Chiusure e multe per discobar e lidi

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La spiaggia del litorale sud di Gallipoli (foto di Emiliano Picciolo)

Gallipoli. La storia si è ripetuta quasi pari pari come l’anno scorso e nello scontro tra decibel e quiete notturna, per colpa di alcuni, ci sono finiti di mezzo i gestori dei lidi balneari, di discobar e di altri esercizi pubblici simili e tipicamente estivi. Carabinieri, poliziotti e finanziari non hanno lesinato controlli, davanti alla mole di segnalazioni, richieste e ricorsi di cittadini espasperati per non poter godere pure loro delle meritate vacanze. Ed i controlli, come l’anno scorso, rischiamno di avere conseguenze pesanti per i gestori di esercizi pubblici che si ostinano a scolgere attività di intrattenimento musicale senza però avere la necessaria autorizzazione comunale.

Un discobar, in prossimità della Punta della suina o Scoju tundu quindi in pieno parco naturale, ha subito addirittura l’interruzione  della sua attività con  l’allontanamento dei clienti, piutosto sorpresi ed amareggiati dall’arrivo e dalle decisioni prese dalla Guuadia di finanza quando ha constatato la mancanza delle autorizzazioni per quel tipo di attività. Era un sabato di metà agosto ed il “Furore party” è saltato, con il sequestro della pista da ballo, dei privé e dell’incasso della serata, circa 12mila euro. Si è salvato solo il bar di quella struttura

Altri lidi sono stati controllati nei giorni successivi lungo il litorale della Baia verde. Esiti pesanti. multe e richieste di chiusura degli esercizi da parte degli uomini del Commissariato di polizia di Gallipoli, reparto Prevenzione del crimine. Già letti, purtroppo, i motivi delle sanzioni presenti e future: presenza di utenti ben superiore a quelle consentite, diffusione della musica anche molto oltre gli orari consentiti (ore 3) e disturbo alla quiete pubblica per l’alto volume registrato, anche se i poliziotti non hanno effettuato rilevamenti fonometrici.

Per tutti gli stabilimenti fuori regola multe da 1.032 euro l’una e segnalazione al Comune dei casi riscontrati per eventuali valòutazioni di ulteriori sanzioni quali la sospensione dell’attività, come avvenuto nel giugno scorso peraltro a seguito di violazioni riscontrate nell’estate precedente.

Saltata l’ordinanzna dell’ultima amministrazione comunale che fissava alle 1,30 la fine delle attività rumorose, resta dunque il problema tutto intero di come far convivere, nelle regole, la voglia di riposo e quella di divertimento notturno. Senza che nessuno rischi di vedere chiusa la propria attività.

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