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Stefano Manca

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Nardò – La compagnia “Calandra” in scena al teatro comunale di Nardò: il Comune dice sì. È dello scorso 17 novembre la delibera con cui Palazzo Personè ha finanziato gli spettacoli della compagnia di Tuglie nata nel 1991 che negli anni ha saputo spaziare dal teatro classico ai drammi moderni, passando per rivisitazioni sperimentali e testi originali. Una scelta, quella di ospitare sul palcoscenico neretino la “Calandra”, sposata dall’assessore alla Cultura Ettore Tollemeto, alla sua prima stagione teatrale da assessore della Giunta Mellone. Fino allo scorso agosto Tollemeto ricopriva infatti l’incarico di presidente del Consiglio comunale. Questo il calendario degli spettacoli: “Quattro di cuori” (andato in scena il 16 novembre), “Il Tartufo” (12 gennaio 2018), “Orlando Furioso” (9 febbraio 2018), “Dr. Jekill e Mr. Hyde” (20 aprile 2018). Il costo del biglietto al pubblico è di 5 euro. Complessivamente il finanziamento per la rassegna ammonta a 2.729 euro, di cui 1.500 euro per il cachet degli artisti e 1.200 per servizi tecnici e stampa di materiale pubblicitario. “Le iniziative programmate – si legge nella delibera – costituiscono anche occasioni di aggregazione e di incontro e attrarranno sicuramente cittadini, turisti e visitatori favorendone l’arricchimento culturale”.

Nardò – “Per il suo quotidiano impegno nella difesa delle donne e dei minori vittime di abusi e violenze”: con questa motivazione oggi il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha conferito, motu proprio, un’onorificenza al Merito della Repubblica italiana alla neretina Roberta Rizzo, funzionaria della Squadra mobile della Questura di Rimini, per aver partecipato all’operazione che ha portato all’arresto dei responsabili degli stupri nell’agosto scorso nella città romagnola. «Nell’ambito dell’attività prestata – si legge nella nota del Quirinale – presso la Seconda Sezione “Reati contro la persona, in danno di minori, prostituzione e reati sessuali”, Roberta Rizzo svolge quotidianamente l’attività di ascolto delle numerose donne che si rivolgono alla Sezione specializzata, quali vittime di abusi e prevaricazioni, cercando di stabilire un rapporto empatico e di fiducia e fornendo loro ogni rassicurazione in relazione agli strumenti normativi vigenti, nonché ogni supporto di concerto con le autorità sanitarie locali ed i centri antiviolenza. Ha partecipato, in prima persona, alle molteplici attività investigative su maltrattamenti domestici e abusi sessuali a donne e minori. Ha lavorato con Francesca Romana Capaldo nell’operazione che ha portato all’arresto dei responsabili degli stupri di Rimini». Con la 56enne neretina fra i trenta premiati dal Capo dello Stato per atti di eroismo, solidarietà, soccorso, inclusione sociale, promozione della cultura, legalità e contrasto alla violenza, c’è un altro salentino. Si tratta di Gaetano Fuso, 41enne di Calimera affetto da sclerosi laterale amiotrofica, divenuto Cavaliere “per la determinazione e la forza d’animo con cui ha portato a compimento il progetto ‘La Terrazza-Tutti al mare!’ per i malati di Sla e di altre patologie neurodegenerative”. A San Foca sorge infatti una terrazza sul mare attrezzata per ospitare i malati in modo sicuro e senza barriere.

Nardò – Commemorazione Caduti di Nassiriya, domani 14 novembre cerimonia a Palazzo Personè. Alle 10 nell’aula consiliare “Renata Fonte” verrà reso omaggio ad Alessandro Carrisi, militare dell’Esercito originario di Trepuzzi che con altri 18 connazionali ha perso la vita nell’attentato terroristico del 12 novembre 2003, quando un’autocisterna con a bordo due kamikaze si fece esplodere nella base militare italiana in Iraq. Alessandro, caporale volontario in ferma breve del “Sesto Reggimento Trasporti” di Budrio (Bologna), aveva 23 anni ed era in Iraq da poche settimane. In quell’attentato, uno dei più cruenti mai subiti dall’Italia, rimase ferito anche un militare di Nardò: il vicebrigadiere Sandro Maritati, che nel 2012 ha ricevuto un’onorificenza dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Insieme al sindaco di Nardò Giuseppe Mellone, al consigliere comunale Giuseppe Verardi, al Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Francesco Mandoi (di Galatone) e altre autorità, alle celebrazioni di domani saranno presenti Giuseppe Taurino e Morris Carrisi, rispettivamente sindaco di Trepuzzi e fratello del militare scomparso a Nassiriya. «Il nostro Alessandro Carrisi – ricorda il consigliere Giuseppe Verardi – era impegnato nell’opera che ha visto in campo l’Italia per ripristinare la pace in quelle terre lontane. Un impegno che ho condiviso, partecipando a varie missioni internazionali». «Porgiamo ogni onore – sono invece le parole del Sindaco Giuseppe Mellone – al fratello italiano e salentino Alessandro Carrisi, che sentiamo presente al nostro fianco, nella consapevolezza che l’Italia e l’Europa abbiano il dovere di affrontare, con mezzi e modi aggiornati alle esigenze contemporanee, la sfida per la sicurezza internazionale». Ai familiari di Carrisi il sindaco di Nardò consegnerà una targa ricordo a nome della città e dopo l’incontro verrà deposta una corona di fiori in via Caduti di Nassiriya (zona 167).

Nardò – È l’allenatore del momento. I social lo acclamano da giorni. Real Madrid? Barcellona? Chelsea? No: Ternana. Sandro Pochesci, romano, 54enne, da quest’anno allena gli umbri in serie B dopo una gavetta nei campionati minori. Sabato 11 novembre alla vigilia del match contro il Novara l’allenatore ha detto la sua sulla Nazionale di calcio sconfitta dalla Svezia e sull’incerta qualificazione degli azzurri ai prossimi mondiali. Col suo marcato accento romanesco, ormai popolarissimo in rete, il mister non le ha mandate a dire: «Oltre che ad avere perso contro una squadra di profughi, ci siamo fatti pure menare. Ma che siamo diventati tutti pariolini?». E ancora: «La Svezia vale una squadra di Lega Pro e noi ci abbiamo perso!». E la sintetica: «Ci menano e piagnemo!». I suoi pittoreschi attacchi hanno fatto rapidamente il giro del web. L’interessato rischia adesso il deferimento, anche se nel frattempo si è scusato per i toni accesi.

A Nardò c’è chi non ha affatto dimenticato la sua arte oratoria. Domenica 20 dicembre 2015: allo stadio “Giovanni Paolo II” si gioca Nardò-Fondi (serie D, girone H). Il risultato finale sarà di uno a uno. Sulla panchina dei laziali siede proprio lui, mister Pochesci. A fine gara il vulcanico allenatore romano affronta i giornalisti neretini in sala stampa: difende l’arbitro che ha espulso un giocatore del Nardò (precisando di averne elogiati alcuni in passato finiti poi in serie A); invita i neretini a non trovare alibi per il pareggio interno e dice “Bravo!” a un cronista che sceglie di non parlare di arbitri. Alessandro Capoti, responsabile del sito www.nardogranata.com, ricorda bene quel dopogara di due anni fa e un battibecco con l’allenatore romano oggi divenuto idolo della rete: «Pochesci non è uno stupido, è un allenatore temprato nelle categorie dilettantistiche. Ama provocare e polemizzare a viso aperto anche se a Nardò in conferenza stampa fu subito pungolato dal sottoscritto. Dispiace vederlo attaccare la Nazionale in quel modo sguaiato. A Nardò fu molto più educato. A tratti simpatico».

 

Nardò – “Benvenuti nel centro storico di Nardò, città d’arte”. Segue foto di piazza Pio XI e via Anime invase dalle automobili. È l’amara “cartolina” di un post pubblicato oggi su Facebook da Marcello Tarricone, giornalista e residente nel centro storico neretino. L’argomento, di cui si dibatte ormai da decenni, è la chiusura al traffico del centro storico. Cosa che avvenne nel 2015 grazie all’“eroico” primo passo compiuto dall’assessore comunale dell’epoca, Maurizio Leuzzi. Dal perimetro messo al riparo dalle auto son rimaste escluse però altre aree di prestigio della città vecchia e per questo su di esse è stato di fatto dirottato il traffico veicolare. È il caso di via Gaballone, via Anime e piazza Pio XI. Proprio quest’ultima ospita la Cattedrale, la Curia Vescovile e il Museo Diocesano. Si tratta di zone che a parte weekend e festivi, quando almeno “sulla carta” l’accesso alle auto è vietato, durante la settimana sono transito quotidiano per centinaia di veicoli. «Tutti sanno ma nessuno fa niente – scrive Tarricone – e conoscono bene il problema il sindaco Pippi Mellone, gli assessori Giulia Puglia, Mino Natalizio, Ettore Tollemeto, il comandante della Polizia locale, etc. etc.». Come avvenuto per piazza Salandra, l’obiettivo è la chiusura totale al traffico anche delle zone suddette, a tutela sia del patrimonio storico-architettonico che dell’incolumità dei passanti. «Nel luglio 2016 – ricorda Tarricone – oltre 30 cittadini residenti in via Anime e via Gaballone hanno inoltrato una diffida al Comune evidenziando problemi di sicurezza per i pedoni e di staticità degli edifici, oltre ai danni al basolato (quanti soldi buttati…), chiedendo l’immediata chiusura al traffico di piazza Pio XI, piazzetta Calvario e via Fratelli Gaballone. C’è poi il problema della fruibilità turistica, con la Cattedrale secondo attrattore per visite in Puglia negli Open Days 2016. Credo che ai cittadini che chiedono il rispetto dei propri diritti – conclude – vadano date risposte. Le chiacchiere, al di là del colore politico degli amministratori in carica, restano solo chiacchiere. A quella lettera-diffida comunque gli amministratori non hanno mai risposto».

Una riposta potrebbe arrivare – finalmente, direbbero i residenti interessati – a breve. Con il nuovo anno dovrebbero essere installate le video camere di cui si è parlato spesso. Si tratta di cinque impianti che agevolerebbero di molto l’individuazione (tramite la targa dell’automezzo) dei trasgressori finora “perdonati”.

 

Stefano Manca

Nardò – Che c’entrano, nella contesa politica neretina, un videogioco, Pinocchio e gli zombie? Prima di rispondere va detto che esiste una forma di comunicazione che la tecnologia finora non è riuscita a soppiantare: i manifesti per strada. Lo sa bene il sindaco Giuseppe Mellone, che a sua firma ne commissiona parecchi dai tempi in cui era consigliere comunale d’opposizione, fino ad aver contagiato oggi anche gli avversari. Così da diversi mesi maggioranza e opposizione se le “suonano” non solo in aula consiliare, sui giornali e sul web ma anche riempiendo le plance pubblicitarie di slogan e fotomontaggi che irridono le “truppe nemiche”, sfociando a volte in denunce e querele. Vediamo le ultime affissioni. Il 5 ottobre il Pd per accusare Mellone di trasformismo si affida a Pac-Man, popolare videogame degli anni Ottanta. Imitando la grafica del noto gioco elettronico, dove per vincere vanno “mangiati” i pallini disseminati per strada, nel manifesto dem il “mangiatore” è “Andare Oltre”, partito del sindaco, che divora le altre liste di maggioranza. Pochi giorni dopo replica, sempre con manifesto, “Andare Oltre”: richiamandosi alla vittoria di Mellone alle elezioni comunali 2016, stavolta Pac-Man “mangia” il Pd.

Altra vicenda, altra affissione. Il 30 ottobre apre i battenti il servizio di Senologia clinica presso il Presidio territoriale di assistenza (Pta). L’inaugurazione è preceduta da un manifesto del Sindaco nel quale il Presidio sanitario viene definito “Ospedale” e il servizio in attivazione un “Reparto”. L’opposizione urla alla truffa semantica e diffonde un manifesto con Mellone raffigurato col lungo naso di Pinocchio, non essendoci più né l’ospedale né quindi i reparti.

Finita qui? Macché! Il 5 novembre manifesto-controreplica di “Andare Oltre”, coi consiglieri comunali di opposizione definiti a caratteri cubitali “Vecchi mostri” e i loro volti trasformati con un espediente grafico in zombie colorati di verde. Mentre qualcuno ipotizza querele, la città comincia a chiedersi a chi giovi questo clima. Tipografi a parte, s’intende.

 

 

Nardò – “Il Governo ha stanziato i fondi, ora il Comune assuma a tempo indeterminato i lavoratori socialmente utili”. “Speculazione! Quelle somme bastano per appena due anni”. Polemica a Palazzo Personè tra maggioranza e opposizione. Nei giorni scorsi i consiglieri di opposizione Daniele Piccione (a sinistra) e Lorenzo Siciliano (Pd), dopo aver elogiato il viceministro del Lavoro Teresa Bellanova ritenuta l’artefice della convenzione Governo-Regione grazie alla quale si erogano 8milioni e mezzo di euro per assumere 933 Lsu pugliesi (tra i quali i 23 del Comune di Nardò), hanno spronato l’Esecutivo Mellone ad agire di conseguenza. «Ora l’Amministrazione comunale non ha alcun alibi – dichiarano Piccione e Siciliano – poiché il Governo ha offerto lo strumento utile a Regioni e Comuni per stabilizzare le lavoratrici e i lavoratori. Qualora ciò non accadesse, la responsabilità è esclusivamente in capo a chi guida la Città di Nardò». «I fondi del ministero per la stabilizzazione – è la replica di Marcello Greco (a destra), consigliere comunale di Andare Oltre – sono un contributo per i primi due anni, il terzo non è nemmeno garantito. Come andare a contrarre un mutuo con la certezza di poter pagare solo i primi due anni, forse il terzo. Sembra che i due consiglieri di opposizione non fossero presenti alla commissione consiliare nella quale fu analizzato il tema. È chiaro che si tratta di una speculazione. Questa convezione – conclude l’esponente di maggioranza – non risolve la situazione degli Lsu di Puglia, anzi sembra pensata per allungare la loro agonia lavorativa e la conseguente incertezza di queste persone. Il cui destino in questo modo viene chirurgicamente lasciato ai Comuni».

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Nardò – L’adesione ad Alternativa Popolare e l’attacco alla Giunta Mellone per la vendita della farmacia comunale: Gregorio Dell’Anna, già sindaco e deputato di centrodestra, rientra nel dibattito politico cittadino a pochi giorni dal suo passaggio dall’ala renziana del Pd al partito di Angelino Alfano. Nel 2016 l’ex primo cittadino era il coordinatore di Italia Unica, movimento presente alle passate elezioni comunali a sostegno del candidato sindaco di centrosinistra Marcello Risi. Dopo il voto il passaggio al Pd e, ora, ad Alternativa Popolare. Da sempre critico nei confronti dell’amministrazione targata Giuseppe Mellone, Dell’Anna boccia la recente decisione di vendere la farmacia comunale, finora gestita da una società mista pubblico-privato (al 51% di proprietà del Comune per un valore di 795mila euro, al 49% della “Neritofarma snc”, ndr): «I motivi per i quali l’Amministrazione comunale ha deciso di vendere un bene così importante sono ingiustificabili – attacca Dell’Anna – per diverse ragioni. La prima perché viene meno la funzione sociale della farmacia stessa; la seconda perché il Comune così favorisce in maniera subdola precisi interessi privati che contrastano con quelli della popolazione e delle fasce più deboli; la terza perché con la privatizzazione dell’ottava farmacia cittadina si consente al socio di minoranza di diventare di fatto unico ed esclusivo proprietario della farmacia; la quarta perché vengono meno alcuni posti di lavoro in un momento così critico; infine perché il Comune si priva di una fonte importante per le risorse comunali». Per Dell’Anna, che nel suo nuovo partito è accanto a un altro vecchio nome del centrodestra salentino, l’ex senatore magliese Francesco Chirilli, a questa scelta si sarebbe arrivati per via delle troppe “spese pazze”: «Il ricavato della vendita – dichiara l’ex deputato – serve a coprire le incapienze di bilancio comunale prodotte dalle spese incontrollate di questi mesi e non certo per finanziare opere strategiche per la città, visto che negli atti non c’è alcuna previsione in tal senso. La città si aspettava profitti e utili dalla gestione del patrimonio comunale – conclude – e non certo dismissioni, alienazioni e facili concessioni».

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Nardò – Inaugurazione l’8 dicembre e dal 10 parte la prima stagione di cabaret col comico siciliano Giovanni Cacioppo e poi gli altri: Nuzzo e Di Biase (17 dicembre), Paolo Caiazzo (7 gennaio), Ficarra e Picone (13 e 14 gennaio), Mago Forest (20 e 21 gennaio), Pino e gli Anticorpi (28 gennaio). Prende il via così “La Fabbrica”, neonato locale situato al civico 34 di via Carducci a Nardò. Padroni di casa il produttore cinematografico Attilio De Razza e Manuel Cirignaco, giovane imprenditore della ristorazione. In mattinata la presentazione ufficiale alla stampa in un’affollata conferenza alla quale era presente anche il vicesindaco Oronzo Capoti e, tra il pubblico, gli assessori comunali Giulia Puglia ed Ettore Tollemeto e i consiglieri Fabrizio Durante e Gianluca Fedele. Sul palco, in un dibattito moderato dal giornalista Giuseppe Ienuso, con Cirignaco e De Razza c’erano i comici Corrado Nuzzo e Maria Di Biase, il musicista (di Casarano) Andrea “Pupillo” De Rocco (dei Negramaro) e l’imprenditore Luciano Barbetta. Tutt’altro che casuale la presenza di Barbetta: il patron dell’omonima azienda leader nel settore dell’abbigliamento di lusso, negli anni Settanta ha mosso i primi passi proprio in quelle mura che stanno per accogliere il primo teatro-cabaret in provincia di Lecce. Una sorta di simbolico passaggio di testimone insomma, dalla fabbrica reale a quella metaforica. All’interno ci sarà spazio anche per corsi di cucina, musica dal vivo, street food e temporary restaurant. Ma com’è nata l’idea della “Fabbrica”? «Il libro “Terroni” di Pino Aprile mi ha folgorato – ha svelato De Razza, pochi mesi fa David di Donatello come miglior produttore dell’anno per il film “Indivisibili” – perché in realtà siamo noi a sentirci “terroni”. Se riuscissimo un attimo a immaginarci non come cittadini di Nardò, Galatone, Copertino, ecc. e ci sentissimo semplicemente cittadini salentini, avremmo una dimensione diversa. Tutti insieme siamo 700mila abitanti, con le stesse difficoltà dei cittadini di Roma, Milano o Torino. La nostra idea è quindi quella di sentirci un po’ più metropolitani. Questa è la scommessa mia e di Manuel».

Gianni Casaluce

Nardò – “Legumi in Festa”, al via la seconda edizione della rassegna nata per promuovere legumi e alimenti della dieta mediterranea. Anche quest’anno a organizzare l’evento è l’associazione neretina “Verdesalis”, presieduta da Gianni Casaluce. Appuntamento inaugurale oggi alle 18 presso il Parco culturale giovanile “La Saletta” in via Volta, dove interverranno l’assessore al Turismo Giulia Puglia, il presidente dell’associazione “Laica” Roberto Fatano e Antonio Stea, esperto del Piano sviluppo rurale (Psr). Da domani al 29 ottobre la rassegna si sposta nel centro storico, dove tra Chiostro dei Carmelitani e piazza Salandra i visitatori si imbatteranno in conferenze, mercatini, laboratori didattici e teatro di strada. «Meteo permettendo ci aspettiamo più visitatori rispetto alla passata edizione – dichiara Gianni Casaluce (foto) – quando ne arrivarono quasi 6mila. Per l’occasione piazza Salandra sarà trasformata dall’architetto Gabriele Perrino in un piccolo villaggio rurale con allestimenti a tema e piccole pagode. Nei pressi del Sedile ci sarà anche un piccolo laboratorio di degustazione di legumi. Gli espositori saranno una ventina, provenienti da tutta la provincia. Si tratta principalmente – conclude – di produttori locali che abbiamo selezionato per raggiungere un’elevata qualità dei prodotti. Ovviamente non ci saranno solo legumi ma anche frutta e ortaggi». L’edizione 2017 giunge in un contesto particolare per i prodotti agricoli del territorio, Nardò compresa: Il Salento negli ultimi anni ha riscoperto la Fava di Zollino, il Pisello Nano di Zollino, il Pisello secco di Vitigliano (S. Cesarea Terme),  il Pisello riccio di Sannicola, il Cece nero di Muro Leccese e la “new entry” Cece di Nardò. Programma dettagliato su  www.verdesalis.it.

Nardò – «Abbiamo fatto l’impossibile, per quest’anno non siamo riusciti ma per il prossimo non dovremmo avere problemi». Con questa premessa-promessa, il consigliere comunale di maggioranza Giuseppe Verardi risponde via Facebook a una cittadina che nei giorni scorsi ha sollevato il problema dell’assenza, nel litorale di Sant’Isidoro, di pedane e accessi in spiaggia per disabili. Verardi, la cui attenzione per la marina di Sant’Isidoro è nota avendo anche la delega ai rapporti con i cittadini lì residenti, ha tranquillizzato tutti: «Posso capire bene il disagio – ha scritto il consigliere di “Giovani in Azione”, che di recente ha aderito a “Movimento Regione Salento” – e quindi sono il primo a voler fortemente queste pedane. Saranno interventi importanti che riguarderanno la spiaggia di Sant’Isidoro, la spiaggetta San Nicola e Lido dell’Ancora. Ne occorre uno anche a Torre Squillace e mi sono già attivato, anche se lì siamo ancora all’anno zero. È un bel progetto – ha concluso – e i fondi già ci sono». L’estate 2018 dovrebbe quindi portare all’abbattimento dell’ennesima barriera architettonica.

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Nardò – Risate d’autore: da dicembre a Nardò i grandi nomi del cabaret. Ne danno notizia proprio loro, i professionisti della risata noti al grande pubblico, attraverso video divenuti virali sul web. Con questo capillare ed efficace lancio dell’iniziativa viene infatti annunciata l’imminente apertura di un locale in città. Si chiama “La Fabbrica” ed entro la fine dell’anno aprirà i battenti nei pressi di via XXV Luglio. Salvo Ficarra, Aldo Baglio, Pio e Amedeo, Raul Cremona, Andy Luotto, Dario Vergassola, Francesco Paolantoni: sono alcuni dei testimonial che hanno affidato a divertenti videomessaggi il loro invito a varcare i cancelli ed entrare… in “Fabbrica”, appunto. “Sarà un luogo innovativo e fuori dall’ordinario”, promettono dallo staff. All’interno non solo spazio per per comici, cabarettisti, cantanti e artisti provenienti da ogni angolo d’Italia ma anche teatro, street food, ristorazione e corsi di cucina tenuti dai grandi chef resi popolari dalla tv. I lavori in questi giorni procedono spediti. Nell’attesa di una conferenza stampa che svelerà ulteriori dettagli dell’idea, dietro la quale si cela un imprenditore di successo di origini neretine, aumentano anche i testimonial locali: ai video promozionali dei comici si sono affiancati infatti in queste ore quelli della squadra neretina di basket, dell’imprenditore Luciano Barbetta e di numerose attività commerciali neretine. Tutti a fare il tifo per “La Fabbrica”.

In foto: gli attivisti tutti insieme in piazza Osanna e, in basso, fotine di Giordano Greco e Marcella Cesari

NARDÒ. «È lo “All you can eat” della politica locale»; questa l’espressione – che si richiama a quei ristoranti in cui si mangia quanto si vuole pagando sempre la stessa cifra- scelta dal Movimento Cinque Stelle per rientrare nell’agone politico cittadino e attaccare a testa bassa il Sindaco Giuseppe Mellone. In campo due attivisti grillini della prima ora, Giordano Greco e Marcella Cesari. «A 17 mesi dalla vittoria elettorale – scrivono i due – nella maggioranza melloniana è comparsa una galassia di partiti e movimenti con esponenti Pd mascherati, ex sindaci camaleontici ed ex amministratori restaurati». Critiche al primo cittadino anche per il suo feeling con il governatore Michele Emiliano, con l’assessore regionale Loredana Capone e, recentemente, col fondatore del “Movimento Regione Salento”, Paolo Pagliaro. A proposito di quest’ultimo, Greco e Cesari sottolineano che alle ultime elezioni comunali leccesi “Pagliaro sosteneva il candidato avversario di Delli Noci, quest’ultimo sostenuto da Mellone con la lista ‘Andare Oltre’. Trasversalismo patologico?”. Parole ed espressioni quelle del M5S lontanissime dai tempi in cui Mellone e i grillini erano tutt’altro che in guerra. Alle elezioni europee 2014 il Sindaco di Nardò all’epoca consigliere comunale di minoranza, fece campagna elettorale per il candidato Cristian Casili; stessa scelta l’anno dopo, regionali 2015: Mellone votò Casili, che venne eletto. «Le premesse politiche dell’attuale sindaco – precisano i grillini – erano ben diverse. Cos’è avvenuto in un anno e poco più nelle maggioranze di Mellone se non un eccessivo quanto incomprensibile cambio plurimo di casacche?». Il riferimento è anche al rimpasto in Giunta dello scorso agosto, quando il primo cittadino ha sostituito tre dei suoi sette assessori (in precedenza, ne aveva sostituito un altro). «Una politica giovane e carica di idee, almeno sulla carta, non può basarsi solo su azioni di ordinaria amministrazione spacciate per miracoli politici. Spieghi invece il Sindaco – concludono – perché in un anno è passato da ambientalista a cementificatore nella vicenda Sarparea».

Heldin e Giorgio Tirabassi

NARDÒ – Riprese a Cinecittà con un neretino nel cast del film “Il grande salto”. Si tratta del Mago Heldin, al secolo Egidio Russo, impegnato in questi giorni nelle riprese del film diretto e interpretato da Giorgio Tirabassi. Altri attori coinvolti nei ciak romani Ricky Memphis, Marco Giallini, Pasquale Petrolo, Valerio Mastandrea e Roberta Mattei. Il neretino (classe 1972, da anni residente nella Capitale), già Leone d’Oro per la comunicazione attraverso la magia, interpreta se stesso nel suo “Magic Show”, cioè lo spettacolo con cui da anni calca teatri e palcoscenici d’Europa. Per lui nel recente passato anche un’esibizione in Vaticano davanti a Papa Francesco. Non poche poi le esperienze televisive dagli anni Novanta a oggi, sia Rai che Mediaset: “Carramba che sorpresa”, “Maurizio Costanzo Show”, “Lotto alle 8”, “Uno Mattina”, “Festa Italiana”, “Sanremo 2003”, “Buona Domenica”. Attualmente l’artista sta per tornare sul piccolo schermo con la nuova stagione di “A tambur battente Show”, programma prodotto da Fox che in Italia andrà in onda dal 20 ottobre sui canali del digitale terrestre.

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NARDÒ. A Boncuri chiude la foresteria per lavoratori stranieri. Questa mattina nell’area allestita lo scorso agosto in via Lecce gli ultimi giovani di nazionalità africani (una decina) ospitati ancora nei moduli abitativi, si sono spostati in un’abitazione di proprietà della Diocesi nei pressi della località Postodiblocco. La decisione, presa da tempo e preannunciata in estate dall’Amministrazione comunale in accordo con la Regione Puglia, era quella di smontare tutti i container – operazione in corso in questi giorni – per riutilizzarli nell’estate 2018 con l’arrivo in città di centinaia di braccianti stranieri impegnati nella raccolta di angurie e pomodori. Per la collocazione di una ventina di lavoratori alloggiati nel villaggio di Boncuri, alcuni dei quali muniti di contratti di lavoro almeno fino a dicembre, si era detto da parte del Sindaco Mellone che “saranno ospitati in immobili della Diocesi”. Oggi, al termine del “trasloco” effettuato sotto il controllo delle forze dell’ordine, Mellone è tornato sull’argomento: «Abbiamo dato una risposta alla città, tutelandone l’immagine e garantendo dignità ai braccianti. Con il campo abbiamo dato alle forze dell’ordine la possibilità di tenere sotto controllo la situazione. La curia, con la sensibilità di monsignor Filograna, ha ritenuto di dover venire incontro ai lavoratori che stavano avendo difficoltà a trovare un alloggio alternativo».

Sulla vicenda interviene anche “Diritti a Sud”: l’associazione neretina che si occupa di accoglienza, legalità e integrazione, affronta soprattutto la questione dei migranti senza lavoro. «Insieme al Consiglio italiano per i rifugiati – dice la presidente Rosa Vaglio – oggi abbiamo seguito i ragazzi e le operazioni del tutto tranquille. Resta comunque il problema di chi non è stato ospitato perché privo di documenti e contratto di lavoro. Tra gli stranieri presenti nella nostra città – proseguono da “Diritti a Sud” – non ci sono persone che vogliono darsi al bivacco ma persone spesso vittime di un sistema esageratamente cavilloso e anch’esse bisognose di una sistemazione degna per vivere, anzi sono proprio quelle che hanno bisogno di maggiore aiuto». I ragazzi stranieri ospitati nell’immobile della Diocesi sono undici: vi rimarranno fino al 31 dicembre e dovranno mantenere gli ambienti puliti e pagare le utenze.

Nardò – Lorenzo Durante lascia la guida dei Giovani democratici di Nardò a Matteo Rizzo, nuovo segretario. Sabato 14 ottobre nella sede del circolo Pd in piazza Pio XI, Rizzo, il 24enne studente di Scienze religiose è stato eletto per acclamazione poiché unico candidato al congresso cittadino. Per Durante, a capo della segreteria dei giovani dem dal 2012 a oggi, è tempo di fare gli auguri: «Matteo – dichiara il 31enne – è da sempre uno degli iscritti più attivi. L’unico consiglio che mi sento di dargli è di puntare in alto rimanendo coi piedi per terra. Soprattutto tenendo unita la segreteria». Il neoeletto non è al primo incarico: Rizzo attualmente è anche componente della locale segreteria del Pd e alle elezioni amministrative 2016 era candidato al Consiglio comunale (33 i voti raccolti, sempre nel Pd). I Giovani dem neretini contano una ventina di iscritti, numero destinato a crescere per via di nuove recenti adesioni. «Al nostro congresso di sabato scorso – prosegue l’uscente Durante – oltre all’onorevole Federico Massa, al consigliere comunale Lorenzo Siciliano e al segretario provinciale dei Giovani democratici Andrea Ciardo, erano presenti sia Ippazio Morciano che Stefano Minerva; abbiamo quindi dialogato con l’uno e con l’altro in vista dell’elezione del segretario provinciale Pd del 24 ottobre. Probabilmente in quella sede non prenderemo una decisione comune e lasceremo libertà ai nostri iscritti». A differenza quindi dei “senior” del partito, quasi tutti a sostegno di Ippazio Morciano (mozione Renzi-Orlando), le nuove leve non si sbilanciano. Una posizione che non sorprende se si considera un elemento: diversi giovani dem per ragioni soprattutto anagrafiche negli ultimi anni hanno militato nel partito accanto a Stefano Minerva, almeno prima che quest’ultimo si avvicinasse a Michele Emiliano e al sindaco di Nardò Giuseppe Mellone.

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Inaugurazione del museo della preistoria. Nella fotina, Antonio Manieri

NARDÒ. Museo archeologico, debutto con gaffe. L’episodio risale a ieri 14 ottobre quando nel Chiostro di Sant’Antonio, nell’omonima piazza, è stato inaugurato il Museo della Preistoria, con le sale che ospitano manufatti e fossili provenienti da ricerche iniziate negli anni Sessanta del secolo scorso tra Portoselvaggio e Palude del Capitano. Clima dunque delle grandi occasioni con taglio del nastro alla presenza del sindaco Giuseppe Mellone, dell’assessore comunale all’Ambiente Mino Natalizio, dell’assessore regionale alle Industrie turistico-culturali Loredana Capone, della direttrice del museo Filomena Ranaldo, del presidente del Gruppo speleologico neretino Vittorio Marras e di funzionari della Soprintendenza di Lecce Brindisi e Taranto. Tutto preciso tranne che per una svista. Poche ore dopo la cerimonia sulla pagina Facebook ufficiale del Comune appaiono gli orari di apertura del neonato museo; avviso in doppia lingua, italiano e inglese, a beneficio del visitatore straniero. Ma il diavolo è nei dettagli, recita un vecchio detto. E i “dettagli”, tutt’altro che irrilevanti per un contenitore culturale, sono le indicazioni in lingua straniera stracolme di errori e traduzioni scorrette. Non si tratta di refusi, nei quali capita di scivolare, ma di frasi interamente sbagliate nella costruzione che danno vita a un inglese inesistente quanto esilarante. “Mercoledì chiuso” diventa “Wednesday close”; i “bambini fino a sei anni” sono “Children under six old year”; e tanti altri. Tra i primi a notare l’accaduto è il presidente dell’associazione politica “Nardò Bene Comune”, Antonio Manieri che segnala il fatto via reti sociali con un commento ispirato alla famosa coppia Totò-Peppino De Filippo al loro arrivo a Milano (“noio volevan savuar”). Si apre una caccia all’errore, mentre il movimento di Manieri prende posizione ufficialmente: «Oltre 15 errori in trenta righi. E pensare che Loredana Capone, invitata al taglio del nastro, ha commentato che ‘la cultura è lavoro’”. Probabilmente questo “non vale – continua la nota di Nardò Bene Comune – per i traduttori o per qualche ‘esperto’ improvvisato pagato con i soldi pubblici”. A meno che questa “figuraccia nazionale” non sia da imputare a Google Translate, noto traduttore automatico, concludono dall’associazione. Gli amministratori di Palazzo Personè, accortisi della gaffe, hanno rimosso la locandina ma in rete continua a circolare il “reperto”, per restare in tema di preistoria.

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Nardò. Di nuovo all’opera la neretina Irene Mirella Manca. Precisamente, alla terza opera. Il romanzo “La ragazza coraggiosa”, uscito nei giorni scorsi, è infatti la terza autoproduzione letteraria della casalinga neretina. Da sempre appassionata di scrittura, Manca racconta in quest’opera la storia di una ragazza disprezzata e abbandonata dalla famiglia che nonostante gli ostacoli e la giovanissima età sceglie di mettere al mondo un bambino. È l’affetto il filo conduttore del romanzo, che si sviluppa tra colpi di scena e un finale imprevedibile. Sono “made in Nardò” anche la copertina e i disegni interni al libro, realizzati da Matteo Filieri, giovane dj appassionato di arte e disegno. Le opere precedenti di Irene Manca sono “Gli amici del sabato sera” (2015) e “La bambina dalle rosee guance” (2016). Per contattare l’autrice e avere copie del libro è possibile scrivere a irenemirellamanca@gmail.com.

Francesco Arca e il regista Ricky Tognazzi

NARDÒ. Terminate da poche ore le riprese “neretine” de “La vita promessa”, serie tv diretta da Ricky Tognazzi che dal 9 ottobre e fino alla fine del mese verrà girata in diverse città pugliesi. I ciak neretini hanno coinvolto la Masseria Brusca, sette ettari di storia e ancora oggi di attivissime produzioni agricole non lontano da Portoselvaggio. Già in passato “lu Brusca”, come la chiamano i neretini, è stata set di produzioni cinematografiche e televisive. L’utilizzo a Nardò quindi di soli spazi privati ha fatto sì che l’arrivo in città del regista Ricky Tognazzi e del cast (del quale fanno parte Francesco Arca e la bella Luisa Ranieri), avvenisse con molta discrezione. Alle riprese ha partecipato anche la neretina Sara Martano. Altro territorio leccese coinvolto sarà a breve Giuliano di Lecce: la piccola frazione di Castrignano del Capo ospiterà le riprese dal 18 ottobre. Anche Giuliano nel recente passato è stata set di altri film, vedi “In grazia di Dio”, pellicola cinematografica diretta dal regista salentino Edoardo Winspeare. “La vita promessa”, coproduzione RaiFiction e Picomedia, racconta di una famiglia siciliana degli anni Venti del secolo scorso costretta a emigrare. La serie televisiva è sostenuta da Apulia Film Commission con un finanziamento di circa 251mila euro e per la sua realizzazione sono impegnate quaranta unità lavorative pugliesi. Riprese da effettuare anche a Taranto e Monopoli.

Nardò – Cambiano presidenti, vicepresidenti e componenti di alcune commissioni consiliari a Palazzo Personè, come previsto dal regolamento comunale, che ne fissa la durata a un anno. Alla prima commissione consiliare (Lavori pubblici, Verde, Problematiche della casa) presidente rimane Paolo Arturo Maccagnano; alla vicepresidenza Giuseppe Verardi subentra ad Antonio De Mitri. Nella seconda commissione (Urbanistica, Assetto del Territorio, Prg, Ambiente e Igiene, Servizi Ecologici, Edilizia Residenziale pubblica) presidente rimane Paola Mita; la vicepresidenza passa da Andrea Giuranna a Marcello Greco. Anche nella terza (Personale, Affari Generali, Contenzioso, Quartieri e decentramento, Polizia Urbana ed amministrativa, Diritti dei cittadini, Viabilità e traffico) rimane lo stesso presidente, Luigi Venneri, e cambia il vice: stavolta è Antonio De Mitri a sostituire Giuseppe Verardi. In quarta commissione (Commercio, Industria, Artigianato, Agricoltura, Annona, Turismo, Trasporti) cambiano sia presidente che vice: Eleonora Colazzo e Paolo Maccagnano sostituiscono Giulia Puglia (nel frattempo entrata in giunta) e Augusto Greco.

Lascia la presidenza della quinta commissione (Sport, Tempo libero, Cultura, Spettacolo, Pubblica Istruzione, Politiche sociali e comunitarie, Servizi alla Persona, Politiche sanitarie, Problematiche giovanili) il capogruppo di Andare Oltre in consiglio, Gianluca Fedele; nuovo presidente sarà l’attuale vicepresidente della stessa commissione, Fabrizio Durante; nuovo vice Antonio Romano. Cambi anche in sesta commissione (Bilancio e programmazione, Finanze, Tributi, Patrimonio ed Economato, Servizi tecnologici e reti informatiche, Gestione servizi pubblici): Antonio Tondo e Giuseppe Alemanno cedono il posto a Cesare Dell’Angelo Custode (presidente) e Augusto Greco (vice). La settima commissione (Controllo e garanzia, finora retta da Carlo Falangone) è quella che per legge va presieduta dall’opposizione: presidente e vicepresidente saranno quindi nominati nel prossimo consiglio comunale. «Rinnovo gli auguri di buon lavoro – sono le parole del presidente del Consiglio Andrea Giuranna – ai presidenti e ai componenti delle commissioni consiliari e spero che questo elemento di dinamicità nella vita delle commissioni contribuisca all’efficacia dell’azione amministrativa».

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Nardò. “Amarcord Nardò… Luoghi, personaggi e aneddoti della cultura popolare neretina”: è il titolo del volume (Congedo Editore) che verrà presentato oggi alle 18 presso la sala del Chiostro dei Carmelitani in corso Vittorio Emanuele. Autore dell’opera è Luigi Caputo, neretino classe ’50, ispettore del lavoro fino al 2012. Non nuovo a pubblicazioni, Caputo è stato negli anni sia autore e coautore di volumi in ambito di giurisprudenza del lavoro e legati perciò alla sua professione, che autore di articoli per giornali e riviste locali nei quali ha raccontato storie e luoghi della sua città. A proposito di luoghi, per Caputo piazza Salandra “se nell’inconscio è una madre che ti accoglie sempre e comunque con affetto, sotto il profilo architettonico ed artistico è un luogo di particolare significato oltre che simbolo della storia plurisecolare della città. Chi è legato a Nardò – si legge in un estratto pubblicato dal sito fondazioneterradotranto.it – porta nei suoi ricordi la sua ‘chiazza’, cuore della città, salotto del paese arredato dai suoi preziosi monumenti”. Appuntamento quindi alle 18 per conoscere, attraverso i racconti dell’autore, personaggi e storie di una Nardò che non c’è più ma che in qualche modo va conservata e tramandata.

NARDÒ. Anche il circolo del Pd di Nardò si organizza in vista del congresso provinciale del 24 ottobre. A sfidarsi per guidare la segreteria salentina due Sindaci: Ippazio Morciano di Tiggiano (mozione Renzi-Orlando) e Stefano Minerva di Gallipoli (mozione Emiliano). Morciano a Nardò sembra il favorito ma c’è molta interessata attesa circa gli esiti finali. In casa Pd non sono ancora state “digerite” le primarie neretine del 30 aprile scorso, quando centinaia di simpatizzanti e fedelissimi del Sindaco Giuseppe Mellone si recarono al seggio Pd per votare Michele Emiliano: le aree Renzi e Orlando parlarono di elezioni inquinate e le operazioni di voto furono sospese e poi annullate. Stavolta invece? «Abbiamo avuto duecento nuovi iscritti – dichiara Lorenzo Siciliano, consigliere comunale Pd, renziano e sostenitore di Ippazio Morciano – e siccome c’è stato controllo e attenzione sui nuovi tesserati, che potranno votare al prossimo congresso poiché iscrittisi al partito entro il 25 settembre, escludo il rischio di “voto inquinato”. Qui non ci sono pacchetti di tessere. Vogliamo che queste nuove adesioni servano non solo per partecipare al congresso ma anche alla vita del partito». Nel frattempo il gruppo consiliare pd a Palazzo Personè, composto dallo stesso Siciliano e dal capogruppo Daniele Piccione, potrebbe a breve accogliere un terzo componente. «Il consigliere comunale di opposizione Giancarlo Marinaci – annuncia Siciliano – ha chiesto di aderire da indipendente al gruppo consiliare del Pd e noi abbiamo detto sì. Speriamo anzi che questo avvicinamento si trasformi presto in una piena adesione». Ma è il congresso in prima linea nei pensieri dei dem neretini e le voci che vorrebbero un vicesegretario neretino in caso di vittoria di Morciano. «Non ci sono accordi prestabiliti – precisa il consigliere Pd – ma va considerato che la candidatura Morciano mette d’accordo le aree Renzi e Orlando. Considerando quindi che Morciano è di area Renzi, presumo che la vicesegreteria spetti a qualcuno dell’area Orlando. Vedremo, ma non escludo la presenza di un neretino all’interno della segreteria provinciale, anche con una delega piuttosto importante». Meno rosee le previsioni di Siciliano se invece fosse Minerva, uomo di fiducia di Emiliano, a spuntarla. «In quel caso – conclude il più giovane consigliere comunale a Palazzo Personè – la mia permanenza nel Pd sarebbe complicata: non dico che andrei via, visto che ho uno spirito di convivenza abbastanza elevato, ma non sarebbe una convivenza facile».

NARDÒ. L’attesa è stata inutile: Ronaldinho, che ieri pomeriggio avrebbe dovuto incontrare i bambini di una scuola calcio neretina, arriva in Mercedes ma va via, tra lo stupore generale, prima ancora di scendere dall’auto. Sbarcato a Brindisi domenica scorsa per promuovere “I vini dei campioni”, progetto dell’imprenditore salentino Fabio Cordella che vede l’ex calciatore brasiliano è coinvolto con altri campioni del calcio come Buffon e Zamorano, il “Gaucho” era atteso alle 16.30 all’“Europa Soccer Academy” di via Copertino. Dalle prime ore del pomeriggio in centinaia, neretini e non, hanno raggiunto l’impianto sportivo. Presenti anche il sindaco Giuseppe Mellone e alcuni consiglieri comunali, pronti a premiare l’illustre ospite. E presenti soprattutto i bambini neretini della scuola calcio che con il brasiliano avrebbero dovuto scambiare qualche indimenticabile palleggio. Accade, invece, l’“imprevedibile” con l’ex Pallone d’oro e campione del mondo che arriva ma parte dopo pochi minuti al termine di una sorta di “surreale” trattativa. «Troppe le persone in campo», avrebbe fatto sapere lo staff dell’ex campione. Ciò avrebbe infastidito Ronaldinho, che avrebbe voluto condividere il terreno di gioco solo coi bambini. Quindi il codazzo di auto a seguito del campione mette la retromarcia e va via, lasciando interdetti centinaia di curiosi, appassionati di calcio ma soprattutto genitori e bambini. «Puoi avere tutti i soldi di questo mondo ma, se non hai rispetto verso le persone, sei nessuno», ha affermato, stupito anche lui, il consigliere comunale con delega allo sport, Antonio Tondo.

Simona Manca e Mino Frasca

NARDÒ. Frasca in procinto di lasciare “Direzione Italia”, creatura politica fondata da Raffaele Fitto a gennaio scorso, e i fedeli dell’ex ministro di Maglie non gliele mandano a dire. «Non ha ottenuto ciò che voleva e adesso va via». Quindi altro che meritocrazia e collegialità”: per il coordinamento provinciale di “Direzione Italia” «sarebbe stato molto più semplice ammettere che, non ottenendo una posizione di vertice sul livello nazionale, non potendo costruire a Nardò un partito che fosse a propria immagine e somiglianza, con valori distinti e distanti da quelli che oggi predica, si sia determinata ancora una volta una nuova scelta». Altro fendente a Frasca arriva da Simona Manca: «Fitto ha sbagliato – scrive su Facebook la consigliera provinciale di Trepuzzi, componente del coordinamento regionale di “Direzione Italia” – quando da uomo e politico d’altri tempi ha pensato che tutti potessimo far parte di un progetto bello e importante con diversi ruoli. Questo ha fatto sì che gente senza alcun merito, mediocre e avida di poltrone, sedesse in Parlamento, alla Regione, alla Provincia e nelle società partecipate, e oggi passi da un partito all’altro solo perché quei posti si riducono e domani non ha un lavoro». Il riferimento piuttosto esplicito sembra indirizzato in parte anche a Frasca: l’esponente politico neretino è infatti a capo della società leccese partecipata del Comune “Sgm”, che il successore di Paolo Perrone centrodestra), il Sindaco Carlo Salvemini (centrosinistra) intende rinnovarne a cominciare dal Cda presieduto appunto da Frasca.

Nardò – Le recenti norme per la sicurezza nelle manifestazioni pubbliche con annesse misure anti terrorismo  colpiscono ancora. Gli interventi richiesti per garantire la massima tranquillità in eventi che attirano spesso molta gente sono numerosi e complessi tanto che alcune manifestazioni – come recentemente per la festa della copatrona di Gallipoli, Santa Cristina – sono rimaste in forse fino all’ultimo momento utile. Adesso tocca ai festeggiamenti in onore di San Gerardo Maiella fissati per il 14 e 15 ottobre prossimi: niente festeggiamenti civili è stata la decisione presa dal parroco della parrocchia dedicata al santo, don Luigi Filieri, in accordo col Comitato festa e il Consiglio pastorale parrocchiale, a causa di problemi di logistica, burocratici ed economici (le esigenze per mettere in regola i luoghi pubblici affollati sono costi aggiuntivi a quelli soliti comprendendo barriere “jersey”, relazioni tecniche, sopralluoghi e varie autorizzazioni).

La comunità di San Gerardo ha alla fine dovuto prendere atto che i denari raccolti per la festa basterebbero a malapena a coprire gli adempimenti richiesti dalla nuova legge.

“La vita ordinaria della parrocchia è partita con l’entusiasmo e la concretezza che appartiene a questo territorio. Certo, non sono contento del fatto che quest’anno non ci saranno i cosiddetti festeggiamenti civili in occasione della memoria liturgica di San Gerardo – afferma don Luigi Filieri – ma sono consapevole che anche questa battuta d’arresto può rappresentare un’opportunità. Certo, la prima reazione dei fedeli e dei cittadini potrebbe essere quella della protesta, ma sono convinto che anche noi parroci dobbiamo avere la saggezza e la lucidità dei buoni papà e mamme di famiglia che, quando non possono permettersi un divertimento o un di più qualsiasi, rinunciano serenamente, facendo economia. Questo stop rappresenta per me e i fedeli della comunità parrocchiale un momento di riflessione importante. Come potremo far rivivere la festa anche civilmente? E’ possibile – si domanda il parroco – innovarla, risparmiando e non perdendo il gusto della tradizione? Vedremo. Intanto la festa sarà religiosa e, per non perdere un segno che dica la nostra felicità all’esterno, manterremo l’appuntamento dei fuochi artificiali. Ricordiamo tutti che far festa, per un cristiano, significa rimanere intimamente stupiti dell’infinito Amore che Dio riversa nei nostri cuori nonostante i nostri peccati e vivere la fraternità”.

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Voce al Direttore

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Ora che è passata la festa – giusta: logistica adeguata a compiti delicati e decisivi per il grado di vivibilità – possiamo tentare...