Da erba da sballo ad erba da cura

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Casarano. All’ospedale “Ferrari” di Casarano la somministrazione di cannabis è legale. Ma, naturalmente, non è per tutti perché l’uso e la coltivazione della marijuana, che in Italia è sempre considerata una droga, sono vietati. Ne beneficeranno solo cinque malati affetti da sclerosi multipla.

Sono gli effetti delle norme contenute in un decreto ministeriale del 2007 e in una delibera della Giunta regionale del 2010 che permettono l’uso di marijuana a scopo terapeutico. Grazie a queste norme, inoltre, il presidio ospedaliero diretto dalla dott.sa Gabriella Cretì è il primo e unico ospedale in Puglia a sperimentare la somministrazione di cannabis terapeutica.

È ormai da circa un anno che è iniziata la somministrazione gratuita di un farmaco importato dall’Olanda..

I cinque pazienti, segnalati dal “Centro di sclerosi multipla”, ogni mese vengono legalmente trattati da cannabinoidi per lenire le terribili sofferenze che la malattia provoca e che irrigidisce i muscoli.

Ai malati vengono servite specie di tisane, a base di marijuana, che non stordiscono il paziente, come si potrebbe pensare, ma rilassano i muscoli contratti, a causa del potente irrigidimento, e allevia i fortissimi dolori.

Il farmaco – il “Bedrocan”, un composto a base di fiori essiccati di cannabis – viene custodito in una cassaforte all’interno della farmacia del presidio ospedaliero, diretta dalla dott.sa Agnese Antonaci.

Il via alla sperimentazione è partito grazie a un decreto dell’aprile 2007, firmato dall’allora ministro della salute Livia Turco, che inserì i cannabinoidi tra i farmaci, e a una delibera della Giunta regionale del 2010, firmata dall’attuale presidente della regione, Nichi Vendola, che ha stabilito l’erogazione a carico del servizio sanitario regionale.

l percorso burocratico per ottenere il farmaco, però, è lungo e complesso. Per fare l’ordine, la farmacia ospedaliera deve prima ricevere un’autorizzazione dal ministero della Salute.

Il “Ferrari” fa l’ordine all’azienda farmaceutica olandese, che a sua volta deve chiedere l’autorizzazione al suo Ispettorato alla sanità. Solo allora invia l’ordinativo. Il tutto attraverso un carteggio che deve essere sempre prodotto in originale, senza utilizzo di fax né e-mail, per evitare falsificazioni.

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