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Stefano Manca

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NARDÒLunedì 25 settembre i 27 scolari di Boncore raggiungeranno gli istituti di Porto Cesareo a bordo dello scuolabus. La lieta novella per le famiglie della frazione neretina arriva oggi, quando l’Amministrazione ha ufficializzato l’avvio del servizio dalla prossima settimana. La ditta affidataria è la “Autolinee Roberto & Dongiovanni”, a un costo per le casse comunali di 176 euro al giorno. Il caos è nato quando la scuola di Boncore è stata chiusa per numero estremamente basso di iscritti, costringendo così le famiglie a trasferire i figli nelle scuole di LEverano, Veglie e Porto Cesareo. Con quest’ultimo Comune è nato un tira e molla durato mesi, che ha portato anche a momenti di tensione. Soddisfatta l’assessore all’Istruzione Maria Grazia Sodero, che tuttavia non risparmia attacchi al Comune di Porto Cesareo: «L’interesse dei bambini viene prima di tutto – dichiara l’avvocatessa di “Andare Oltre” – e a scanso di equivoci, ritengo corretta la decisione delle famiglie di spostare i figli altrove, visto che non è accettabile far frequentare loro una “pluriclasse” con studenti di età diverse e ovviamente diverse esigenze didattiche. Ma la presenza della scuola a Boncore, in ogni caso, ci aveva indotto lo scorso anno ad assicurare il servizio in via eccezionale, presupposto venuto meno in questo anno scolastico. Aggiungiamo così il settimo segmento di trasporto scolastico dopo averne ereditati solo quattro nel 2016 ed è un sacrificio rilevante della comunità neretina per supplire in un compito che nel caso specifico la legge assegna a un altro ente che non ha avuto la diligenza, la sensibilità e la responsabilità per svolgerlo. Nella consapevolezza che è una decisione paradossale e pericolosa, perché legittima il principio che una famiglia neretina che iscrive il figlio in uno qualsiasi dei 97 comuni della provincia, possa pretendere poi dal Comune di Nardò il servizio di trasporto. E non a caso la legge stabilisce una cosa diversa». « Resta l’amaro in bocca – sono invece le parole del consigliere Paolo Maccagnano (Fronte Democratico) – perché abbiamo dovuto superare anche le speculazioni dell’opposizione e l’azione chirurgica di mettere benzina sul fuoco tra i residenti di Boncore. Questo perché a loro non interessa la risoluzione dei problemi ma il loro misero tornaconto politico, per il quale non risparmiano strumentalizzazioni sui bambini. L’aspetto più curioso è che l’anno scorso i consiglieri di opposizione contestavano all’amministrazione di aver deciso il trasporto eccezionale su Porto Cesareo, oggi gli stessi lo reclamano a gran voce. C’è malafede oppure gran confusione». Per Cesare Dell’Angelo Custode, anch’egli come Maccagnano consigliere comunale di maggioranza di area Emiliano, “questa amministrazione alla fine dei conti ha ulteriormente allargato il servizio di trasporto scolastico. Ai consiglieri di opposizione resta l’ennesima magra figura”. Chiamata in causa, arriva la replica della minoranza consiliare. «Se il servizio è stato garantito – dichiarano i consiglieri Pd Daniele Piccione e Lorenzo Siciliano – è merito di una battaglia portata avanti dai genitori degli alunni, ai quali abbiamo offerto supporto senza badare alle loro simpatie politiche. E se da un lato possiamo dirci soddisfatti per il servizio che, è bene ricordarlo, è garantito per adesso fino al 31 ottobre, dall’altro non possiamo non constatare le strumentalizzazioni di “personaggi” come Maccagnano e Dell’Angelo Custode». Le polemiche evidentemente  proseguiranno anche dopo il suono della campanella.  

NARDÒ. Nuovo arrivo al distretto sociosanitario di Nardò: è quello di Oronzo Borgia, già dirigente medico della Asl di Maglie e poi responsabile del “Centro Salute” del distretto di Poggiardo, sua città d’origine della quale è stato anche vicesindaco. Classe ’57, laureatosi all’Università di Milano nel 1986 con diverse specializzazioni successive, Borgia subentra al dottor Cosimo Esposito di Nardò, che dopo il pensionamento del dottor Umberto Caracciolo rivestiva temporaneamente questo ruolo, essendo direttore del distretto di Galatina. La nomina del medico di Poggiardo arriva per scelta di Silvana Melli, fino a pochi giorni fa direttore generale della Asl di Lecce (ora trasferita presso l’azienda ospedaliera “Saverio De Bellis” di Castellana Grotte). Prima di lasciare l’incarico salentino la Melli ha nominato Borgia alla guida del distretto sanitario di Nardò, generando qualche polemica. Borgia sarebbe ritenuto troppo vicino al consigliere regionale Pd Sergio Blasi e tale nomina avrebbe perciò generato malumori nell’area Emiliano: questa l’accusa. Polemiche alle quali Silvana Melli ha così replicato: «Amministrare la cosa pubblica comporta delle scelte e scegliere significa scontentare necessariamente qualcuno che, laddove ritenesse di essere stato illegittimamente leso, potrà dolersene nelle sedi a tanto deputate ma, giammai, potrà esser consentito loro di strumentalizzare scelte fatte da questa Direzione Strategica, dettate da onestà, correttezza ed un unico e chiaro obiettivo: la Salute delle cittadine e dei cittadini di questo territorio».

Daniele Piccione, Lorenzo Siciliano, Marcello Risi e Roberto My

Nardò – A Boncore “apriremo nuovi uffici a servizio della comunità, ritenuti più corrispondenti ai bisogni dei cittadini”. Con questa lettera firmata dal dirigente comunale Gabriele Falco e datata 18 settembre, l’Amministrazione comunale invita la Pro loco di Boncore a lasciare l’immobile di via Santa Chiara che da molti anni ospita l’associazione presieduta da Antonio Parente. La piccola frazione neretina torna quindi a far parlare di sé a pochi giorni dal “caso scuolabus”, dove ad alcune famiglie della località ad oggi non è ancora garantito il trasporto scolastico per i bambini iscritti negli istituti di Porto Cesareo dopo la chiusura del plesso di Boncore. C’è chi ritiene però che le due questioni – proteste per lo scuolabus che non c’è e sfratto della Pro loco – siano collegate. «Il Sindaco – scrivono i consiglieri comunali dem Daniele Piccione e Lorenzo Siciliano – sfratta la Pro Loco perché ha ospitato i genitori degli alunni di Boncore, che in maniera sacrosanta portavano avanti una battaglia per il riconoscimento di un diritto loro e dei loro figli, quale il servizio di trasporto pubblico scolastico. Lo fa nello stesso giorno (lunedì 18) in cui le madri dei piccoli alunni della frazione si recano in Municipio per far sentire la propria voce. Molto probabilmente – concludono i due consiglieri comunali – la colpa della gente di Boncore, della Pro Loco e di chi la guida è stata quella di chiedere sostegno alla parte politica “sbagliata”, quella a lui avversa».

Non c’è solo il Pd a stigmatizzare il comportamento di Mellone ed a sospettare una sorta di rappresaglia. Per il suo predecessore, Marcello Risi, la città vive in “un rosario senza fine”, con l’ennesimo sfratto dopo quelli “della Società operaia, delle associazioni ‘Emigranti’ e ‘Finanzieri’ e altri sodalizi”. Per quanto riguarda Boncore, secondo Risi l’attuale Amministrazione comunale “ha contribuito alla chiusura della scuola elementare, soppresso gli scuolabus per i ragazzi della frazione e ordinato lo sfratto alla Pro Loco (considerata troppo autonoma)”. Altro attacco arriva dal consigliere comunale Roberto My (Art.1): «L’Amministrazione precedente (di centrosinistra) – ricorda My –  in stretta sintonia con i dirigenti scolastici aveva posto in essere provvedimenti necessari a garantire il servizio di pre e post scuola, con proficue relazioni istituzionali e deroghe che avevano consentito il mantenimento delle classi elementari nel Villaggio Boncore (pur se con l’accorgimento delle pluriclassi). In quel periodo gli alunni residenti nel comprensorio di Boncore usufruivano anche del servizio di scuolabus. Una Amministrazione che, invece, sottrae progressivamente servizi alle comunità più disagiate perché più lontane dal centro cittadino, viene giustamente percepita da quelle comunità come insensibile e distante. E nessuno deve recriminare se i cittadini di Boncore hanno preferito iscrivere i loro figli nelle scuole di Porto Cesareo». Il Sindaco Giuseppe Mellone, interpellato, al momento non ha inteso replicare; dal suo staff fanno sapere che sabato 23 settembre la vicenda avrà una risposta in una conferenza stampa. C’è infine chi sottolinea un dato politico: alle elezioni amministrative del 2016 Boncore si rivelò un piccolo feudo del centrosinistra, al primo turno la coalizione di Risi conquistò il 61% e al ballottaggio superò il 70%.

NARDÓ. Un’interrogazione del 12 settembre firmata dai consiglieri provinciali Ippazio Morciano, Paolo Fiorillo, Anna Inguscio, Vincenzo Toma, Assunta Cataldi e Danilo Scorrano (consiglieri di minoranza) per sollecitare la bonifica della discarica di Castellino, nonostante che il conferimento di rifiuti sia cessato ben dieci anni fa (31 gennaio 2007. In tutto questo tempo, la post-gestione dell’impianto è sempre e ancora terreno di scontro. «Già nell’ottobre dell’anno scorso – ricordano i cinque – il Consiglio provinciale deliberò di dare indirizzo al Presidente della provincia perché impegnasse Presidente di regione e Commissario ad acta dell’Agenzia regionale per il servizio di gestione rifiuti ad adottare gli opportuni provvedimenti nel più breve tempo possibile per eseguire gli interventi di bonifica e messa in sicurezza». Attacchi alla Regione Puglia arrivano anche dal consigliere regionale neretino del Movimento Cinque Stelle Cristian Casili: «Il Presidente Emiliano e la sua Giunta conoscono il problema allarmante da molto tempo, per le denunce che ho portato in aula e in commissione fin dai primi giorni della legislatura, chiedendo provvedimenti urgenti per mettere in sicurezza e bonificare il sito. Interventi che, nonostante siano passati più di due anni, ancora tardano ad arrivare. Per questo motivo appaiono grotteschi i ringraziamenti del sindaco Mellone alla giunta regionale». Replica del primo cittadino: «Dopo anni di parole siamo passati ai fatti: stiamo affrontando la situazione facendo tutte “le analisi”, che serviranno a capire quali interventi effettuare. Ieri (13 settembre, ndr) abbiamo concluso la prima fase. Al più presto sarà finita anche la seconda parte delle analisi. Coi risultati in mano potrà partire il lavoro di bonifica e chiusura definitiva». Alla nota del sindaco replica l’ex consigliere provinciale Giovanni Siciliano, oggi componente della segreteria cittadina Pd: «Ho seguito da sempre e fino al gennaio 2016 il “problema Castellino”. La nota del Comune che parla di prima fase (“quasi ultimata”) e seconda fase del Piano di caratterizzazione non è esatta. Nei piani di caratterizzazione in questi casi non sono previste due fasi: o si fa o non si fa. Il piano, atto dovuto dopo la denuncia del consigliere regionale Casili per presenza di arsenico, non ha fornito finora alcun risultato». Dura anche Alessandra Boccardo: «È utile avere presente – ricorda la coordinatrice cittadina di “Articolo1” – che i vari interventi relativi alla post-gestione comporteranno un costo intorno ai 5 milioni di euro, importo che è perfettamente inutile richiedere alla Provincia – già in difficoltà finanziarie – o per ragioni analoghe ai Comuni e alla società che ha gestito la discarica (con la quale c’è una vertenza giudiziaria in corso). Per questi motivi la Regione Puglia deve impegnarsi a reperire i fondi e condurre in porto nel più breve tempo possibile la fase della post-gestione della discarica. Il Comune assegni a un proprio Ufficio (o quantomeno a un funzionario capace) il compito di seguire costantemente gli sviluppi della situazione». Anche per questo cresce l’attesa per un incontro pubblico sul tema organizzato dal Pd di Nardò per il 22 settembre (Chiostro dei Carmelitani, ore 19) al quale parteciperanno tra gli altri Giorgio Assennato (già direttore di Arpa Puglia), Sergio Blasi (consigliere regionale), Federico Massa (deputato, componente Commissione Ambiente) e Cosimo Esposito (direttore del distretto socio-sanitario di Nardò). Modererà il direttore di “Piazzasalento”, Fernando D’Aprile.

NARDÒ. L’“incompiuta” di via Incoronata? “Abbattiamone solo una parte, il resto recuperiamolo”. “Nient’affatto. È una vergogna da cancellare”. Continua la discussione sull’“ecomostro” più famoso della città. Dopo l’annuncio del sindaco Giuseppe Mellone di voler buttare giù entro fine 2017 l’edificio risalente agli anni Settanta, si susseguono le reazioni. Ora a intervenire è l’ex sindaco Rino Dell’Anna (Pd), che accusa l’attuale primo cittadino di “sfacciata e impattante azione propagandistica”. «Risulterebbe più utile ed economicamente più vantaggioso – afferma Dell’Anna – se l’attuale governo della città, considerate le abbondanti risorse di cui dispone al contrario delle precedenti, elaborasse un progetto di recupero della parte buona della struttura abbattendo solo la parte compromessa, destinando la parte restante a contenitore culturale e uffici a servizio del parco previsto dal Prg».

Replica Giuseppe Fracella, dirigente nazionale di Fratelli d’Italia nonché vicesindaco proprio di Dell’Anna nel periodo 1998-2001: «Caro Rino – scrive Fracella –  gerontocomio e Palazzo di città sono la vergogna e l’orrore del vecchio sistema di finanziamenti a stralci. Quanti soldi inutili per progetti esecutivi mai realizzati, opere mai finite, cattedrali nel deserto. Quell’opera se inutile va abbattuta ed è ora che qualcuno lo faccia, affinché non diventi un feticcio da riproporre in ogni campagna elettorale».

A proposito di campagne elettorali, su questo argomento va ricordata quella delle amministrative 2011. Sei anni fa a intravedere l’abbattimento dello scheletro di cemento armato di via Incoronata fu il candidato sindaco Giancarlo De Pascalis. L’architetto neretino, poi non eletto, propose di “togliere di mezzo” l’edificio e riqualificare l’area verde presentando un progetto proprio davanti all’allora sindaco di Bari e Presidente del Pd pugliese Michele Emiliano.

NARDÒ. Il “Grande Fratello” nel 2015; prima ancora Miss Italia (2011) e il programma tv “Veline” (2012). Poi, lo scorso 7 settembre, riecco in uno studio televisivo la 25enne neretina Mary Falconieri, stavolta non per parlare di spettacolo ma di salute. Intervistata da Barbara D’Urso, Mary ha rivelato che una predisposizione genetica la espone a un’alta probabilità di ammalarsi di tumore. Perciò si farà asportare i seni e, dopo aver realizzato il sogno di diventare mamma, anche le ovaie. Decisioni difficili, laceranti, definitive.

«Ho una storia familiare critica – spiega Mary – con mia mamma colpita da tumore dieci anni fa a 35 anni; mia zia a 37 anni e mia cugina a 31. Sotto consiglio dei medici ho eseguito il test genetico, scoprendo che senza intervento ho l’85% di rischio tumore».

A pochi giorni da quell’intervista, su cui ha molto riflettuto prima di esporsi di nuovo davanti al grande pubblico televisivo, la giovane donna ripercorre la sua storia: «Ho saputo di essere positiva alla mutazione del gene Brca1 ad aprile, dopo un test all’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce. Ho guardato in faccia la realtà e rivissuto i momenti negativi della mia vita con mamma, zia e cugina malate di tumore (più altri casi di parenti lontani)». Così Mary affronta la situazione mettendo da parte ansie e paure: consulta oncologi e senologi e poi vola a Milano, direzione Istituto europeo di Oncologia. «Non ho esitato un secondo – ricorda adesso  – a prendere la decisione: mi opero. Non potrò allattare i miei figli ma non avrò il tumore al seno!”». Poi le reazioni degli amici. «Mi facevano i complimenti per il coraggio ma io so solo che amo la vita e voglio viverla, finché posso, in salute. Puoi nascondere quello che vuoi e far finta di nulla ma poi i nodi vengono al pettine». Altro passaggio delicato e coinvolgente, la scelta di raccontare la sua vicenda in un popolare salotto televisivo. «Mi son chiesta: perché non mandare un buon messaggio ai telespettatori spiegando l’importanza della prevenzione?! Ne ho parlato con gli autori. Ammetto che, stavolta sì, ho avuto paura. Di essere fraintesa». Rischio superato: tantissimi i telespettatori che continuano a scriverle in questi giorni. Un plauso a Mary (impegnata nel corso di studi di infermieristica) arriva anche dai suoi concittadini dell’Ant “Don Tonino Bello”, che si occupa di assistenza oncologica: «Condivido la decisione di Mary Falconieri di seguire i consigli dei medici – dichiara la delegata neretina Luciana Fracella – perché la prevenzione salva la vita. Da quest’anno l’Ant organizza anche giornate dedicate alla prevenzione del tumore tiroideo, essendo riusciti ad acquistare un ecografo». Già, la prevenzione: tema sul quale Mary torna ormai spesso. Con una raccomandazione finale: «Lasciamo stare il gossip: stiamo parlando di cose serie».

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Nardò – Si scaldano le ugole in attesa della 19esima edizione del “Premio Lucio Battisti”. Lo spettacolo avrà inizio domani venerdì 8 settembre alle 21 presso il centro “Europa Sport”, sulla provinciale Nardò-Copertino che è anche sponsor ufficiale della serata. Accesso tramite invito, prenotabile contattando gli organizzatori (338 9476848) o recandosi presso il punto Informazioni turistiche in piazza Salandra. Maurizio Leuzzi e Tommaso Zuccaro, rispettivamente presidente e direttore artistico della manifestazione, hanno ufficializzato alcuni nomi degli ospiti di quest’anno. Saliranno sul palco i cantautori Franco Fasano e Franco Simone, quest’ultimo di origini salentine (Acquarica del Capo) e vecchio amico del “Premio Battisti” avendo partecipato in edizioni passate. Conduzione della serata affidata ad Amedeo Venza e musica alla band di Alex Zuccaro, che suonerà dal vivo gli intramontabili successi di Lucio Battisti.

Alla vigilia dell’appuntamento musicale però a “cantarle” agli organizzatori arriva l’assessore al Turismo, Giulia Puglia. La più giovane esponente dell’esecutivo Mellone, fresca di nomina dopo il recente rimpasto di Giunta, risponde a chi ha incolpato l’Amministrazione comunale di aver trascurato il “Premio Battisti” per via di modesti contributi economici e location imposta dall’alto. «Lo spostamento a Sant’Isidoro – dichiara la Puglia – oltre a rientrare nell’alveo delle legittime scelte dell’Amministrazione comunale, è stato un atto di fiducia, purtroppo non ricambiato. L’organizzazione del Premio, in maniera inopportuna e tardiva, ha chiesto di riconsiderare l’importo del contributo programmato dall’Amministrazione, pari a 5mila euro, dopo l’ufficializzazione del calendario degli eventi. Gli organizzatori hanno comunicato il proprio forfait solo attraverso i social network». Poi altri affondi, su location e contribut:. «Se, come dichiarato dagli organizzatori, il “Premio Battisti” ha ormai rilevanza nazionale, è logico che quindici minuti in automobile non siano un grande sforzo per i neretini. Per quanto riguarda i contributi economici, la tappa della “Notte della Taranta”, cioè due concerti di altissima qualità, è costata (compreso nolo palco e service) appena 7.500 euro a piazza. Ribadiamo – conclude l’assessore – che l’amministrazione è determinata a portare un evento legato a Battisti-Mogol nel comprensorio Sant’Isidoro-Torre Squillace, unico luogo a Nardò che gode di un legame reale con questo eccezionale duo della musica e della cultura italiana».

Tuttavia Sant’Isidoro non rimarrà orfana di concerti questo weekend. Il Comune ha deciso di rimpiazzare il “Premio Battisti” con il “Preludio Rock Fest”: a esibirsi nell’area “Jolly Mare” domenica 10 settembre (ore 21, ingresso libero) Bundamove, La Differenza e Cesko&Puccia. Un appuntamento, precisa Palazzo Personè, “organizzato investendo l’intero importo che era stato riservato al Premio Battisti”.

Nardò – Michele e Pippi uniti dalla dinamite. Il primo, Michele Emiliano, oggi è Presidente della Regione Puglia e quand’era sindaco della sua Bari (2004-2014) ordinò l’abbattimento dell’ecomostro di Punta Perotti sorto sul lungomare. Il secondo, Giuseppe Mellone, sindaco di Nardò dal 2016 ha annunciato l’abbattimento dell’”ecomostro” in contrada Incoronata – una delle più note “incompiute” del territorio – entro la fine del 2017. Per carità, il precedente che lega i due politici pugliesi è solo una curiosa coincidenza che nulla toglie né aggiunge alle ormai note intese sindaco-governatore. O forse meglio definirle “convergenze”, non quelle “parallele” di Aldo Moro col Pci ma quelle “armoniose” di Mellone col Pd. “Armoniosa convergenza” è stata infatti l’espressione usata di recente dal primo cittadino, politicamente nato a destra, per descrivere la sua liaison con Michele Emiliano.

L’immobile di via Incoronata ha tre piani e un seminterrato per complessivi 1.400 metri quadri. L’opera nata negli anni Settanta e mai ultimata avrebbe dovuto ospitare il nuovo Palazzo di città. La Giunta comunale ne ha appena approvato la demolizione con un progetto redatto dall’architetto Elisabetta Ferrocino e dal geometra Salvatore Albanese. Costo totale dell’operazione: 150mila euro. «L’immobile oggi – fanno sapere da Palazzo Personè – rappresenta un problema dal punto di vista ambientale e della sicurezza, oltre che un “pugno nell’occhio” nel contesto urbano che nel frattempo si è formato intorno. All’interno dell’area si registrano furti, danneggiamenti e abbandoni di rifiuti. Una relazione dell’ingegnere Raffaele Dell’Anna ha stabilito l’inidoneità statica dell’immobile e la non economicità di azioni tese all’adeguamento e al recupero». I neretini hanno saputo di questo abbattimento da un comizio pubblico tenuto dal Sindaco in piazza Salandra lo scorso 25 giugno. Al posto del cemento, ha promesso Mellone, sorgerà un parco pubblico. Un’ipotesi – abbattimento e realizzazione di spazi verdi – per cui da anni fa il tifo “Italia Nostra”. Ma non mancano anche voci critiche come quella dell’ambientalista Massimo Vaglio, che l’immobile anziché abbatterlo preferirebbe donarlo a privati per ultimare l’opera, a costo zero per il Comune. Anche a Bari, dalle parti della spiaggia di Pane e Pomodoro, nacquero analoghe polemiche su Punta Perotti oltre un decennio fa. Meglio abbattere o finire i lavori? E fu così che Mellone ed Emiliano si ritrovarono uniti (anche) dal cemento. Il loro, almeno finora, a prova di dinamite.

Nardò – Al lavoro i neoassessori Mino Natalizio (Ambiente) ed Ettore Tollemeto (Urbanistica). Al via infatti due progetti legati all’ambiente ed al contesto del territorio intercomunale. Il primo, presentato a marzo scorso, riguarda un finanziamento di 300mila euro ottenuto dal Comune per il tratto costiero Sant’Isidoro-Portoselvaggio e Palude del Capitano con interventi a tutela della biodiversità terrestre e marina pianificati dai professionisti Antonio Vetrugno e Giuseppe Piccioli Resta con la collaborazione di Andrea Vitale, Sergio Fai e dello stesso assessore Natalizio. Prevista la demolizione di ruderi sulla costa e in area Sic (Sito di interesse comunitario), mentre la località “Frascone” sarà oggetto di lavori di ingegneria naturalistica del tratto dunale, ripristino ecologico degli stagni e monitoraggio degli ambienti di grotta. Altre novità, divulgazione multimediale e sensibilizzazione diffusa per rafforzare il controllo sociale a tutela dell’ambiente. «Si applica un cambio di mentalità – ha commentato il Sindaco Giuseppe Mellone – perché possiamo pianificare tutte le strategie che vogliamo ma ognuno di noi deve diventare sentinella e condividere il dovere di difendere l’ambiente. Questo intervento agirà perciò sia sul territorio che sugli aspetti culturali e comunicativi».

Controllo sociale e responsabilizzazione individuale passano anche da un’altra iniziativa annunciata in questi giorni, stavolta dal neoassessore Ettore Tollemeto: gli “itinerari partecipati” di “Rigenerazione Urbana”. Si tratta di una candidatura per accedere al finanziamento comunitario sottoscritta con protocollo d’intesa dai Comuni di Nardò, Leverano e Porto Cesareo. Di questa opportunità si parlerà venerdì 8 e lunedì 18 settembre al Chiostro Carmelitani alle 18.30, incontri nei quali i cittadini potranno prender parte attivamente (per ulteriori informazioni, scrivere a info@rigenerazioneurbana.info). Alcune proposte già nell’aria: destinazione di immobili per finalità di inclusione sociale, realizzazione di opere pubbliche di efficientamento energetico, infrastrutture verdi e mobilità ciclo-pedonale, eliminazione barriere architettoniche. «Questo bando – ha dichiarato l’assessore all’Urbanistica – fornisce un’occasione concreta di sviluppo della nostra città e della qualità della vita di ognuno di noi. Primo atto di questa rinascita sarà l’abbattimento della “incompiuta” di via Incoronata ma segneremo tappe cruciali con Pums (Piano urbano mobilità sostenibile) e Pug (Piano urbanistico generale). Un appello: chiedo ai neretini di partecipare manifestando bisogni ed esigenze per costruire tutti insieme la città del futuro».

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Nardò – Il “Premio Lucio Battisti” in programma l’8 settembre si terrà ma in una struttura privata anziché in piazza. E quello che è visto come un “declassamento” scatena le polemiche. Tutto ha inizio il 6 luglio, quando il Sindaco Giuseppe Mellone e l’allora assessore al Turismo Francesco Plantera, durante la presentazione del cartellone estivo 2017, annunciano data e luogo della 19esima edizione della kermesse canora: 8 settembre a Sant’Isidoro con tanto di intitolazione di una piazza della marina all’artista di Poggio Bustone. Primi malumori: Sant’Isidoro è giudicata dagli organizzatori troppo distante dall’entroterra e l’affluenza, tra l’altro a settembre, potrebbe non essere delle migliori. Passano i giorni e la rottura con Palazzo Personè (dovuta anche al contributo economico del Comune ritenuto troppo esiguo) è ufficializzata dal direttore artistico Tommaso Zuccaro: «Il “Premio Battisti”, manifestazione neretina conosciuta ormai in tutta Italia, sarà ospitato in una struttura privata». La struttura in questione è il centro “Europa Sport”, sulla provinciale Nardò-Copertino. «Non è stato raggiunto un accordo – spiega Zuccaro – con i nuovi amministratori, abbiamo ritenuto che Sant’Isidoro fosse alquanto scomoda da raggiungere. Noi crediamo che la manifestazione si faccia per i cittadini, per cui è nostra premura offrire il massimo della comodità». Per molti è un “colpo basso” ai danni di un appuntamento musicale che negli anni ha ospitato artisti come Bruno Lauzi, Formula 3, Paolo Belli, Mario Lavezzi, Loredana Bertè, Mariella Nava, Dik Dik, Simone Cristicchi, Alberto Fortis, Mogol, Ron, Enrico Ruggeri.

Inevitabili i commenti politici. La maggioranza tace, l’opposizione accusa. Il consigliere comunale pd Lorenzo Siciliano solidarizza con gli organizzatori e lancia un appello a sindaco e maggioranza: «Continuare a puntare sui format preconfezionati pagando fior di quattrini (riferimento al concerto “Battiti Live” del 23 luglio, ndr) può far divertire qualcuno per una sera, ma renderà sempre di più questa Città un crocevia del nulla, un contenitore con all’interno di tutto senza ordine e criterio». Anche il consigliere comunale Roberto My (Art.1) critica il Comune ed invita la città a partecipare alla serata dell’8 settembre. Tommaso Zuccaro e Maurizio Leuzzi, quest’ultimo presidente del “Premio Battisti”, incassano la solidarietà di tanti e vanno avanti, annunciando gli ospiti: Franco Fasano, Franco Simone e la band di Alex Zuccaro; inizio alle 21 e accesso su invito. Nel frattempo gli appassionati alla manifestazione sperano che lo strappo con Palazzo Personè possa ricucirsi. Nel 2018 ricorre il ventennale del “Premio Battisti” e come andrà a finire “lo scopriremo solo vivendo”, per dirla con un verso del grande Lucio.

NardòPotremmo, con un gioco di parole, definirlo “Ius social”. Si parla in realtà dell’intervento del sindaco di Nardò Giuseppe Mellone pubblicato sul suo megafono Facebook lo scorso 2 settembre, scatenando un dibattito andato oltre i confini neretini, come l’imprevedibile primo cittadino sa fare. Argomento: lo Ius soli, cioè l’acquisizione della cittadinanza italiana come conseguenza giuridica di essere nati in Italia indipendentemente dalla cittadinanza dei genitori. Un tema di cui si parla da tempo in un’Italia che prova tra appuntamenti parlamentari slittati ed empasse a darsi una legge. Qui si inserisce la spiazzante posizione melloniana: «Sì allo Ius soli temperato e siano i sindaci a prendere in mano il dibattito senza spargere preoccupazione e odio!».

Tra i sostenitori del sindaco però qualcuno come Mellone proviene da movimenti di destra, anche estrema, e non accetta di buon grado la virata del proprio mentore. Tra diversi “bravo” e “stima per lei, sindaco”, sulla bacheca di Mellone spunta infatti qualche dissidente al grido di «No Ius soli!». Anche i “mi piace” – poco più di un centinaio in tre giorni – sono di gran lunga inferiori rispetto ai consensi social di altri post (il restyling di una fontana pubblica viaggia a oltre 700 like, mille “ok” invece per la “casa dell’acqua” installata in via XX Settembre). Se la sua uscita – l’ennesima – crea scetticismo in parte dello storico elettorato melloniano accanto a lui dai tempi della destra giovanile, il sindaco non si scompone e tira dritto: «Basterebbe pensare alla lucidità con la quale politici come Pino Rauti o Bettino Craxi leggevano, già trent’anni fa, il futuro di questo fenomeno, sforzandosi di formulare soluzioni e proposte, per rendersi conto del livello infimo del dibattito odierno. Siamo di fronte – scrive Mellone – a un’occasione sprecata, una mancanza di lungimiranza che ci riporta alla mente le campagne d’odio perpetrate per decenni contro i cittadini meridionali. Negare il futuro ai meridionali non è servito a far crescere l’Italia. Negare il futuro agli “italiani di fatto” non servirà a dare più diritti agli altri italiani».

La citazione di Bettino Craxi non è sfuggita al figlio del leader socialista, Bobo Craxi, che si è rivolto a Mellone con queste parole: «Caro Sindaco, hai assunto una posizione coraggiosa nella sua razionalità tollerante pur partendo da una posizione culturale distante da questa impostazione. Vedo che hai trovato modo di rendere omaggio a mio padre Bettino Craxi e di questo ti ringrazio. Buon lavoro per la tua bella Città». Adesso della bontà dello Ius soli resta solo da convincere altri compagni (non i socialisti, ma semplici compagni di viaggio) nati a destra: è la prossima impresa che attende il giovane sindaco neretino.

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Nardò – Dalle liti sui concerti al restyling della fontana pubblica, passando per panchine e parcheggi. Ma adesso l’ultima polemica estiva riguarda la beneficenza o la propaganda, secondo alcuni. A chi sono destinate le somme (parte della indennità da Sindaco) che il Sindaco Giuseppe Mellone devolve alle famiglie povere neretine? A chiederselo sono in diversi, tra cui il neonato blog cittadino “Liberanotizia.it”. Va detto che il primo cittadino all’inizio del mandato ha dichiarato di destinare il 20% delle sue spettanze alle famiglie bisognose e lo scorso 29 agosto ha fatto sapere via rete sociale di aver speso 5mila euro in pacchi alimentari portati ai destinatari attraverso l’associazione “Io ho quel che ho donato”. «Tale associazione – rivela “Liberanotizia.it” – ha iniziato la sua attività il primo settembre 2016 ed è retta da un ventenne appartenente a Casapound. Meglio avrebbe fatto il Sindaco Mellone a donare i 5mila euro a Caritas o qualsiasi altra associazione di volontariato in grado di assicurare aiuto ai bisognosi nell’anonimato». Analoga reazione da parte dell’associazione politico-culturale “Nardò Bene Comune” presieduta da Antonio Manieri: «Mellone non ha mai nascosto la sua simpatia per Casapound e militanti di Casapound hanno aiutato Mellone alle elezioni, sino ad attaccare i suoi manifesti. È beneficenza dare fondi a un partito politico che ti sostiene? Se Berlusconi donasse soldi a Forza Italia, o Renzi al Pd: la giudichereste beneficenza?».

Attacchi al sindaco arrivano anche da Lucio Tarricone del centro studi “Salento Nuovo”. «Quindi a identificare le “famiglie bisognose” – incalza Tarricone – non sarà una organizzazione di volontariato libera da condizionamenti politici ma una organizzazione connotata politicamente. Comportamento vergognoso e inaccettabile. Sarebbe il caso che rendesse pubblici i dati relativi all’associazione in questione e su come verranno utilizzati i fondi da lui ‘donati’ e sui motivi che lo hanno portato a fare questa scelta».

Nardò – Anche cambi di sigle e casacche nel vivace consiglio comunale di ieri primo settembre. Roberto My, assente oggi in aula, lascia “Art.1” e passa a “La Puglia in più”. My era subentrato in consiglio con il Pd dopo le dimissioni dell’ex sindaco Marcello Risi, per poi passare al partito di Bersani e ora a quello del senatore Dario Stefano, già rappresentato in consiglio dall’ex vicesindaco Carlo Falangone. Altro movimento quello del consigliere Giancarlo Marinaci. Eletto un anno fa nella civica “Uniti per Antonio Vaglio” a sostegno del veterinario già sindaco della città, passò subito ai “Conservatori e Riformisti”. “Senza però che il capogruppo di riferimento esprimesse parere favorevole all’ingresso nel gruppo stesso”, precisa l’interessato. Marinaci così si dichiarò indipendente e ora chiede che gli sia riconosciuto “il ruolo di appartenenza al gruppo ‘Uniti per Antonio Vaglio’ quale unico rappresentante di quella lista eletto in consiglio”. Passa invece al gruppo misto (ma rimane in maggioranza pur non avendo gradito il rimpasto di giunta e soprattutto la defenestrazione dell’assessore Plantera) il consigliere Giuseppe Alemanno, che abbandona “Nardò 2021”. Gli altri due consiglieri che con Alemanno erano in “Nardò 2021”, Cesare Dell’Angelo Custode e Paolo Maccagnano e, azzerano il gruppo consiliare e ne fondano un altro presieduto da quest’ultimo: Fronte Democratico Neretino. Sigla non nuova ai pugliesi poiché ricorda molto “Fronte Democratico”, corrente trasversale interna al Pd lanciata a maggio dal governatore Michele Emiliano e aperta anche ai senza tessera. Nel frattempo le nomine ad assessori di Ettore Tollemeto e Giulia Puglia, eletti in “Andare Oltre”, fanno subentrare in consiglio comunale Tony Romano e Marcello Greco. Viavai di liste anche nell’esecutivo: spariti in un anno dalla giunta i simboli “Grande Nardò”, “Tutto per Nardò” e “Forza Nardò”.

Nardò. Giovani contro a Nardò. Sono il sindaco Giuseppe Mellone e il consigliere comunale Lorenzo Siciliano: dopo il rimpasto in Giunta, il primo (nella recente intervista a Piazzasalento.it) aveva tirato in ballo il secondo in merito alla “inopportunità” delle lezioni di coerenza provenienti dalla famiglia Siciliano, riferendosi non solo al quasi 25enne consigliere Pd ma anche al padre Giovanni, fondatore negli anni Novanta del movimento civico “Città Nuova” ed ex consigliere provinciale di centrosinistra. «Se il sindaco si prende il fastidio di citare il sottoscritto – esordisce Siciliano jr – significa che sono sulla strada giusta. Io non do lezioni a nessuno. Nardò oggi ha una Giunta guidata dal cerchio magico “Mellone-Vaglio”, con Natalizio che ha dichiarato di sentirsi un “tecnico” dopo essere stato assessore in tutte le stagioni politiche. In sostanza Mellone si allea con l’apice della classe politica degli ultimi vent’anni. Per quanto riguarda mio padre, sa difendersi benissimo da solo. Io e lui abbiamo storie politiche differenti. Lui è legato al mondo del civismo, io sono nato in un partito».

In vista del Consiglio comunale del primo settembre, chiamato ad eleggere il nuovo Presidente (dopo le dimissioni di Ettore Tollemeto nominato assessore), Siciliano non nega contatti con ex esponenti di maggioranza e anticipa l’intenzione di invitare ad una riunione pre-consiglio il consigliere Giuseppe Alemanno, “per valutare insieme chi e soprattutto se votare. Pur non avendo i numeri vogliamo mandare un messaggio alla città di coesione e unità”.

All’intervista “a tutto campo” di Mellone replica anche Lucio Tarricone, responsabile del Centro studi “Salento Nuovo”, indirettamente chiamato in causa dallo stesso Sindaco. «Straordinari i passaggi di Mellone in cui afferma di avere ereditato “una città stremata dalle peggiori Amministrazioni della storia neretina” ma dimenticando – afferma Tarricone – che al governo della città oggi ha imbarcato alcuni dei principali responsabili di “quello sfascio” ovvero l’ex Sindaco Vaglio che ha retto le sorti della Città per oltre dieci anni».

Nardò. Rimpasto, migranti, Sarparea, scuole, rapporti con le minoranze, tasse e agenda dei prossimi mesi: è un fiume in piena il sindaco di Nardò Giuseppe Mellone alle prese con il periodo forse più delicato dalla sua elezione.  In relazione al suo ultimo atto, ovvero il rimpasto di Giunta dello scorso 24 agosto, Mellone replica alle accuse di aver accentrato i poteri, di aver affidato l’Ambiente all’ex assessore di centrosinistra Mino Natalizio e di aver defenestrato Francesco Plantera, paradossalmente dopo eventi estivi apprezzati da migliaia di spettatori. «I risultati del settore Cultura – dichiara Mellone – sono frutto del lavoro dello staff del sindaco, perlomeno per quanto riguarda questa stagione. Per portare a Nardò una tappa del festival itinerante della “Notte della Taranta” ha giocato un ruolo determinante il bel rapporto col presidente della fondazione Massimo Manera (che Mellone votò alle Provinciali 2014, ndr). Lo stesso vale per “Battiti Live”: il fratello del vicesindaco lavora a Telenorba e tali rapporti hanno influito sulla scelta di Nardò».

Sull’ingresso in giunta di Mino Natalizio, il Primo cittadino ricorda: «Con lui ho avuto un rapporto fraterno tra il 2011 e il 2014, facendo insieme un percorso comune che tutti ricorderanno. Reputo sbagliata la sua scelta del 2014 di entrare nell’Amministrazione Risi e la storia mi ha dato ragione. Ora si sono semplicemente riannodati i fili». L’ombra del Presidente della Regione su Palazzo Personè? «Emiliano ha saputo tutto a giochi fatti – sottolinea – e non esiste che mi vengano imposti assessori. Faccio scelte anche dolorose dal punto di vista umano ma sempre e solo con la mia testa». Eppure anche il consigliere comunale Giuseppe Alemanno, ora all’opposizione, lamenta una Giunta troppo sbilanciata a favore del Governatore. «Scuse buone per tirarsi fuori dalla mischia per altri motivi. Da un lato il Pd ci accusa di essere fascisti, dall’altro Alemanno ci accusa di essere troppo a sinistra. Si mettessero d’accordo. Piazzasalento.it  ha scritto “qualcuno teme che Alemanno lasci la maggioranza, qualcuno lo spera” ed anche il sottoscritto è fra coloro che lo sperano. Siamo oggi nelle condizioni di sceglierci i compagni di viaggio. I consiglieri Alemanno e Marinaci sono a loro agio coi peggiori rappresentanti del passato».

Preoccupazione per ipotetici indebolimenti della maggioranza consiliare? Mellone risponde così: «Venerdì eleggeremo il nuovo Presidente del Consiglio: prevedo una maggioranza superiore rispetto ai 17 voti che conquistò l’uscente Ettore Tollemeto». Altro tema, il “villaggio dell’accoglienza” per i braccianti stranieri inaugurato a Boncuri il 23 agosto, a lavoro nei campi ormai terminato. «Il Presidente Emiliano si è sostanzialmente insediato nell’estate 2015, noi qui al Comune nell’estate 2016. Nel 2017, nonostante sia stato un anno nefasto per la scomparsa di Stefano Fumarulo, è stato conseguito un risultato incredibile, con un investimento di 1milione 400mila euro. Sentir parlare di ritardi dell’Amministrazione comunale fa ridere. È stato un appalto gestito direttamente dalla Regione, con la quale io ho solo da complimentarmi».

Capitolo tasse, cavallo di battaglia della campagna elettorale contro Il Sindaco uscente Marcello Risi. Quando comincerà l’operazione taglio? «In questo primo anno abbiamo ridotto del 10% la tassa sui rifiuti ed eliminato le strisce blu dal centro urbano. Ora stiamo lavorando alla razionalizzazione della spesa e per applicare sistemi di controllo e scovare gli evasori».

Altro dubbio: la “fine” che farà la foresteria quest’inverno. «Se la lasciassimo lì il rischio vandalismo sarebbe elevatissimo. I container verranno messi in deposito: è un villaggio per soli lavoratori stagionali. E stavolta i tempi di smontaggio e montaggio saranno decisi dall’Amministrazione comunale». Poi bordate all’opposizione: «Ascoltare lezioni di coerenza dalla famiglia Siciliano fa ridere». E ancora: «Oggi il leader dell’opposizione è “l’avvocato degli schiavisti”» con riferimento a Giuseppe Cozza, avvocato difensore di un imprenditore condannato in primo grado nel processo “Sabr” e leader di “Officina Cittadina”, associazione politico-culturale molto critica verso l’Amministrazione. Al comitato “Salviamo la Sarparea”, che ha appena lanciato una campagna di raccolta fondi per difendere per vie legali dalla cementificazione l’uliveto di Sant’Isidoro, si limita ad augurare “buona fortuna”, aggiungendo però che col resort “il Comune avrà milioni di euro di oneri di urbanizzazione e centinaia di migliaia di euro di Imu” e che “non c’è alcun collegamento tra la questione Sarparea e l’avvicendamento dell’assessore De Tuglie”. Infine i progetti presenti e futuri: scuole, illuminazione votiva, abbattimento ecomostro Incoronata, edilizia: «La scuola di Boncore è chiusa per i pochissimi iscritti, visto che le famiglie preferiscono portare i ragazzi a Porto Cesareo. Quegli spazi saranno uffici comunali per dare rappresentanza, anche fisica, al territorio. Il 6 ottobre consegneremo le chiavi della scuola di via Bologna e così l’edificio di via Marzano sarà demolito. Le cinque classi invece della scuola materna di via Marzano da subito occuperanno lo stabile di via Marinai d’Italia. Ringrazio per questo il Presidente della provincia Antonio Gabellone». In via Generale Cantore, dove ha sede l’ex cinema “Antoniano”, “con il bando “Rigenerazione Urbana” e grazie alla collaborazione con vescovo e Curia spazio a edilizia popolare e sociale”. Per l’ex gerontocomio pronte “due proposte alle quali sta lavorando l’avvocato Vincenzo Renna (a titolo gratuito) e che si concretizzeranno a settembre”. Poi l’abbattimento dell’incompiuta dell’Incoronata e dei costi dell’illuminazione votiva: «Dal 1930 a oggi i nostri sono stati i primi controlli effettuati sugli impianti gestiti dalla ditta Borgia! Appurate mancanze e rischi per l’utenza. Revocata perciò la transazione: individueremo una nuova gestione». Infine il voto. Entro marzo si sciolgono le Camere e già qualcuno si chiede per chi voterà “Andare Oltre” alle politiche 2018. «Non è semplice dirlo ora – conclude il Primo cittadino – poiché il panorama politico nazionale non è esaltante. Non escludo l’invito a non andare a votare. La legge elettorale ha un ruolo importante: un conto è crociare un simbolo e mandare in Parlamento gente decisa nelle stanze di partito a Roma o ad Arcore, un conto è scegliere persone con le preferenze. In quest’ultimo caso, vedremo tra i candidati chi merita la nostra fiducia».

Nardò. «Francesco, non ti curar di loro». «La gente ha apprezzato il tuo operato partecipando a tutti i tuoi eventi». «A Nardò non sappiamo tenerci quello che c’è di buono». Sono solo alcune delle decine di messaggi che piovono da giorni sulla bacheca di Facebook dell’ex assessore a Cultura, Turismo e Formazione Francesco Plantera di recente sostituito dal Sindaco Giuseppe Mellone, che ha consegnato quelle deleghe ai fedelissimi di “Andare Oltre”, Ettore Tollemeto (Cultura e Formazione) e Giulia Puglia (Turismo). Gli altri due assessori che hanno dovuto lasciare la Giunta sono Graziano De Tuglie e Giulia Tedesco. Se i social network, con le dovute accortezze, sono a volte termometro delle tendenze della collettività “connessa”, si può affermare che Plantera è l’unico finora fra i tre ad aver ricevuto in rete pubblici attestati di stima e vicinanza da parte di cittadini “non politici”.

Silenziose invece le bacheche di De Tuglie e Tedesco. Con quest’ultima che, nonostante la “cacciata”, continua ad apprezzare tramite “mi piace” e condivisioni l’operato di Mellone. Va poi ricordato che Plantera alle comunali di un anno fa ha preso più voti (169) di De Tuglie (156) e Tedesco (92) e ha già dichiarato a chiare lettere che “questa esperienza amministrativa è solo un punto di partenza per il futuro”. Politico, s’intende. Gli attestati di solidarietà e stima (un centinaio in poche ore) e la volontà di continuare a occuparsi della cosa pubblica, lo rendono ora “osservato speciale”, sia da ex alleati che da nuovi ipotetici compagni di viaggio. Dove andrà, ancora presto per dirlo. Unico indizio: nel suo primo comunicato da ex assessore, il 40enne ha augurato buon lavoro alla nuova Giunta e ringraziato il consigliere comunale Giuseppe Alemanno (passato all’opposizione). Dimenticando di salutare il Sindaco Mellone.

Giuseppe Alemanno

NARDÒ. “Spartizione di poltrone, valzer di posti di potere sulla testa dei neretini. A 14 mesi dall’insediamento di questa Amministrazione comunale, siamo già al Mellone ter: l’opposizione di Palazzo Personè in una conferenza stampa questa mattina, va all’attacco dopo la sostituzione da parte del Sindaco di tre dei sette assessori. Questi numeri sono la prova “dell’inadeguatezza ad amministrare la seconda città della Provincia” per i consiglieri comunali Lorenzo Siciliano, Daniele Piccione (Pd), Roberto My (Articolo1), Carlo Falangone (Sinistra italiana) e Giancarlo Marinaci (indipendente).

«Mellone dà la riprova della presa in giro nei confronti di chi lo ha votato credendo nelle sue promesse di cambiamento totale della gestione della cosa pubblica e della politica. Nessuna traccia del nuovo Piano urbanistico generale, come anche del piano traffico e della riduzione delle tasse. Trionfano, invece – sostengono i cinque consiglieri – soldi a pioggia per incarichi diretti ad amici e rappresentanti politici». Le coneguenze di tale operato sarebbero però incoraggianti per le opposizioni: «Ci fa piacere – proseguono i consiglieri – prendere atto che siano sempre di più coloro che sia in Consiglio Comunale, sia tra i cittadini, sia tra i candidati che hanno sostenuto l’attuale coalizione che amministra Nardò, abbandonano questa  maggioranza». Il riferimento esplicito è al consigliere Giuseppe Alemanno, eletto in Forza Nardò (cioè Forza Italia) poi passato al neonato gruppo consiliare “Nardò 2021”, abbandonando gli azzurri ma non la maggioranza. Dopo il rimpasto ultimo ritenuto non condivisibile nel metodo e nel merito, e ritenuto troppo “filo-Emiliano”, Alemanno (fratello di Giovanni, candidato sindaco di “Andare Oltre” a Galatone due mesi fa) dovrebbe sancire in queste ore il passaggio all’opposizione. Nel frattempo un grazie ad Alemanno arriva da uno dei tre assessori defenestrati, Francesco Plantera. Entrambi compagni di partito in Fi ed entrambi in fuga dallo stesso lo scorso marzo per dissidi con la segreteria cittadina, potrebbero a questo punto  – c’è chi lo auspica e chi lo teme – proseguire insieme il proprio cammino politico dall’opposizione. «Un ringraziamento particolare – scrive l’ex assessore – va al consigliere Giuseppe Alemanno che ha condiviso con me questa esperienza politica ed amministrativa, e ai miei elettori che ringrazio per la fiducia accordatami e gli innumerevoli messaggi di stima e apprezzamento ricevuti in queste ore. Il rispetto per i miei elettori e la storia politica della mia famiglia mi stimolano a far sì che questa mia esperienza amministrativa diventi solo un punto di partenza per il futuro». L’attuale minoranza di Palazzo Personè invece così saluta il nuovo “compagno di banco”: «Al consigliere Alemanno rivolgiamo la nostra solidarietà per aver convissuto con una parte politica che sta facendo sprofondare Nardò nell’oblio dell’anonimato».

Nella stessa giornata di oggi ecco Infine la liquidatoria nota della segreteria cittadina del Pd, che parla espressamente di “un anno perso” per la città e di “incompetenza di sindaco e giunta”, per poi tornare alla grande questione interna ai Democratici, cioè il rapporto tra il sindaco Mellone e il governatore Michele Emiliano. «Non sarà millantando rapporti con gli esponenti del Partito democratico – scrivono dalla segreteria Pd locale, che ha ricevuto il beneplacito del commissario provinciale del partito – che Mellone risarcirà i cittadini per il mancato sviluppo del territorio di Nardò. Il Pd è, e rimane, all’opposizione di questa maggioranza di governo, completamente inconcludente nell’indirizzo politico e amministrativo».

L’inaugurazione Boncuri

NARDÒ. Non è andata proprio giù a “Diritti a Sud”, associazione riconosciuta da tutti in prima linea per impegno ed esperienza a fianco dei migranti,  quella frase pronunciata dal sindaco Giuseppe Mellone lo scorso 23 agosto a Boncuri nel corso dell’inaugurazione del “villaggio accoglienza” per i lavoratori stranieri. “Chi oggi non gioisce è amico degli schiavisti”, aveva detto il primo cittadino. L’associazione, in un primo tempo coinvolta dall’Amministrazione comunale nella gestione della Masseria Boncuri, respinge questa equazione e ne spiega in una lunga nota le ragioni. «Noi non crediamo ci sia molto da festeggiare – fa sapere il sodalizio presieduto da Rosa Vaglio – la strada da fare è ancora tanta. Quegli angusti container chiusi in un recinto, per quanto siano comunque un tetto sulla testa delle persone, non sono contemplati nella nostra idea di accoglienza». La polemica è nata proprio attorno alla nascita della foresteria per lavoratori stranieri che la Regione Puglia ha fatto allestire in via Lecce (Nardò e Foggia sono i primi due esperimenti sul territorio regionale). Ed è proprio questo modello – container da quattro posti letto ciascuno con aria condizionata; cucina, bagni e presidio medico – accessibile esclusivamente ai lavoratori, ad essere contestato da “Diritti a Sud”. Per diverse ragioni. «La stagione di raccolta è ormai più che conclusa – rilevano gli attivisti dell’associazione – e i migranti sono stati spostati dal campo delle tende ai container insieme ai 16 che da novembre 2016 vivevano all’interno della masseria. Il nuovo campo arriva con estremo ritardo ma più di tutto ci preoccupa l’immediato futuro: dove andranno a finire queste persone quando il 30 settembre il neonato campo sarà chiuso e smontato? Alcuni rimarranno a Nardò, altri addirittura torneranno finito il lavoro nel Foggiano. Ci sono dei lavoratori che hanno dei contratti di lavoro fino a dicembre». Per “Diritti a Sud” si deve ancora parlare di “ghetti”. «Noi crediamo – proseguono – che non si possa sgomberare un ghetto clandestino creandone uno istituzionale, chiuso e quasi militarizzato nel quale inizialmente è stato impedito l’accesso anche a noi, che dal 2009 abbiamo un rapporto diretto con quasi ognuno dei ragazzi che ora sono lì dentro. Sappiamo benissimo – concludono – che un container climatizzato è meglio di una tenda ma non sopportiamo di sentir dire che la soluzione a tutti i problemi sia stata trovata».

L’ex sindaco e parlamentare Rino Dell’Anna solleva invece altri dubbi e fa i conti in tasca alle istituzioni coinvolte nell’allestimento della foresteria: «La Regione Puglia – scrive – ha finanziato i moduli abitativi, il Ministero dell’Interno ha stanziato 60mila euro per videosorveglianza, letti e acqua potabile, il Comune di Nardò ha messo a disposizione Masseria Boncuri (fabbricati e terreni adiacenti) e venti tende da campo, l’Asl di Lecce si è fatta carico dell’assistenza sanitaria, le associazioni datoriali di spianare e pulire l’area circostante, il Centro per l’impiego di attivare uno sportello operativo». Tutto chiaro? Non proprio. Per l’ex primo cittadino “viene il sospetto che il “villaggio dell’accoglienza” in caso di emergenza possa diventare un ricovero di cittadini stranieri entrati in maniera irregolare in Italia e quindi essere destinato a Centro di primo soccorso e accoglienza (Cpsa), Centro di accoglienza (Cda) e centro di accoglienza per richiedenti asilo (Cara). Il protocollo sottoscritto che non contiene in merito alcuna precisazione fa molto pensare”.

Un’altra perplessità arriva via reti sociali dall’avvocato Donatella Tanzariello del Consiglio italiano per i rifugiati: «Sicuramente i container climatizzati risultano essere un grosso passo avanti per i lavoratori rispetto alle tende o baracche, ma la recinzione, l’esclusione dal campo dei migranti che lavorano in nero perché irregolari, la presenza all’interno dei caporali e il negato accesso a quei soggetti associativi che non hanno sottoscritto il protocollo, dimostra che la strada è ancora tutta in salita. Per contrastare il caporalato la istituzionalizzazione dell’accoglienza non basta, occorrono servizi ispettivi più incisivi e tutela delle posizioni soggettive di vulnerabilità. Via le sbarre da Boncuri!». Note critiche sono state emesse anche dal Pd, da Articolo 1 e dall’associazione “Nardò Bene Comune”.

NARDÒ. “Lentezze e amnesie nel lavoro di qualche assessore”: così il Sindaco Giuseppe Mellone ha motivato il recente cambio di tre assessori; un quarto era stato sostituito alcuni mesi fa. Politicamente, esce dalla Giunta la storica destra neretina rappresentata da Graziano De Tuglie, dentro Mino Natalizio vicinissimo a Loredana Capone e Michele Emiliano; fuori Francesco Plantera candidato con “Forza Nardò” alias Forza Italia, dentro due melloniani della prima ora come Ettore Tollemeto e Giulia Puglia. Per fargli posto, via anche l’assessore all’Urbanistica Giulia Tedesco, candidata non eletta nella civica melloniana “Grande Nardò”. “È una Giunta oggi complessivamente più giovane, una squadra fresca e competente”, ha sottolineato Mellone riprendendo un tema a lui caro, quello dell’età. Anche se due dei tre assessori licenziati, Plantera e Tedesco, hanno 40 e 34 anni e il neoassessore all’Ambiente Mino Natalizio ne ha 49 quasi. Lunghi trascorsi nel centrosinistra, adesso Natalizio è il principale bersaglio della minoranza. Per il consigliere comunale Pd Lorenzo Siciliano, “Natalizio è il peggior voltagabbana che la storia di questa città ricordi, l’uomo per tutte le stagioni”.

Ma l’imprevedibile primo cittadino tira avanti, aumentando il proprio peso personale e politico, chiamando nell’Esecutivo esponenti che alle scorse comunali erano in altre coalizioni (gli assessori Lupo e Albano candidati con Vaglio, Natalizio a sostegno di Risi). Ne esce male nel giro di pochi mesi Forza Italia, sparisce la civica “Riprendiamoci Nardò” ed è un lontano ricordo il feeling con il consigliere regionale del Movimento Cinque Stelle Cristian Casili. Chi conserva il posto di vicesindaco è Oronzo Capoti, da sempre vicino al consigliere regionale Saverio Congedo. Gli altri riferimenti politici in Giunta sono quello di Mellone (tre assessori, uno con “super delega”), quello di Antonio Vaglio (due assessori) e quello di area Loredana Capone (uno, Natalizio). Ecco servita la trasversalità che un tempo era sinonimo di trasformismo e veniva celata il più possibile (vedasi la precedente Amministrazione a guida di centrosinistra) e oggi è un segnale di “buongoverno”. L’unico della maggioranza a protestare è il consigliere comunale eletto in Fi e ora in “Nardò 2021”, Giuseppe Alemanno, vicino al consigliere regionale Andrea Caroppo, per il quale l’ultima interpretazione della trasversalità è davvero eccessiva, è negativo il metodo seguito; Alemanno si dice poi per niente convinto che i nuovi assessori siano più adeguati dei loro predecessori.

Ma il caso politico Nardò ha riverberi anche a Bari e a Lecce. Il Sindaco, in occasione dell’apertura del centro per lavoratori migranti di Boncuri, ha definito il suo governo in “armoniosa convergenza politica e amministrativa con il presidente della Regione Puglia, con l’assessore Loredana Capone e in generale con il percorso dell’ente regionale”. Subito sono scoppiate le reazioni. Il neosegretario neretino dei democratici Salvatore Falconieri ritiene che “il Presidente Emiliano e l’assessore Capone non possano permettere, al di là del giusto garbo istituzionale, di farsi strumentalizzare da un Sindaco che non ha nulla a che spartire con la storia del nostro partito. Sono convinto che prenderanno le distanze da Mellone”. In suo sostegno in mattinata è arrivato il pronunciamento ufficiale del partito provinciale: “In relazione alle recenti vicende politiche amministrative che hanno riguardato il Comune di Nardò, in seguito ad una riunione dell’organo di coordinamento politico, preciso che il Partito democratico della provincia di Lecce, il circolo Pd di Nardò e il gruppo consigliare Pd, sono all’opposizione della gestione del Sindaco Mellone”: firmato il sen. Salvatore Margiotta, commissario provinciale del partito. Il capogruppo di Articolo1 in Consiglio regionale, Ernesto Abaterusso, critica quanto accaduto e parla di “Pd senza anima dove ognuno è libero di convergere con chi vuole”. L’ex sindaco Marcello Risi dichiara che “in Articolo1 cresce l’area di chi vorrebbe uscire dalla maggioranza di Emiliano alla Regione”. Decisi i toni del deputato Federico Massa: «La spregiudicatezza con la quale il Sindaco di Nardò strumentalizza doverosi rapporti istituzionali per millantare una assurda e fantasiosa convergenza politica con prestigiosi esponenti del Pd è degna della sua ‘acerba’ cultura democratica. Si vergogni».

Nardò. «Sindaco, adesso dovrai darci una mano, parlare coi tuoi colleghi della Puglia e rassicurarli poiché in molti si agitano all’idea che un campo del genere possa nascere dalle loro parti». Con questo invito il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ieri pomeriggio a Nardò si è rivolto al sindaco Giuseppe Mellone. La platea in via Lecce era quella delle grandi occasioni: l’inaugurazione del villaggio d’accoglienza a Boncuri. «Non un campo ma una vera e propria foresteria per lavoratori», ha precisato Emiliano ai cronisti. Il piazzale antistante è stato intitolato a Stefano Fumarulo, giovane dirigente regionale alle politiche per le migrazioni deceduto lo scorso 12 aprile. Presenti oltre al governatore Emiliano, al suo capo di gabinetto Claudio Stefanazzi e alla famiglia di Fumarulo, anche il Procuratore antimafia Cataldo Motta, il prefetto Claudio Palomba, l’assessore regionale Loredana Capone, il sindaco di Gallipoli Stefano Minerva, assessori e consiglieri comunali melloniani. La foresteria è situata sulla provinciale 19, nei pressi della zona industriale, proprio accanto alla Masseria Boncuri. «La nostra vocazione all’accoglienza – ha dichiarato Emiliano – ha dato vita a un’idea che la Regione svilupperà in tutta la Puglia e non solo a Nardò, ma che qui evidentemente è cominciata grazie all’energia del sindaco Mellone nell’attesa che le aziende agricole pugliesi siano in grado di gestire la loro manodopera con maggiore autonomia, visto che per ora non ci riescono per ragioni economiche, culturali e logistiche».

Il sindaco Mellone ha ringraziato Emiliano (“omaccione che mantiene le promesse”) e dopo aver ricordato la figura di Stefano Fumarulo ha ripercorso le tappe decennali dell’“accoglienza” neretina, passando dalle panchine della “villa” di via XX Settembre usate come posti letto al dormitorio “fai da te” dell’ex Pretura, fino alle lotti bracciantili proprio a Boncuri e alla baraccopoli di contrada Arene-Serrazze. «Oggi non troviamo una soluzione per l’estate 2017 – ha dichiarato Mellone ammettendo i ritardi, soprattutto burocratici, che hanno portato all’installazione dei container mentre quasi tutti i braccianti hanno lasciato Nardò e la Puglia – ma troviamo una soluzione definitiva per gli anni a venire. Oggi non scopriamo semplicemente una targa: questo villaggio è il simbolo del riscatto di un territorio». Poi l’affondo finale contro l’opposizione che a poche ore dalla cerimonia ha polemizzato per un taglio del nastro ritenuto propagandistico e fuori tempo: «Voglio dire con grande forza – ha tuonato Mellone – che chi oggi non gioisce è amico degli schiavisti!». Va detto che i container, che sono 80 per complessivi 320 alloggi e resteranno a Nardò fino al 30 settembre salvo nuove disposizioni, rappresentano oggi la miglior soluzione abitativa per i migranti mai vista finora sul territorio neretino. Anche se in questo momento i ragazzi africani a Boncuri sono poco meno di trenta…

Anna Spenga

NARDÒ«Ciao a tutti, volevo chiedervi un favore. Domani sera (oggi martedì 22 agosto, ndr) davanti all’Eurospin della zona 167 troverete un ragazzo di colore che giorni fa mi ha chiesto se avessi abiti maschili di taglia L e scarpe numero 42-43. È alto circa 1,85 m ed è magro. Se potete, inoltrate questo messaggio ai vostri contatti per far sì che possano arrivargli quanti più abiti e scarpe possibili». Comincia così il messaggio che ieri 21 agosto la neretina Valeria Borgia ha affidato a Facebook. Valeria è la figlia di Anna Spenga, la 66enne dirigente e attivista del Pd neretino scomparsa pochi giorni fa a seguito di una malattia e molto stimata in città. Le notizie in questo caso sono due. Non solo il “passaparola social” messo su nel tentativo di aiutare il ragazzo che abitualmente staziona davanti a un supermercato della città ma anche la probabile nascita a Nardò di un’associazione in ricordo di Anna. «Questa è la prima donazione – rivela infine Valeria Borgia – che chiedo in nome di mia madre in attesa di creare un’associazione di solidarietà che porti il suo nome». Nel frattempo le condivisioni son già partite: in queste ore è possibile recarsi davanti al supermercato “Eurospin” di via Gallipoli per donare abiti e scarpe al ragazzo di colore indicato nel messaggio. Non sempre i social network sono forieri soltanto di schiamazzi e rancori.

Nardò – Sport, teatro, musica, degustazioni, passeggiate e musei: Ferragosto è ormai alle spalle ma proseguono a pieno ritmo gli appuntamenti estivi. Oggi alle 22 presso il centro sportivo “Europa Soccer Academy” (strada provinciale Nardò-Copertino) concerto di Franco Simone: accesso con invito e direzione artistica del neretino Tommaso Zuccaro. Alle 21 a Sant’Isidoro invece, presso il piazzale della Pro loco ultimo appuntamento della rassegna “Cinemare” con la proiezione del film “L’ora legale”, prodotto dal neretino Attilio De Razza. La villa comunale oggi e domani 23 agosto dalle 21 ospita la “Sagra dell’estate neretina”, serata a ingresso libero di musica e solidarietà in collaborazione con Caritas e associazione “Farsi solidali”. Giovedì 24 agosto alle 18 la cooperativa sociale “Ipso Facto” organizza nel Parco di Portoselvaggio un itinerario di due ore di educazione alla salute, accompagnato da tisane di erbe della macchia mediterranea (info  3803474255). Sempre il 24 agosto festeggiamenti civili e religiosi per Santa Caterina d’Alessandria, organizzati nella marina dall’omonima parrocchia. Novità per l’estate neretina 2017 è l’esposizione permanente “Viviamo in un incantesimo”, dedicata al poeta Vittorio Bodini. La mostra, a ingresso gratuito, è ospitata al piano terra di Palazzo Personè e questa settimana può essere visitata martedì 22 e giovedì 24 agosto dalle 10 alle 13; mercoledì 23 e venerdì 25 agosto dalle 10 alle 12 e dalle 18.30 alle 20.30.

A dividersi il lungo weekend di appuntamenti sono invece le marine. Si parte venerdì 25 agosto: alle 21 passeggiata con degustazioni tra “Ville sotto le stelle alle Cenate”. Ritrovo presso la Villa vescovile (Oasi Tabor), info e prenotazioni al numero 3804739285. A Santa Maria al Bagno il 25 e 26 agosto alle 21 musica popolare con il XVII Memorial Pizzica premio “Luigi Stifani”. Sempre a Santa Maria al Bagno, sabato 26 e domenica 27 l’“Over Fishing Salento” organizza il “Memorial Amici del Mare… a pesca per Cuore Amico”, gara di bolentino a scopo benefico. Sabato 26 agosto teatro a Santa Caterina, sempre a cura della parrocchia: alle 21 la compagnia “La Busacca” di Francesco Piccolo di Casarano porta in scena “L’isola degli schiavi” di Pierre Marivaux. Proseguono infine, seppur con qualche contrattempo meteo, anche gli eventi estivi della parrocchia “B.V.M. Addolorata” delle Cenate. Il 20 agosto a causa della pioggia è stata interrotta e rimandata a data da destinarsi l’esibizione della scuola d’arti marziali “Bushido Durante”. Ad attendere adesso i fedeli è la festa civile e religiosa della parrocchia, che si terrà domenica 27 agosto nel piazzale della chiesa, tra le note del gruppo musicale “La differenza” e gli stand della sagra “Fricendu, mangiandu e ivendu”, giunta quest’anno alla sesta edizione.

Nardò – Mino Frasca scende dall’autobus? Sembrerebbe di sì, stando alle dichiarazioni del nuovo Sindaco di Lecce Carlo Salvemini che ha invitato il neretino attualmente presidente della “Sgm”, società di mobilità urbana a partecipazione pubblica, a rassegnare le dimissioni dall’incarico. Frasca era stato nominato nel 2012 da Paolo Perrone tra le polemiche del centrosinistra e dello stesso Salvemini, all’epoca consigliere comunale di opposizione. In quel periodo Frasca era consigliere provinciale approdato dall’Udc a “La Puglia prima di tutto” e poi al Pdl di Raffaele Fitto. La minoranza di Palazzo Carafa vide quella nomina inopportuna e frutto di compensazioni e spartizioni interne al centrodestra tra Comune e Provincia. «Ieri ho firmato una lettera – ha scritto Salvemini su Facebook lo scorso 10 agosto – indirizzata ai componenti di nomina pubblica dei Consigli di amministrazione di Lupiae ed Sgm per invitarli a rassegnare le dimissioni dall’incarico, data la natura fiduciaria del rapporto con il Sindaco precedente che li ha nominati. Ciò al fine di avviare l’iter amministrativo per la nomina dei nuovi rappresentanti e senza dover emettere provvedimenti di revoca, nel rispetto del profilo professionali di ciascuno di loro». Ora spetta quindi anche al neretino Frasca decidere se dimettersi o attendere la revoca “promessa” da Salvemini. Nel frattempo di Frasca si torna a parlare in città: alcune voci lo vedrebbero di ritorno all’Udc, suo partito d’origine prima di essere folgorato sulla “via di Maglie”.

Nardò. Bandi regionali, il Comune pensi a Boncore. La richiesta arriva dal capogruppo del Pd in consiglio comunale, Daniele Piccione. «La regione Puglia – spiega Piccione – consente ai comuni di piccole, medie e grandi dimensioni di partecipare a un bando per progetti di “Rigenerazione Urbana Sostenibile”. Entro il 30 Ottobre i Comuni possono candidarsi come “Autorità Urbana” previa dimostrazione di capacità amministrativa e sulla base di una proposta di strategia integrata per lo sviluppo urbano sostenibile». Da qui la richiesta dell’esponente del centrosinistra, che lo scorso 8 agosto ha presentato apposita interrogazione chiedendo all’amministrazione comunale quali saranno gli intendimenti a riguardo (alle ultime comunali Boncore, località al confine con Porto Cesareo, risultò una sorta di “feudo” del centrosinistra, che in quel seggio superò il 60%). «La pro loco del Boncore – aggiunge infine Piccione – ha tra l’altro rinnovato a giugno una proposta progettuale da inserire nel “Documento programmatico per la Rigenerazione Urbana” riferito alle contrade di Boncore, Santa Chiara, Donna Menga e Case Arse alla luce dei nuovi Bandi regionali Regionale di interventi dei Programmi Integrati per la rigenerazione Urbana Fondi Comunitari FP.O. FESR – FSE 2014-2020».

Nardò. Segnaletica, semafori e sicurezza, il Pd chiede quale sia la “strada” da seguire. All’indomani del Ferragosto il Pd torna a chiedere al Comune delucidazioni sullo stato di “salute” della viabilità cittadina, sia in centro che in periferia. Lo fa attraverso due interrogazioni del suo capogruppo, Daniele Piccione, che segnala come «da diversi giorni cittadini e associazioni lanciano il grido d’allarme sulla sicurezza stradale per le gravi e pericolose carenze di segnaletica stradale orizzontale sulle principali direttrici di percorrenza stradale». Lungo l’elenco delle strade potenzialmente pericolose segnalate da Piccione: corso Italia, via Bonfante, via XX Settembre, via XXV Luglio, via Volta, via Puglia, via Due Aie, la circonvallazione attorno al centro storico e infine la Pagani-Postodiblocco, la ex via Tarantina e le vie per le marine di Santa Caterina e Santa Maria al Bagno. «Da diversi giorni – prosegue il capogruppo Pd – si assiste ad intermittenza al funzionamento dei semafori su incroci pericolosi e nevralgici (quello installato di recente in via Due Giugno non è ancora stato attivato, ndr) e considerato che la segnaletica orizzontale è un obbligo a garanzia di cittadini e pedoni, così come sancito dal Codice della strada, chiedo quali sono gli intendimenti dell’Amministrazione comunale in merito alle continue sollecitazioni riguardanti le vie richiamate».

Sempre legata alla viabilità è un’altra interrogazione a firma Piccione, datata anch’essa 16 agosto, con la quale si chiede al Comune la realizzazione di opere primarie e secondarie in contrada Cicirizzolo, precisamente nelle vie De Pendinellis (foto), don Gnocchi e Muratori. «Una parte seppur minima di quanto richiesto dai residenti di contrada Cicirizzolo – rivendica infine Piccione – è stato realizzato nel corso di questi anni, come sistemazione della pubblica illuminazione, condotta della rete idrica e fognante. Oggi invece alla luce dell’ultima variazione di bilancio del 31 luglio scorso, allo stanziamento iniziale di bilancio di 150mila euro per realizzazione di reti idriche e fognanti, sono stati sottratti impegni per 100mila euro, riducendo il capitolo a un mero importo insignificante di 50mila euro».

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Le immagini che scorrono e scorreranno sugli schermi fino a sera tardi ed in parte anche domani, sono le ultime che hanno il sapore...