Cognati coltelli, per il calcio. La lite costa cinque anni

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L’abitazione di via Delle Industrie data alle fiamme

Casarano. Può accadere che troppa passione per il calcio faccia male. Lo dimostra la lite scoppiata tra due cognati marocchini, in via Delle Industrie, costata una lunga degenza in ospedale al primo e cinque anni di carcere al secondo. I fatti risalgono al 20 marzo scorso quando i due erano a cena insieme e guardavano in televisione la partita di calcio tra Juventus e Milan (era Coppa Italia). Qualche parola e qualche bicchiere di troppo e la lite è servita: K.J., 33enne originario del Marocco ma da alcuni anni residente in città, si scaglia con un coltello contro il cognato (il 62enne M.A.) ferendolo gravemente prima di dare fuoco all’abitazione: più ubriaco che contrariato per l’andamento della partita, il manovale (lavorava sporadicamente) raccoglie poi alcuni abiti ed oggetti del parente per darli alle fiamme. Il più anzaino riporta una profonda ferita alla fronte ed alla zona tra il lobo ed il naso perdendo molto sangue. Finirà in ospedale (per circa un mese) per poi fare ritorno a casa e scoprirla semidistrutta.

Da allora (con la moglie già da alcuni mesi in Africa), sarà costretto a dormire in macchina prima di fare ritorno in patria. Dell’abitazione di via Delle Industrie (un paio di modeste stanze, proprietà della parrocchia della chiesa Matrice, oggi con cartello affittasi) nulla si è salvato. Tra l’altro soltanto l’intervento (in piena notte) dei vigili del fuoco evitò lo scoppio delle tante bombole del gas depositate nel cortile interno. Una densa coltre di fumo (ed un puzzo insostenibile) fece capire ai residenti della zona quanto fosse accaduto.

L’arrestato (pare tenesse per la Juventus) nei giorni scorsi è stato condannato a cinque anni di reclusione al termine del rito abbreviato richiesto dal suo legale: più pesante era stata la richiesta del giudice per l’udienza preliminare che aveva, invece, chiesto ben otto anni. Lui si è difeso affermando di aver reagito ad un colpo di bastone ricevuto. La partita, per la cronaca, finì in parità.

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