Comune senza soldi? Lo difende il sindaco contro la Gial Plast

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Racale. Accade che in un Comune attanagliato dalla crisi finanziaria per i debiti accumulati negli anni e ben 5 milioni di euro (dieci miliardi di qualche anno fa, non proprio bruscolini) da pareggiare sul groppone, il sindaco debba svolgere, oltre al ruolo istituzionale, anche qualche altro non proprio attinente alla figura istituzionale ricoperta per mandato dei cittadini.

A Racale, al centro di questi tempi e di nuovo di fibrillazioni politiche, accade che il sindaco primo cittadino debba svolgere anche un compito che rimanda alla sua personale professione.

A Racale, il primo cittadino Massimo Basurto si vede, infatti, spesso e volentieri, conferire incarico legale, lui che è un noto avvocato, per la difesa delle ragioni dell’ente che egli stesso rappresenta, a causa “dell’assoluta indisponibilità di bilancio”, come specifica a chiare lettere una delle ultime deliberazioni comunali prese dalla Giunta e relative a incarichi legali.

La ben provata “indisponibilità finanziaria” per la quale “non è possibile conferire incarico a legale libero professionista”, rende necessario ed anzi pressoché obbligatorio “stante la disponibilità dello stesso, conferire incarico a titolo gratuito al sindaco avvocato Massimo Basurto”.

Uno degli esempi citati, con tutti i crismi della ufficialità, risale all’aprile scorso ed è concernente il ricorso per ingiunzione di pagamento davanti al Tribunale di Lecce, sezione distaccata di Casarano, promosso dall’avvocato Vincenzo Mangione, procuratore legale della ditta Gialplast srl di Taviano, con il quale il giudice ingiunge al Comune il pagameto dell’importo di € 33621.11 oltre ad interessi e spese per un totale di 40664,22.
«Purtroppo – spiega il sindaco-avvocato – le note difficoltà economiche non ci consentono di affidare incarichi all’esterno, per cui me ne faccio carico io a titolo gratuito per risparmiare. Sulla questione Gialplast abbiamo comunque concordato una transazione».

Come forse si ricorderà, la vertenza tra Comune e la società che gestisce il servizio di Igiene ambientale nel territorio racalino, si basa sui canoni arretrati che l’ente locale deve ancora versare: nel giugno scorso erano ben 13 quelli da riscuotere da parte della Gial Plast, che a sua volta trova poi forti difficoltà nel rispettare i termini di pagamento degli stipendi ai suoi dipendenti. Da qui numerose azioni di protesta (anche un giorno di sciopero) con presidi e manifestazioni pure nei pressi della sede comunale, che si sono succeduti fino a pochi giorni fa.

Attilio Palma

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