Lecce – Calcio e malavita a braccetto per conquistare il consenso sociale: questo il connubio smascherato dall’operazione Off-side dalla quale è scaturito il processo appena conclusosi dinanzi al Tribunale di Lecce. Tre sono state le condanne e altrettante le assoluzioni per gli imputati che hanno scelto il rito abbreviato: l’operazione condotta dalla Polizia portò all’arresto di Luciano e Danilo Pasquale Coluccia, padre e figlio di 69 e 38 anni, ora condannati rispettivamente a 9 anni e 4 mesi il primo e 9 anni il secondo. Per i due, appartenenti al noto clan di Noha (costola storica della sacra corona unita), sono stati accusati per associazione a delinquere e frode sportiva. Tra gli altri indagati un anno di reclusione è toccato al 38enne di Copertino Antonio Renis, all’epoca dei fatti allenatore del Maglie accusato di aver manipolato i risultati della partita vinta dall’Avetrana il 10 aprile 2016. Per i due Coluccia la pena è aggravata dal risarcimento di 10mila euro in favore della Federcalcio (in solido con Renis), dall’interdizione perpetua dai pubblici uffici, dall’interdizione legale per la durata della pena e dalla misura di sicurezza speciale per due anni da applicaresi una volta espiata la pena stessa.

Tra gli altri soggetti indagati da registrare l’assoluzione (“per non aver commesso il fatto”) in favore del 69enne allora direttore sportivo Mino Manta (di Tuglie), oggi responsabile dell’area tecnica del Brindisi, che, secondo l’accusa, all’epoca dei fatti sarebbe stato contattato da Danilo Coluccia per addomesticare il risultato di Galatina-Galatone (conclusasi 2-0). Stesso tipo di assoluzione per il 37enne Mauro Giordano, quale giocatore del Maglie, e per il 37enne Alessio Antico, attuale presidente del Nardò calcio. Resta sospesa le posizioni di altri tre imputati che non hanno scelto di essere giudicati con il rito alternativo, ovvero del 47enne Lorenzo Adamuccio e del 38enne Daniele Gatto, entrambi di Maglie, e del 26enne Pierpaolo Maiorano, di Torchiarolo, quest’ultimo accusato per la cessione di alcune dosi di cocaina.

L’operazione Off-side puntò i fari sul campionato di Promozione 2015-16 vinto dal Galatina dopo lo spareggio con il Salento Football di Leverano. Ma furono anche altre le sfide finite sotto la lente (e le intercettazioni) degli investigatori. Quelli legati al calcio erano soltanto alcuni degli affari portati avanti dal clan visto che le accuse svariano su droga, estorsione e tentativi di condizionare l’attività amministrativa locale. Nelle intercettazioni, i capi del sodalizio si dicevano pronti a far “saltare in aria il Comune di Galatina”, per problemi legati alla gestione dello stadio, così come amavano definirsi “come quelli di Casal di Principe”, in grado cioè, così come la mafia del paese campano, di condizionare la vita sociale.

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