Casarano, palazzo nuovo e conteso

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palazzo de judicibus a nuovoCASARANO. Ignorato nel corso degli anni dai più (ad eccezione dell’associazione “Amici del presepe 96” per il tradizionale allestimento natalizio), palazzo De Judicibus (foto accanto)  è ora al centro della discussione politica. Dopo la risoluzione dell’annoso contenzioso tra il Comune (ente proprietario dello storico palazzo seicentesco) e la famiglia che da anni lo occupava (ogni pretesa di usucapione è stata tacitata con il versamento di 5mila euro), l’Amministrazione comunale ha concesso in uso gratuito, e sino al 31 ottobre, i locali dell’immobile all’associazione “Ama Casarano” per l’organizzazione di alcune serate.

Dall’opposizione di centro-sinistra la prima reazione con la critica per “il mancato coinvolgimento delle altre associazioni e per l’assenza di un idoneo regolamento”. Da parte sua,  “Ama Casarano”, con il presidente Fabio Casciaro, ha sottolineato la natura “apolitica” del sodalizio, impegnato nel “rivalutare oltre al palazzo anche il nostro centro storico”. «La nostra associazione ha avuto in affidamento il palazzo per un periodo temporaneo e il progetto è stato realizzato con le nostre forze, sia fisiche che economiche, con la collaborazione dei nostri associati e dell’associazione 60Hertz”, si legge ancora in una nota di “Ama Casarano”.

Intanto, mentre il consigliere comunale del Nuovo centrodestra Francesca Fersino ha ricordato che la riqualificazione di palazzo De Judicibus “sarà possibile grazie ai fondi del Gal Serre salentine” (ci sono due progetti per un totale di 236mila euro), Marco Mazzeo, presidente della locale Università popolare ha proposto di fare dell’immobile “la casa delle associazioni”. Da ultimo l’intervento degli “Amici del presepe 96”, il sodalizio che da circa 18 anni fruisce, come sede sociale, di tre locali al piano terra del palazzo. Dopo aver espresso “soddisfazione per questo rinnovato fermento sociale e culturale cittadino”, l’associazione di volontariato, anche in un manifesto, ha informato di essere stata “sfrattata”. «Non ci è stato possibile entrare nella nostra sede perchè la serratura era stata sostituita, senza essere informati, dall’ufficio Tecnico comunale». Risolto il problema delle chiavi, l’associazione presieduta da Mimino De Masi chiede “maggiore rispetto istituzionale per la propria opera di volontariato”.

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