“Città diffusa” in sei paesi

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Casarano. Una grande città diffusa che abbracci i comuni di Casarano, Matino, Parabita, Tuglie, Galatone e Taviano.

È questo l’ambizioso progetto dei sei comuni che hanno siglato il protocollo d’intesa denominato “Piano della città diffusa” allo scopo di partecipare al bando nazionale “Piano città”, mediante lo svolgimento di “un’azione coordinata e condivisa per la presentazione di un progetto-pilota di sviluppo dell’area territoriale interessata”.

Il Comune di Casarano è stato unanimemente individuato quale capofila. A siglare il protocollo erano stati, inizialmente, i sindaci di Casarano, Matino, Parabita e Tuglie, ai quali, a distanza di alcuni giorni, si sono uniti anche i primi cittadini di Galatone e Taviano.

Lo scopo del protocollo d’intesa è di condividere le esperienze dei singoli comuni maturate in materia di progettazione territoriale, urbana e di opere pubbliche, nonché scambiare le singole conoscenze acquisite con altre unità territoriali.

Si tratta, in sostanza di cogliere le opportunità offerte dal cosiddetto “Decreto sviluppo” appena convertito in legge dal Parlamento, con il quale il Governo sta cercando di dare impulso alla crescita economica nazionale. Per fare questo i sei comuni hanno sottoscritto, lo scorso 22 settembre, un apposito protocollo d’intesa cui seguirà la vera e propria fase progettuale che porterà ad un “Piano della città diffusa” riferito al territorio ed alle realtà urbane, culturali e sociali dei comuni coinvolti.

«Abbiamo sottoscritto il protocollo d’intesa – spiega il sindaco di Casarano Gianni Stefàno (Pdl) – per cercare di cogliere, mediante un rapporto di collaborazione sinergica, le opportunità offerte dal “Decreto sviluppo” su temi di estrema importanza, quali lo sviluppo del territorio e delle realtà urbane, culturali e sociali dei comuni interessati. Proprio per questo, abbiamo accolto con grande piacere e soddisfazione l’adesione dei comuni di Galatone e Taviano al protocollo d’intesa».

Le linee guida del progetto sono state illustrate nel corso di un recente incontro organizzato a Roma dall’Associazione nazionale comuni italiani.

Il “Piano per la città diffusa” prevede il coinvolgimento, accanto agli enti pubblici, anche di soggetti privati invitati dai Comuni a presentare le proprie manifestazioni d’interesse.

Alberto Nutricati

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