Il Carnevale resta a rischio

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Gallipoli. La gara per  l’acquisizione di un progetto esecutivo per l’organizzazione del 71° Carnevale di Gallipoli edizione 2012 è andata deserta. Il 15 dicembre sono scaduti i termini e al protocollo del Comune non è pervenuto alcun plico contenente il progetto. Il partner che avrebbe vinto la gara avrebbe dovuto provvedere in proprio, oltre ai premi, a tutte le spese di gestione, comprese le retribuzioni e gli oneri previdenziali ed assistenziali relativi al proprio personale impiegato nello spettacolo.

Quindi si ricomincia daccapo. L’intenzione è quella di riproporre, sic et simpliciter, lo stesso bando per il carnevale 2013. In questo modo i tempi per elaborare un progetto, per chi è intenzionato a partecipare, saranno sicuramente più ampi e la ristrettezza temporale non potrà più essere un alibi.

E per quest’anno? Al Comune si stanno interrogando come fare per superare l’impasse e assicurare alla città la manifestazione carnascialesca che tanti forestieri fa arrivare in città nei giorni delle sfilate. Per ora è trapelata solo qualche indiscrezione assai attendibile. E’ quasi sicuro che si vorrà coinvolgere tutte le associazioni che operano sul territorio di Gallipoli nel campo della cultura del turismo e dello spettacolo per affidare loro la gestione e l’organizzazione di spettacoli e manifestazioni artistico-culturali propri del Carnevale. A giorni dovrebbero partire le lettere di convocazione con la speranza che il messaggio sarà recepito da tutti i sodalizi i quali, con un contributo di idee dovranno concorrere tutti insieme a salvare il Carnevale.

Per quanto riguarda i soldi, pare si voglia agire come è si è fatto per la festa di Santa Cristina. Il Comune garantirà i servizi necessari per l’allestimento e per i premi si dovrà ricorrere agli sponsor, anche perché, come sembra, non potranno avere la consistenza degli altri anni.

Insomma se la situazione generale è critica, sarà critica per tutti. Ma che cosa pensano le associazioni in merito?  Intanto aspettano la lettera per sapere quali sono le condizioni. Anche se non è che sprizzino fiducia ed entusiasmo nell’apprendere la notizia.

«Organizzare il Carnevale non è la stessa cosa che fare la festa di Santa Cristina» – sussurra intanto qualcuno. E i carristi? Questi sono ancora fermi. «Ci vogliono almeno 15 giorni per smontare i carri dell’anno scorso» – dice Cosimo Perrone, vincitore della passata edizione, che aggiunge, interpretando la volontà degli altri carristi –  forse sarebbe meglio se ci fermassimo per un anno. Riorganizzare il tutto e ripartire in grande. In neanche due mesi non possiamo farcela. Pur con tutta la buona volontà».

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