Cantiere e sorprese da vedere

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Parabita. Per rendere partecipi i cittadini dello stato dei lavori che la stanno riportando maestosa quanto mai, si annuncia per l’ultima domenica di ottobre una giornata di apertura straordinaria della chiesa dell’Umiltà, in cui sarà possibile accedere al cantiere ed ammirare la bellezza di un capolavoro che rischiava di essere travolto dall’oblio e dall’incuria.

Oggi con i lavori di riqualificazione curati dalla parrocchia S. Giovanni Battista, sta per rinascere a vita nuova. Quando negli anni ’50 l’arciprete don Luigi Pino la fece tramezzare per ricavarne due piani da adibire uno a sede dell’Acli e l’altro a cine-teatro,  deturpò la chiesa di tutta la sua imponenza, danneggiando anche affreschi, altari e suppellettili di grande rilevanza storico-artistica, che oggi si cerca di recuperare.

Alcuni sono stati rinvenuti presso la Sovrintendenza di Bari ed il castello di Copertino e saranno restituiti a breve. Altri, tra i quali capitelli, maioliche o pietre affrescate, sono ancora sparsi nelle case di quanti all’epoca se ne appropriarono indebitamente, ed è alla loro coscienza che  fa appello il parroco don Angelo Corvo, affinchè restituiscano il maltolto. «Entrare nella chiesa appena è stato abbattuto il solaio che la tagliava a metà è stato come liberare un prigioniero dalle sue ingiuste catene – ha spiegato -. Ora dobbiamo riconsegnarle anche la sua storia e la sua bellezza». Grazie ai lavori effettuati sono stati riportati alla luce tutta  una serie di reperti, tra cui ossa umane, tombe e nicchie affrescate che sono già al vaglio di esperti archeologi, e che sicuramente riscriveranno la storia di Parabita.

La prima grande sorpresa riguarda la data di costruzione del tempio stesso. Dal pavimento originario è stato possibile farlo risalire all’incirca all’anno Mille e non più al 1300 come si era creduto fin’ora. Il prossimo passo, sarà la ricostruzione del tetto con travi in legno così com’era presente in origine. E presto la struttura sarà adibita a centro culturale. «Il mio desiderio – dice don Angelo – è  potervi celebrare almeno una santa messa».

DP

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