Casarano, lavori allo stadio: tegola da un milione 350mila euro sul Comune dissestato

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stadio giuseppe capozza casarano

Stadio “Giuseppe Capozza”

CASARANO. Tegola da un milione e 350mila euro sul Comune di Casarano. L’Ente, tra l’altro in dissesto, dovrà, infatti, garantire per i lavori di ristrutturazione realizzati allo stadio “Capozza” dalla Virtus della famiglia De Masi. Lo ha stabilito il Tar di Lecce che su ricorso del Credito sportivo, nella sentenza pubblicata ieri, ha ritenuto “illegittima” la delibera con la quale l’Amministrazione Stefàno, nel giugno del 2013, annullò (in autotutela) la fidejussione concessa dallo stesso Ente nel gennaio del 2011 (sindaco Ivan De Masi) a garanzia del mutuo da un milione e 350mila euro concesso dal Credito sportivo alla società calcistica (difesa dinanzi al Tar dall’avvocato Saverio Sticchi Damiani) impegnata nei lavori di ristrutturazione dell’impianto comunale. L’Amministrazione avrebbe omesso di valutare “l’interesse pubblico ed il legittimo affidamento dei soggetti controinteressati”, si legge nella sentenza.

In sostanza, per la realizzazione della curva sud, il rifacimento della tribuna laterale, la sistemazione della curva nord, della sala stampa, dei magazzini, la sostituzione della recinzione, l’installazione dei seggiolini in tutti i settori del campo e la risistemazione del manto erboso, il Comune garantì la Virtus per il mutuo ultra milionario ottenuto dal Credito sportivo. Avendo omesso, però, la stessa società dei fratelli De Masi di pagare le prime due rate del piano di ammortamento, a pagare sarebbe dovuto essere il Comune proprio in virtù della fidejussione concessa. Tra le motivazioni alla base della sentenza del Tar il fatto che l’impianto sportivo resta di “esclusiva proprietà comunale” e che “i costi di ristrutturazione abbiamo di gran lunga superato l’importo erogato dall’istituto di credito”. A fronte di una spesa complessiva di circa due milioni di euro “solo la somma di un milione 350mila euro è stata oggetto del contratto di mutuo”, scrivono i giudici amministrativi. Resta da valutare se l’Amministrazione comunale (finora difesa dall’avvocato Gualtiero Marra) deciderà di impugnare la decisione al Consiglio di Stato.

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