Fuochi inquietanti in città

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SEGNALI PREOCCUPANTI La sequenza ravvicinata con cui si sono svolti gli attentati ad auto in sosta hanno allarmato tutta la città. Qui via Lombardo Veneto. Il documento diramato dall’Università popolare è stato sostenuto subito da associazioni, e forze politiche

Casarano. Tre attentati in una settimana. Tra l’8 e il 14 ottobre altrettante automobili sono state distrutte da ordigni o da incendi dolosi. Un’escalation criminale che non può lasciare indifferente la parte sana della comunità casaranese. La società civile ha reagito subito, già dopo il secondo attentato, attraverso una lettera-appello alle forze dell’ordine e alle istituzioni preposte alla sicurezza. L’iniziativa è stata dell’Università popolare di Casarano che ha sottoposto l’appello alle associazioni, ai partiti, ai movimenti e alle parrocchie.

«In seguito al ripetersi di gravissimi episodi di attentati dinamitardi – si legge nell’appello – siamo fortemente preoccupati di quanto sta accadendo nella nostra cittadina. Con fermezza chiediamo alle Forze dell’ordine, al commissario e a tutte le istituzioni preposte, di vigilare e di indagare per estirpare questa nascente e quanto mai preoccupante ondata di violenza.

Si percepisce chiaramente che la città e la comunità tutta di Casarano stanno attraversando un periodo particolarmente delicato della propria esistenza civica, pertanto incoraggiamo e sproniamo ulteriormente chi di dovere a mantenere alto il livello di guardia per respingere con vigore e forza ogni tentativo di turbamento della civile convivenza».

«Spingiamo, infine – conclude l’appello – tutta la cittadinanza a collaborare in qualsiasi forma con le forze dell’Ordine. Casarano tutta, nell’espressioni parrocchiali, partitiche e di associazionismo, manterrà alto il livello di guardia e di attenzione sul proprio territorio per combattere ogni forma di azione criminosa». Mentre scriviamo hanno aderito all’appello le associazioni “Libera” (presidio di Casarano), “Tuttocasarano” e “ProArt”;  tra le forze politiche l’Udc, “Sinistra, ecologia e Libertà”, Partito Democratico,  Pdci, Verdi e Liber@città.

Il primo attentato è avvenuto nella notte tra il 7 e l’8 ottobre scorso quando un grosso ordigno ha fatto esplodere una Lancia Y, in via Principe di Piemonte, di proprietà della moglie di un cuoco. Forse si è trattato di un errore perché il 13 ottobre, alle 3.30, in una strada vicina, via Leonardo Da Vinci, esplode un’altra Lancia Y, anche questa a causa di una bomba artgianale, di proprietà di Francesco Refolo, un ex imprenditore del Tac che da alcuni anni gestisce un ristorante ad Alessano. Il terzo inquietante episodio è accaduto la mattina del 14 ottobre, alle ore 5.15, in via Lombardo-Veneto, ai danni di un’Alfa Romeo “166” di proprietà di un operaio. In questo terzo caso non si è trattato di un ordigno, ma di un probabile incendio doloso.

Ma gli interrogativi dei casaranesi riguardano anche una certa recrudescenza di altri fatti delittuosi, come le rapine. E’ di pochi giorni fa un nuovo episodio, dopo la rapina sventata ad una banca con inseguimento nel centro storico, che tanto ha fatto scalpore poichè gli urti dell’auto dei malviventi contro i muri delle case aveva fatto pensare in un primo momento ad una sparatoria. Questa volta un uomo con il casco e un taglierino ha preso di mira il supermercato Scarlino  in via Matino, in pieno centro quindi, facendosi consegnare l’incasso (800 euro); subito dopo l’uomo ha inforcato lo scooter con cui era arrivato ed è fuggito.

Un altro supermarket era stato rapinato poco tempo: stessa sorte per una tabaccheria.

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