Il “caso Gallipoli”/1 e la cronaca nera di Rimini, Riccione…

2028

GALLIPOLI. Vendita abusiva di alcol, sanzionati nuovamente esercenti; due di loro segnalati alla Prefettura. Diciassettenne precipita dalla terrazza dell’albergo. Un chilo di cocaina e quattro di marijuana; arrestati due spacciatori incensurati. Turista aggredito e rapinato in pieno centro. Dallo zaino del predone da spiaggia spunta un tesoro. A spasso con la famiglia e con diverse dosi di cocaina. Sono i titoli di cronaca nera dei giornali pubblicati dal 5 al 9 agosto scorsi a Rimini e Riccione, notizie purtroppo tipiche della stagione e dei luoghi ad alta concentrazione di turisti per lo più giovani. Simili a quelle in circolazione sul “caso” Gallipoli, assurto pure quest’anno alle cronache di tutta Italia come la terra di nessuno aperta a tutte le scorribande. La città jonica non sembra un caso da studio neanche restringendo l’osservazione e il confronto ad altre località rinomate del Salento. Pochi giorni da due diciassettenni provenienti da Avezzano (Abruzzo) e con alloggi a Gallipoli, sono state beccate mentre spacciavano Mdma (micidiale droga sintetica) a Santa Cesarea terme, nei pressi di una nota discoteca. Da altre parti di questa provincia si segnalano sui media episodi frequenti di zuffe per accaparrarsi un pezzo di spiaggia, peraltro piena di rifiuti abbandonati, come a Torra Chianca, una delle marine di Lecce. Il parcheggio selvaggio blocca gli autobus in quella località; si denuncia anche il “vezzo” di lavare l’auto in mezzo alla strada. Più giù e sempre sull’Adriatico, a Roca (Melendugno) sui giornali è comparsa la denuncia dei villeggianti di una “situazione anarchica, senza regola alcuna”; nell’altra marina di Melendugno, Torre dell’Orso, è stata sgomberata dalle forze dell’ordine una pineta diventata bivacco e “mercatino” del tutto illegale. Di lidi totalmente abusivi se ne sono rinvenuti e continuano ad essere individuati e sequestrati da Porto Cesareo, sullo Jonio, a Pescoluse di Salve, vicino Leuca (Gallipoli, almeno finora, nell’elenco non c’è).

“Tutto il mondo è paese”, ha commentato un lettore di Piazzasalento in uno dei servizi pubblicati, presentatosi come un viaggiatore di lunga esperienza. Certo è meglio avere comunque un quadro di riferimento più ampio, un contesto adeguato prima di lasciarsi andare a commenti stroncanti ristretti solo a quanto accade nel proprio paese. Anche poliziotti e carabinieri, nel loro primo comunicato congiunto con cui sollecitano la collaborazione dei cittadini, non hanno tralasciato di sottolineare che  l’afflusso di così tanti turisti “è anche una tentazione per quei malintenzionati che volessero perpetrare reati , soprattutto di tipo predatorio”. Gli utenti delle reti sociali sono stati messi sull’avviso dal Sindaco Minerva: casi di diffamazione e attacchi infondati alla città non verranno più tollererati, ha avvertito il primo cittadino. Per Minerva ci sarebbe anche una guerra preordinata di alcuni media contro una città ed un territorio che hanno tolto primati ed affari ad altri competitori italiani. Forse c’è anche questo ma appare certo che il “caso Gallipoli” non si regge molto in piedi. Gallipoli non è Gomorra, pur presentando aspetti di alta criticità propri e da non sottovalutare. La criminalità organizzata? La programmazione troppo carente? Sono altri capitoli infatti (di cui si dirà) di una situazione complessa; se caso nazionale è, lo è per via del forte richiamo che continua a sprigionare, al pari di pochissime altre località per vacanze.

 

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