Confraternite, approvato il nuovo statuto diocesano

GALLIPOLI. È di questi giorni l’approvazione del nuovo statuto delle confraternite, frutto della recente riforma degli uffici di curia che ha inciso radicalmente anche nelle aggregazioni laicali. In diocesi le confraternite sono ben 54, di cui 14 solo a Nardò e 10 a Gallipoli, presenti, alcune, già dal 1500. Sono associazioni a fini solidaristici e di fatto gelose custodi delle tradizioni, della pietà popolare e della cultura locale, che scandiscono, con raffinatezza certosina e sempre con gli stessi rituali, i ritmi del tempo, sino ai nostri giorni. Non si registrano sullo statuto interventi nel passato, se non il tentativo negli anni Ottanta dell’allora primo vescovo della neocostituita diocesi di Nardò-Gallipoli, mons. Aldo Garzya. L’attuale ordinario diocesano, mons. Fernando Filograna, è intervenuto con mano di velluto, ma altrettanto ferma, pur nel rispetto delle singole peculiarità, e ha insediato una apposita commissione di soli laici, che ha dato i suoi frutti. «Nel rispetto delle indicazioni e dei compiti affidatici, si è inteso far partire dal basso le ineludibili esigenze di cambiamento» dice il diacono permanente e già preside nelle scuole pubbliche, prof. Gigi Nocita (foto), oggi a capo dell’ufficio per le associazioni laicali e le Confraternite, che prosegue: «Un patrimonio morale, sociale e culturale di siffatta portata, non poteva essere più lasciato alla improvvisazione ed alla usura del tempo, senza poter essere opportunamente rivitalizzato; andavano fissate regole nuove, all’altezza dei tempi, e soprattutto, uguali per tutti».

E così si è messo mano alla riforma. Ecco gli aspetti salienti del nuovo statuto diocesano delle confraternite: innanzitutto attenzione ai giovani, che avranno i loro spazi e l’autonomia decisionale in un apposito movimento. Di particolare interesse sono la Consulta, con funzioni prettamente consultive, la formazione religiosa degli associati e l’individuazione dei nuovi amministratori. Riguardo a questo ultimo punto, sino all’approvazione del nuovo statuto, prevalevano le autocandidature: da un’unica lista veniva eletto sia il priore (il più suffragato), che gli assistenti e i consiglieri. Queste figure, con il padre spirituale costituiscono il Consiglio di amministrazione che nel passato poteva durare in carica per non più di due mandati consecutivi. Ora questo vincolo rimane solo per il priore che sarà votato da un’apposita lista.
Un altro aspetto non meno importante nel nuovo statuto è quello della competenza: agli incarichi di responsabilità giuridica e contabile (quali il priore, appunto, ma anche il segretario ed il tesoriere) potranno accedere solo persone con titolo di studio idoneo.
Apertura massima al nuovo, quindi, e soprattutto regole chiare e comuni a tutte le confraternite.

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