Capolinea dei treni a Maglie? È rissa

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La stazione ferroviaria di Gallipoli

Gallipoli. La proposta dell’assessore provinciale ai Trasporti, Bruno Ciccarese, per prolungare i binari delle ferrovie statali da Lecce a Maglie ha fatto tornare prepotentemente alla ribalta una questione su cui a Gallipoli si sono spesi in tanti ed in occasioni cicliche, senza però cavare un ragno dal buco.

Nè è servito richiamare, a più riprese e con forza, il precedente storico in cui era proprio Gallipoli il capolinea delle Ferrovie dello Stato, oggi Trenitalia. C’è chi ha ricordato che agli inizi del ‘900 si poteva salire in carrozza a Gallipoli e scendere a Parigi. E viceversa. E’ storia.

Come quella che portò qui in treno il politico socialista Filippo Turati, il quale trovò una grande sorpresa appena uscito dalla stazione: i “vastasi” del porto, gli scaricatori, tolsero i cavalli alla carrozza che lo aspettava e si misero a trainarla loro, come segno di grande rispetto verso l’ospite, ma anche come sberleffo verso i padroni dell’epoca: “bestie per loro sì e per il nostro capo no?”, fu il messaggio.

Ma, storia a parte, il ritorno di fiamma con la preoccupazione che una città come Gallipoli, attualmente senza neanche governo cittadino, possa essere soppiantata da altri per un traguardo inseguito per decenni, ha fatto scattare appelli e polemiche.

L’ex consigliere comunale Giuseppe Coppola, al quale va riconosciuto un impegno in tal senso da sempre, ha chiamato alla mobilitazione parlamentari, consiglieri regionali e provinciali della città. Prima ancora, a Lecce, al momento dell’annuncio dell’intenzione della Provincia, era stato il sindaco di Sannicola, Giuseppe Nocera, a sollevare obiezioni sulla scelta palesata, cioè Maglie capolinea.

A Gallipoli comunque, come molto spesso accade, dai temi e problemi connessi a questa ipotesi si è passati ben presto ale contumelie, accuse e sospetti. Il consigliere Pdl Antonio Barba ha intitolato un suo intervento “Gallipoli ha bisogno di proposte sensate, non di slogan elettorali”, polemizzando con Coppola. Mentre il Pd chiede “che c’entra Maglie con la stazione di testa dele ferrovie, a quali requisiti risponde una scelta in tal senso”, una riunione in Provincia sull’argomento è stata prima annunciata e poi disdetta.

E in tanti sono rimasti a chiedersi: ma, di questi tempi così magri, da dove arriverebbero i tanti soldi necessari per portare doppi binari e servizi verso un altro capolinea? Dall’Europa?

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