Tavola e Fanova da applausi

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Da sinistra: Antonella Paglialonga, Vittorio Velotti, Fernando Nassisi, Francesca Manco, Lucilla Piscopiello, Cosimo Scarcella e il piccolo Alfredo Maroccia (foto di Jari Zizza)

Melissano. Passano agli archivi i festeggiamenti organizzati dal Centro Turistico Giovanile di Melissano in onore di San Giuseppe, svoltisi il 18 e 19 marzo scorsi.

Oltre alla “Tavola di San Giuseppe” e alla “Fanova” (focara propiziatoria al Santo), i riti si sono completati con il momento della “consumazione” delle tredici pietanze – legate alla tradizione culinaria salentina – che si è tenuto nella serata di lunedì 19, sul sagrato della Chiesa Madre, al termine della Messa vespertina. Dopo il saluto del parroco don Antonio Perrone, e del sindaco Roberto Falconieri, i sette “Santi” hanno ripetuto i gesti rituali assaggiando 13 pietanze differenti, secondo quanto prescrive l’antica tradizione diffusa in tutto il Salento.

Ogni santo è stato rappresentato da un personaggio di spicco della comunità melissanese. Questi gli “accoppiamenti” decisi dagli organizzatori: Gesù Bambino – Alfredo Maroccia, vincitore nel 2010 del “Premio Bontà” ideato dall’associazione “Amici di don Quintino”; Maria Vergine – Antonella Paglialonga, direttrice della comunità “Crisalide” di Felline; San Giuseppe – Fernando Nassisi, operatore della Caritas parrocchiale; Sant’Anna – Francesca Manco, nipote di don Quintino Sicuro e segretaria dell’omonima associazione; San Giocacchino – Cosimo Scarcella, professore emerito; Santa Elisabetta – Lucilla Piscopiello, presidente della Fidas “F. Rimo” di Melissano; San Giovanni Battista – Vittorio Velotti, responsabile della Lilt di Melissano.

L’auspicio degli organizzatori è di ripetere la tradizione anche per l’anno venturo, considerato l’ampio consenso raggiunto.

Le tavole di S. Giuseppe costituiscono una tradizione molto antica e sentita nel Salento. Le origini si trovano nel sentimento di solidarietà verso i più poveri. Nel giorno del santo, per devozione e per ringraziamento per le grazie ricevute, le famiglie benestanti preparavano un banchetto per le famiglie bisognose. Ci sono regole precise come il numero dei commensali che vanno da un minimo di tre, (la sacra Famiglia), al massimo di tredici. Il numero deve, comunque, essere dispari. La padrona di casa non deve conservare niente del cibo che resta, tutto deve essere dato ai poveri.                             

MM

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