C’è l’ultimo atto: nella zona rossa si possono reimpiantare gli ulivi resistenti alla “Xylella fastidiosa”: si riparte

Gallipoli – Anche qui nel Gallipolino, scendendo e salendo lungo la fascia jonica, poi andando verso l’entroterra potranno rispuntare ulivi. La Regione Puglia ha emesso l’ultimo documento che apre la strada a piante delle varietà Leccino e FS17, selezionate dalla ricerca scientifica dopo un paio di anni di lavoro, come resistenti al batterio da quarantena. la pubblicazione dell’atto dirigenziale (Servizio produzioni vivaistiche e controllo organismi nocivi di Bari) è di oggi. “Il Salento potrà rinascere – è uno dei primi commenti – si ritorna a piantare ulivi , un ringraziamento particolare va all’Ipsp (Istituto per la protezione sostenibile delle piante, ndr) del Consiglio nazionale delle ricerche di Bari che ha reso possibile tutto ciò”. Lo afferma Giovanni Melcarne, produttore olivicolo di fascia Dop del Capo di Leuca ed animatore dell’alleanza di produttori denominata “Voce del’Ulivo”, con riferimento al documento del centro ricerche del 12 marzo scorso. Nella stessa nota il Cnr certificava che “le varietà di vite, agrumi, albicocco, susino, pesco, percoco esposte sia ad inoculazione meccanica del batterio. sia a infezione tramite adulti di “sputacchina” hanno dato esiti sempre negativi, risultando immuni alla Xylella fastidiosa sottospecie pauca”.

“Ripartenza possibile grazie ai ricercatori del Cnr di Bari” E’ merito loro se nella storica determina di questi giorni si può leggere questo: “autorizzare nella zona infetta, ad eccezione dei 20 km della zona di contenimento, l’impianto delle seguenti varietà di ulivo: Leccino e Fs17”. Naturalmente si dovranno utilizzare per il reimpianto ulivi accompagnati da passaporto delle piante e devono conservare traccia della partita di piante ricevute e del fornitore. Gli olivicoltori deovono essere anche informati però, si legge nell’atto della Regione, che “nel tempo possono verificarsi problemi di tenuta della resistenza o di produttività”, non avendo i ricercatori ancora dati riferiti al lungo periodo. Ad ogni modo, coloro che dovranno svellere gli ulivi seccati per  impiantarne delle due varietà indicate, dovranno chiedere la prevista autorizzazione ai Servizi territoriali competenti, seguendo le indicazioni della legge sull’argomento datata 1951.

La lunga trattativa con i detentori della cultivar FS17 per ottenere prezzi accessibili Può dunque riprendere vigore l’iniziativa tempestiva della “Voce dell’ulivo” che nei mesi scorsi aveva intavolato una vera e propria trattativa – in vista dell’ok al reimpianto – con vivaisti in grado di fornire le piante necessarie a costi concordati. Così, da ottobre prossimo saranno a disposizione degli olivicoltori – a partire dai più piccoli – 200mila piante di uivo che saranno distribuiti “ad un prezzo, franco arrivo alle piattaforme di distribuzione, di 2 euro”, secondo le ultime comunicazioni dell’associazione. La quotazione è il frutto “di una lunga trattativa con uno dei vivai concessionari della cultivar FS17 (Favolosa)”, avevano informato i componenti del direttivo dell’associazione di base nata in aperta polemica con le più note associazioni di categoria nel corso di questo ormai lungo dramma con al centro la coltivazione cardine del mondo agricolo salentino e pugliese. Va ricordato che ne fanno parte Federico Manni di Racale; Daniela Specolizzi di Ugento; Giovanni Melcarne (foto) di Gagliano del Capo; Matteo Congedi di Ugento e Francesco Barba di Monteroni, i quali sottolineano che per l’acquisto di Leccino non risulterebbero, al momento, pericoli di oligopoli e di “cartelli” in grado di farne lievitare il prezzo.

 

 

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