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Il blog della redazione di Piazzasalento, una finestra sul nostro lavoro quotidiano.

Gallipoli – Il tour per raccogliere fondi da impiegare nella lotta ai tumori, iniziato sul finire dello scorso anno con tre tappe di presentazione del progetto, può dirsi concluso. Con la soddisfazione che ha pervaso l’incontro di questo pomeriggio nella redazione di Piazzasalento. In prima fila alcune delle “Calendive 2018”, protagoniste del calendario la cui vendita ha portato nelle mani della Lilt e del centro Ilma, in avanzata costruzione sulla Gallipoli-Alezio, ben 6.520 euro. Presenti alla consegna ufficiale del contributo al dottor Giusette Serravezza, esperto oncologo e presidente fino a due anni fa della Lilt provinciale con sede a Casarano, Rosanna Conte di Morciano di Leuca come Paolo Sperti; Irene Dongiovanni, Elisa Pisignano, Cosimo Cassiano di Salve; Rocco e Daniela Casciaro di Acquarica del Capo, Paola Orlando di Alessano e il “padrino” di “Calendive & Friends 2018”, Vito Vergine, imprenditore turistico.

Come sarà e come funzionerà il centro Ilma è stato al centro della conversazione, coordinata dal direttore del giornale online Fernando D’Aprile ed iniziato con un fuori programma raccontato dallo stesso ospite: “Vede questa busta con i cuoricini? Vengo adesso da un paese della nostra provincia dopo aver raccolto questo contributo che una persona ultraottantenne periodicamente ci versa all’insaputa dei suoi stessi familiari. Sono tremila euro in contanti”. Poi rivolto alle “calendive” ha aggiunto: “Quello e questo vostro contributo s’inseriscono in una lunga catena fatta da tanti, da gruppi e da cittadini salentini generosi e soprattutto lungimiranti”, ha sottolineato Serravezza, principale animatore del progetto e della realizzazione dell'”Ilma”. Che funzionerà con tre settori base: il primo si occuperà di ricerca ambientale, branca poco presente qui e in Italia eppure è lì la chiave per capire e prevenire la malattia, in base alla salute del terreno e dell’aria”; la seconda sarà dedicata alla prevenzione attraverso ambulatori specializzati. “Ma la rete di base esistente oggi resterà in piedi per i primi controlli e per indirizzare poi, dopo i primi rilievi, alla struttura superiore”, ha detto il direttore scientifico della Lilt ad una domanda circa le 27 sedi con ambulatori di primo livello operanti in provincia. Il terzo settore sarà dedicato infine alla riabilitazione. “E’ stato un lavoro pionieristico – ha aggiunto Serravezza – ma di successo. Il centro alimenterà ricerca libera e indipendente; ogni 5 anni contiamo di pubblicare un rapporto sullo stato di salute della popolazione e dell’ambiente”.

Il calendario 2018 ideato da Irene Dongiovanni, in continuità con le “Calendive 2017”, è stato coordinato da Rosanna Conte di Morciano di Leuca e Paola Orlando di Alessano. Dodici scatti di film famosi mese per mese (Titanic, Ufficiale e Gentiluomo, La dolce Vita, Grease, Una giornata particolare e tanti altri) realizzati dal fotografo Aldo Isocento. Ventiquattro i modelli che si sono spesi per questa iniziativa. Tra le novità di questo anno il testimonial d’eccezione, Gabriele Greco, attore tv e fiction di successo (tra cui “Vivere”, “Centovetrine”, “Capri 3” e “Squadra Antimafia”). “La distribuzione delle 850 copie è stata personale, per via diretta e in rete”, raccontano le protagoniste, già col pensiero rivolto alla prossima raccolta.

Gallipoli – Un pomeriggio in redazione per alcuni ragazzi di Nardò e Galatone partecipanti al corso “Organizzazione eventi e congressi”, che si protrae dallo scorso 26 marzo sino al prossimo 8 maggio. Il direttore Fernando D’Aprile ha ospitato presso la sede di via Sigismondo Castromediano a Gallipoli, nel primo pomeriggio di ieri 30 aprile, il neretino Francesco Felline e i galatonesi Ivan Graziano Filieri, Sharon Frassanito, Serena Miccoli e Martina Stifanelli, accompagnati dal tutor Dario D’Errico di Galatina.

I ragazzi hanno analizzato e compreso alcune dinamiche circa il funzionamento di una redazione giornalistica, la gestione delle notizie, la delicatezza e l’importanza di chi opera nel settore della comunicazione e dell’informazione, spaziando su vari temi quali la Xylella o lo stato delle infrastrutture sanitarie della provincia di Lecce. Guidati dal docente Lorenzo Falangone di Nardò, i ragazzi nei giorni scorsi hanno lanciato su Facebook (@clickefoodsalento) il concorso fotografico “Click & Food”, che invita gli utenti a condividere attraverso immagini piatti raffiguranti le tipicità salentine. La partecipazione al concorso è gratuita ed aperta a tutti – cuochi professionisti o amatoriali – senza limitazione d’età alcuna. Ogni partecipante potrà aderire al contest con una sola fotografia da inviare unitamente alle proprie generalità. Le tre foto che raccoglieranno il maggior numero di “mi piace” si aggiudicheranno i seguenti premi: pizza e birra per due presso Jazzy City di Nardò (primo classificato), colazione per due presso Bread & Coffee di Nardò (secondo), confezione di vino da tavola offerta da Cantine Giuri di Nardò.

Il corso che ha coinvolto questo gruppo è organizzato da “Arnia”, società cooperativa di Tuglie, in collaborazione con Ats “Sinergia per il lavoro”, e rientra nel programma “Garanzia Giovani” (Youth Guarantee) varato dal governo in ottica di un incremento dell’occupazione.

Gallipoli – Sono venuti a vedere da vicino la redazione di Piazzasalento i ragazzi della scuola primaria di Sannicola. Com’è, come funziona, chi comanda, come si scelgono le notizie da pubblicare, aneddoti curiosi o pericolosi, fino al capitolo-minacce ai giornalisti. Gli studenti delle classi terze e quarte dell’’Istituto comprensivo statale di Alezio, diretto da Sabrina Stifanelli, accompagnati dall’esperta Mariagrazia Aloisi (di Galatone) e dalla tutor Carmen Lorenza Piccione (di Nardò) sono arrivati nel pomeriggio nella sede di via Castromediano accolti dal direttore Fernando D’Aprile e dai redattori Mauro Stefàno e Chiara Pisanello.

Tante le domande formulate dai ragazzi preparati “a dovere” dai docenti nell’ambito del progetto Pon “Per la scuola, competenze e ambienti per l’apprendimento” – modulo “Reporter di classe”. Dopo aver già acquisito le nozioni di base del giornalismo, come quella sulle famose “5 W” (chi come dove quando e perchè), i ragazzi hanno fatto sapere di aver già sperimentato “sul campo” la professione andando ad intervistare gli operatori del mercato settimanale del loro paese circa il trasferimento in altra sede. Da “sono tutti d’accordo” a “tutti d’accordo tranne uno” la verità precisa emersa dopo un piccolo approfondimento.

Altre domande sono state poste sulla verifica delle notizie e di chi le fornisce; sui linguaggi usati; sui segreti della professione. Questi i nomi dei ragazzi presenti all’incontro: Giorgia Bolognino, Giosuè Caputo, Mauro Carrisi, Lorenzo Cataldi, Maddalena Ciricugno, Gabriele Fattizzo, Simone Fuso,  Mattia Giaffreda, Gabriele Greco, Gioele Greco, Mariangela Greco, Leonardo Inglese, Achille Ingrosso, Riccardo Manzo, Martina Mazzone, Mirko Mercuri, Genci Meta, Ismaele Mezzi, Jonny Moscatello, Anastasia Pagone, Federica Picciolo, Martina Piccione, Francesco Pisanello, Nora Savito, Diletta Scorrano, Yaxi Su.

Alezio – L’Istituto comprensivo statale di Alezio in visita, ieri, nella redazione di Piazzasalento a Gallipoli. Una delegazione “qualificata” di ragazzi delle classi terze e quarte della Primaria, accompagnati dal tutor Antonia Benedetta Cuppone di Cursi e dall’esperto Carmelo Maggio di Gallipoli, sono arrivati nel pomeriggio in via Castromediano accolti dal direttore Fernando D’Aprile e dai redattori Mauro Stefàno e Chiara Pisanello. Tante le domande formulate dai ragazzi preparati “a dovere” dai docenti nell’ambito del progetto Pon “Per la scuola, competenze e ambienti per l’apprendimento” – modulo “Carta stampata”. Ma i piccoli aspiranti giornalisti hanno anche dimostrato di saperne già qualcosa, sfoderando nozioni di base come le 5 W e sistemi di sintesi e riassunto come “la regola del carciofo”: andare al cuore del fatto e togliere tutte le altre parti ininfluenti o superflue. Naturalmente sanno cosa sono le “bufale”, ossia le false notizie, e le fonti principali cui attingere quelle vere, naturalmente da verificare e approfondire. Hanno voluto conoscere cosa sono i corrispondenti dai vari paesi, cosa fa la redazione e se anche il direttore scrive articoli. Infine, la sorpresa: una pagina di Piazzasalento confezionata e stampata in tempo reale, con un breve articolo e tante foto dell’incontro. Occhi sgranati e molti sorrisi per il regalo inatteso e, per certi versi, sbalorditivo (nei tempi di elaborazione soprattutto).

Questi i nomi dei ragazzi presenti all’ncontro: in redazione: Francesca Barba, Serena Barba, Federica Caricato, Michelle Colazzo, Doroty Congedo, Davide Cotardo, Alessandro De Blasi, Riccardo De Santis, Riccardo Giorgino, Annachiara Laterza, Francesco Latrofa, Miriam Magagnino, Francesco Marra, Fabiano Merenda, Giorgia Minerva, Martino Minerva, Riccardo Muci, Chiara Nocita, Giorgio Lamberto Petrachi, Alessandra Petrucelli, Emanuele Romano, Giulia Todaro, Lucia Tricarico, Benedetta Vantaggio.

Gallipoli – Perché quel nome “Piazzasalento” tutto attaccato; quando è nato il giornale ora online; chi scrive gli articoli; come vengono scelte le notizie… Immaginate 23 facce incuriosite e piene di domande (maturate e preparate nel corso del progetto Pon “Il sabato… del linguaggio”) e di dita alzate, di taccuini aperti e pieni di appunti; di saluti finali fissati sulla lavagna di carta prima di andar via. Ecco un pezzo dell’incontro con le classi V sezioni A e B del plesso scolastico di Matino “Raffaele Gentile”, un ingegnere, matematico e intellettuale nato nel 1830 e scomparso nel 1904. E’ stato anche Sindaco e realizzatore di alcune opere ancora oggi da ammirare come il cimitero e la meridiana in piazza Municipio. Hanno scoperto anche questo, ragazzine e ragazzini in giro per il loro paese, guidati dall’esperto Fernando Scozzi di Melissano e dalla insegnante Maria Cristina Cazzarò di Gallipoli. Hanno lasciato un segno in Andrea le origini del proprio paese;  in Giorgia quei simboli sull’ingresso del cimitero (il teschio, la clessidra, le armi… opere d’arte di Gentile). L’attenzione di Beatrice e di altri è rimasta impigliata in alcuni scorci del centro storico con case abbandonate e con altre colorate “in modo scombinato”.

Sono i piccoli a chiedere ai grandi che governano il loro Comune un piano del colore per la parte più antica della cittadina, una maggiore attenzione nell’uso dei materiali (in tanti sono rimasti colpiti da una costruzione recente addossata alla chiesa con infissi in alluminio) e di frenare – ne ha parlato Francesco – se non bloccare altre costruzioni sulla parte alta da cui si può (ancora e in parte) ammirare la piana fino al mare di Gallipoli. Occhi attenti e menti in azione hanno focalizzato problemi anche più gravi come la malattia degli ulivi che, tra le conseguenze, ha registrato la chiusura della cooperativa olearia di Matino.  In questa escursione ravvicinata e attenta nel luogo in cui vivono, gli scolari hanno riservato del tempo ance ai nonni Gino, 95 anni, e Giuliano, ai giochi dei loro tempi (giochi di gruppo, mentre oggi si gioca da soli con uno schermo davanti), alla impossibilità di studiare perché c’era bisogno di andare a lavorare nei campi per portare avanti la famiglia di contadini.

Questo ed altro è scaturito dall’incontro promosso dalla dirigente scolastica Giovanna Marchio e dai curatori del progetto, e a cui hanno partecipato il direttore del giornale piazzasalento.it Fernando D’Aprile e il redattore Mauro Stefàno. “Grazie per l’ospitalità, la cortesia ed il tempo che ci avete dedicato”, uno dei saluti in chiusura prima della foto ricordo con tanti sorrisi.

Gallipoli – Un progetto di alternanza scuola-lavoro sul giornalismo ha portato in redazione questa mattina gli studenti delle terze del liceo classico “Quinto Ennio”, in tutto 34 giovani interessati a capire come e perché questa attività risulti ancora fondamentale per essere cittadini consapevoli e in grado di decidere e scegliere sulla base di fatti veritieri. Nell’incontro, con le docenti curatrici del progetto Anna Santo di Gallipoli e Rosaria Tarantino di Nardò, si è parlato col direttore di Piazzasalento.it, Fernando D’Aprile, anche di bufale, di ricerca delle notizie, delle fonti ufficiali e di quelle da verificare, di vari tipi di linguaggio (per esempio, il burocratese degli atti amministrativi comunali o di altre istituzioni), di scrittura e di sintesi, di titoli e di valutazione delle notizie.

Gli studenti, già addentrati su questo terreno, hanno seguito con attenzione le considerazioni del direttore e quelle del redattore Mauro Stefano, condite con casi vissuti e aneddoti che mettono in guardia come non ci si debba fidare mai delle apparenze o di ciò che sembra scontato. La preparazione letteraria, la padronanza del codice espressivo da usare, certo sono importanti, ma la curiosità deve essere la molla per andare oltre quanto si vede ad occhio nudo. Senza mai dimenticare il rispetto verso quanti figurano in articoli di cronaca. Dovendo fare i conti oggi più di ieri, dopo la nascita di internet, anche col delicato diritto all’oblio, una particolare forma di garanzia che prevede la non diffusione, senza particolari motivi, di precedenti che possa pregiudicare l’onore di una persona, principalmente i suoi precedenti giudiziari.

Negli anni di internet non poteva mancare l’attenzione, sempre più necessaria, verso le reti sociali che propinano notizie spesso fasulle quando non del tutto false, che però registrano ugualmente decine di commenti e litigi. Scrivere per un giornale invece comporta responsabilità ed eventuali punizioni per chi viola regole deontologiche e codici comportamentali come la Carta di Treviso, a tutela di minori e dei soggetti deboli. Una domanda ha spiazzato infine il direttore D’Aprile. Un ragazzo gli ha chiesto se “la vita da giornalista sia compatibile e conciliabile con la vita privata”, se insomma sia augurabile e consigliabile una simile scelta professionale. La risposta ha fatto cenno alle difficoltà oggettive di mantenere relazioni con familiari e amici, sia per via dei tempi di lavoro per media cartacei e on line, sia perché davanti ad una notizia imprevista che gli capita mentre magari va a cena, un giornalista ritarda la cena…

Flora Casto di Racale e Martina Maggio di Gallipoli si sono prese il compito di redigere un articolo sulla visita alla redazione di Piazzasalento.it. Gli altri studenti che hanno partecipato all’incontro sono di Alezio, Taviano, Sannicola, Melissano, Alliste.

Gallipoli – Sono venuti a trovare i redattori di “Piazzasalento” in via Sigismondo Castromediano a Gallipoli ieri nel primo pomeriggio, alcuni partecipanti del percorso formativo intitolato “Tecnico per l’attività di incoming e della promozione del turismo sostenibile attraverso le applicazioni Itc (Information Communication Technology)”. Il corso, iniziato a fine gennaio terminerà il 10 marzo. Sono stati ricevuti dal direttore Fernando D’Aprile, col quale hanno dialogato a lungo, i tutor Antonio Tondo e Lorenzo Falangone, entrambi di Nardò, Chiara Apollonio, Chiara De Marco, Santo Stefania (tutte e tre di Nardò), Giorgia Chimaca di Galatone e Valentina Pinto di Copertino.

Al centro dell’incontro, notizie sul funzionamento di una redazione giornalistica, sulle novità in corso almeno a partire dal 2007, anno di nascita degli smarphone, sulle difficoltà editoriali tradizionali e la crisi dei lettori, sul futuro dei giornali di carta. Al centro le tecniche, ben diverse, tra articoli di giornale e comunicazione aziendale e istituzionale.

Il corso, a cura del’organismo formativo “Arnia,”, società cooperativa di Tuglie,  rientra nel programma “Garazia Giovani” (Youth Guarantee) che è il Piano europeo per la lotta alla disoccupazione giovanile. In sostanza l’Unione Europea ha stanziato dei finanziamenti per gli Stati con tassi di disoccupazione superiori al 25% e tra questi rientra anche l’Italia. Questi soldi devono essere investiti da ogni Paese con attività di formazione, politiche attive di orientamento, sostegno e aiuti per l’inserimento nel mondo del lavoro. Lo scopo è far sì che i giovani possano trovare un posto di lavoro o un percorso formativo entro pochi mesi.

Gallipoli – Bitonto è fuori dal mondo, dall’altra parte della luna. A Bitonto il Salento appare lontano: “La Xylella? Non ci interessa, è cosa loro…”, Ma i ragazzi della IV C del liceo scientifico bitontino “Galileo Galilei”, che hanno visto come ha divorato gli ulivi delle campagne tra Gallipoli, Taviano. Racale, non la pensano così. “Un impatto impressionante”, dicono, loro che pure al problema si sono avvicinati già da un po’ di tempo, mettendolo al centro di un progetto di alternanza scuola-lavoro.

Vitantonio Allegretti, Francesca Autofermo, Angelo Gabriele Caiati, Michele Cannito, Dominga Cariello, Caterina Colomorea, Nico Oscar Colapinto, Giuseppe De Michele, Fabio Ercole, Giuseppe Ettorre, Fabio Lovascio, Pietro Marrone, Christian Miccione, Antonella Muschitiello, Marilisa Pazienza, Vincenza Robles, Emanuela Sblendorio, Giuseppe Scaraggi sono arrivati nella redazione di Piazzasalento accompagnati dal dottor Federico La Notte del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) di Bari, e dal prof. Francesco Schiavone; la referente del programma è la professoressa lrene Elia, agronoma.

Un tour sul campo per vedere in diretta i resti delle piante. Prima di arrivare al giornale hanno visitato quello che resta di alcuni oliveti e parlato con gli agricoltori che animano la cooperativa Acli di Racale, presieduta da Enzo Manni. In precedenza hanno visitato i campi sperimentali di Presicce che tante speranze stanno suscitando e l’azienda che produce l’unico Dop in provincia di Lecce, di Giovanni Melcarne a Gagliano del Capo. Naturalmente hanno anche ascoltato e fatto domande a chi sta sul campo ormai da quattro anni di fila: i ricercatori dell’Istituto protezione sostenibile delle piante (un ramo del Cnr), diretto da Donato Boscia.

Raccolto tutto il materiale, ora il passaggio alla divulgazione: come fare? “Abbiamo completato il percorso di formazione e approfonimento – ha detto per tutti Fabio Ercole – ora dobbiamo realizzare gli elaborati e soprattutto trovare il modo per pubblicizzarli, di divulgare quanto appreso”. Già, perchè in questa cittadina dei Barese di circa 60mila abitanti, tutti si sentono al sicuro dal contagio e dal dramma che gli studenti hanno ancora negli occhi. Come si sentivano fuori dalla malattia gli agricoltori del Nord Salento o del Brindisino. Poi si sono visti gli alberi secchi anche lì, con le mappe della Regione che spostavano di volta in volta la zona cuscinetto – quella monitorata costantemente – sempre  più in alto lungo la regione.

“Qui non ci crede nessuno, dicono che tanto non arriverà…”. “C’è molto disinteresse e chi ne parla fa opera di disinformazione. Sentiamo circolare tesi assurde, insostenibili”, dicono i liceali. Come rompere questo muro di indifferenza? Per questo – dicono – sono venuti nel cuore della zona rossa, da un giornale che si è trovato a informare sull’inedita questione diventata subito controversa e terreno di scontro. Durante l’incontro col direttore Fernando D’Aprile e la redazione, si sono toccati diversi punti a partire dall’allarme del giugno 2013 lanciato da Taviano, quando ancora si parlava di una forma pesante di lebbra degli ulivi. Era il primo focolaio su cui si formava l’attenzione pubblica. Da lì mano mano sono stati ricostruiti col giornale i passaggi clou, dai primi indizi che portavano al batterio da quarantena già noto nelle Americhe e a Taiwan (ottobre 2013), alle attese per le prime conferme scientifiche della subspecie Fastidiosa, alle ipotesi negazioniste o portatrici di “rimedi” legati alla tradizione o poco più. Fino agli esperimenti alternativi seguiti con attenzione e senza pregiudizi, ma approdati alla fine – dopo apparenti miglioranti delle piante – a risultati negativi.

Nelle mappe come è esplosa la zona rossa in quattro anni. Cosa si sarebbe potuto fare prima che la zona rossa si espandesse dal Gallipolino fino a Nardò, Ceglie, Oria, Ostuni (dove proprio oggi si è svolto un convegno scientifico) mentre l’intero Salento – anche quello adriatico – provava la morsa della Xylella? Non si sa, ma è certo che, non avendo fatto nulla tra scontri polemiche e inchieste, il morbo si è esteso mentre affondavano uno dopo l’altro tre piani d’intervento del commissario straordinario poi dimessosi. Sono infine partiti grandi e piccoli progetti di ricerca con 15 milioni si euro stanziati e con protagonisti università e centri di ricerca di mezzo mondo. Uno dei quali – denominato “Ponte” – ha concluso proprio in questi giorni i suoi lavori confermando che è il batterio l’agente che provoca il disseccamento rapido degli ulivi. E’ la seconda conferma dopo quella dell’Efsa, l’Ente per la protezione alimentare europea, di Parma. Ma le polemiche non si placano. Nelle stesse ore infatti c’è chi ha subito controbattuto su facebook: “Uno studio scientifico – scrive Luigi Russo – dice che il batterio fa seccare gli ulivi. E dunque? Anche i funghi, anche i metalli pesanti, anche i pesticidi, anche la salinizzazione della falda, anche anche i cambiamenti climatici. Ma come si contrasta il disseccamento? Lo studio non lo dice”.

In regalo un dvd dei liceali del “Quinto Ennio” sull’emergenza: era il 2015. “Dite a chi fa spallucce sull’argomento, che il tempo non lavora a loro favore. Che non c’è da farsi illusioni: basta vedere la sequenza della diffusione della moria di uliveti in quattro anni e si capisce che nessuno è al riparo”, ha risposto il direttore D’Aprile. Non c’è tempo da perdere e voi state svolgendo un’ azione meritoria in una terra che produce olio d’eccellenza e in una Regione che ha riconosciuti undici Dop”, ha concluso il direttore consegnando ai ragazzi un dvd dei loro compagni del “Quinto Ennio” di Gallipoli, indirizzo Scientifico e Classico e intitolato “Sos…teniamo il Salento: è emergenza Xylella”. Era il 2015.

 

Salve – Morciano – Alessano – Hanno ultimato il tour promozionale tra Salve, Morciano di Leuca ed Alessano ed martedì 5 dicembre sono venute al “Caffé in redazione” in via Sigismondo Castromediano a Gallipoli. A raccontare come per alcune di questo gruppo di donne – motore principale della storia con al centro un calendario particolare – la disperazione più cupa davanti ad un’aggressione feroce della malattia sia diventata per motivi misteriosi voglia di reagire per amore verso il prossimo.

Quel senso lancinante di impotenza. “E’ l’impotenza la cosa più insopportabile in certi momenti, pur di sfuggire ti aggrapperesti a qualsiasi cosa, non importa se non ufficiale, non sperimentata per bene”, racconta Irene Dongiovanni, il pensiero rivolto alla madre con un tumore al seno che sembrava sconfitto ed invece si è ripresentato fatalmente dieci anni dopo. Ha messo e rimosso le bende quattro ore ogni giorno, con la massima delicatezza per non potar via lembi di pelle, fra tante domande che turbinavano in testa. E’ tornato perché doveva tornare o per colpa della chemio? E se provassi con quello che hanno detto in tv? Tanto cosa c’è più da perdere? E se succede uno di quei miracoli che i medici non sanno spiegare? La madre se n’è andata a 72 anni e lei ha riversato la sua energia sulla ricerca, ha individuato la Lilt e il Centro Ilma in costruzione sulla Gallipoli-Alezio come obiettivo per cui lavorare, per cercare le cause ambientali di questi mali. E’ il progetto “Geneo”.

La disperazione che ti fa tentare qualsiasi cosa. Davanti ad un tumore ciascuno è solo con se stesso. La vicenda di Rosanna Conte, altra coordinatrice del progetto insieme a Paola Orlando, è simile – nelle angosce – a quella di Irene. Qui nel dramma è finito il padre 59enne. “Non c’è niente da fare, gli restano due mesi di vita, non ci sono farmaci o cure”, sentenziano i medici. E a te figlia viene da gridare: “Ma chi sei tu! Ma come ti permetti! Scatta una molla incontrollabile, vuoi fare qualcosa, anche solo per allungargli la vita di un mese”, rivela Rosanna. Sono i tempi della “cura Di Bella”, molto costosa tra l’altro. Si devono fare giri incredibili per ottenere la somatostatina, in alcuni passaggi servono persino gli avvocati. “Mio padre è vissuto nove mesi”. La vita ha voluto che il giorno in cui veniva seppellito il 31 dicembre nascesse la sua prima nipotina, Alessia, che lui aveva intravisto nella pancia della figlia. “Il dolore, che ha una forza terribile – sottolinea – mi ha spinta verso il volontariato, a stare con la gente, a dare una mano”. E a fare alcune foto del calendario con Aldo Isocento di Lecce.

Dodici scatti preparati con cura artigianale. Hanno curato ambientazioni, trovato scorci, creato vestiti  ed ecco 12 scene ispirate ad alcuni celebri film. Unico attore professionista Gabriele Greco (“Centovetrine”, “Squadra antimafia” tra le altre serie tv cui ha partecipato), siciliano e sposa di Gagliano del Capo. Come mai? “Un giorno è entrato a Leuca Piccola di Morciano, dove io facevo volontariato – ricorda Rosanna – ma io non l’ho riconociuto, vedo poca tv. Mi ha chiedo del luogo, gli interessava per certe riprese, chiedeva di avere dei contatti. L’ho aiutato e lui è poi tornato per fare il suo lavoro. Finito, mi ha ringraziato ed ha chiesto come poteva ricambiare: Mi sono consultata con Irene ed ecco l’idea del testimonial che lui ha molto volentieri accettato”.

Dove trovare i calendari e dare una mano al Centro Ilma. Ora i calendari sono in giro, tra rivendite e negozi dei tre paesi di riferimento e grazie al sostegno di Vito Vergine, noto gestore del lido “Maldive del Salento”. Ma un aiuto l’hanno dato anche persone di Tricase, Acquarica del Capo, Montesano di Alessano.  Chi vuol saperne di più – e dare qualche denaro al Centro Ilma – può consulare la pagina facebook delle “Calendive” o telefonare a Irene (339 4854036). “E’ una iniziativa nobile nei suoi fini – dice il Sindaco di Salve Vncenzo Passaseo, presente al “Caffè in redazione” col gruppo – il territorio salentino è duramente colpito, le popolazioni sono scottate per i limiti della ricerca e per le liste d’attesa. Anche il Comune di Salve ha aderito al progetto Geneo. Bisogna individuare e bonificare i siti inquinati”. Hanno partecipato all’incontro anche Tiziana Seracca, Elisa Pisignani, Paolo Sperti, Fabio Orlando, Beppe Elia, Daniela Casciaro.

 

 

GALLIPOLI – Un parto, alla fine, emblematico del particolare periodo “storico” vissuto dalla sanità ospedaliera salentina perché programmato al “Ferrari” di Casarano ma realizzato al “Sacro Cuore” di Gallipoli. L’avventura a lieto fine (del “caso Ferrari” se ne è parlato – ironicamente – anche al “Ruggito del coniglio” su Radio 2) è quella che ha visto come protagonista il piccolo Pietro, figlio primogenito di Fabio Panzeri e Daniela Palma, corrispondente di Piazzasalento da Parabita. L’applicazione concreta del nuovo Piano di riordino ospedaliero, soprattutto dopo la programmata dismissione del reparto di Ostetricia del “Ferrari” di Casarano (chiuso il 23 settembre e poi aperto in proroga solo per le emergenze) ha fatto oscillare decisioni e certezze ma alla fine ciò che conta è che nel pomeriggio di domenica 1 ottobre Pietro sia venuto alla luce, già in splendida forma (con i suoi tre chili e 550 grammi), facendo dimenticare ai suoi genitori la lunga attesa.

A Daniela e Fabio gli auguri della redazione di Piazzasalento.

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scuole in redazione da Parabita a PiazzasalentoGALLIPOLI. Scuole in visita, in mattinata, nella redazione di Piazzasalento. Graditi ospiti sono stati gli alunni delle classi quinte, sezioni B e D, della Primaria dell’Istituto comprensivo di Parabita, accompagnati dai rispettivi insegnanti. A loro verrà dedicata un’intera pagina dell’edizione cartacea del giornale in edicola da giovedì 23 marzo.

GALLIPOLI. Nuova visita in redazione da parte degli alunni del Polo due di Casarano. Questa mattina, le sezioni A, B e D della quinta Primaria, accompagnate dalle rispettive insegnanti, hanno raggiunto la sede di Piazzasalento, a Gallipoli in via Castromediano, incontrando il direttore Fernando D’Aprile e l’intera redazione. Tante le domande e le curiosità dei piccoli giornalisti che hanno poi ricevuto una pagina  “straordinaria” del giornale, realizzata per l’occasione, in ricordo di una giornata davvero speciale.

GALLIPOLI. In due giorni sono venute a trovarci quattro classi V dell’Istituto comprensivo di Carmiano “Archimede Lecciso”. Le quinte A, D, B e C hanno incontrato il direttore Fernando D’Aprile e alcuni collaboratori. Al direttore hanno rivolto alcune domande, in parte generali (come si fa un giornale, come si scelgono i corrispondenti, come si diventa giornalisti, se è un mestiere pericoloso) ed altre specifiche (titoli caldi e titoli freddi, la valutazione delle notizie, la prima pagina). Alla fine pensierini su di una lavagnetta che li ha raccolti e conservati tutti quanti. Hanno accompagnato gli scolari con un viaggio in treno, le insegnanti di via 3 Settembre e di via Stazione (dove c’è l’indirizzo musicale): Rosanna Miglietta, Maria Rosaria Quarta, Roberto Quarta,Maria Grazia Ciccarese, Annamaria Mola, Anna Maria Perrone, Candida Perrone, Lucia Puscio, Angela Tarantini. Nelle foto alcuni dei momenti dell’incontro in redazione.

GALLIPOLI. Visita in redazione, questa mattina, per le classi quinte, sezioni C ed E, della scuola Primaria del Polo due di Casarano. I ragazzi, accompagnati dalle insegnanti Silvana Lazzari, Marianna Nuccio, Domenica Minonni, Chiara Luchena e Anna Lucia Toma, hanno rivolto numerose domande al direttore Fernando D’Aprile. “Come si scelgono le notizie da pubblicare?; Quanto tempo impiegate per completare il giornale? Chi vi da le notizie?”: questi i principali interrogativi degli aspiranti giornalisti, dimostratisi molto affascinati dal mondo della stampa e, in particolare, dell’informazione locale.

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Il prof. Gigi Spedicato dell’Università di Lecce, sociologo e giornalista, il direttore Fernando D’Aprile, il segretario della Federazione nazionale stampa italiana Raffaele Lorusso, il consigliere nazionale dell’Ordine giornalisti Adelmo Gaetani, il presidente dell’Ordine dei giornalisti pugliesi Valentino Losito. La vignetta è di Salvatore Coluccia

gallipoli-vendita-giornale-salvatore-coluccia«Il futuro è dell’informazione locale»: questo il “filo-rosso” che ha legato i tanti e qualificati interventi registrati nel corso del convegno-tavola rotonda organizzato lo scorso 4 febbraio da Piazzasalento al teatro Garibaldi di Gallipoli. Intorno al tema “News globali? Locali è meglio. Il giornale a km zero” si sono intrecciate le riflessioni sul rapido consumo dell’informazione dettato dai social network. Malgrado la continua evoluzione del settore, diretta verso il “globale”, una costante unanimemente riconosciuta è proprio quella della “fame” di informazione locale. «Oggi è paradossalmente più facile sapere cosa accade dall’altra parte del mondo piuttosto che dietro l’angolo di casa», ha affermato il direttore di Piazzasalento Fernando D’Aprile nel coordinare gli interventi del convegno. Da ciò la sfida del giornale bisettimanale fondato nel 2011 (come “freepress”) con l’obiettivo di dare respiro alle varie comunità dell’area jonico salentina (da Gallipoli a Casarano sino a Nardò ed Acquarica del Capo) e dal numero scorso sbarcato nelle edicole. «Quella di Piazzasalento – ha affermato il segretario nazionale della Federazione nazionale della stampa, Raffaele Lorusso – è una sfida importante perché il futuro è dell’informazione locale, quella della porta accanto, della piazza del paese. Lo indica una chiara tendenza del mercato in relazione ad una domanda che, altrimenti, resterebbe insoddisfatta. Malgrado la centra- lità dell’informazione locale, però, i grandi gruppi nazionali tendono a ridimensionare, sino a chiudere, le redazioni locali». Altro dato inconfutabile quello del cambiamento del modo di fare e di fruire informazione. «Tutto è enormemente più rapido ma ciò deve portare a far emergere la qualità, ad approfondire le notizie ed a lavorare su più piattaforme. Un concetto deve essere perciò chiaro: la qualità – ha continuato Lorusso – ha un costo e non tutto ciò che circola in Rete deve essere gratis. È la professionalità che distingue l’informazione vera». Il passo segnato dal mercato editoriale (al pari o peggio di altri settori) è nel crollo della raccolta pubblicitaria e nella conseguente perdita di posti di lavoro. Un aiuto è quello che può arrivare da leggi regionali di sostegno alle “imprese di informazione” come quella della Toscana (n. 24/2013) presa a modello anche dal Molise (a fine 2015) e dalla Puglia, che però non ha legiferato in merito.

I pregi del “giornale di prossimità” sono stati illustrati dal presidente dell’Ordine dei giornalisti di Puglia, Valentino Losito: «La stampa locale ha il jolly dell’esclusività che deve, però, giocarsi per bene raccontando le storie invisibili di provincia sempre con gli occhi dello stupore, mai del già visto o già sentito. “Il mondo è pieno di cose ovvie che nessuno si prende la briga di raccontare”, diceva Conan Doyle: questo deve fare il giornale locale”. Che l’informazione locale non solo è il futuro ma è pure di “serie A” si è detto convinto il consigliere nazionale dell’Ordine dei giornalisti, Adelmo Gaetani. «Negli Usa esistono solo giornali locali, ben radicati nel territorio. Con le debite proporzioni è ciò che fa Piazzasalento. La stampa locale resta il vero antidoto alla cattiva informazione, perché opera sul territorio rafforzandone, al contempo, il carattere identitario. Malgrado l’assedio delle info “on-line”, a salvarla sarà la sua capacità di leggere in fondo i fenomeni sociali locali». Sul concetto di “comunità” e sui suoi confini, “spesso confusi”, si è soffermato invece il sociologo Luigi Spedicato: «Si parte da un nucleo di interessi condivisi sino a rischiare la difesa aggressiva del limite di comunità, soprattutto se troppo piccole. Importante resta sempre la qualità dell’informazione e la verifica dell’attendibilità delle fonti, considerando che spesso una comunità è all’interno di un’altra».

Ricordando anche la propria esperienza di amministratore locale, il presidente della sezione Turismo di Confindustria Lecce, Giuseppe Coppola, ha sottolineato “il ruolo fondamentale della stampa locale anche nel sostenere battaglie sacrosante nell’interesse comune”. «Oggi viene data a tutti la possibilità di comunicare con estrema facilità attraverso il web, sui i siti e sui blog, ma spesso i commenti sono anonimi. Da ciò il ruolo fondamentale del giornale». Le origini e l’evoluzione di Piazzasalento sono state infine ricordate dalla redattrice della “prima ora” Mariarosaria De Lumè.

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Da sinistra Attilio Caputo, Aldo Reho, Roberta Rahinò, Daniela Palma

«Ho letto l’ultimo numero ed ho acquisito ancora nuove conoscenze sulle realtà comunali che Piazzasalento racconta con un lavoro certosino di ricerca ed approfondimento, suscitando sempre un motivo in più per sfogliare il giornale sino all’ultima pagina. Buon lavoro»: questo il messaggio inviato dall’imprenditore alberghiero del Gruppo Caroli Hotels Attilio Caputo. Un suo collega, ma del settore agroalimentare, Aldo Reho, ha scritto ai convegnisti: «Direttore, grazie al tuo lavoro, perché “ci racconti” e nel tempo mi sono convinto che una delle cause della nostra presunta arretratezza è che ci hanno raccontato gli altri». Danilo Lupo, giornalista (di Casarano) di La7: «Arriva in edicola Piazzasalento: l’elenco dei colleghi che ci scrivono e che stimo è troppo troppo lungo per farlo qui. “Aprire” un giornale, con i tempi che corrono, è un grande atto di fiducia nell’intelligenza e nella curiosità del genere umano. Per scaramanzia personale evito di dire “in bocca al lupo” (sai com’è…) per cui: un abbraccio cumulativo e un “in culo alla balena” a Fernando D’aprile, prode capitano di questo vascello piccolo ma combattivo». Daniela Palma, collaboratrice del giornale: «Piazzasalento che arriva in edicola è come tuo figlio al primo giorno delle elementari. Gli sistemi il ciuffo, gli controlli il fiocco e poi in disparte lo guardi entrare, lo osservi accanto agli altri. Si farà rispettare? Saprà dimostrare quanto vale? Noi genitori, una Family molto allargata, abbiamo fatto il possibile per farlo crescere con i sani principi. Lungo l’album dei ricordi, dalle telefonate minatorie di Mauro Stefàno (“Palma se non mi mandi i pezzi entro 5 minuti pagherai con la tua stessa vita” (carabinieri leggete) alle pacate e sobrie reazioni del direttore Fernando D’Aprile quando (sempre in chiusura del giornale) s’inceppa qualche computer. Cinque anni, per me, con la Redazione di Piazzasalento. Oggi il gran giorno. Sshhh, suona la campanella». L’ex collaboratrice Roberta Rahinò: «Ho riso, sorriso e pianto per questo giornale. Emozioni che si provano quando si fa qualcosa credendoci e quando si lavora al fianco di persone umili, serie, competenti e motivate. Cara Redazione di Piazzasalento, da domani il vostro/nostro giornale va in edicola: grazie di tutto, vi meritate il “tutto esaurito”! E ai lettori come me dico, anzi ordino: Svuotate le edicole!».

Messaggi augurali e presenze in platea di amministratori dei Comuni di Gallipoli, Casarano, Racale, Galatone, Alezio, Nardò, Tuglie, Alliste, del Presidente della Provincia di Lecce. Ecco infine alcuni messaggi dalle reti sociali. “Flora e fauna del salento”: «In bocca al lupo al direttore Fernando D’Aprile e a tutta la redazione per questo salto di qualità. Grandissimi, sempre attenti ai temi ambientali, sempre disponibili e pronti al dialogo. Tantissimi auguri». Luciano Antonaci di Casarano: «Complimenti per il giornale. Essendo un affezionato lettore, il contributo è un vero piacere affinchè il nostro Sud possa crescere di più con le vostre pagine».Francesco Santantonio di Racale: «Sarà un piacere leggervi e dare il mio piccolo contributo alla Voce dei nostri comuni».«Siamo con voi. E voi con noi», il pensiero di Aldo Magagnino di Presicce.


Qui il servizio di TgRegione Puglia dedicato al convegno (a partire dal minuto 16:20)

GALLIPOLI. Le immagini del Convegno-tavola rotonda sull’informazione locale che si è tenuto ieri, giovedì 4 febbraio, al teatro Garibaldi di Gallipoli e organizzato da Piazzasalento. All’incontro, coordinato da Fernando D’Aprile, direttore di Piazzasalento, sono intervenuti il segretario nazionale della Fnsi, Raffaele Lorusso, il consigliere nazionale dell’Ordine dei giornalisti, Adelmo Gaetani, il presidente dell’Ordine dei giornalisti di Puglia, Valentino Losito, il docente universitario Luigi Spedicato, sociologo, giornalista e direttore di tv e web tv locali, il presidente della sezione Turismo di Confindustria Lecce, Giuseppe Coppola.

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IMG_0749È proprio vero che questo è un periodo molto importante per il giornale. Infatti mai come in questi giorni si lavora intrecciando più tasselli di più progetti. Intanto c’è il giornale da fare: sarà il primo in edicola, come sapete, il 4 febbraio e nei giorni successivi lo troverete nelle rivendite di giornali oppure lo potrete acquistare – sempre con 90 centesimi – mentre vi viene incontro offertovi da uno dei nostri strilloni e strillone.  È il “solito” giornale, ma forse vi comunicherà una emozione in più, come quando ci si accorge tutt’un tratto di quanto è cresciuto un figlio. Speriamo di farne uno piuttosto interessante e beneaugurante… non possiamo dire altro, lo capite benissimo.

Insieme al coordinamento dei nostri corrispondenti sparsi in venti paesi dell’arco jonico, sempre impegnativo per chi vuole continuare ad indagare queste nostre realtà dagli aspetti spesso insospettabili, rifuggendo luoghi comuni e modi di dire fasulli, ecco il sistema di distribuzione del giornale al debutto. Non lo abbiamo mai fatto prima, per cui il meccanismo edicole-strilloni va messo a punto nel miglior modo possibile con i nostri collaboratori che curano la diffusione di “Piazzasalento” fin dal primo numero. Anche per loro, per certi versi, è la prima volta.

Infine – ma sempre sullo stesso piano e nello stesso tempo degli altri impegni prima citati – c’è il convegno del 4 febbraio a Gallipoli, questa riflessione comune sui giornali come il nostro, che creano “comunità”, le riscoprono, le rilanciano al traino dei tanti protagonisti che c’erano già ma che solo adesso, col giornale che li racconta, si sentono tali. Relatori e interessati stanno arrivando da Venezia, Roma, Bari, Potenza…  C’è chi sostiene che l’informazione locale e iperlocale, di prossimità o – come ci piace definirla – a km zero, sia la nuova frontiera del giornalismo, al di là e oltre le supertecnologie che fanno sembrare il mondo piccolo piccolo e vicino vicino, anche se non lo è.

Sembrano tre cose diverse ma in effetti non lo sono: tutte e tre traggono spunto e vitalità da una impresa iniziata cinque anni fa, in un periodo in cui giornali anche storici hanno chiuso i battenti e fatto calare il silenzio in aree italiane e di tanta parte del mondo sviluppato. Partono da lì per andare avanti, provando altre strade per obiettivi precisi: raccontare altre storie di altre comunità, scoprirne le relazioni, fino ad avvicinare il nostro appuntamento da 14 a sette giorni.  Forti della vostra convinta vicinanza. Che ci fa superare anche le 12 ore al giorno di lavoro…. (ma non per sempre, eh?).

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piazzasalento nataleUn biglietto di auguri? una mail? un sms? un messaggio animato? un video? Va benissimo, ma vuoi mettere il fascino di una poesia o di un racconto che, intrecciando parole, ti sussurrano un augurio? Facciamoci tutti un regalo, un quarto d’ora di lettura silenziosa per condividere quello che i nostri lettori ci raccontano del natale in prosa e in poesia. Fa bene ritagliarsi quindici minuti di silenzio, di pausa tra le mille cose da fare: regali da comprare, pranzi da preparare, ma anche visite ai parenti o ad amici che sono soli. Simu e sentiamoci salentini anche per gli auguri. I più anziani ricorderanno che ogni occasione conviviale toccava il culmine della giovialità quando qualcuno si alzava e con un bicchiere in mano improvvisava rime baciate o libere in onore di chi aveva organizzato la festa o degli sposi o dei festeggiati. Si riversavano a pioggia sugli ospiti rime, a volte “forzate”, e tanta allegria perché c’era sempre qualcuno che seguiva l’esempio di chi per primo aveva brandito bicchiere e versi insieme. Bastava dare il “la”. Così i lettori hanno mandato i loro versi e le loro prose. Considerata l’esiguità dello spazio solo in pochi trovano ospitalità sull’edizione cartacea di Piazzasalento. Appuntamento, però, per tutti sul sitoContinuate a mandare gli auguri. Fanno bene a tutti.

piazzasalento nataleFacciamoci gli auguri per Natale e per il nuovo anno.
A modo nostro, però, con un pizzico di poesia anche in testi di prosa.
Invitiamo tutti i nostri lettori “ispirati” a inviarci brevi testi poetici o narrativi, in italiano o in dialetto salentino.
Alcuni troveranno posto sul numero natalizio di Piazzasalento, (in uscita il 21 dicembre), tutti sul sito. Per condividere con tutti i frequentatori di “Piazzasalento” pensieri, emozioni, sentimenti.

GALLIPOLI. Che si fa davanti ad un caffè? Di solito, si chiacchera. E davanti ad un parroco appena settantenne, che ha avuto a che fare – tre decenni fa – con i fermenti più difficili, pericolosi e però produttivi di certe zone della città di Gallipoli? Si parla di storia. è accaduto all’ultimo “Caffè in redazione” qui a Piazzasalento (via Castromediano, pressi piazza Carducci).
«Sapete perchè si chiamò Gabbiano la radio che aprimmo a fine anni Settanta? Perchè, mentre cercavamo il nome dell’emittente, si posò sull’antenna spuntata sul palazzo vescovile un gabbiano appunto», racconta don Gigi De Rosa, ricordando quei tempi e Gigi Fontana, Roberto Piro, Daniele Metti, Pippi Frisenna, Antonio Passeri. Un gruppo di cattolici coraggiosi che, a differenza di quanto accadutro e raccontato qui al “Caffè” da don Salvatore Barone, di Parabita ma parroco di Taviano – ebbero il beneplacito dal vescovo, mons. Pasquale Quaremba. Radio Gabbiano fu una delle prime della diocesi a trasmettere la messa in diretta, insieme al radiogiornale “Qui notizie”, con tutte le difficoltà e le prudenze relative all’accertamento delle informazioni, spesso solo voci:  «Oggi abbiamo una informazone aggressiva, poco approfondita (“i cardinali tutti uguali…”), eppure nonostante certe miserie, ci sono tante ricchezze umane».
Il sorriso torna sul volto di don Gigi oggi rettore del Santuario del Canneto, quando si parla degli anni del Liceo “Quinto Ennio” e delle contese – sul filo di dispute su scienza, filosofia e fede –   con i prof. Leo (filosofia) e Caggiula (matematica), accese ma nel massimo del rispetto precipoco; quando la memoria ripesca la prima assemblea sui  primi spinelli. E poi il difficile ingresso nel rione degli “Indiani”, le case popolari di viale Europa di 40 anni fa, dove oggi c’è la chiesa di S. Gerardo. «In una zona di emarginazione, con Marcello Solidoro si fece un lavoro fantastico e duro. Molti ne sono usciti da droghe e  delinquenza: faccemmo gruppi mascherati, una squadra di calcio, una banda: si fecero così strada i primi nuclei di aggregazione sociale».

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895_001Nella Giornata internazionale contro la violenza sulle donne pubblichiamo la lettera presente sul numero 17 del nostro giornale.

Caro direttore,
ti prego di pubblicare la mia lettera, per non dimenticare. Era il giorno di Ferragosto del 1942 e io avevo 8 anni. Vivevo a Gallipoli Vecchia con solo mia madre, perché il mio papà era in guerra. Quasi tutti i padri delle mie amiche erano in guerra e c’era molto poco da mangiare. Quel giorno a tavola c’era un po’ di pane e la scapece. Io, bambina, odiavo la scapece che sapeva di aceto e stavo facendo i capricci per non mangiarla. A pomeriggio saremmo andate, io e la mamma, a piedi ad Alezio, dove si festeggiava la Lizza e avremmo venduto dei cappellini fatti all’uncinetto da lei, così avremmo avuto qualche soldo. Mi prometteva la mamma che lì avremmo comprato qualcosa di più buono da mangiare. All’improvviso quattro uomini sfondarono la porta ed entrarono in casa. Urlavano, la mamma piangeva, io pure. La nostra vicina entrò e, anche lei piangendo, li tirava per la camicia e chiamava aiuto. Ma nessuno veniva. Si sapeva di loro. Entravano nelle case dove sapevano che non c’erano uomini e aggredivano le donne. Erano camicie nere. Gente potente, sapevano di essere intoccabili e così era. Ci spogliarono entrambe e mi costrinsero a guardare mentre approfittavano della mia mamma e la picchiavano. Poi si gettarono addosso a me. Ci dicevano che nessun uomo c’era a difenderci, nessuna legge, neanche Dio. Ricordo benissimo le loro voci, i loro volti, la loro puzza. All’improvviso, come erano venuti, se ne andarono ed entrarono nella casa accanto alla nostra. Lì i bambini erano sei, maschietti e femminucce. Li sentivo piangere, li sentivo urlare. Mia madre mi chiese di non raccontare niente a nessuno.

Non ci fu mai nessun Ferragosto nella mia vita. In quel giorno andavo via da Gallipoli. E non andai mai più neanche ad Alezio. Tornarono ancora. E andarono in altre case. La guerra finì, papà tornò, non gli dicemmo mai nulla, ma quei mostri restarono a vivere le loro vite come se niente fosse. Chi lavorava come impiegato pubblico, chi aveva l’impresa, chi affittava appartamenti.
Quando mi sposai avevo paura di mio marito e non sono mai stata veramente felice con lui, anche se è sempre stato un brav’uomo. Hanno approfittato di tante altre bambine della città vecchia. Non sono mai stati puniti. Alcune, da grandi, hanno provato a denunciarli ma sono state prese per pazze o trattate come prostitute in cerca di denaro. Io non ho mai svelato il segreto a mio marito, né ai miei figli. Temevo facessero una pazzia. Sono morti tutti quei quattro, da vecchi. Sono andata a ciascun funerale, perché volevo vederli morti. Tante volte ho sognato che li stavo uccidendo io… Pochi anni fa è morto l’ultimo, vecchio vecchio, non lasciava l’anima a Dio. Al suo funerale ho raccontato tutto alla figlia, quasi della mia età. Bastardo, aveva una figlia della mia età. All’inizio ha finto di non credermi, ma poi è venuta a cercarmi per offrirmi dei soldi. Le ho fatto una scenata e l’ho cacciata fuori di casa, quella stessa casa in cui suo padre era entrato e non una volta sola.
Prima di morire, voglio lasciare questo ricordo, perché qualcuno non finga e continui a dire che i fascisti non sono mai esistiti o che erano tutti brave persone.

Lettera firmata, Gallipoli

GALLIPOLI. Il mondo in un “Caffè”: quello dello scorso 23 ottobre che ha inaugurato la nuova stagione degli incontri in redazione con i lettori e i protagonisti delle cronache di Piazzasalento. Nel  “Caffè in Piazza” si sono rivisti Stefano Medvedich (di Gallipoli) e Davide Leopizzi (di Parabita) che a distanza di alcuni mesi (e di migliaia di chilometri) hanno bissato l’incontro in redazione avuto alla vigilia dei loro viaggi in Vespa rispettivamente verso l’Est europeo (Mosca e dintorni) e l’estremo Nord (Capo Nord).
“Splendido il rapporto che ho avuto con i russi: ammirano gli italiani e ciò ha contribuito alla splendida accoglienza che mi è stata riservata ovunque mi sia fermato. Ho trovato tanto calore sia perché italiano sia perché arrivavo con un mezzo piccolo e quasi non credevano a ciò che stavo facendo”, ha spiegato Medvedich (63 anni) che ora, messe alle spalle le fatiche della sua ultima impresa, si cimenterà nel raccogliere in un libro storie e sensazioni vissute nella sua impresa che, avviata da Gallipoli il 28 aprile scorso, dopo Austria, Repubblica Ceca, Polonia e Russia, lo ha portato a Yakutsk, a poco meno di 2.000 km da Magadan, città dell’estremo oriente russo sul mare di Ochotsk.   “Porterò sempre con me il ricordo del pericolo del piatto e monotono paesaggio siberiano”, ha concluso il gallipolino, intervistato pure dalla televisione Russa, al suo secondo viaggio in solitaria sulla sua vespa dopo l’Africa.

Ricca di soddisfazioni anche l’“escursione” di Leopizzi (29 anni), il quale, dopo aver macinato oltre 10.000 chilometri a bordo del suo vecchio scooter Piaggio Vespa PX 125 del 1982, è riuscito nella missione di congiungere i due Capi, quelli di Leuca e quelli amministrati da Honningsvåg (Capo Nord e Knivskjellodden) con un simbolico scambio di gagliardetti. In questo caso è stato il sito web del giornale norvegese “iTromsø” a raccontare l’esperienza del giovane parabitano, ora impegnato nel recuperare la sua vespa rimasta in Lettonia. Nel suo viaggio, Leopizzi ha sviluppato il progetto Hyperbòrea, realizzando installazioni artistiche (già esposte, da agosto a settembre scorso, a Specchia). A benedire il ritorno dei due vespisti non poteva mancare il “Vespa club” di Alezio (terzo in Puglia per numero di iscritti), da quest’anno affiliato alla Federazione motociclistica italiana. Per loro non solo passeggiate su due ruote ma anche tanta solidarietà così come confermato dalla collaborazione stretta con la “Banda di Babbo Natale” di Alliste. In attesa di poter avviare le attività del laboratorio musicale di Alezio, i componenti della “Springo film” (presenti in redazione al gran completo) si godono il successo della loro ultima produzione, il video “L’estate di Hubner” dei Toromeccanica.

Al primo incontro con il “Caffè” della nuova stagione (i prossimi il 13 ed il 27 novembre) è stato presente anche l’imprenditore e lettore di Piazzasalento Emanuele De Pascali, di Alezio, testimone dell’interessamento di un ex parlamentare del Psi di Torino per l’acquisto in zona di 10-20 ettari di terreno per produrre il negroamaro. «Non si tratta di trasferire altrove i diritti dei vigneti ma di un investimento in loco. Ciò che ho letto su Piazzasalento sulla vendita di quote di vigneti a imprenditori che poi li impiantano altrove, dal Veneto alla Sicilia, mi ha scandalizzato. La Regine deve bloccare questa spoliazione del patrimonio vitivinicolo. L’economia agricola non dev’essere ancor di più impoverita», ha concluso De Pascali.

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banner-caffe2GALLIPOLI. Riflessioni, pensieri e nuovi incontri. Il nostro “Caffè” vi ha concesso una piccola pausa estiva. Ora è tornato il momento di mettere tante nuove idee in “Piazza”. Venerdì 23 ottobre a partire dalle 15, subito dopo l’uscita del numero 21 del giornale, ci trovate nel locale a piano terra, in via Sigismondo Castromediano a Gallipoli con tanti amici, vecchi e nuovi.
Vi aspettiamo!

Voce al Direttore

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Ci siamo. Puntuale come ogni anno, il balletto delle cifre è qui tra noi: quanti ne mancano all’appello? “Almeno il 40%”. “Macché! Siamo al...