di altri 900mila euro dei trasferimenti statali al Comune matinese.

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