“Botte”, famiglie senz’acqua

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CONTRADA BOTTE Ammonta ad oltre 61mila euro la morosità verso l’Acquedotto pugliese da parte di 28 famiglie di via Ungaretti alle quali l’ente idrico ha chiuso i rubinetti. La situazione può ritornare alla normalità con il versamento di un acconto da 650 euro a famiglia

Casarano. Rubinetti a secco per ben 28 famiglie. Accade in contrada Botte dove da mercoledì 17 ottobre le famiglie locatarie di quattro condomìni in via Ungaretti, di proprietà dell’Istituto autonomo case popolari, sono rimaste senz’acqua malgrado il pagamento (a titolo di acconto) di una rata da 2.100 euro sull’arretrato maturato.

L’erogazione è stata interrotta a causa di una morosità di oltre 61mila euro nei confronti dell’Acquedotto pugliese. Stessa emergenza ebbe a verificarsi già alcuni anni fa con simili conseguenze, ovvero proteste da parte dei residenti (che hanno minacciano di bloccare la trafficatissima via Poerio) e tentativo di coinvolgere il Comune.

Lo scorso 9 ottobre, l’Aqp ha inviato un avviso di interruzione della fornitura idrica per mancato adempimento contrattuale, nel quale però si dichiarava disponibile, “in via del tutto eccezionale”, a concedere l’opportunità di dilazionare la morosità accumulata attraverso un piano di rientro in 18 rate mensili dell’importo di 2.393,13 euro, con decorrenza dal 16 novembre. Nello stesso avviso, Aqp poneva come “condizione indefettibile alla suddetta proposta” il versamento, entro il successivo 12 ottobre, di 18.461,78 euro, a titolo di acconto, pari al 30 per cento dell’intera morosità.

Diverso il discorso per quanto concerne la richiesta dell’acconto, ritenuta inaccettabile, a causa della difficoltà a racimolare 650 euro a famiglia in un periodo di crisi e di mancanza di lavoro come quello attuale.

Sulla questione è intervenuta Francesca Fersino, capogruppo di Liber@città, con una lettera indirizzata all’Aqp, nella quale si chiede “l’immediato ripristino della fornitura dell’acqua, in quanto bene di prima necessità per la sussistenza delle famiglie ivi residenti, che hanno bambini ad anziani, e essenziale per scongiurare problematiche di natura igienico-sanitaria”.

Richiesta avanzata anche dal coordinatore del Partito comunista, Vladimiro Guida. Nel frattempo, i residenti hanno provveduto a raccogliere i soldi per il pagamento della prima rata. Si spera che l’Aqp, in presenza di un segnale concreto, possa ritornare sui propri passi.

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