Chiesa nuova ok ma senza campane

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Sarà dedicata agli apostoli Pietro e Paolo la chiesa in costruzione dall'ottobre 2005 tra le vie Casarano e Canova. Finora però il tempio ha subito diversi rallentamenti a causa di problemi fi nanziari; è stato fortemente voluto da monsignor Caliandro

Taurisano. Lavori a rilento per la chiesa dei “SS. Apostoli Pietro e Paolo” a Taurisano.

L’imponente edificio religioso – la quarta parrocchia del comune dopo quelle di “SS. Giovanni Battista e Maria Goretti”, “Trasfigurazione di Nostro Signore Gesù Cristo” e “Maria SS. Ausiliatrice” – sarebbe dovuto essere consegnato il 23 ottobre del 2008. A distanza di quasi tre anni, però, il cantiere ha subito diverse battute d’arresto, per lo più dovute a carenza di risorse economiche.

Allo stato, la struttura esterna dell’opera – commissionata dalla diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca e progettata dall’ingegnere Rocco Guidano, dagli architetti Antonio Melileo e Rocco Antonio Galati e dal perito Mario D’Ambrosio –  è quasi ultimata, fatta eccezione per la torre che ospiterà il campanile. Mattone dopo mattone, le ditte locali “F.lli Stifani” e “Luigi Ciullo” hanno eretto il cuore della struttura e gli edifici annessi, che saranno adibiti ad aule per il catechismo e uffici vari. Ancora tutti da allestire, invece, gli spazi interni ed esterni dell’edificio sacro.

La realizzazione della nuova chiesa dei taurisanesi, che sorge nei pressi del cimitero, sull’angolo tra via Canova e via Casarano, fu caldeggiata dall’ex vescovo della Diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca monsignor Domenico Caliandro. Nel 2000 monsignor Caliandro fu nominato vescovo di Nardò-Gallipoli e a lui subentrò monsignor Vito De Grisantis. E fu proprio sotto la reggenza di quest’ultimo, il 24 ottobre del 2005, che si diede inizio ai lavori di costruzione del nuovo complesso religioso.

«La necessità di costruire una quarta parrocchia in un paese di poco meno di tredicimila anime – sostiene don Paolo Congedi, parroco della nascitura chiesa designato dalla Diocesi – fortemente voluta da monsignor Caliandro, risponde al bisogno di avere un maggior numero di sacerdoti sul nostro territorio comunale e di coinvolgere i fedeli che risiedono nelle periferie molto estese e frammentate».

Un’opera, quella intitolata ai martiri Pietro e Paolo, del costo complessivo di oltre due milioni e mezzo di euro, di cui un milione e settecentomila finanziati dalla Conferenza episcopale italiana.

La restante parte, quasi un milione di euro, dovrebbe essere attinta da oboli volontari dei fedeli. Potrebbe essere proprio questo, il motivo del rallentamento dei lavori.

Gabriele Rosafio

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