Chiuse le Veneri nel parco

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Parabita. Per la realizzazione del Parco archeologico delle Veneri ci sono voluti quasi cinque anni di iter progettuale, alcuni mesi di lavoro e, soprattutto, 800mila euro di fondi pubblici. Sacrifici ed impegni che oggi sembrano vanificati perché quella struttura che avrebbe dovuto rappresentare il polo di attrazione turistica per il territorio è desolatamente chiusa ai visitatori e, cosa non secondaria, abbandonata a se stessa.

Quando un bene pubblico non è fruibile come invece dovrebbe, si è solito guardare al Palazzo, in cerca di responsabilità ed inerzie al rilento. Scovando nelle carte viene fuori qualcosa. Quella struttura fu inaugurata in pompa magna e un po’ di fretta nel marzo del 2009, un anno prima del rinnovo del Consiglio comunale. Fu un taglio del nastro in grande stile con annessa diretta televisiva su un network locale. Quel belletto davanti allo schermo celava però gli impicci che dietro la macchina da presa erano nascosti come la polvere sotto il tappeto.

Le situazioni irrisolte, oggi come allora, riguardano le procedure di esproprio dei terreni privati che fanno parte dell’intera area del parco. I proprietari reclamano dal comune quasi 50mila euro, ed altri 70mila euro rappresentano il conto salato per il contenzioso intanto sorto con la ditta edile che, a giudizio del Comune e dei suoi legali, avrebbe costruito arredi architettonici interni non previsti. Insomma le matasse ed i nodi da sbrogliare sono molteplici, e la contingenza non può che rimandare l’apertura “legalizzata” della struttura.

La giunta del sindaco Alfredo Cacciapaglia ha incaricato un collaudatore per redimere le controversie in corso e per verificare la qualità dei lavori, ed intanto ha dato mandato ai volontari della Protezione civile di procedere alla vigilanza del sito e ad un primo intervento per la pulizia del sito da quelle erbacce che inesorabilmente hanno invaso camminamenti e terrapieni.

Sulla vicenda negli ultimi tempi si sono fatte sentire anche le opposizioni consiliari che hanno chiesto l’attivazione del piano di gestione triennale che la precedente amministrazione comunale aveva progettato. Quel programma prevedeva una spesa a carico del comune pari a 13.300 euro l’anno a fronte di un introito del 30% dagli utili del costo di ingresso che in sintonia con il gestore si sarebbe dovuto stabilire.

Oggi in bilancio sono assegnati 4mila euro per la gestione, ma l’accordo con una cooperativa di giovani che sul finire dello scorso anno per poco tempo ha tenuto in vita la struttura è scaduto nel gennaio scorso.

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