Centro di solidarietà Onlus “Madonna della Coltura” a Parabita, bilancio ok

PARABITA. Non conosce crisi il bilancio, economico e non, del Centro di solidarietà Onlus “Madonna della Coltura”. Tanti e tali sono le attività della casa, riconosciute e tangibili per la comunità cittadina, da non far mai perdere il sostegno dei suoi benefattori.
A tracciare il consuntivo del 2014, in occasione dell’anniversario di fondazione della struttura avvenuta il 7 gennaio 1988, è stata la presidente Lorella Seclì (foto). Quasi 23mila euro i proventi delle 1.294 destinazioni del 5 per mille (dichiarazione dei redditi 2012) in favore del Centro. Insieme ad altri contributi di privati, attività di autofinanziamento e piccoli sussidi pubblici, hanno consentito alla Casa di cura di portare avanti diversi progetti di carità ordinaria e straordinaria. Agli anziani ospiti sono stati assicurati il servizio di geriatria, assistenza sociale, ginnastica dolce, animazione, organizzazione di eventi e terapia occupazionale.

Per la città, il Centro si è prodigato con donazione di pacchi viveri, erogazione di piccoli contributi economici e il prestito di ausili sanitari e ortopedici. Centinaia di capi di abbigliamento nuovi, raccolti con il progetto “Ero nudo e mi avete vestito”,  sono stati donati ai bisognosi e condivisi con l’associazione Integra di Parabita, l’Unione servizi volontari di Tuglie, Farsi solidali di Nardò, nonché con le Caritas parrocchiali di San Giovanni Battista e S. Anna di Parabita.
Con il progetto “Aggiungi un posto a tavola” a domicilio e presso la sala mensa, a richiesta del comune di Parabita, sono stati somministrati 1.825 pasti caldi e 1.095 pasti al sacco completamente gratuiti;  sono stati, inoltre, erogati 2.190 pasti caldi a persone prive di rete parentale e bisognose.  Nel corso dell’anno le palme del Centro si sono illuminate per ben 48 volte per annunciare la gioia di una nuova nascita.

Quando era piccola, suo papà le ha insegnato a guardare al cielo senza vederci solo l’azzurro. Da grande ha capito, poi, che quelle immagini si potevano tradurre in parole. Un foglio bianco come un pentagramma senza righe né spazi per fare musica con le lettere. Laureata in Filosofia a Pavia, giornalista pubblicista, collabora costantemente con Piazzasalento da Giugno 2011.

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