Casarano – Vecchi amici, ricordi mai cancellati dal tempo, legami e condivisioni che si rafforzano: questi i temi che hanno fatto da filo conduttore del Consiglio comunale di Casarano che (all’unanimità) ieri ha conferito la cittadinanza onoraria e le Chiavi della città al generale di Corpo d’armata Salvatore Farina, dallo scorso 23 dicembre Capo di Stato maggiore dell’Esercito italiano. «Come per un altro illustre figlio di questa terra, accolto qui giorni or sono, provo ad impersonare la nostra città rivolgendole questi sentimenti, sicuramente condivisibili da tutti i concittadini», ha affermato, nel suo saluto, il sindaco Gianni Stefàno ricordando la cerimonia con la quale, neppure un anno fa, simili riconoscimenti erano stati rivolti ad un altro “figlio illustre” di Casarano, l’allora arcivescovo Angelo De Donatis, oggi cardinale.

I primi “fondamentali” 18 anni Nel suo intervento “a braccio”, il generale Farina ha ricordato, con dovizia di particolari, i suoi primi “fondamentali” 18 anni di vita vissuti a Casarano. L’importanza delle “radici e della memoria” è stata sottolineata in ogni passaggio del suo discorso. Ad iniziare dalla famiglia e dalla scuola. «Questa sera – ha esordito Farina – sono qui non tanto per parlare dell’Esercito, almeno per una volta, quanto di Casarano». E a seguire il riconoscimento dell’importanza nella sua formazione, “umana prima ancora che professionale”, di persone come mesciu Mariu Saitta (con il suo salone di fronte al bar Capozza), mesciu Pinu Stuppeddhu (sua l’officina di via Taurisano), Michele Cortese ed altri ancora, fino agli insegnanti ed ai compagni di scuola, ed in particolare a Giuseppe Toma, “l’unico compagno con il quale ho condiviso tutti e 13 gli anni di scuola”. E a proposito di scuola, al termine della cerimonia svoltasi nel chiostro comunale, l’attuale dirigente dell’Istituto tecnico Industriale “Meucci”, Concetta Amanti, ha ricordato lo studente che ha dato lustro al suo istituto conseguendo la maturità con il diploma che reca la data del 28 luglio 1976.

“Esercito di professionisti o leva obbligatoria?” «Ricordo nitidamente la Casarano di quegli anni, certamente diversa da quella di oggi: ci si ritrovava senza bisogno di messaggi o telefonini per trascorrere la serata al bar Dosito o per fare una passeggiata a Torre San Giovanni», ha affermato Farina il quale, prima dell’Assise pubblica, ha reso omaggio insieme al sindaco Stefàno, al sindaco-baby Giuseppe Muscella ed alle autorità presenti al Monumento ai Caduti della città in piazza Umberto I. Nel suo discorso, il Generale ha poi salutato i rappresentanti della varie forze armate presenti e pure le associazioni combattentistiche (era presente quella di Matino). Alla fine, il Capo dell’Esercito non si è sottratto dalla domanda (ritornata d’attualità) sulla riproposizione della leva obbligatoria: «La scelta dell’esercito professionale resta valida ed ha dato i suoi frutti su molti fronti. Si è trattato di un indiscutibile passo in avanti. Resta il fatto che tutto può essere deciso e cambiato. Non sta a noi decidere ma siamo pronti ad adeguarci a quelle che potrebbero essere eventuali decisioni del Governo e del Parlamento in merito».

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