Coltura, meno soldi ma non si è visto

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Foto di Emiliano Picciolo

Parabita. Nella sua curata ed originale semplicità, la festa patronale di quest’anno è stata un grande successo che ha messo tutti d’accordo.

Un’aria vivace e popolare, una ventata di novità, una devozione sempre fervida e commossa hanno accompagnato la tre giorni di festa con la quale Parabita ha festeggiato la sua Santa Patrona, la Beata Vergine della Coltura. Nemmeno le incertezze metereologiche sono riuscite ad impensierire il ricco programma dei festeggiamenti, proseguito a passo spedito.

Gratitudine e ringraziamenti da ogni parte sono giunti all’ottimo lavoro svolto dal Comitato Festa, guidato da Adriano Marzano, un “presidente operaio” che ha dato anima e cuore alla festa, spendendosi in prima persona con impegno e passione.

Premiato anche il messaggio che tutti gli organizzatori hanno voluto lanciare alla città, all’insegna del rinnovamento e della sostenibilità, economica ed ambientale. Come a dire che la riuscita e la qualità di una festa non la fanno un budget sconfinato o la presenza di ospiti eclatanti, ma la creatività, la sobrietà ed il senso che si vuol trasmettere.

L’assoluta novità targata 2012 è stata, poi, il seguitissimo “Barrio vecchio in festa”, con il coinvolgimento del centro storico in mostre, incontri, degustazioni eno-gastronomiche, mercatini agroalimentari. Un ritorno alle origini curiosamente partito dai giovani e dalla loro volontà di riappropriarsi della festa e della tradizione, per sottrarla al puro e vuoto spirito commerciale e consumistico.

Un evento riuscito e una scommessa vinta, ma anche un punto di partenza sul quale continuare a lavorare per gli anni prossimi.

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