Centrale biomasse: c’è già chi dice no

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L’area dove dovrebbe sorgere la centrale a biomasse secondo il progetto presentato

Racale, a breve, potrebbe dotarsi di una centrale energetica a biomasse. La “SansEnergy Racale s.r.l.”, società con sede legale in Ceglie Messapica (Br) ha reso nota l’avvenuta trasmissione dell’istanza di “verifica di assoggettabilità a Valutazione d’impatto ambientale, relativa al progetto di un impianto di produzione di energia elettrica e termica operante in assetto cogenerativo, alimentato dal biogas prodotto dalla digestione anaerobica di prodotti e sottoprodotti agricoli e agro-industriali ad alta vocazione territoriale della Regione Puglia”. Il “combustibile”, quindi, sarebbe formato da scarti di ortofrutta, vegetali, sansa e nocciolino derivati dalla lavorazione delle olive e simili. L’impianto – si legge nell’atto pubblicato all’albo pretorio on line del Comune di Racale e firmato da Roberto Zocchi, legale rappresentante della “SansEnergy Racale” – avrà potenza elettrica di 999 kW e potenza termica di 1.040 kW, sarà comprensivo di tutte le opere accessorie e di connessione alla rete elettrica e sarà ubicato a Racale, in località Paduli, al confine con l’agro di Felline di Alliste, sulla strada provinciale 350, nel tratto Racale – Ugento.

La notizia ha subito messo in moto il dibattito cittadino. C’è voglia di vederci chiaro e approfondire la questione, tanto che si è già creato un comitato cittadino per il “no” alla centrale. Sono stati sollevati dubbi e perplessità in occasione dei due dibattiti pubblici sin qui già organizzati. Se ne parlerà ancora nei prossimi giorni. Il nodo principale è la grande quantità di materiale organico in fermentazione, lo smaltimento dei fumi di combustione, l’inquinamento e il traffico di mezzi pesanti che – a detta del comitato per il “no” – si creerebbe sulla Provinciale in questione. Di parere opposto chi ritiene che una centrale a biomasse  possa portare lavoro e sviluppo, una “manna dal cielo” che abbasserebbe il tasso di disoccupazione nel territorio e che contribuirebbe all’abbattimento del costo della bolletta energetica, sempre più cara e – per molti – ormai insostenibile.

MM

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