Il “buco” incolmabile

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Melissano, il Municipio

Melissano. Soldi che vanno e soldi che vengono. Quelli che potrebbero arrivare e quelli che mancano all’appello per il patto di stabilità 2010.

La Giunta comunale  ha autorizzato il legale Massimo Fasano ad attivare la procedura di recupero verso i responsabili sussidiari (ex-segretario comunale ed ex-revisori dei conti), in relazione all’ammanco nelle casse dell’ente procurato alla fine degli anni Novanta dall’allora contabile Salvatore Conte.

La decisione disposta nei giorni scorsi dall’esecutivo guidato dal sindaco Falconieri è successiva ad una comunicazione inoltrata dallo stesso Fasano al ragioniere comunale Daniele Scarlino, responsabile del procedimento. Nella lettera, l’avvocato riferisce che l’esito della procedura immobiliare nei confronti dell’ex-impiegato è negativo per il Comune poiché non riuscirà a coprire neppure le spese, allegando una bozza del piano di riparto e dell’atto di precetto con l’attualizzazione delle somme dovute.

Conte era stato condannato con sentenza della Corte dei Conti, al pagamento della somma di 743milioni 107.509 delle vecchie lire: l’atto di precetto rinotificato (e andato insoluto) il 18 novembre scorso ammonta ad € 618mila 582,16. Contro il ragioniere, è stato anche attivato un procedimento di esecuzione presso terzi per colpire una quota della sua pensione.

Vista la situazione, il legale ritiene possano quindi attivarsi le azioni nei confronti dei responsabili sussidiari, così come stabilito dalla Corte dei Conti sezione giurisdizionale d’appello (28 maggio 2003) ovvero l’ex-segretario comunale Alberto Maria Borredon (responsabile per il 16% pari a poco più di 70mila euro) e gli ex-componenti del collegio dei revisori dei conti, il presidente Luigi Manco (10,4% e circa 47mila euro) e gli altri due professionisti Francesco Stendardo e Antonio Palma (ciascuno per l’8,8% e una cifra poco al di sotto dei 40mila euro). Palma, tra l’altro, è attualmente revisore unico dell’ente. Esentata la Banca popolare pugliese che ha già raggiunto un accordo con l’ente e definito la propria posizione restituendo la somma di € 130mila.

Quelli che mancano sono indicati nel decreto ministeriale del 24 novembre 2011: 69mila euro in meno e Melissano per l’anno 2010 ha sforato il patto di stabilità. «Gli enti che hanno sforato il Patto – spiega Stefano Cortese di “Progetto Melissano” sono assoggettati al limite delle spese correnti, che non potranno superare il valore minimo dei corrispondenti impegni assunti nell’ultimo triennio».

Attilio Palma

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