Vigili estivi, scontro legale

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ESTATE CALDISSIMA L'assunzione di dieci vigili per il periodo estivo da parte del commissario è sfociata in una vertenza legale davanti al giudice del lavoro: i primi dieci in graduatoria contestato lo scorrimento della stessa deciso dal commissario Petrucci, non essendo stato previsto nel bando originario

Gallipoli. È finita davanti al giudice del lavoro di Lecce l’assunzione temporanea di dieci vigili urbani decisa a fine maggio dal commissario straordinario, uno degli ultimi atti del dottor Petrucci.

Motivo del contendere l’interpretazione da dare alla graduatoria vigente ed ai suoi atti istitutivi. In altre parole, dall’elenco stilato in base ad un concorso nel luglio 2010 (sindaco Giuseppe Venneri)  si devono prendere i vigili necessari a scorrimento (prima una decina, poi la successiva…) come ha stabilito il commissario Petrucci oppure, non essendo previsto esplicitamente lo scorrimento nel bando di concorso del 2010, tocca sempre ai primi classificati? Sono stati proprio questi ultimi, ovviamente, ad adire le vie legali facendosi forte di un dato: quando il sindaco Venneri rifece  il concorso, bloccando di fatto la graduatoria precedente nata nel 2008 (14 i vigili da assumere per sei mesi), fu proprio perché si voleva interrompere lo “scorrimento” previsto chiaramente e per iscritto in quel precedente bando.

«Lo scorrimento dell’intera graduatoria, fino agli ultimi posti – si disse – può nuocere alla qualità ed all’efficienza di un servizio così delicato ed in un periodo tutt’altro che facile (l’estate)».

A ricorrere al giudice sono stati in otto della prima decina (che ha lavorato per un periodo cessato a metà del 2011), i quali hanno prima fatto presente al commissario l’errata – a loro avviso – interpretazione della norma in questione. Senza alcun successo, evidentemente.

In attesa del giudice (che non si è ancora pronunciato mentre andiamo in stampa), i vigili pro tempore sono al lavoro dal primo giugno: dei dieci chiamati, tre hanno rinunciato e sono stati sostituiti.

  • fabio

    Si è pronunciato a loro sfavore, quindi nomine assolutamente regolari