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Stefano Manca

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Galatone – Tutto pronto per il “funerale-parodia” di Andrea Baccassino (foto). Dopo due commemorazioni a Nardò (2014 e 2015), una a San Cesario (2016) e un anno di pausa, il popolare cabarettista si appresta a vivere (mai verbo fu più azzeccato per un funerale) la quarta edizione del suo “Memorial Andrea Baccassino”. Data e luogo delle “esequie”: Palazzo Marchesale di Galatone venerdì 21 settembre alle ore 21. Sarà anche stavolta un ricco concerto in cui il 45enne neretino scherzerà e duetterà con musicisti e amici sulle sue canzoni più famose.

Leggezza e goliardia per ridere della morte Lo spettacolo è organizzato in collaborazione con il Comune di Galatone, mentre l’associazione “Open Your Mind” curerà l’installazione artistica della piazza con un’opera a tema. Ma perché chiamarlo “memorial” se l’artista, per fortuna sua e dei suoi fan, è vivo e vegeto? L’intento è di regalare momenti di allegria anche “sfottendo” un po’ la tragicità – quella vera – della vita quotidiana. Pertanto amici e colleghi lo “ricorderanno” cantando le sue canzoni. Baccassino sarà ovviamente con loro sul palco, dove tra leggerezza e goliardia fingerà di essere… la sua stessa cover band. Tanti gli artisti che parteciperanno al “rito” affiancando la band dei Bashaka Indie (composta da Pasquale Chirivì, Roberto Duma, Raniero Abbaticola, Michele Russo e Matteo Bemolle): Elisabetta Macchia, Malba Trio, Elisabetta Guido, Antonio Ancora, coro gospel “Am Family”, Marcello Zappatore, Luigi Mariano, Mauro Maglio, Federica Palma e Scemifreddi. Prevista nel corso della serata anche la “Coppa Memorial”, da attribuire a un musicista salentino distintosi per la sua carriera.

“Cunsulu”, epitaffi e casa-museo: così fa festa al suo “funerale” Come ogni cordoglio che si rispetti, non potrà mancare “lu cunsulu”, tradizione salentina che prevede il dono di generi alimentari alle famiglie colpite da un lutto. Analogamente, al pubblico del “Memorial” verrà chiesto non il pagamento di un biglietto ma alimenti a lunga scadenza, che verranno poi devoluti alla Caritas. Altri eventi collaterali: la “Casa-Museo” e il “Bac-Pitaffio”. La “Casa Museo”, allestita non lontano dal palco, è una mostra di vecchi manifesti di Baccassino (stavolta non funebri ma di spettacoli), costumi dei suoi storici personaggi, attrezzi di scena, foto e strumenti musicali. L’obolo volontario necessario per accedervi sarà devoluto in beneficenza. Il “Bac-Pitaffio” è invece un concorso letterario che premierà il miglior epitaffio da scolpire sulla tomba di Baccassino. Per partecipare a questa gara letteraria bisogna spedire il proprio componimento breve all’email memorial@baccassino.com. In palio una targa che il vincitore ritirerà sul palco la sera dello spettacolo, ricevendola direttamente dalle mani dello “scomparso”. A tal proposito l’artista precisa che si tratterà proprio di una targa d’automobile riportante acronimo e data del “Memorial”. Nell’ultima edizione ad aggiudicarsi il surreale premio è stata l’imprenditrice di Gallipoli Cristina Mercuri (nota autrice di aforismi).

Mons. Fernando Filograna

Nardò – Cappella cimiteriale ristrutturata e per l’occasione messa celebrata dal vescovo. Dopo alcuni mesi di lavori infatti oggi 18 settembre è stata riconsegnata alla Confraternita Sant’Antonio da Padova e Beata Vergine Addolorata la cappella cimiteriale. Per questo passaggio alle 18 nel cimitero, nei pressi della cappella, a celebrare una messa sarà mons. Fernando Filograna, vescovo della diocesi Nardò-Gallipoli.

L’intervento, fa sapere il Comune in una nota, si è reso necessario a causa del deterioramento dei loculi in cemento posti vicino alla porta d’ingresso del piano rialzato (rigonfiamento del copriferro, distacchi e lesioni nelle cornici di travertino, ecc.). Le opere di ripristino, avviate a maggio scorso, hanno consentito di recuperare e riposizionare le lapidi in marmo, ripristinare i setti in cemento e l’intonaco esistente, rifare l’impianto elettrico e tinteggiare gli ambienti interni della cappella. Per evitare in futuro nuovi deterioramenti si è provveduto a ripristinare l’impermeabilizzazione della copertura della cappella con revisione dei giunti della pavimentazione solare. A eseguire i lavori, progettati dall’ingegnere Michele Durante, sono state la società cooperativa Agm di Nardò per quanto riguarda le opere di finitura e la ditta Fracella Giovanni di Galatone per il risanamento dei manufatti in calcestruzzo.

Si tratta del secondo intervento di messa in sicurezza quest’anno fatto eseguire dal Comune all’interno del cimitero dopo che a gennaio scorso sono stati abbattuti una decina di cipressi secchi e instabili che, soprattutto a causa del vento, hanno rappresentato a lungo un pericolo per la sicurezza del luogo e l’incolumità dei visitatori. In quell’occasione i lavori furono eseguiti dalla ditta Ariete.

 

Nardò – «I tuoi compagni sono entrati in classe in trenino, si son potuti abbracciare di nuovo e giocare… tu no, tesoro mio. Perché questa “magnifica scuola dell’inclusione” non ha il tempo per pensare a te». È un passaggio della lettera aperta che il genitore neretino di uno scolaro diversamente abile ha scritto il 13 settembre scorso, primo giorno del nuovo anno scolastico. In quell’occasione al piccolo è stato impedito l’inizio delle lezioni. Motivo: mancano gli insegnanti di sostegno.

Una situazione imbarazzante e mortificante che sembra accomuni numerosi ragazzi diversamente abili in tutta la provincia. L’assessore comunale alle Pari opportunità Stefania Albano, in una nota congiunta firmata con la Commissione Po (presidentessa Federica Ruggeri), punta l’indice contro la Regione: «La Regione non ha i soldi per i nostri ragazzi “speciali” e la stessa Regione ha pensato bene di sostituire, da quest’anno, gli assistenti con gli educatori. Figure, entrambe, sicuramente importanti per i nostri ragazzi, ma una non può e non deve sostituire l’altra. Quando si tratta di iscrivere i ragazzi a scuola – prosegue la nota in un altro passaggio – viene chiesto di farlo a gennaio e di presentare tutta la documentazione medica necessaria. Oggi siamo a settembre, le lezioni sono iniziate e solo ora ci si accorge che non vi sono fondi sufficienti. E fu così che ci imbattemmo nel famoso “scaricabarile”: dalla Regione alla Provincia, fino ad arrivare ai Comuni. Chi ha responsabilità deve provvedere immediatamente!».

Anche Andare Oltre, movimento del sindaco Giuseppe Mellone, attacca la Regione: «Non è possibile che a settembre inoltrato si venga a conoscenza che gli operatori che garantivano fino allo scorso anno scolastico i servizi essenziali ai nostri bambini siano stati così fortemente ridimensionati dalle nuove disposizioni in materia diramate dalla Regione. Non possono essere sufficienti le già poche risorse messe a disposizione dalle varie Asl. Gli ambiti sociali di zona – proseguono da Andare Oltre – non possono tamponare queste problematiche in tempi rapidi, visto che nei mesi di luglio e agosto non si è riusciti a individuare risorse aggiuntive. Per questo sarebbe auspicabile un intervento da parte dell’assessorato al Welfare della Regione Puglia anche facendo leva sul governo centrale, se necessario».

“Queste carenze si conoscono già a giugno” Sotto accusa finiscono quindi Regione e Asl, ma sui social il padre del bambino interviene nuovamente e precisa: «Mio figlio non ha né insegnante né assistente. L’Asl ha terminato le risorse ed è compito dei Servizi sociali di coprire le carenze assegnando tramite cooperativa altri operatori. Queste carenze si conoscono già a giugno…».

Condanna dello scaricabarile in atto Dall’opposizione interviene “Liberi e Uguali” con una nota firmata dal consigliere comunale Roberto My e dalla coordinatrice cittadina Alessandra Boccardo: «Situazione inaccettabile – scrivono – quella che riguarda il mancato avvio dell’integrazione scolastica per gli studenti diversamente abili. Un vero e proprio scaricabarile fra Comune, Provincia e Regione che vede in questi giorni i responsabili comunali (Assessore alle Pari opportunità e relativa Commissione) accusare senza mezzi termini la Regione perché non avrebbe assegnato fondi sufficienti a coprire l’intero arco dell’anno scolastico. Un’amministrazione comunale, come quella di Nardò che, sindaco in testa, va in Regione a prendere ordini (vedi reflui fognari) e a farsi finanziare progetti forse non sempre strettamente indispensabili, dovrebbe rompere ogni indugio e pretendere dagli amici che vanta in Regione tutti gli atti necessari per l’avvio immediato dell’integrazione scolastica».

“Il Comune provveda in attesa di interventi altrui” Stessi toni quelli di Lorenzo Siciliano, consigliere comunale del Pd. «Credevo che almeno su un tema così delicato – dichiara Siciliano – l’Amministrazione comunale avesse adempiuto nell’immediato ai propri doveri, quanto meno morali ed etici, in attesa che Provincia e Regione, colpevolmente ritardatarie, facciano la loro parte. E invece cosa fa? Dribbla, per bocca della commissione pari opportunità (composta da figure nominate dal Sindaco e dalla sua maggioranza, molte delle quali candidate alle amministrative 2016 per l’attuale coalizione di governo) che gioca allo scaricabarile, puntando il dito contro la Regione Puglia. Ma come? Non era Michele Emiliano l’impeccabile governatore con ‘un occhio di riguardo per Nardò’? Al netto di queste barzellette – conclude Siciliano – Assessorato comunale ai Servizi sociali e Ambito di zona, di cui Nardò è Comune capofila, hanno il dovere di mettere in campo le risorse necessarie per ristabilire la piena agibilità scolastica per questi bambini e bambine. Inoltre si dovrebbe esigere la convocazione ad horas di una conferenza di servizi con Comune, Provincia, Regione e Asl».

Nardò – Andranno in onda domenica 16 e lunedì 17 settembre (Raiuno, ore 21,25) le prime due puntate de “La vita promessa”, serie tv diretta da Ricky Tognazzi e girata in parte a Nardò. Gli episodi successivi verranno trasmessi invece il 24 settembre e l’1 ottobre. Il cast è composto tra gli altri da Luisa Ranieri, Francesco Arca, Emilio Fallarino, Primo Reggiani e Lina Sastri, quest’ultima già indimenticata protagonista negli anni Ottanta del film “La posta in gioco”, in cui vestì i panni di Renata Fonte.

“La vita promessa” è una coproduzione RaiFiction e Picomedia, sostenuta da Apulia Film Commission con un finanziamento di circa 251mila euro. Proprio l’Apulia Film nei mesi scorsi ha sottolineato che per la realizzazione di questa fiction sono impegnate quaranta unità lavorative pugliesi.

Giulia Puglia

Il set a Masseria Brusca – Le riprese neretine di questo nuovo lavoro, durate una settimana, sono state realizzate presso Masseria Brusca: non lontano da Portoselvaggio, con i suoi sette ettari di storia e di produzioni agricole, la struttura è già stata in passato set di produzioni cinematografiche e televisive. Per girare la serie di Tognazzi sono state usate la stalla della masseria e il grande piazzale esterno. Soddisfatta l’assessore allo Sviluppo economico e al Turismo Giulia Puglia: «Si tratta di una produzione importante – commenta la più giovane esponente della giunta Mellone – con regista e attori di rilievo che hanno subito il fascino della nostra città. So che Ricky Tognazzi, sua moglie Simona Izzo, gli attori e chi ha lavorato al film sono stati bene da noi e hanno apprezzato luoghi, cibo e atmosfera, al di là dell’impegno professionale. A noi resta la conferma di essere un territorio che ha appeal per chi fa cinema».

Altre città pugliesi coinvolte nei ciak sono Monopoli, Taranto e Giuliano di Lecce (frazione del Comune di Castrignano del Capo). La storia che i telespettatori da domenica seguiranno sul piccolo schermo è quella di una madre (Luisa Ranieri) degli anni Venti del secolo scorso, che lascia la Sicilia per raggiungere l’America e cercare un futuro migliore per i suoi cinque figli. Su Raiuno sono in onda da giorni gli spot che contengono il trailer, nel quale si riconoscono i luoghi neretini. Nardò e le altre città pugliesi, però, nel film “passeranno” per città siciliane. Un dettaglio che già in passato, per altri film girati sempre a Nardò, fece storcere il naso a più di qualcuno. Un caso analogo, ad esempio, si verificò nel 2011 con la miniserie tv “Cesare Mori: il Prefetto di Ferro”, andata in onda su Raiuno: girata presso Masseria Brusca e il Chiostro dei Carmelitani, la fiction era ambientata in Sicilia. Nell’aprile 2013, per una miniserie trasmessa da Canale5, a Nardò arrivò poi Gabriel Garko: anche in quel caso le scene girate in città erano ambientate altrove, precisamente a Cuba, con la piazza neretina trasformata in L’Avana.

 

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Nardò – I proprietari non raccolgono dalla strada le deiezioni dei propri cani? I residenti si organizzano con autonome, pacifiche iniziative. Tra le vie Fleming e Spallanzani, in una zona compresa tra lo stadio comunale e la stazione di Nardò Città, è spuntato affisso a un palo un curioso cartello recante la scritta: “Porta il tuo cane da un’altra parte! Oppure come previsto ripulisci”.

Richiamo ai proprietari incivili – L’invito è dunque rivolto a chi passa da quelle strade in compagnia di un amico a quattro zampe dimenticando di “tirare lo sciacquone”, metaforicamente parlando. Non è dato sapere a quando risalga “l’affissione” (la foto è stata scattata l’11 settembre attorno alle 18), né se sia stata un’idea di residenti o commercianti della zona evidentemente esasperati dal disagio visivo e a volte anche olfattivo. Un disagio causato dal randagismo o dall’inciviltà di alcuni proprietari che non raccolgono il “dovuto”? Stando al cartello, l’ipotesi più accreditata sembrerebbe la seconda. In un caso o nell’altro, va segnalato che nella zona circostante non è raro incrociare “ricordini” di cani.

Cestini e sacchetti: ci sono, ma vengono utilizzati? – Due anni fa (a dicembre 2016) per arginare il fenomeno l’attuale Amministrazione comunale acquistò e fece installare in prossimità di aree verdi e marciapiedi circa trenta contenitori per la raccolta delle deiezioni canine. I cestini sono anche muniti di sacchetti in plastica, per agevolare le operazioni di pulizia da parte dei proprietari. Paradossalmente, proprio non lontano dal segnale “fatto in casa” di via Fleming, di cestini ce ne sono due: uno in via XX Settembre (altezza stadio) e uno in via De Gasperi. Altro deterrente, le sanzioni: secondo il regolamento della Polizia Urbana, proprietari e accompagnatori che in spazi pubblici non raccolgono gli escrementi dei propri cani incorrono in multe da 50 euro. Intanto, in attesa di sanzioni e – soprattutto – di comportamenti civili, i residenti del quartiere si difendono con la segnaletica “fai da te”.

Nardò – Smaltimento rifiuti: tre ecocentri ma nessuno al momento è attivo. È questa ad oggi la situazione a Nardò dopo che a febbraio scorso l’ecocentro di via D’Aosta (foto) della ditta Bianco Igiene Ambientale destinato ad accogliere beni durevoli e ingombranti, è stato chiuso per l’esecuzione di lavori straordinari. Conseguentemente il servizio è stato sospeso.

Inattivi anche gli altri due impianti, quello in via Copertino e quello intercomunale della zona industriale. L’argomento è stato affrontato anche nei giorni scorsi a Palazzo Personè nell’apposita commissione consiliare Ambiente su richiesta della minoranza consiliare, presieduta da Paola Mita, in cui sono stati indicati i tempi della riattivazione del servizio. Oggi a rassicurare cittadini e addetti ai lavori interviene sul tema l’assessore comunale all’Ambiente Mino Natalizio: «L’ecocentro di via D’Aosta – annuncia – riaprirà i battenti entro 60 giorni. Si stanno finalmente ultimando i lavori di adeguamento. Potrebbe essere il primo dei tre a riaprire, anche se contiamo di averli attivi tutti e tre entro la fine del 2018».

Un occhio al passato e uno ai “vicini” quando invece si vanno ad analizzare le situazioni degli altri due impianti, quello di via Copertino e quello della zona industriale. «Per l’ecocentro di via Copertino – prosegue Natalizio – servono ulteriori interventi. Senza fare polemica, ci stiamo ritrovando a sanare vecchie situazioni, con progetti che andavano assolutamente rivisti, installazione delle vasche di seconda raccolta, ecc. Nulla di insormontabile, per carità, ma tutto ciò ha fatto allungare i tempi. Comunque proprio oggi gli uffici preposti hanno convocato il progettista».

Il terzo ecocentro, quello della zona industriale, è invece un impianto intercomunale, che serve i territori di Nardò e Galatone ed è proprio quest’ultimo Comune ad essere responsabile del procedimento. «È già pronto, manca soltanto l’allaccio dell’energia elettrica», rivela Natalizio.  Con l’Amministrazione Nisi, tra l’altro, il Comune di Galatone scrisse al  Prefetto al fine di sollecitare l’Enel ad intervenire.

Come sbarazzarsi intanto degli ingombranti? Qual è, nel frattempo, la strada da seguire al momento se si vuole disfarsi di rifiuti ingombranti tipo mobili frigoriferi ecc.? L’iter è il seguente: bisogna telefonare al numero verde di Bianco Igiene Ambientale 800276611 e prenotare il ritiro porta a porta (la segreteria telefonica è attiva 24 ore su 24). Da qui l’appello finale di Natalizio: «Capisco la situazione di disagio ma chiedo ai cittadini ancora qualche settimana di pazienza. La ditta si è messa a completa disposizione. Sono aumentate le squadre di raccolta porta a porta grazie alle quali – conclude – per prenotarsi e far ritirare gli ingombranti i tempi di attesa si aggirano attorno ai dieci giorni».

Nardò – Pace fatta tra il Lecce ed il parroco scambiato per un furbacchione. «L’Us Lecce, ieri sera, mi ha fatto giungere le proprie scuse. Si è trattato di una responsabilità senza colpevolezza imputata per fatto altrui. Tutto risolto». Con queste parole, datate 4 settembre, don Riccardo Personè scrive la parola fine al racconto della disavventura che l’ha visto incolpevole protagonista domenica 2 settembre allo stadio “Via del Mare” di Lecce.

Il parroco neretino infatti voleva assistere alla partita di serie B dei giallorossi contro la Salernitana. Nelle ore precedenti l’incontro però il sacerdote non era riuscito (“un disguido non dovuto assolutamente alla mia volontà”, ha sottolineato) a sbrigare le procedure telematiche per l’acquisizione del biglietto. Davanti ai cancelli gli addetti non hanno voluto sentire ragioni e per don Riccardo le porte dello stadio non si sono mai aperte. Così la decisione del prete, dopo una vana attesa fuori protrattasi quasi fino alla fine del primo tempo, di abbandonare lo stadio.

Poche ore dopo don Riccardo, neo parroco della chiesa neretina delle Cenate, pur senza lanciare accuse e senza smettere di dire “Forza Lecce”, ha raccontato l’episodio su Facebook aggiungendo di non voler più sottoscrivere l’abbonamento. Adesso ecco arrivate a don Riccardo le scuse della società giallorossa. Con la pace fatta, c’è anche il ritorno al Via del Mare, stavolta senza intoppi? Ancora presto per dirlo. Nel frattempo diversi tifosi neretini hanno espresso solidarietà a don Riccardo invitandolo però, d’ora in poi, a seguire il Nardò anziché il Lecce.

Nardò – Il progetto approvato a ottobre scorso dal Consiglio comunale e finalizzato a valorizzare gli spazi urbani grazie alla creatività entra nel vivo con il primo dei murales previsti: l’opera – già ultimata – è stata realizzata davanti alla scuola primaria “Gabelli” (in via Bellini). A firmarla Stefano Bergamo in arte “Best”, artista di Leverano classe 1970, con all’attivo svariate mostre in Italia e all’estero.

Il tema scelto per inaugurare questa “galleria” d’arte urbana è il rapporto uomo-animale. Il dipinto raffigura infatti una bambina accompagnata da un cane e un gatto. Soddisfatta l’associazione neretina “Mai più randagio”, che si occupa di animali abbandonati e aveva chiesto al Comune che un’opera tra quelle in programma venisse dedicata proprio a questo tema. «È una scelta tutt’altro che casuale – fa sapere il direttivo dell’associazione, – ispirata dalla convinzione di rivolgere un messaggio d’amore ai bimbi e, perché no, ai loro genitori. Inoltre, quel muro da tempo vandalizzato e oggi finalmente riqualificato esprime leggerezza e dona nuova luce al plesso scolastico. Al buon esito dell’iniziativa hanno contribuito in tantissimi, soci e simpatizzanti, donandoci ciascuno un indispensabile sostegno. Con una piccola targa nei prossimi giorni li citeremo tutti».

Soddisfatto anche Gianluca Fedele, consigliere comunale con delega al randagismo. «Ho seguito personalmente le varie fasi – commenta – che hanno portato alla realizzazione di questa suggestiva opera, e ho constatato un diffuso entusiasmo. Ringrazio in primis Pasquale Alfieri per aver preparato in tempi record il muro sul quale è stata realizzata l’opera, e l’assessore alla Cultura Ettore Tollemeto per aver caldeggiato l’iniziativa. Questo è solo il primo esempio di come un luogo possa cambiare aspetto grazie alla street art. Presto – conclude Fedele – altri luoghi della nostra Nardò ospiteranno bellissimi e colorati murales».

Sono cinque gli spazi individuati finora da Palazzo Personè per ospitare i murales: alla già citata via Bellini si aggiungeranno il muro esterno di via Rubichi (all’altezza dello stadio “Giovanni Paolo II”), il campetto di via Deledda (zona Penta), la recinzione degli uffici comunali di via Falcone (ex tribunale) e i muri esterni della scuola di via Bologna.

Nardò – «Trattato come un kamikaze, non mi hanno fatto entrare allo stadio!»: a raccontare la propria disavventura davanti ai cancelli dello stadio di Lecce è il parroco neretino don Riccardo Personè (foto). Come molti tifosi salentini, ieri sera anche don Riccardo si è recato allo stadio “Via del Mare” di Lecce per assistere, alle 21, all’esordio casalingo in serie B dei giallorossi contro la Salernitana. Giunto davanti ai cancelli, però, per don Riccardo sono cominciati i problemi, come egli stesso spiega su Facebook.

Il disguido «A causa di un disguido non dovuto assolutamente alla mia volontà – racconta – e poiché sono stato chiaro fin da subito circa le mie difficoltà a procedere on-line coi vari adempimenti e dopo essere stato trattato come fossi un kamikaze, non sono entrato allo stadio. Meglio: non mi è stato concesso di entrare. Avevo fatto un mini abbonamento per dieci partite – aggiunge – ma credo che non procederò al pagamento».

Abbonamento stracciato Salvo chiarimenti nelle prossime ore tra il parroco e l’Unione Sportiva Lecce, la drastica decisione di non sottoscrivere l’abbonamento sembra definitiva. «Non per ripicca o cose del genere – precisa il sacerdote – ma perché ho avvertito un forte senso di vergogna anche per le parole con cui venivo presentato (“Qua c’è uno che vuole parlare con…”; oppure: “C’è un signore che chiede di…”; o, ancora: “Aspetti e stia calmo” quando non avevo detto nulla!)». Dalle prime discussioni si passa poi al classico rimpallo, molto probabilmente per un’attivazione non completata o qualcosa di simile che, in ogni caso, costringe il prete-tifoso alla porta (sempre sbagliata, però). «Solo alle 21.15 – prosegue infatti il prete – mentre “lu Lecce nuesciu” nel frattempo si portava in vantaggio (e pacenzia!), mi dicono di andare da un’altra porta per parlare con qualcuno che alle 21.32 ancora non si presenta. Così dico agli steward: “Ringraziate il responsabile ma rientro a casa. E forza Lecce!”».

Commenti e solidarietà – In Rete (don Riccardo è molto “social”) il racconto è diventato virale in poche ore facendo immediatamente scattare la solidarietà collettiva al sacerdote 46enne molto conosciuto nel Salento, attivissimo nel sociale e di recente nominato parroco della chiesa delle “Cenate” (frazione neretina). Insomma, un profilo tutt’altro che assimilabile a quello di “un kamikaze”, come si è autoironicamente definito, o di qualcuno in cerca di sotterfugi per entrare furbescamente allo stadio. Don Riccardo precisa inoltre di essersi recato a Lecce “vestito da prete” proprio per essere riconosciuto ed evitare scene come quella raccontata da Checco Zalone in una sua famosa commedia. Amara la sua riflessione dopo l’episodio: «Amici, nessuna polemica. Una sola osservazione: probabilmente siamo un poco tutti noi ad esserci ridotti come società, come esseri umani, così male!». Ah, alla fine il Lecce non è riuscito a vincere: in pieno recupero è stato raggiunto dalla Salernitana che ha fissato il risultato sul 2 a 2. (In)giustizia “divina”?

Portoselvaggio (Nardò) – Si chiama “Le camminate di Paolo” ed è un gruppo di trekking che nei giorni scorsi ha fatto tappa a Portoselvaggio. Una visita come un’altra per la rinomata riserva naturale neretina, se non fosse per un dettaglio: quello delle “Camminate di Paolo” non è il “classico” trekking noto ai più ma una particolare forma di mobilità dolce che prevede l’affiancamento di animali da soma come asini o, di rado, muli. Gli animali, precisa una nota del Comune, non vengono cavalcati: si tratta perciò di passeggiate in compagnia degli asini i quali trasportano pochi chili come il bagaglio degli escursionisti, viveri da pic-nic o, per brevi tragitti, anche i bambini. Una curiosa novità quindi per il Parco regionale di Portoselvaggio, che ha ospitato così, nello spazio antistante la masseria Torre Nova, la tappa intermedia di un itinerario che va da Torre Pali a Riva degli Angeli. Altre riserve naturali salentine attraversate in questi giorni dal gruppo di appassionati: Cerano, Rauccio, Cesine e Alimini di Otranto.

Una decina gli escursionisti coinvolti (tra cui qualche bambino) con quattro asinelli, sacchi a pelo e tende, i quali dopo un giro nel parco e una sosta notturna nell’area della masseria, concessa di buon grado dall’Amministrazione comunale, sono ripartiti al mattino presto.

Pur conoscendo bene il “suo” Parco di Portoselvaggio, è piacevolmente sorpreso l’assessore comunale all’Ambiente Mino Natalizio. «Abbiamo conosciuto questa variante molto affascinante del trekking – dichiara – che utilizza gli asinelli e che in questo caso privilegia l’esperienza con le aree protette della nostra regione. Sono stato contattato da Giovanna Zito per concedere il permesso di sostare nel parco e sono stato felice di aver trovato loro una collocazione nei pressi di Torre Nova. Sono persone che amano il viaggio, la natura, le facce meravigliose di questa Puglia che non smette mai di stupire. Ed in cui il nostro parco – conclude Natalizio – come sempre fa un figurone».

Nardò – Botta e risposta a Nardò tra lo storico Mario Mennonna e un’ex componente dell’associazione Amici del Museo di Porta Falsa. Pomo della discordia la XII edizione della Cavalcata storica e Fiera dell’Incoronata organizzata dall’associazione e tenutasi nel luglio scorso e che tra sfilate di carri e cavalli, mangiafuoco e tamburi è divenuto appuntamento fisso dell’estate neretina. Ha aperto le danze – non quelle medievali che pure non mancano nelle rievocazioni storiche, ma quelle delle polemiche – il professor Mario Mennonna con una lettera pubblica indirizzata al compianto Paolo Zacchino (foto), padre ideatore della “Cavalcata” scomparso nel 2013.

«Carissimo Paolo – scrive il professore – la nostra “Cavalcata storica e Fiera dell’Incoronata non esiste più con i grandi risultati delle prime edizioni». L’accusa agli attuali organizzatori lanciata da Mennonna, autore di numerosi volumi sulla storia neretina e cofondatore della Cavalcata, è quella di aver operato “una revisione sostanziale e storica di quanto precedentemente ideato e concretizzato”. In passato invece, secondo il professore, pur nell’inevitabile spettacolarizzazione dell’evento, si sarebbe rimasti fedeli alla storia, rispettando il racconto del passato neretino senza forzature.

«Sarebbe stato facile – è il j’accuse di Mennonna – inserire personaggi e gruppi di altre epoche, sì da avere in un miscuglio storico tra figuranti medievali, rinascimentali e barocchi… sarebbero mancati solo i romani e i preistorici! Sarebbe stato facile inserire giochi estranei alla nostra storia e alla nostra vicenda; cene barocche e così via. E che dire della facilità e della minore fatica – prosegue il professore – di far girare sull’extramurale il corteo, come già avveniva e avviene per particolari processioni religiose, prescindendo dall’Incoronata, così come, invece, voleva e vuole la vicenda storica rievocata. Ma non sarebbe stata più la Cavalcata storica e Fiera dell’Incoronata. Se non si va più in corteo/cavalcata verso l’“Incoronata” e non la si coinvolge anche come chiesa e organizzazione della festa, non ha più senso conservare l’originaria denominazione. Non concordi con me, caro Paolo, che di fatto è già una revisione sostanziale e storica di quanto noi avevamo ideato e concretizzato? Di quanto la storia, cui ci si riferisce, parla?».

Dopo questa denuncia per una manifestazione storico culturale, svuotata di senso, secondo lo studioso locale, ci sono state bocche cucite da parte degli organizzatori, i quali dopo aver coinvolto nel corteo oltre duecento figuranti e attirato migliaia di spettatori, hanno definito l’edizione di quest’anno “la più bella di sempre” e hanno fatto sapere che eventuali confronti e dibattiti con soci e direttivo si terranno “nelle sedi opportune e non tramite stampa”.

Chi invece ha deciso di intervenire è un’ex iscritta dell’associazione Amici del Museo di Porta Falsa.  «Caro Mario Mennonna, leggendo la tua lettera – scrive la donna che preferisce non comparire con nome e cognome – ho riscontrato molti punti sui quali non sono assolutamente d’accordo. Nonostante la mia assenza dall’Associazione seguo costantemente le novità che vengono attuate e non trovo nulla di oltraggioso in ciò che è stato fatto. Anzi – prosegue – sono novità che hanno suscitato un entusiasmo tale tra la popolazione che ne sono rimasta particolarmente colpita… mai sentiti tanti pareri positivi… È vero che la Cavalcata fosse strettamente legata alla Fiera dell’Incoronata (oggi invece si tengono due manifestazioni separate, ndr), ma è pur vero che se per varie vicissitudini si sono svincolate, magari si può aver modo di realizzare due diversi appuntamenti anziché un unico grande evento che potrebbe presentare delle falle (e ce ne sono state in passato, anche se superate tranquillamente). Perché questo sta a rappresentare il sogno di Paolo: che la sua gente riscoprisse e rivalutasse la sua Nardò di un tempo”.

Nessuna trasgressione dello spirito originario, dunque secondo la ex socia del gruppo promotore: “Se adesso la Fiera è gestita da altre figure credo sia un bene, perché destinata a crescere sempre più, come la Cavalcata. Le novità, se introdotte con cura, non hanno mai portato danno. Restare ancorati a quello che si faceva in passato è utile per dare continuità ma a lungo andare stanca perché c’è bisogno di un pizzico di novità, che in questo caso non credo abbia portato insuccesso ma tutto l’opposto. Pertanto caro professore – è la conclusione – se l’obiettivo comune è ricordare Paolo Zacchino, allora facciamolo molto serenamente ma senza screditare l’operato altrui e senza arrivare a questi che, stavolta sì, possiamo chiamare oltraggi alla sua memoria».

 

 

Nardò – Sarà la Icos Sporting Club srl di Lecce, società che ha realizzato opere analoghe in diverse città pugliesi, a costruire una piscina a Nardò. Un sogno inseguito a lungo da diverse generazioni di neretini e che ora sembra raggiungibile, quello di avere finalmente nella propria città un impianto dedicato al nuoto.

La struttura sorgerà in via Carlo Alberto Dalla Chiesa (zona via Galatone) con un investimento privato di 2,5 milioni di euro. Mercoledì 29 la delibera che darà l’ok sostanziale all’avvio dei lavori passerà dal Consiglio comunale e, secondo indiscrezioni, dalla minoranza c’è chi sarebbe intenzionato a votare a favore.

Il progetto, redatto dall’ingegnere Walter Mirarco e dal geometra Antonio Filoni per la parte architettonica e dagli ingegneri Silvia Macchitella, Antonio Caricato e Giovanni Epicoco per la parte impiantistica, si svilupperà così: reception, due vasche (una semiolimpionica e una ludico-funzionale), spogliatoi e area benessere al piano terra e area fitness al primo piano. Previsti anche percorsi di riabilitazione per persone diversamente abili e progetti per ragazzi in difficoltà economiche o di disagio familiare.

Mellone: “Merito nostro”; Risi: “Progetto nato nella precedente amministrazione”. Ancor prima dei lavori si litiga però sulla paternità dell’opera e sui meriti da distribuire agli amministratori, nuovi e vecchi. Anche se, va ribadito, sarà una struttura privata che nascerà su terreni privati e non una piscina comunale. «Si tratta di un’opera – ha dichiarato orgoglioso il Sindaco Giuseppe Mellone – che la

Marcello Risi

vecchia politica non è riuscita a realizzare nonostante le promesse reiterate. Risi, in particolare, è stato il più pirotecnico, firmando una messa in scena alla vigilia delle elezioni del 2016 degna del miglior regista teatrale del mondo, con tanto di sopralluogo su terreni di cui all’epoca la società proponente non era ancora proprietaria e in assenza di qualsiasi progetto, nemmeno in bozza». L’attuale primo cittadino si riferisce al 21 marzo 2016, quando l’allora sindaco Marcello Risi, accompagnato dai tecnici, effettuò un sopralluogo sul terreno di via Carlo Alberto Dalla Chiesa annunciando la nascita della piscina a opera della Icos. Le polemiche non mancarono neanche in quell’occasione, con un attacco a Risi da parte del suo ex assessore allo Sport Flavio Maglio, che rivendicò i propri meriti.

Pro memoria al veleno per Mellone: “Ci derideva” Interviene oggi intanto il movimento Nardò Liberal, molto vicino a Marcello Risi, che fa sapere via Facebook: «Senza alcun motivo, da oltre due anni, l’Amministrazione Mellone ha bloccato il progetto della piscina in via Carlo Alberto Dalla Chiesa, fortemente voluto dall’Amministrazione Risi. Tocca oggi alla minoranza provare a stimolare un’Amministrazione ingolfata dalla vuota propaganda». Stessi toni quelli di Rino Giuri di Liberi e Uguali: «Questo Sindaco si è gloriato del lavoro altrui come fosse proprio e ora cerca di intestarsi anche la piscina, per la quale ha lavorato la Giunta Risi, piscina che lui derideva quando era all’opposizione».

Infine nella cronistoria contenuta in una nota del Comune si legge che la Icos Sporting Club ha acquisito la proprietà dei terreni a novembre 2016 e presentato il progetto al Comune di Nardò il 18 luglio 2017, ottenendo successivamente i pareri necessari, tra cui quelli del Coni e dell’Amministrazione comunale. In attesa delle vasche, si nuota nelle polemiche.

Mino Natalizio

Nardò – Emergenza acqua e sospensioni idriche a Boncore, Arif e Comune intervengono per trovare una soluzione. Nei giorni scorsi l’Amministrazione comunale ha chiesto e ottenuto infatti l’intervento del direttore dell’Arif (Agenzia regionale per le opere irrigue e forestali) Domenico Ragno, per il problema riguardante le località di Boncore, Santa Chiara e Case arse, zone rurali dell’agro di Nardò al confine con Porto Cesareo.

La Regione Puglia, fa sapere Palazzo Personè, è da tempo impegnata in un’opera di razionalizzazione della propria struttura organizzativa e ha recentemente affidato all’Arif la gestione degli acquedotti ex Ersap (ente soppresso per lo sviluppo agricolo). Così il 9 agosto scorso Ragno ha incontrato una delegazione di residenti di Boncore, registrando legittime lamentele e l’esposizione di problemi e criticità. Da ulteriori approfondimenti si è appurato che da tempo l’ex Ersap non provvede alla regolare manutenzione degli impianti, situazione che ha portato l’Arif ad assumere l’impegno di ttivarsi rapidamente.

«Sono molto contento per questo risultato – commenta il Sindaco Giuseppe Mellone – ottenuto grazie all’impegno dell’assessore Mino Natalizio, all’attenzione del mio stretto collaboratore Agostino Indennitate, alla sensibilità del capo di gabinetto del Presidente Emiliano, Claudio Stefanazzi e, naturalmente, alla capacità e alla premura del direttore dell’Arif Domenico Ragno. Con questi interventi abbiamo risolto un problema annoso, che tormentava famiglie e imprese del nostro territorio. L’acqua è un bene essenziale e le improvvise sospensioni comportavano problemi grandissimi per le attività e per le famiglie”.

Appena un mese fa, sempre a Boncore, si era registrata un’altra protesta dei residenti per le continue interruzioni della fornitura idrica. In quel caso però si sarebbero rilevate, stando a una nota di Aqp di quei giorni, anche manomissioni abusive (e anonime) degli impianti con conseguente danneggiamento delle condutture, tali da valutare eventuali segnalazioni all’autorità giudiziaria. Il problema dell’erogazione idrica sospesa in piena estate a Boncore portò anche nel luglio scorso a un’interrogazione urgente da parte del consigliere regionale Ernesto Abaterusso (Art. 1- Leu).

Nardò – Nuovo appuntamento oggi mercoledì 22 agosto per la rassegna letteraria estiva “A Franco sarebbe piaciuto”, Alle 20.30 al caffè “Il Melograno” di via Pellettieri, davanti alla suggestiva piazza delle Erbe, a presentare la sua raccolta di racconti “I singhiozzi di Jerry e Gunther” (edizioni Musicaos) sarà Aldo Augieri, fondatore di “Asfalto Teatro” e autore di diversi testi drammatici e riscritture sceniche. A dialogare con Augieri saranno la coordinatrice della manifestazione Loredana Giliberto (foto) e l’editore Luciano Pagano.

“A Franco sarebbe piaciuto” è un calendario di incontri con l’autore nato a Nardò nel 2016 per ricordare Franco De Pace (foto), giornalista neretino e collaboratore di “Quotidiano” e “Gazzetta del Mezzogiorno” scomparso nel 1998. In appena tre edizioni si contano già diversi autori, giornalisti e scrittori locali e nazionali, che hanno partecipato a questa rassegna. Alcuni nomi: Omar Dimonopoli, Livio Romano, Giuse Alemanno, Antonella Caputo, Antonio Corvaglia, Luigi Pisanelli, Piero Manni, Maria Pia Romano e il giornalista del “Fatto Quotidiano” Antonello Caporale, ospite delle edizioni 2016 e 2018.

Tutti gli incontri, realizzati in collaborazione con libreria “I Volatori”, casa editrice “Musicaos” e caffè “Il Melograno”, sono a ingresso libero.

Sant’Isidoro (Nardò) – Contrasto all’abusivismo commerciale sul lungomare, dove la polizia locale ha emesso cinque verbali. Dieci in tutto i controlli eseguiti dagli agenti nei giorni scorsi: in cinque casi erano scaturite irregolarità amministrative per sanzioni che ammontano a complessivi 21mila euro (assenza di autorizzazione per la vendita in area demaniale, violazione delle norme igienico sanitarie, ecc.). Di 2.000 euro circa è invece il valore della merce sequestrata. Le verifiche non hanno risparmiato le strutture ricettive, con 12 immobili controllati, per i quali sono in corso gli accertamenti dei documenti acquisiti.

Parcheggi e divieti di transito: si riaccende la polemica Nel frattempo, la polizia municipale affronta anche il discusso fenomeno di parcheggio e transito non consentito in aree demaniali. Dal 10 luglio a oggi sono stati oltre 600 i verbali emessi dagli agenti guidati dal tenente colonnello Cosimo Tarantino. Proprio su questo, nei giorni scorsi si è registrata un’aspra polemica tra i consiglieri comunali Lorenzo Siciliano (Pd) e Giuseppe Verardi (Giovani in Azione). «Nel pieno della stagione estiva – dichiarano il consigliere Siciliano e Alessandro My, presidente di “Città Nuova” – l’Amministrazione Comunale ha deciso di dare esecuzione a un vecchio divieto di transito e di sosta esistente sulla zona di demanio marittimo di fronte alla torre, senza garantire l’individuazione di nuove zone parcheggio. E ovviamente sono fioccate le multe, come al solito, per rimpinguare le casse comunali rese ormai esangui dalle spese folli di Mellone. È dunque evidente – hanno concluso Siciliano e My – l’impossibilità per turisti e clienti abituali di raggiungere le strutture di ristorazione, dirigendosi così altrove, con enorme danno economico per i titolari».

A Siciliano ha replicato il consigliere di maggioranza con delega alla marina di Sant’Isidoro, Giuseppe Verardi: «Sono rimasto sbalordito nel leggere di rappresentanti istituzionali che invocano il non rispetto delle regole. Lo scorso anno – dichiara Verardi – anche su sollecitazione di commercianti, residenti e turisti, fu installata la nuova segnaletica lungo il tratto di costa interdetto alla viabilità. Tra l’altro questa amministrazione, col mio interessamento, ha realizzato anche un’area parcheggio in via Giusti, cioè a meno di cinque minuti a piedi dalla principale spiaggia di Sant’Isidoro. Nessuno – conclude Verardi – può sentirsi autorizzato a parcheggiare su scogli e aree demaniali».

Nardò – Enogastronomia e musica animeranno la prima edizione di Estate in cantina, appuntamento in programma stasera presso la Cantina sociale di Nardò di via De Gasperi (largo stazione). A partire dalle 21 si alterneranno sul palco i gruppi musicali “Ajèra Mea” e “Io, Te e Puccia”, i primi con un repertorio di pizziche e i secondi con folk, world music e tarantelle del Sud Italia.

Per l’occasione si potranno visitare i locali dello storico stabilimento vitivinicolo neretino fondato nel 1937, degustando vino accompagnato da grigliate, carne a pignatu e pettole. Previsto anche un pre-serata riservato ai bambini: per loro dalle 19.30 intrattenimento e spettacoli a cura dell’associazione ludico-ricreativa “I giardini di Kensington”. Gli organizzatori infine invitano a evitare di parcheggiare in zona stazione utilizzando i parcheggi poco distanti intorno allo stadio.

Una polemica attorno a questo appuntamento è sorta nei giorni scorsi ad iniziativa del  capogruppo del Pd in Consiglio comunale, Daniele Piccione. «Inaudito constatare – ha rilevato l’esponente dem – che con delibera di Giunta si dia il patrocinio (e fin qui nulla quaestio) e si approvi una manifestazione al modico costo di 3.500 euro quando altre manifestazioni di caratura provinciale e regionale, vedi il Premio Battisti, vengono relegate in altre città (quest’anno si terrà a Galatone, ndr) per carenza di fondi. Piccione si dice “sorpreso” dal fatto che la dirigenza della società cooperativa “abbia rapporti familiari con un assessore comunale”.

Portoselvaggio (Nardò) – Prima mossa: i “delineatori” ai bordi delle strade per impedire di parcheggiare ai lati della carreggiata, cattiva e ben radicata abitudine pericolosa sia per i veicoli in transito che per i pedoni. Seconda mossa: l’attivazione di due aree parcheggio, una alle spalle e una a ridosso della pineta, per consentire una sosta “civile” a locali e turisti. Trecento i posti auto complessivi, a tre euro al giorno per veicolo (prezzo “popolare” visti i costi in altri paesi) con la possibilità, compresa nel prezzo, di usare trenini e minibus elettrici per raggiungere il mare. Come addetti al parcheggio, inoltre, sono stati assunti due ex lavoratori della Mazal Global Solution, licenziati dopo che la società ha gestito il servizio di sosta tariffata nel centro urbano di Nardò sino al 2016.

Problema antico Il problema in effetti è antico: d’estate a Portoselvaggio centinaia di vetture vengono parcheggiate lungo le carreggiate arrivando a occupare parte delle corsie. Così nei mesi scorsi, dopo l’acquisizione dei pareri favorevoli di Regione, Provincia e Soprintendenza archeologica, Palazzo Personè ha definito il progetto esecutivo (cofinanziato con 33mila euro dalla Provincia di Lecce). In questi giorni proseguono quindi ininterrotti i lavori di apposizione dei paletti bianchi con elementi rifrangenti ai margini della provinciale 286, nota come strada “Cucchiara”.

Contenti sindaco e assessore Esulta il sindaco Giuseppe Mellone: «Risolto un problema atavico eliminando a Portoselvaggio inciviltà e disordine e attivando parcheggi custoditi a tariffa sociale, grazie anche al gran lavoro dell’assessore all’Ambiente Mino Natalizio». «Purtroppo segnaletica, divieti e multe degli agenti di Polizia Locale – spiega quest’ultimo motivando l’installazione dei “paletti” – negli anni non sono mai bastati per via di piccoli e superficiali vizietti duri a morire. Quest’azione complessiva coniuga efficacia, rispetto del parco e attenzione alle esigenze dei tanti fruitori».

La polemica Quei paletti bianchi “ficcati” nelle suggestive strade che portano al Parco e al mare di Portoselvaggio non riscuotono però un consenso unanime. Tra i primi a dissentire, con tanto di appello finale al Primo cittadino, è l’associazione politica “Nardò Bene Comune”: «È un tipico caso di cura peggiore del male: per scongiurare la pessima abitudine del parcheggio selvaggio sul ciglio della strada – scrive l’associazione antimelloniana – si è pensato di piantare una interminabile fila di pali, di colore bianco e rosso con tanto di catarifrangenti luminosi, talmente brutti da snaturare davvero l’armonia di un paesaggio che appare oggi brutalmente sfregiato». L’appello rivolto da “bene Comune” all’Amministrazione comunale è quello di “individuare soluzioni alternative per evitare che le auto parcheggino lì dove non possono». La maggioranza difende, invece, le scelte fatte e di “solita e pretestuosa polemica” parla Eleonora Colazzo, consigliera comunale di Andare Oltre (il movimento del Sindaco). «Tutti hanno accolto come una iniziativa utile, decorosa, bella e indispensabile quella dei paletti a Portoselvaggio – dichiara l’avvocatessa melloniana – dopo decenni di anarchia e pericolo ma che loro, i militanti Nbc-Arci-Anpi, considerano inadeguata tanto da diventare “esperti” del Nuovo codice della strada e sparlare di soluzioni inattuabili. Questi paletti – conclude – sono conformi a quanto previsto dal Codice della strada».

Nardò – Ieri il vertice in Prefettura, oggi l’arrivo a Nardò del governatore Michele Emiliano. Dopo le tragedie nel Foggiano dei giorni scorsi (16 braccianti africani morti in due incidenti stradali), l’attenzione attorno al tema del caporalato in Puglia è tornata altissima. A Lecce al tavolo in Prefettura c’erano istituzioni, sindacati, imprese e associazioni con l’obiettivo di garantire a Nardò maggiori servizi agli ospiti del campo di Boncuri. Sotto la lente d’ingrandimento è finito il sistema del trasporto dei braccianti da e per i luoghi di lavoro.

«L’individuazione di un sistema sperimentale di trasporti – ha dichiarato il sindaco di Nardò Giuseppe Mellone – segna un ulteriore passo in avanti contro il caporalato e le mafie sociali. Il modello Nardò oggi funziona alla perfezione, tanto che già la scorsa settimana il Ministero ha chiesto un dossier per studiare il meccanismo. Qui i lavoratori vivono in condizioni finalmente umane, grazie allo sforzo della Regione Puglia e del presidente Emiliano e all’opera di coordinamento della Prefettura. Mi spiace che a margine – ha aggiunto Mellone – ci siano state inutili provocazioni e polemiche».

La Cgil: “Il regolamento del campo va modificato radicalmente” Il riferimento del primo cittadino è alla Cgil di Lecce, aspramente critica con Palazzo Personè per via del regolamento di soggiorno stilato dal Comune per i lavoratori migranti. «Un documento dai contenuti inaccettabili – scrive il sindacato in una nota a firma di Valentina Fragassi (segretaria generale) e Monica Accogli (Flai) – addirittura già in vigore lo scorso anno senza mai essere passato al vaglio del tavolo inter-istituzionale. Grazie al nostro intervento quel vergognoso regolamento sarà radicalmente modificato, ripulito da un approccio razzista e autoritario, che assegna al sindaco addirittura il ruolo autorizzatorio nei confronti dello Spesal e della Asl per eventuali controlli, fino a spingersi alla violazione di diritti fondamentali della persona. Toni e lessico da centro di detenzione – insiste la Cgil – con richiami a concetti come “razza e colore”, violazioni della privacy, stereotipi e riferimenti all’igiene personale». Per la Cisl commentano l’incontro il segretario generale Antonio Nicolì e la segretaria territoriale Ada Chirizzi: «È positiva – dichiarano – l’immediata istituzione di un servizio di trasporto migranti preannunciata dall’assessore Leo sotto la supervisione di Protezione Civile e forze dell’ordine, ma circa il Regolamento interno al campo si rendono necessarie non solo modifiche nel testo, bensì una sua complessiva riarticolazione tale da poterlo rendere un vero e proprio Patto di Accoglienza».

Emiliano: “Nardò modello da esportare” «Polemiche di dettaglio»: così il governatore Michele Emiliano giunto a Nardò in mattinata ha liquidato tali polemiche difendendo l’operato del Comune. «È questo – ha dichiarato con orgoglio indicando la foresteria – il modello di accoglienza per lavoratori in agricoltura, italiani o di altra nazionalità, che vengano in Puglia per lavorare. Ne abbiamo installati diversi e questo per ora è il più importante. A Nardò i permessi li abbiamo ottenuti rapidamente grazie all’Amministrazione comunale. Voglio poi ricordare – ha aggiunto – che questa è stata la prima Amministrazione a vietare il lavoro nelle ore di maggiore insolazione. Sono venuto qui proprio per dimostrare all’Italia e al mondo intero qual è il modello della Regione Puglia e ringraziare la comunità di Nardò, senza la quale non avrei potuto fare questo lavoro». A chi chiedeva perché sostenere ulteriori costi per smontare i moduli abitativi a fine stagione, il governatore ha risposto così: «I moduli vanno smontati perché questa struttura non può diventare meta di personaggi in cerca d’autore della zona, che verrebbero a rifugiarsi qui durante tutto l’anno ricreando il sistema del ghetto». Prima di lasciare la struttura, visto che il servizio mensa interno alla foresteria non è ancora attivo Emiliano ha auspicato in futuro il coinvolgimento delle scuole alberghiere del territorio.

Nardò – Mostra a Firenze, successo per il pittore neretino Maurizio Maglio. Dal 21 al 29 luglio scorsi le opere di Maglio sono state ospitate dalla collettiva d’arte “Passioni Visive” presso la sala “Giuliano Borselli” dell’auditorium del Duomo di Firenze, nel cuore del centro storico del capoluogo toscano.

La rassegna, organizzata dell’associazione culturale “Napoli Nostra”, ha abbracciato pittura, scultura, grafica e fotografia a tema libero ed è stata curata dallo storico Rosario Pinto. Quest’ultimo è anche l’autore del volume di storia dell’arte “Fra tradizione e innovazione”, presentato durante la stessa mostra e destinato ad arricchire l’archivio della biblioteca “J. Watson” del Metropolitan Museum di New York.

Nella sua opera Pinto ha definito i lavori del pittore neretino “di intensa caratura cromatica e intrigante vibratilità segnica” aggiungendo lusinghiere valutazioni sulla natura spiccatamente espressionistica del lavoro di Maglio.

Classe 1967, nato a Nardò ma con lunghi trascorsi tra Francia e Germania, Maurizio Maglio non è nuovo a riconoscimenti e mostre in giro per il mondo: l’ultima prima dell’esperienza fiorentina nel maggio scorso, quando alcune sue opere sono state esposte in una mostra allestita presso la “Casa degli Artisti di Chagall” di Haifa, in Israele.

Nardò – Sul lungo braccio di ferro Comune-Soviva, martedì 31 luglio la svolta decisiva potrebbe arrivare dal Consiglio comunale. La maggioranza è determinata a ottenere l’escussione (riscossione coatta) della polizza fideiussoria per la quale, si legge in una nota del Comune, sono in corso i procedimenti e l’acquisizione del patrimonio.

Una vicenda nata circa trent’anni fa Per inquadrare la questione bisogna riavvolgere il nastro fino al marzo 1990, periodo in cui Comune di Nardò e Soviva srl, società proprietaria del villaggio vacanze “Tins” di Torre Inserraglio, stipularono una convenzione. L’Ente locale avrebbe rinunciato agli oneri di urbanizzazione a carico dell’impresa del neonato villaggio ottenendo in cambio opere pubbliche, vale a dire strade, fognature, reti di acqua e luce, illuminazione, spazi verdi e persino due piscine e sette campi da tennis (mai ultimati). Per tre decenni si è così andati avanti tra incompiute da un lato e opere solo in parte formalmente cedute al Comune dall’altro. Per Palazzo Personè addirittura l’onere di aver pagato in passato fatture di fornitura di energia elettrica, 140mila euro circa, per strade a uso di fatto – si sostiene –  privato.

“Acquisiremo i manufatti incompleti”, annuncia il primo cittadino “Una beffa bella e buona”, l’ha

Giuseppe Mellone

definita il sindaco Giuseppe Mellone che adesso aggiunge: «Già nel giugno 2014, da consigliere di opposizione presentai un’interrogazione per capire come mai il Comune di Nardò, per vent’anni, non avesse ottenuto quanto dovuto. È incredibile che i cittadini vengano chiamati a dissanguarsi per versare i necessari oneri di urbanizzazione mentre a società come questa sia stato consentito di costruire un intero villaggio turistico lasciando ai neretini l’onere di pagare le bollette della luce mentre di campi da tennis e piscine rimangono in piedi solo gli scheletri. Oggi – assicura il primo cittadino – dimostriamo che questa è una città seria. Acquisiremo i manufatti completati a metà – promette – e la piena gestione di strade e servizi per i quali finora abbiamo comunque pagato oneri senza ottenerne la piena disponibilità. Spazziamo via – conclude Mellone – un altro tassello di quel terribile 1984, anno che vide strappare alla vita la nostra Renata Fonte e che ha rappresentato uno snodo cruciale di tante brutture”.

Nardò – Musica dal vivo e pietanze locali questa sera nel piazzale antistante la parrocchia “Beata Vergine Maria Addolorata” situata in via Santa Caterina, località Cenate. A partire dalle 20.30 dal palco allestito per le manifestazioni estive si darà il via all’evento “Musicando in amicizia alle Cenate”. La band che allieterà la serata sarà composta da Silvano Fracella (direttore responsabile del Pronto soccorso dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce) e da Fernando Massa alle chitarre; Ennio Brunetta al sax, Giovanni Malacari (curatore del periodico online oltreme.it) alle tastiere e Francesco Malacari e Simone Greco alle percussioni. (foto con don Tommaso Tamborrini e Silvano Fracella) 

Un gruppo di amici quindi saluterà l’ultimo sabato di luglio “giocando con la musica”, come ricordano dalla parrocchia retta da don Tommaso Tamborrini. La serata verrà accompagnata da pettole, panini e bevande e rientra nel consueto cartellone estivo organizzato ogni anno dalla vivace comunità parrocchiale delle Cenate.

Nardò – Tentata violenza e reazioni: l’associazione organizzatrice del campo estivo interviene e annuncia battaglia legale. Premessa: dall’11 giugno scorso al 31 luglio prossimo presso la Masseria Brusca, nei dintorni di Portoselvaggio, si svolgono attività per l’infanzia a beneficio di circa 25 minori, organizzate dall’associazione “In viaggio con Momì” (presidentessa Milena Mosella, foto). Due settimane fa una giovane madre va in masseria a prendere la figlia che lì ha trascorso la giornata con altri bambini tra piscina, giochi, escursioni e laboratori. Un 33enne, di nazionalità senegalese e  dipendente della masseria, fa strada alla donna che aveva chiesto informazioni per raggiungere la bimba. L’uomo però anziché condurla a destinazione l’avrebbe accompagnata in una stanza isolata dove, secondo l’accusa, si sarebbe denudato e avrebbe tentato un approccio sessuale finito nel nulla poiché la donna riesce a scansarlo e fuggire. Poco dopo la denuncia in Commissariato.

Dal Pd: “Sospendete il campo scuola”. A intervenire sull’episodio il 14 luglio è il Pd neretino (segretario Salvatore Falconieri, foto). «Al di là degli aspetti penali della vicenda – fa sapere la segreteria cittadina dei dem – che verranno trattati nelle opportune sedi, il Partito democratico esprime viva preoccupazione in quanto la struttura adibita a campo scuola è frequentata da bambini e bambine. In ragione di tanto il Partito Democratico considerata la presenza di minori e la natura delle attività svolte, al fine di avere maggiore chiarezza della situazione chiede agli organi preposti di accertare l’idoneità del luogo, nonché la predisposizione di tutti i sistemi di sicurezza a tutela dei minori e – conclude la nota del Pd – a sospendere, in via cautelativa, il campo scuola finché non verrà fatta chiarezza sul grave episodio di cronaca».

Replica dell’associazione: “Il Pd sia più cauto. Daremo mandato ai nostri legali per tutelarci”. Da parte dell’associazione non c’è segno di “cedimento” e le attività proseguono come da programma, con tanto di piccata replica al Pd locale. «Fin dall’inizio – spiegano da “In viaggio con Momì” – abbiamo scelto a tutela della privacy della persona interessata e nel rispetto degli organi inquirenti, di non farci coinvolgere in questo “frullatore” di ricostruzioni fantasiose, mistificazioni e giochi politici. Alla luce dell’ultima dichiarazione del Partito Democratico di Nardò ci vediamo costretti a dover ristabilire la verità. Abbiamo inteso organizzare per iscritti e soci non un centro vacanza diurno ma un percorso di escursioni giornaliere. Grazie anche alla disponibilità dell’ingegner Giovanni Zuccaro (proprietario della Masseria Brusca, ndr), abbiamo ottenuto il comodato gratuito di un giardino recintato. A maggior chiarezza di tutti, masseria e giardino erano e sono strutture distinte e separate. Il fatto di cronaca – puntualizza l’associazione – è avvenuto in zona distinta e lontana dal giardino delle escursioni, al punto che per evitare promiscuità abbiamo anche provveduto al noleggio di due bagni chimici a uso esclusivo dei partecipanti. Invitiamo gli esponenti del Pd neretino a essere più cauti nei loro giudizi e prendere atto della correttezza del nostro operato. Abbiamo perciò dato mandato ai nostri legali – concludono – affinché possano tutelare l’onorabilità e il buon nome della Associazione e dei suoi iscritti».

Nardò – Una giovane regista neretina, Letizia Cerrati, sarà in giuria alla prossima Mostra del Cinema di Venezia, che si terrà dal 29 agosto all’8 settembre. Cerrati, studentessa del corso di laurea in Discipline delle arti della musica e dello spettacolo (Dams) dell’Università del Salento, è stata selezionata per assegnare il premio Unimed al film che più si è distinto a supporto della diversità culturale e la libertà di espressione artistica. Si tratta di una menzione speciale assegnata dall’Unione delle Università del Mediterraneo (cui aderisce l’ateneo salentino) attraverso una giuria di cui fanno parte studenti dei corsi di laurea in arti visive di tutta la rete. Con Cerrati sbarcherà in laguna il musicista polistrumentista Francesco Copertino, di Martina Franca, anch’egli studente al primo anno del Dams a Lecce e selezionato per far parte della giuria.

Nonostante la giovane età, il curriculum della 23enne neretina continua ad arricchirsi di successi ed esperienze. Dopo un master in Sceneggiatura al Centro sperimentale di cinematografia di Roma, Letizia Cerrati (foto) sempre nella capitale ha lavorato un anno fa presso l’ufficio stampa della Festa del Cinema.

Adesso il cuore batte per questa nuova avventura, come racconta la diretta interessata. «Saremo lì dal 30 agosto all’8 settembre: per me sarà la prima volta in assoluto alla Mostra del Cinema di Venezia. La reazione iniziale sapendo che sarò in giuria è stata di incredulità. Poi ho realizzato il tutto e l’ansia ha iniziato a farsi sentire insieme alla paura di trovarmi nel posto che avevo sognato o soltanto visto in tv. Assegnare il premio Unimed – prosegue – mi gratifica, mi riempie d’orgoglio e di soddisfazione. Soprattutto perché so che questo, come tutti i traguardi che sto iniziando a raggiungere, è frutto del mio duro lavoro».

Nel frattempo il suo cortometraggio “In mezzo al vento”, presentato nel marzo scorso a Lecce nell’ambito del “Salento Rainbow Film Festival”, è tuttora “in giro” per l’Italia tra manifestazioni e rassegne. «Sì, il corto va molto bene e ha avuto ottime critiche. A breve lo presenterò anche a nuovi festival: Brindisi, Roma, Firenze. Di recente – conclude – ho anche completato il soggetto del mio primo lungometraggio». In bocca al lupo.

Nardò – Regolamento delle zone a traffico limitato ztl nel centro storico, il testo è pronto per essere approvato in Commissione e poi in Consiglio. È passato un mese da quando l’assessore alla Mobilità e alla Polizia locale, Ettore Tollemeto, ha presentato alla città la bozza di regolamento ztl e aree pedonali nel centro storico, al quale ha lavorato il consulente per il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile Cosimo Chiffi. Si tratta di un documento dal quale partire per preservare totalmente la città vecchia dal traffico automobilistico, proteggendo monumenti, immobili e pedoni. La fase “consultiva”, durante la quale residenti, commercianti, associazioni e cittadini potevano inviare proposte e suggerimenti è ora terminata. Il regolamento è perciò pronto per i successivi passaggi istituzionali.

Dalle segnalazioni e dalle proposte di residenti e cittadini, fa sapere Palazzo Personè, è emersa ad esempio la necessità di contrastare la sosta irregolare in aree come vico Moline, piazzetta La Rosa, via Sambiasi, piazza Battisti, piazzetta Calvario e intorno ai monumenti con l’installazione di paletti, fioriere e dissuasori e mediante maggiori controlli della Polizia Locale. Confermata la limitazione di accesso e circolazione dei veicoli all’interno della zona a traffico limitato da parte dei residenti, che salvo temporanee eccezioni potranno raggiungere la propria abitazione accedendo da un solo varco e seguendo il percorso più breve (e non circolando liberamente nel centro storico).

Saranno poi emanati provvedimenti restrittivi temporanei su piazza Battisti in occasione di eventi o di sera nel fine settimana. Altra osservazione accolta: sarà consentita la sosta libera ai residenti della ztl negli spazi di sosta con disco orario intorno al perimetro del centro storico, nelle ore serali e notturne. Infine, su via Anime e via Fratelli Gabellone il transito sarà riservato unicamente ai residenti, con doppio senso di circolazione su corso Garibaldi.

Provvedimento “partecipato” «Non volevamo imporre un provvedimento – ha dichiarato l’assessore Ettore Tollemeto – che il giorno dopo l’adozione presentasse magari lacune o errori facilmente riscontrabili “dal basso”. Molti suggerimenti sono stati ragionevoli e giusti e sono stati accolti, altri rischiavano di indebolire i cardini principali del regolamento e abbiamo scelto di non prenderli in considerazione. Sono certamente soddisfatto della risposta dei neretini che hanno dato prova di maturità e partecipazione. Possiamo essere tutti contenti del testo finale».

Una lunga attesa Una soluzione, quella di rendere ztl il centro storico (e non la sola area di piazza Salandra, come è attualmente), a lungo attesa dai residenti e da un vasto e trasversale movimento d’opinione che da anni chiede la chiusura al traffico della città vecchia. A fine 2017 l’Amministrazione comunale annunciò la chiusura al traffico per febbraio-marzo. Poi non se ne fece nulla e si palesarono i malumori. Il 13 giugno il nuovo annuncio dell’assessore Tollemeto, poi il regolamento arricchito delle proposte dei cittadini e pronto per gli esami finali. Dopo anni di attese, la svolta sembra vicina.

Nardò – Dal 24 giugno va in onda ogni domenica su La7 e proseguirà fino al 29 luglio, si chiama “Gustibus estate” ed è un programma culinario condotto da Roberta De Matthaeis. Quest’anno la trasmissione – dedicata a una pietanza tipica della tradizione gastronomica italiana, la pizza – “parla” salentino. Diversi i motivi: le puntate sono registrate a Ugento, capogiudice del programma è l’allistino Luigi Stamerra (presidente dell’associazione pizzaioli professionisti), e tra i protagonisti ci sono i pizzaioli Daniela Rizzello (di Cerfignano), Raffaele Didonfrancesco (di Castrì di Lecce) e Michele Tarantino (di Nardò, in foto).

Trent’anni compiuti da poco e istruttore appartenente all’Associazione pizzaioli professionisti, Tarantino lavora presso la pizzeria neretina “La Torre”. Nel programma di La7 fa parte di una squadra composta da venti pizzaioli italiani pronta a sfidare, tra gare e giurie, colleghi stranieri provenienti da ogni angolo del mondo.

Il talentuoso pizzaiolo neretino non è nuovo a questo tipo di competizioni: nel febbraio 2018 in Calabria ha partecipato al programma televisivo “Pizza Talent Show” condotto da Alessandro Di Pietro e nel settembre 2014 a Napoli con la sua associazione ha gareggiato in una sfida di “impasto” e lancio acrobatico di pizze.

Voce al Direttore

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