Gallipoli: il Carnevale resiste

Un gruppo di mascherine della sfi lata del 2011

Gallipoli. Dopo oltre vent’anni di ininterrotta attività il Carnevale di Gallipoli si ferma. Nessuna speranza, dunque, per un malato ormai in coma irreversibile.  Di chi è la colpa? Come speso accade in questi casi, di tutti e di nessuno. Intanto alcuni pezzi dei carri dell’anno scorso prendono altri lidi (vedi il gigantesco pagliaccio del carro di Cosimo Perrone, primo premio della passata edizione, che giganteggia in questi giorni all’Ipercoop di Lecce).

Nell’animo della gente, però, lo spirito carnascialesco che ha animato da secoli il popolo gallipolino, non è morto. Nel suo piccolo, un grosso contributo lo ha dato lo stesso Cosimo Perrone, detto “Co’ Malampu”, grande appassionato delle tradizioni gallipoline. «Non vogliamo che si perdano le tradizioni qui a Gallipoli» dice con orgoglio Perrone, che proprio per questo nella notte di Sant’Antonio, con l’aiuto di alcune associazioni ha organizzato una serata di allegria intorno ad una “focareddha” sulla Muraglia di scirocco con annessi fuochi pirotecnici, piatti tipici e pizzica.

Ma ci sono stati anche altri piccoli falò, lungo le mura della città vecchia, organizzati da ragazzi che sicuramente non ci stanno all’idea che a Gallipoli si perdano le manifestazioni carnevelesche e l’allegra atmosfera. Pure le scuole cittadine stanno organizzando recite e incontri festaioli con i più piccoli.

A mantenere viva la passione per il Carnevale poi ci stanno pensando anche gli oratori parrocchiali, tra i quali quello di San Gabriele guidato da don Piero Nestola. Una sottocommissione del Consiglio pastorale ha in animo di organizzare, nel quartiere della parrocchia (zona Pep sulla via per Alezio), alcuni momenti di festa in maschera.

«Dobbiamo far rinascere il Carnevale – dice Francesco Fontò presidente dell’associazione Gallipoli Nostra – e per farlo bisogna cominciare da zero. Bisognerebbe ripartire dalle feste rionali nel centro storico, con la pizzica-pizzica e serate danzanti in maschera».

Polemica infine sulle richieste, non accolte, dai carristi. Il consigliere provinciale Sandro Quintana, a chi ironizzava sul Carnevale di Corsano appoggiato dalla Provincia, su Facebook ha risposto: «Roby, lì ci sono 150 persone a titolo gratuito, non con l’imposizione di 10.000 euro a carro allegorico come da noi, primo punto. Secondo: al Comune di Gallipoli i capannoni costano all’anno all’incirca 80.000 euro solo di luce acqua e spese varie: sarebbe stato logico e sensato per i carristi, vista l’impossibilità di un contributo dagli enti locali, farsi carico per un anno a titolo gratuito della realizzazione dei carri e non utilizzare i capannoni come officine e sale banchetti per feste a spese della collettività… i capannoni vanno usati solo ed esclusivamente per il carnevale, non come casa propria o cantieri navali, è un bene comune e nessuno sarebbe morto se facevano i carri gratis».

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