Sorridere serve per guarire prima

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I “clown” al lavoro con un piccolo paziente

Casarano. «Ridere non è solo contagioso, ma è anche la migliore medicina». Come non ricordare il celebre film “Patch Adams”, tratto dalla storia vera del dottor Hunter Adams e della sua intuizione sull’utilità  di un sorriso per chi soffre?

Oggi la clownterapia ha fatto passi da gigante, sconfiggendo tutte le perplessità iniziali, ed è arrivata  anche a Lecce con l’associazione “Cuori e mani aperte verso chi soffre” fondata da don Gianni Mattia, cappellano dell’ospedale “Vito Fazzi”. L’associazione, però, non si ferma nel capoluogo. Dei 120 clown di cui è composta, 30 operano al “Ferrari” di Casarano e 15 al “Sacro Cuore di Gesù” di Gallipoli. Il gruppo di Casarano, guidato da “Bocconcino” (in questo particolare ambiente i volontari sono chiamati con simpatici soprannomi) regala sorrisi nell’ospedale cittadino e non solo nella corsia del reparto di pediatria. «È difficile spiegare quello che si prova – dice “Bocconcino” – sembra un paradosso, ma con la sofferenza che tocchiamo ogni giorno impariamo cos’è l’amore e ritroviamo la stima in noi stessi».

Per aiutare l’associazione basta un semplice contributo da donare nelle varie manifestazioni a cui i volontari partecipano. Prima di Natale c’è stato un incontro in piazza S. Giovanni, dove si sono riuniti tutti gli artisti di strada del paese.

Precedentemente si era tenuto a Lecce un corso di formazione perché per diventare clown e far sorridere i malati si impara.

                                           LP 

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