Il Carnevale di Tuglie va, poi le caremme

Una “caremma” per le strade di Tuglie durante il periodo post carnevale dello scorso anno. Anche quest’anno ritorna il concorso che premia il fantoccio più bello, originale, spaventoso e simpatico

Tuglie. Ritorna anche quest’anno il concorso simbolo del Carnevale  di Tuglie, ovvero “La  caremma”.  Per il nono anno consecutivo, l’associazione culturale Ekagra ripropone, nella  veste di rassegna- concorso, l’esposizione per le vie del paese delle classiche “vecchine” preparate  da genitori e figli in attesa della Pasqua.

Il concorso (per iscriversi c’è tempo fino al 4 marzo) è cresciuto di anno in anno registrando tantissime adesioni tra i tugliesi che, orgogliosi, si industriano per realizzare nel migliore dei modi il tradizionale fantoccio da esporre vicino la propria abitazione.

Quest’anno gli organizzatori (per informazioni si può telefonare ai numeri 3287497700 oppure 3477277533) premieranno, anche grazie alle indicazioni provenienti dalla pagina Facebook creata per l’occasione, quattro categorie tra le quali la caremma  più bella, la più spaventosa, la più simpatica e la più originale.

Nella notte precedente la Pasqua sarà poi un grande  falò a bruciare tutti i fantocci,  momento questo che simbolicamente equivale al rituale della purificazione. Nella tradizione popolare, la “caremma”, rappresenta infatti,  la mamma del carnevale, morto nel giorno di “martedì grasso”. Viene appesa sui terrazzi o sui balconi delle case, ma anche sui pali ai crocicchi delle strade, il mercoledì delle Ceneri per ricordare l’inizio della quaresima.

La caremma, nella tradizione, serviva a ricordare ai cristiani che la Chiesa viveva un periodo di penitenza e di lutto, per cui le feste, le baldorie e gli eccessi del carnevale dovevano essere eliminati e si dovevano affrontare giorni di digiuno, di sacrificio e di astinenza dalla carne. Rappresenta, inoltre, una sorta di calendario rudimentale per mezzo del quale si può tenere il conto delle settimane che precedono la Pasqua.

Il tempo della penitenza e dell’astinenza viene rappresentato e scandito da sette piume di gallina (una per ogni settimana di quaresima) conficcate in un’arancia (o in una patata). Di queste piume ne viene tolta una per settimana sino al sabato santo, giorno in cui la stessa caremma viene bruciata.

Federica Sabato

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