«D’accordo, la terza parrocchia a Taviano è necessaria»

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Taviano. Incomincia a delinearsi il progetto della curia di Gallipoli-Nardò circa la costruzione di una terza parrocchia a Taviano, città che ha da poco superato i 13mila abitanti.

Con l’espandersi della città soprattutto a nord verso Gallipoli, con il rione “Gallari” e sulla provinciale per Alezio, con il rione “Rine”, sono molti i nuclei familiari a trovarsi lontani, non solo spiritualmente ma anche materialmente, dalle due parrocchie esistenti, quella di san Martino e quella dell’Addolorata.

La curia, guidata dal vescovo Domenico Caliandro, da tempo, riflette sulla situazione pastorale della città fortemente condizionata anche dall’inadeguatezza delle strutture in cui vivono le due parrocchie che, tra l’altro, risultano carenti proprio nel corredo dei servizi (oratorio, mense sociali, luoghi per la catechesi).

Nell’incontro di qualche giorno fa tra il sindaco, Carlo Portaccio, e gli emissari del vescovo, guidati da don Giuliano, è stato individuato, in linea di massima, il territorio e soprattutto la vastità dell’area che dovrebbe attestarsi, più o meno, intorno ai 10mila mq. Una cubatura sufficiente per tirare su non solo la parrocchia ma una serie di servizi collaterali di grande interesse.

Ma cosa pensano i parroci delle due parrocchie tavianesi? Don Fernando, dell’Addolorata, nell’appoggiare in pieno il progetto afferma: «Ci sono molte zone che sono assai lontane dal centro storico. So di molti anziani che non ce la fanno a recarsi in chiesa. Una terza parrocchia poi ci darebbe la possibilità di curare meglio un numero ridotto di anime». Don Antonio, della parrocchia san Martino, plaude all’iniziativa di una terza chiesa anche se avrebbe preferito una maggiore presenza di preti a Taviano. «Avrei arricchito il numero dei preti –afferma, infatti, il sacerdote – in quanto strutturalmente gli impegni catechetico-pastorali risultano impegnativi».

Chi saluta con gioia la nascita di una terza parrocchia è don Salvatore, già parroco di San Martino, che aggiunge: «Plaudo alla decisione del vescovo di istituirla quanto prima. Attualmente ogni parrocchia ha almeno 6mila fedeli, alla guida dei quali c’è un parroco ultrasessantenne coadiuvato da un sacerdote abbondantemente ultrasettantacinquenne. Iin alcune feste liturgiche, molti fedeli sono costretti  a partecipare sostando fuori, con risultati spirituali non certo edificanti».

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