Ogni venerdì la Sindone in copia in S. Agata per l’intera Quaresima

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NE ESISTONO SOLTANTO CINQUE AL MONDO La copia del sudario venne portata in città da monsignor Sebastian Quintero Ortis, spagnolo di Granada e vescovo di Gallipoli dal 1586 al 1593 e lasciata in dono dopo la sua rinuncia all'incarico. Ma la Sindone gallipolina ha una particolarità che le altre copie non hanno

Gallipoli. Forse pochi lo sanno ma anche Gallipoli ha la sua Sindone. La copia, una delle sole cinque al mondo, viene esposta ogni venerdì di Quaresima sull’altare maggiore della cattedrale di Sant’Agata ed adorata assieme al sacro legno della Croce  nella commemorazione delle “Piaghe del Signore”.

Anticamente l’ostensione avveniva, invece, sull’altare dedicato a sant’Isidoro Agricola, il primo di sinistra entrando in chiesa. La reliquia impreziosisce i tesori della “Chiesa gallipolina” custoditi nel museo Diocesano dov’è normalmente custodita il resto dell’anno. La copia del sudario che la tradizione cristiana ritiene essere il lenzuolo in cui venne avvolto il corpo di Gesù deposto dalla Croce, venne portata in città da monsignor Sebastian Quintero Ortis, spagnolo di Granada, vescovo di Gallipoli dal 1586 al 1593, e lasciata in dono dopo la sua rinuncia al Vescovado.

Rispetto alle altre copie, questa di Gallipoli ha la particolarità di essere stata adagiata, nel 1578, sulla preziosissima reliquia originale di Torino. Questo particolare avrebbe fatto assumere al telo  quasi una valenza di reliquia, in quanto, secondo i canoni ecclesiastici, è sufficiente che un oggetto sia posto a contatto con un frammento sacro perché a sua volta diventi degno di venerazione. Il lino di Gallipoli misura 4,10 metri per  1,40, ed è di colore grigio bruno. Vi si legge anche la riproduzione dei segni lasciati sulla Sindone originale dall’incendio avvenuto a San Chambery nel 1532.          

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