Cena e poi fuga ma finisce male

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Gallipoli. Forse è inevitabile in luoghi in certi periodi superaffollati per cui i più portati sono pronti ad approfittare di calca, confusione, ingorghi. Probabilmente non c’è molto da fare quando le presenze sono così esorbitanti che qualsiasi rimedio e controllo entra in crisi, non ce la fa. In questi casi non resta che stare con gli occhi bene aperti e sperare di cavarsela con i minori danni possibili, soprattutto se si gestiscono luoghi pubblici, quindi luoghi per antonomasia aperti alla gente.

Come un ristorante, magari in parte con posti all’aperto. Qualcuno – cosa già balzata alle  cronache – potrebbe essere fortemente tentato di mangiare a sazietà e poi dileguarsi, senza ricordarsi di passare dalla cassa…
L’eposidio qui raccontato è sfuggito ai cronisti nei convulsi giorni della settimana di Ferragosto ma è, a suo modo, emblematico, per attenzione, determinazione e preparazione atletica…

Luogo: un ristorante, anche abbastanza noto sul versante sinistro, a scirocco quindi, per chi percorre corso Roma. Protagonista: una donna. Malcapitati: alcuni villeggianti piuttosto “furbi”, almeno così credevano di se stessi.

È sera inoltrata e la cena, molto bene accetta ed apprezzata con commenti lusinghieri, volge al termine. Ad un tavolo un gruppo di giovani, un paio minorenni, si preparara a continuare il resto della serata e la notte soprattutto altrove. Uno di loro s’alza dal tavolo e si allontana; nessuno lo nota. Lo seguono, uno dopo l’altro, altri dei suoi originari sei compagni. Quando seduti con ancora i resti degli ultimi assaggini davanti sono in tre, nei gestori della trattoria si accende una lucina: e gli altri dove sono? perché non tornano. Neanche il tempo di abbozzare una risposta che già un altro commensale è uccel di bosco. Tra i gestori, peraltro indaffarati a seguire tutta la sala, la titolare prova a capire cosa stia succedendo. Pure il penultimo, con fare indifferente, s’allontana.

Ma quando anche l’unico superstite della tavolata si alza per seguire gli altri, scatta la reazione della titolare: prova a fermare il ragazzo ma quando questi si mette a correre lei non si ferma, anzi. L’avventore pirata scappa verso il mare e poi imbocca il lungomare Galilei; prende per la rotonda. La donna gli sta dietro, non lo molla (frequenta una palestra di arti marziali, è allenata). Poco prima della rotonda il giovane è bloccato dai poliziotti chiamati sul posto; la donna lo raggiunge e parte qualche ceffone, pare. Di sicuro c’è che i sette vengono tutti rintracciati, portati nel ristorante a pagare il conto e i cinque maggiorenni allontanati  dalla provincia di Lecce. Per questa volta i conti tornano.

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