La mannaia cala sul clan Donadei, 126 anni e mezzo per il boss e altri 13

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Parabita. Centoventisei anni e mezzo di carcere suddivisi tra 14 imputati, uniti tra di loro da un vincolo associativo criminale ed ora da una condanna più pesante persino di quella che aveva invocato il pubblico ministero: il Tribunale di Lecce ha concluso il processo scaturito dall’operazione “Bamba” che ha coinvolto Parabita ed alcuni paesi della zona. Dei 26 arrestati in quella mattinata di un anno fa effettutati dai carabinieri della Compagnia di Casarano, i restanti dodici in questione verranno giudicati col rito ordinario (non abbreviato, quindi, come i loro soci già condannati).

A rendere più pesante il fardello delle pene ha inciso notevolmente il riconoscimento per tutti del reato di associazione a delinquere intorno al boss indiscusso, il parabitano Massimo Donadei. A lui, capo riconosciuto, sono stati appioppati vent’anni di carcere; secondo le indagini, avrebbe fatto parte della Sacra corona unita. Nel business del traffico di droga in questa parte del Sud Salento, il 32enne Donadei ha coinvolto la madre 71enne (Teresa Causo, otto anni e mezzo di reclusione) e il fratello  Leonardo (già condannato col patteggiamento).

Ecco l’elenco delle condanne comminate dal Tribunale di Lecce: Carlo De Cagna, 43 anni  di Scorrano, 16 anni e due mesi (il pubblico ministero ne aveva chiesti 12); Lulzimin Krasniqi, 37enne albanese residente a Matino, undici anni (nove i richiesti dall’accusa; finita la pena sarà espulso dall’Italia); Andrea Misceo, 42enne di Parabita, undici anni e quattro mesi; Giorgio Pio Bove, 25enne di Parabita, nove anni e sei mesi; Salvatore De Maria Martello, 38enne di Tuglie, otto anni e due mesi; Marco Rainò, 24enne di Tuglie, sette anni e sei mesi; Alessandro Tornese, 28enne di Alezio, sette anni; Antonio Fattizzo, 20enne di Parabita, sette anni; stessa pena per Tommaso Negro, 39enne di Tuglie; Alessandro Margarito, 35enne di Parabita, quattro anni e otto mesi; stessa pena per Cosimo Rossetto, 43enne di Matino; Emiliano Malagnino, 38enne di Taurisano, quattro anni.

Nel corso delle indagini che hanno consentito di sgominare una rete di traffico e spaccio di droga, è emerso anche un tentativo di uccidere Biagio Toma di Parabita, un sodale che secondo il capo però non disdegnava di “parlare” pur di tornare in libertà.

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