Biogas sì e no però parliamone

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Racale. Centrale a biogas a Racale? Se n’è discusso il 2 agosto scorso nella sala consiliare, in un dibattito pubblico promosso dall’Amministrazione comunale. Oltre al sindaco Donato Metallo e all’ing. Roberto Zocchi a nome di “SansEnergy Racale” – azienda proprietaria dell’impianto, controllata da “Asja Ambiente Italia spa” – sono intervenuti il dott. Giuseppe Serravezza, oncologo, Sebastiano Venneri di Legambiente e l’ing. Antonio De Giorgi, Energy Manager. Zocchi ha disegnato le caratteristiche della centrale (potenza elettrica di 999 kw) che dovrebbe sorgere su un’area di tre ettari in località Paduli, sulla Provinciale per Ugento, impiegando sei tra operai e professionisti. Si produrranno energia elettrica e termica (pari a 8 gw l’anno) dal biogas (metano e Co2) derivato dalla digestione anaerobica di scarti agro-industriali, come sansa, acque di vegetazione residue dalla molitura delle olive, siero di latte e triticale (ibrido grano-segale). Dal processo si otterrà anche il “digestato” che, opportunamente trattato, diverrà concime. Presenti, tra gli altri, i consiglieri Lorenzo Ria e Francesco Cimino e i sindaci di Alliste e Ugento, Antonio Ermenegildo Renna e Massimo Lecci. Nessuna rappresentanza istituzionale da Melissano.

«Non è tempo di strumentalizzazioni ma di ascolto – ha esordito Metallo, dipingendo la riunione come “un grande momento di democrazia tra cittadini”. «Proposta accettabile ma occorre approfondire la questione della localizzazione» è stato il parere di De Giorgi, che ha richiamato l’esigenza di un serio piano energetico regionale. Netto il “no” di Serravezza perché “la Puglia esporta gran parte della sua energia, perché è sbagliato distruggere le colture, perché gli scarti sono risorse per i contadini e perché l’impatto ambientale deve anche riguardare ciò che mangiamo, beviamo e respiriamo”. Quindi, una secca stilettata al Salento  “che ha perso ogni dignità, diventando la puttana d’Italia”. Secondo Venneri, la centrale “è una delle alternative al carbone” ma “occorrono garanzie e controlli dall’azienda”. Renna ha invitato Metallo a una “programmazione comune del territorio”, definendola “come l’ultima occasione buona”. Quindi, spazio agli interventi esterni. Francesco Cimino, da consigliere provinciale, ha detto di aver allertato gli Uffici competenti per gli approfondimenti del caso. Hanno preso parola Andrea Napoli, Marcello Secli di Italia Nostra (“scandaloso distruggere colture”), Viviano Causo del comitato per il “no”, Mario D’Aquino di Legambiente, l’imprenditore oleario Francesco Montagna, Bruno Peluso e Massimiliano Nenni e il giornalista romano Paolo Emiliani che ha comprato casa a Racale e non vorrebbe pentirsene. Fino al 18 agosto prossimo ci sarà tempo per opporre formali eccezioni, ma c’è già chi pronuncia la parola “referendum”.

Marco Montagna

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