Furto calci e pugni

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Biagio Marchese, la vittima

Ugento. Un ladro – forse due – in casa nel cuore della notte, che non si limita «solo» a rubare, ma reagisce con violenza sferrando pugni e calci contro i padroni di casa. È quanto è successo al presidente del Consiglio comunale di Ugento Biagio Marchese e a sua moglie Silvana Stendardo qualche giorno fa, nella notte tra sabato 19 e domenica 20 maggio. Nella foga, però, i rapinatori hanno perso un cellulare, e proprio questo «inconveniente» presto potrebbe incastrarli.

«Mi ero alzato per andare in bagno – racconta Marchese, eletto consigliere nella lista dell’attuale sindaco Massimo Lecci e poi riconfermato per la seconda volta presidente del Consiglio – e, quando stavo ritornando a letto, ho sentito due forti rumori, che hanno anche svegliato mia moglie». Inizialmente Marchese pensava si trattasse di un ladro che stava rubando un’auto posteggiata nelle vicinanze di casa. Per questo si è affacciato alla finestra, ma non ha visto nessuno. Tornando indietro, poi, s’è trovato faccia a faccia con il rapinatore.

«Ho cercato di fermarlo, ma lui in tutta risposta ha iniziato a sferrare pugni e calci, tanto che alla fine sono uscito per strada per chiedere aiuto». Fuori, però, non c’era nessuno. Così Marchese è ritornato in casa passando per la sua agenzia assicurativa, ed ha sentito la moglie implorarlo di chiamare i carabinieri. Anche la signora Silvana ha cercato di reagire, ma il rapinatore le ha fatto perdere un dente e le ha procurato alcune contusioni.

«Continuava a urlare “I soldi! I soldi!”. Alla fine, però, siamo riusciti a farlo andare via. L’ho inseguito fino a via Regina Isabella, dove ricordo di aver visto due uomini. Poi sono tornato a casa ed ho allertato i carabinieri e il 118». Marchese e sua moglie se la sono cavata con 15 giorni di prognosi e tanto spavento.

I rapinatori, però, potrebbero avere le ore contate: nella colluttazione, infatti, è stato smarrito un cellulare, che è subito finito sotto le analisi degli investigatori. I carabinieri di Ugento e quelli di Casarano stanno indagando per risalire all’effettivo utilizzatore del telefono. Intanto sono state visionate le immagini delle telecamere di videosorveglianza installate in zona, che, però, non hanno consentito il riconoscimento dei rapinatori, in quanto erano completamente incappucciati.

Il tema dell’ordine pubblico e della sicurezza in città, a seguito degli ultimi fatti di cronaca, è stato discusso nel Consiglio comunale monotematico del 28 maggio scorso, richiesto dai consiglieri di opposizione Giulio Lisi, Carlo Scarcia, Gianfranco Coppola, Pasquale Molle e Angelo Minenna. Durante la seduta hanno preso la parola prima lo stesso presidente del Consiglio Marchese, poi i consiglieri di opposizione e, infine quelli di maggioranza. Alla fine è stato approvato un documento contenente la richiesta dell’incremento delle forze dell’ordine in città, tramite l’istituzione di una tenenza dei carabinieri, e altre misure volte a rafforzare la sicurezza dei cittadini. La lettera è stata inviata al Prefetto di Lecce.

Pierangelo Tempesta

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