Note elettroniche, il futuro è a sud

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CHORDZ Il vincitore della prima edizione di “Pooglia beat making”, al secolo Francesco Sabato. Ha iniziato ad occuparsi di musica elettronica nel 2001 a Roma, ma suonava già dal 1996 la batteria e la chitarra. Finora le regioni all’avanguardia erano del Nord ora anche il Sud, specialmente la Puglia, vanta una buona produzione di musica elettronica

Parabita. Chordz, nome d’arte del parabitano Francesco Sabato, ha vinto la prima edizione del “Pooglia beat making”, manifestazione per la musica elettronica organizzata, a livello regionale, dall’associazione Multilab di Lecce. Il significato è semplice: “accordi” in inglese.

«Ho iniziato a suonare batteria e chitarra nel ‘96 – racconta – poi ho iniziato ad interessarmi alla musica elettronica nel 2001, stando a Roma, frequentando alcune persone negli studi di registrazione; sono stato attratto da tante cose, dallo stile, dal lavoro delle drum machine: Poi ho acquistato la prima macchina e nello stesso tempo suonavo la batteria con alcuni gruppi e mi esercitavo con l’elettrica ».

La conoscenza di altri gruppi e di altri ambienti anche all’estero, hanno reso indomabile la voglia di dedicarsi completamente a questo genere.  «Il passaggio mi è stato semplice. Ho iniziato con i live  – prosegue Sabato –  poi ho continuato con le tracce». Nel concorso leccese sono stati selezionati otto musicisti. Chordz, spinto dagli amici ha mandato tre tracce tra quelle che aveva composto.

«Mi è stato detto che la mia esibizione è stata la più energica, forse questo mi ha premiato, ma il livello di tutti era alto – dice il vincitore – ora avrò un contratto per la distribuzione digitale e poi la realizzazione di un vinile, inoltre ho delle date per le esibizioni. Fino a qualche anno fa il campo dell’elettronica era abbastanza limitato, ora c’è una voglia di investire, si è capito che questo è il genere del futuro».

Prende ispirazione da tutto, anche un semplice rumore può essere usato per far partire un pezzo. Le regioni all’avanguardia sono da sempre Piemonte, Lombardia e Lazio. «In Puglia ci sono molti produttori di valore – conclude – e spero che si continui così e che non si debba andare per forza fuori a  produrre questa musica».

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