Chiusure e limiti d’orario per i lidi estate d’ordine

Stabilimenti balneari, Baia Verde, Gallipoli

Gallipoli. Estate nera per i lidi di Gallipoli. E ora si spera nel pienone di luglio e agosto, per ristorarsi. Anche se dopo le chiusure forzate di tre stabilimenti del litorale Sud, dal 21 al 27 giugno, ora c’è da fare i conti, per tutti, con le limitazioni degli orari notturni entro i quali fare musica.

Uno degli ultimi atti dell’amministrazione Venneri prima della “caduta”, è stato proprio quello di dare seguito alla disposizione del Consiglio comunale del marzo scorso. Ovvero mettere mano alla liberalizzazione del 2002 e regolamentare l’intrattenimento musicale in riva al mare (ma non solo) entro l’1.30. Anche se sono previste deroghe e concessioni speciali in occasione di manifestazioni di richiamo turistico.

E pensare che la stagione poteva indirizzarsi nel verso giusto per i gestori degli stabilimenti che potevano fregiarsi del riconoscimento della “bandiera verde” dispensata dalla rivista nazionale “Ok-La salute Prima di tutto” su segnalazione di esperti e pediatri. In buona sostanza, i lidi gallipolini sono stati annoverati tra le 25 località italiane a misura di “famiglia e di bambino”.

Una bandiera che ha iniziato a tingersi di nero, nel momento in cui si è prefigurato un braccio di ferro tra gli operatori balneari e l’amministrazione comunale in nome del rispetto di regole troppe volte “insabbiate”.
Dai contenziosi per il mantenimento di chioschi e strutture amovibili sulla spiaggia per tutto il periodo dell’anno come la legge regionale del 2006 consente (e con il diniego del Comune supportato dai pareri negativi della Soprintendenza per i Beni Architettonici e il Paesaggio) in alcuni casi già legittimati dal Tar, alle disposizioni per la limitazione dell’intrattenimento notturno all’1.30 di notte.

Per finire alle sanzioni amministrative per gli abusi e gli sforamenti registrati dalle forze di polizia nella stagione scorsa e le chiusure di almeno tre strutture dai cinque a sette giorni nella scorsa settimana.
Così, ombrelloni e sdraio dei lidi in questione (Kudetà, Lido Baia Verde, Bikini beach e Samsara) sono tornati a riaprirsi. E in verità c’è da registrare che nell’ambito della questione che ha visto la chiusura dei tre stabilimenti di Gallipoli, questi ultimi sono rimasti “vittime” anche di un bisticcio interpretativo.

Il giudice amministrativo infatti, in almeno due casi, dopo una iniziale sospensiva, ha “ripensato”, confermato ed esteso il provvedimento interdittivo disposto dal Comune non solo all’attività d’intrattenimento notturno, ma anche a quella di stabilimento balneare e dei servizi diurni sulla spiaggia, considerandoli un tutt’uno.

Un aspetto che invece è stato distinto e separato, e quindi evidenziato, dal Tar e dal Consiglio di Stato per altre due strutture (leggi lidi Zen e Zeus) che hanno presentato opposizione alle sanzioni interdittive del Comune de così hanno “salvato” almeno l’apertura dello stabilimento di giorno.

Di conseguenza ha costretto il Comune a modificare il provvedimento originario e a differire la sanzione per la sola attività d’intrattenimento serale, una volta che sarà rilasciata, tra l’altro, l’apposita licenza per il 2011.

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