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Stefano Manca

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Nardò – Voci, mormorii e malesseri del centro storico, dopo l’incidente e la tragedia sfiorata. Sono passate 24 ore da quando, giovedì scorso attorno alle 19 davanti alla chiesa di San Domenico (nella foto), uno scooter con a bordo due adolescenti e praticamente fuori controllo è finito in uno studio professionale sfondando portone a vetri. All’interno erano presenti il titolare, rimasto illeso, e un 40enne ferito dalle numerose schegge di vetro e legno. Per lui punti di sutura alle braccia e cerotti anche a gamba e fronte. Il personale sanitario è dovuto intervenire anche per il 16enne che era alla guida dello scooter; un altro si sarebbe dato alla fuga.

Poteva essere una tragedia «Poteva trasformarsi in tragedia», è il commento unanime nella città vecchia e quello scooter con due ragazzi a bordo era una specie di proiettile. A quell’ora erano presenti in piazza decine di persone. Una comitiva di turisti, raccontano i testimoni, qualche secondo prima si era fermata proprio sul luogo dell’incidente, davanti allo studio del professionista, per fotografare la facciata della chiesa di San Domenico. «Sarebbero bastati pochi attimi – raccontano – e lo scooter avrebbe travolto anche loro». «E poi, guarda quanti bambini giocano liberi in piazza! E ne hanno il diritto, poiché questa zona è chiusa al traffico! Sarebbe chiusa… Cosa sarebbe successo se ci fossero andati di mezzo loro?», si chiedono preoccupati alcuni genitori.

Quel gruppetto ben noto Il 40enne ferito, quella sera soccorso dal 118 e trasportato all’ospedale di Copertino, è fuori pericolo. Per adesso non commenta e rimane circondato da amici e conoscenti, molti dei quali presenti la sera dell’incidente e pronti a testimoniare se l’episodio avrà risvolti giudiziari, come pare. «Ma qualcosa pubblicamente la dirò», assicura il ferito. Intanto nei bar e nei circoli si commenta l’accaduto. I due sullo scooter, dicono gli habitué della piazza, fanno parte di un gruppetto di giovinastri ben noti ormai , che da tempo “presidia” piazza Sant’Antonio e corso Vittorio Emanuele ed è spesso protagonista di risse e battibecchi. «Lei non ha idea di quante segnalazioni sono state fatte alle forze dell’ordine, sia da amministratori che da residenti e titolari di attività commerciali. A decine!», racconta un uomo.

Poco dopo l’incidente, altri ragazzi con scooter e senza caschi Tutto inutile, pare. Poco dopo l’incidente clamoroso, incredibilmente altri ragazzini in scooter continuano indisturbati ad attraversare la zona monumentale, quella chiusa al traffico nominalmente, senza indossare il casco e passando dallo stesso punto dell’incidente della sera prima. Più di qualcuno invita a prendere nota continuando a chiedere maggiore presenza delle forze dell’ordine. In attesa di poliziotti e carabinieri, a novembre il Comune ha istituito in piazza Salandra un presidio di polizia urbana (foto) aperto solo il giovedì, venerdì e sabato dalle 17 alle 21. Era aperto quindi la sera del fattaccio. «Ma i vigili urbani non bastano – rileva qualcuno – e poi in questi casi hanno a che fare con balordi e microcriminali».

Transenne? Scende dall’auto, le sposta, e va via Altra cartolina dalla città vecchia: probabilmente con qualche fondamento, c’è chi invita bar e locali a fare molta attenzione agli alcolici e a non venderne ai minorenni. A questo si aggiungono episodi di “inciviltà” quotidiana: venerdì 25 in via Lata si inaugura una mostra, un tratto di strada viene transennato. Ma qualcuno arriva lì, scende dall’auto, sposta l’ostacolo e passa oltre. «Non solo: molte volte questo tratto viene percorso in divieto», racconta qualche residente. Altri indicano dei punti scarsamente illuminati in centro e quindi “utili” per chi ha voglia di non farsi tropo vedere.
Naturalmente non è tutto violenza e anarchia n centro storico. Nell’ultimo decennio tanto è stato fatto per promuovere il cuore antico della città. Investimenti, restauri di immobili pubblici e privati, primi “vagiti” di ztl, rassegne di musica d’autore, artisti e premi Oscar passati da qui per esibirsi o in vacanza. Ma il problema sicurezza ed educazione civica esiste. E nel centro storico preoccupa tutti, anche da sponde politiche opposte. Miracolo.

Nardò – Giochi, animazione, palloncini, musica, zucchero filato e colori. Alle 17.30 nell’area mercatale della “zona 167” prenderà il via la prima edizione di “Colora i tuoi sogni”, laboratorio per bambini organizzato dall’associazione “In viaggio con Momì” di Milena Mosella e Monica Bastone. All’evento, patrocinato dal Comune, è prevista la partecipazione di un centinaio di bambini, che saranno immortalati dagli scatti di Chiara Ligorio. All’organizzazione hanno contribuito il consigliere comunale delegato allo Sport Antonio Tondo, il presidente della Consulta dello Sport Tony De Paola e il giornalista Lorenzo Falangone.

Durante la manifestazione sarà possibile acquistare il libro “L’amore è” a cura dell’Avocad Nardò del presidente Giovanni De Razza, il cui ricavato sarà devoluto in beneficenza. «Per noi la spensieratezza di ogni bambino è al primo posto – dichiara Milena Mosella, presidente di “In viaggio con Momì” – e ci rendiamo conto che i bambini della nuova generazione sono sempre più attratti da tablet e consolle. Siccome a volte manca l’entusiasmo di colorare con le mani o immergersi nella natura, abbiamo anche organizzato per giugno un campo scuola presso la masseria “Brusca” di Giovanni Zuccaro, che ringrazio. Per quanto ci riguarda, nessuna ricerca di lucro o notorietà bensì il desiderio di creare momenti di socializzazione concreta e anche di solidarietà, vedi la presenza oggi dell’Avocad o, in passato, le collaborazioni con le onlus Ant di Luciana Fracella e “Portatori sani di sorrisi” di Pierangelo Muci (in foto tra Mosella, a destra, e Bastone, a sinistra). Un altro aspetto che intendiamo sottolineare – prosegue Mosella – è che gli eventi ludici per i bambini sono ancora troppo pochi, anche se il nostro paese offre tanti spazi». Particolarmente significativa, poiché l’argomento è purtroppo molto attuale a Nardò negli ultimi tempi, sarà la presenza oggi pomeriggio del comitato “No alla violenza”.

«Con il nostro ruolo di associazione ludico-culturale – spiega infatti l’associazione – operiamo prevalentemente con bambini e adolescenti, perciò questo pomeriggio abbiamo voluto con noi il neo comitato “No alla violenza”, di cui condividiamo le finalità, che ci vedrà fattivi collaboratori contro ogni forma di bullismo!”. Infine, l’elenco dei ringraziamenti: «Grazie di cuore – conclude Mosella – al consigliere comunale Antonio Tondo, al Presidente della consulta dello sport Tony De Paola, al giornalista Lorenzo Falangone e a Chiara Ligorio per la professionalità e il sostegno; agli amici degli esercizi commerciali che ci sponsorizzano e a chi dà gambe e cuore per la nostra associazione».

 

– A Santa Caterina, si lavora da ieri alla ricostruzione e asfaltatura del fondo stradale di lungomare Giulio Verne. La strada, che costeggia il porticciolo, è particolarmente compromessa anche per la grande fruizione, soprattutto nella bella stagione. Questo lavoro, fa sapere il Comune, prelude ad altre asfaltature tra Nardò e marine, finanziate con 400mila euro di risorse interne, che partiranno la prossima settimana da via Benedetto Leuzzi (lungo la Pagani-Posto di Blocco) per poi proseguire sulle vie Oronzo Quarta, 2 Giugno, Antonio Secchi, Fiume e Penta.

Altro intervento di riqualificazione stradale è finanziato invece da risorse regionali per 1milione e 200mila euro e riguarderà 15 vie principali della città: Due Aie, Adua, Cecchi, Principi di Savoia, Madonna di Costantinopoli, Roma, corso Galliano, Grassi, Napoli, Duca degli Abruzzi, Regina Elena, Fieramosca, Scapigliari, Volta e Kennedy. Tornando a Santa Caterina, a breve dovrebbero ultimarsi anche i lavori di ricostruzione della rotonda di lungomare Cantù (foto) crollata nell’inverno appena trascorso, sulla quale gli operai lavorano da aprile.

“La città è un cantiere a cielo aperto – dice il vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici, Oronzo Capoti – grazie a uno sforzo economico, di professionalità e prima ancora di programmazione di cui siamo fieri. Non è solo una questione di decoro ma di sicurezza e tutela dei nostri concittadini, perché la corretta manutenzione delle strade è il primo antidoto agli incidenti. Sappiamo che il lavoro da fare è enorme ma gradualmente stiamo recuperando terreno. Solo chi è in malafede non vede tutto quello che stiamo facendo per migliorare la nostra città”.

Stefano Manca

Nardò – Dalla fiaccolata in ricordo di Sergio Ramelli alla proiezione di un film che racconta i “fascistelli”: Nardò continua a commemorare la destra italiana. Stavolta lo fa nel Chiostro dei Carmelitani, domani 26 maggio alle 17.30 (ingresso libero), con la proiezione del film “Fascistelli” diretto da Stefano Angelucci Marino, autore anche dell’omonimo romanzo. Alla presenza del regista il pubblico seguirà la storia di un adolescente degli anni Novanta che si ribella alla monotonia della vita di provincia e ai “compagni”. Prodotta attraverso un’azione di crowdfunding, la pellicola è un viaggio tra i giovani militanti missini passati col crollo della Prima Repubblica dal Fronte della gioventù ad Azione giovani, movimento della destra più recente rappresentata da Alleanza Nazionale (da sinistra Mellone e l’autore).

«Ho chiesto all’Amministrazione comunale di Nardò – afferma Angelucci Marino – di ospitare il film perché sono molto curioso di vedere questo laboratorio politico nazionale, che ha visto una generazione di ragazzini costruire una propria proposta politica e affermarsi alla guida di una città di piccole dimensioni ma molto importante nel panorama pugliese e del Sud Italia». E il Comune non si è tirato indietro (proprio il Sindaco Mellone da giovanissimo fu di Azione giovani sia presidente cittadino che dirigente regionale) ed ha promosso l’evento ospitandolo in un immobile comunale. «Angelucci – dice il primo cittadino – è un operatore culturale poliedrico e molto interessante, che eccelle nelle produzioni artistiche ed è protagonista della diffusione della cultura teatrale nel territorio frentano. Ha scelto di conoscere Nardò e di presentare qui il suo lavoro. Ne siamo veramente onorati». Qualche indizio che a Nardò la destra trovi terreno fertile tuttavia si può individuare. Un mese fa il sindaco ha partecipato alla fiaccolata, patrocinata dal Comune, per ricordare il giovane missino Sergio Ramelli assassinato da avversari politici nel 1975 senza però, pochi giorni prima, prendere parte alle celebrazioni istituzionali del 25 Aprile e la Liberazione. Alle ultime elezioni politiche CasaPound, che a livello nazionale non ha raggiunto il 2%, a Nardò ha sfiorato il 7%.

Dall’altra parte della barricata c’è chi minimizza e chi si preoccupa. Tra i “preoccupati” c’è l’Anpi di Lecce, che ha spesso “litigato” con Mellone su fascismo e antifascismo; il movimento politico Nardò Bene Comune, che recentemente ha presentato in città il fumetto di satira antifascista “Quando c’era lui”; infine, lo scorso 10 aprile a Casarano la segretaria della Cgil di Lecce, Valentina Fragassi, ha annunciato che il sindacato ha scelto Nardò per un incontro sui temi dell’antifascismo da tenere il prossimo 25 luglio.

Stefano Manca

Nardò – «Il personale di Polizia locale è sotto organico e il Sindaco non solo non risponde alla richiesta di un tavolo tecnico ma addirittura sposta un agente all’Ufficio anagrafe»: la polemica, ancora una volta, la innesca Antonio Romeo, Rsu del Comune di Nardò e dirigente provinciale Uil. «In data 5 aprile 2018 – scrive Romeo – la Uil Fpl richiedeva al Sindaco di Nardò l’avvio di un tavolo tecnico per affrontare i problemi relativi all’attuale dotazione organica del Comune. In particolare, si chiedeva di affrontare l’aspetto del personale in servizio nella Polizia locale, vistosamente sotto organico a fronte dei pensionamenti avvenuti, e del carico di lavoro notevole sulle unità attualmente in servizio. A tale nota – attacca il sindacalista neretino – non c’è mai stata una risposta, né positiva né negativa. Un silenzio assordante e irrispettoso».

A irritare ancor di più il rappresentante Uil è un’altra recente decisione dell’Amministrazione comunale: lo spostamento di un dipendente della Polizia locale all’Ufficio Anagrafe, avvenuto il 22 maggio tramite il meccanismo della mobilità interna. «Uno spostamento immediato – denuncia Romeo – volto a svuotare ancora di più il numero della forza lavoro in servizio, con un ulteriore carico di lavoro sui dipendenti. Scelta irragionevole e incomprensibile se si pensa che l’Amministrazione comunale chiede costantemente sforzi maggiori alla Polizia locale in termini di presenza sul territorio, soprattutto in previsione dell’estate, al punto che il Comandante della Polizia locale ha appena emanato una circolare annunciando lo stop delle ferie per il mese di giugno “per esigenze di servizio”».

Infine, da Romeo la richiesta al sindaco Giuseppe Mellone di fare un passo indietro in merito a tale atto. «Stiamo procedendo – conclude infatti Romeo – a inviare al Segretario generale e al Sindaco una richiesta di annullamento dell’atto di mobilità, valutando anche successive azioni sindacali senza escludere uno stato di agitazione tale da portare il problema sul tavolo del Prefetto di Lecce».

Nardò – Brutto incidente stradale, fortunatamente senza vittime, stasera attorno alle 19 nel centro storico. Due ragazzi a bordo di uno scooter sono finiti nello studio di due professionisti neretini che si trova di fronte alla chiesa di San Domenico, a pochi metri dalla centralissima piazza Salandra. L’impatto violento ha portato a sfondare portone e vetrata del locale. I due sono finiti direttamente nello studio, dove in quel momento era presente uno dei due professionisti in compagnia di un amico. I vetri e il portone sono “volati” nella stanza, causando graffi e ferite ai malcapitati. Sul posto Polizia locale, Carabinieri e un’ambulanza del 118, che ha trasportato all’ospedale di Copertino il ragazzo che era alla guida del ciclomotore e un 40enne che in quel momento si trovava casualmente nello studio.

Per il professionista titolare dello studio “invaso” dal ciclomotore solo tanto spavento ma niente danni fisici; illeso anche l’altro ragazzo a bordo del ciclomotore (quello che, pur non essendo alla guida, secondo alcune testimonianze pare fosse il proprietario del veicolo). In quel momento proprio nei pressi della chiesa di San Domenico erano presenti, oltre a qualche comitiva di turisti, decine di persone per la “classica” passeggiata al tramonto nella città vecchia. Purtroppo rovinata da questo terribile episodio, che poteva avere conseguenze peggiori. Va poi ricordato un altro elemento: il luogo teatro dell’incidente ricade nella cosiddetta “area monumentale” ed è pertanto interdetto al traffico 24 ore su 24, eccezion fatta per uno sparuto numero di residenti ai quali è consentito il transito. Lo scooter poteva quindi attraversare la zona?. Intanto il centro storico torna alla ribalta per un altro fatto non proprio positivo.

Nardò – Lungo weekend d’arte a Nardò per l’ultima domenica di maggio. Due gli eventi a partire da domani 25 maggio. Il primo: in piazza Cesare Battisti alle 17 il Centro Studi “Arte e Cultura” di Nardò, con la collaborazione dell’amministrazione comunale, inaugura la 23esima edizione di un’estemporanea di pittura a tema libero che proseguirà venerdì 25 e sabato 26 maggio. Sabato mattina alle 9 l’estemporanea, alla quale hanno aderito pittori da tutta Italia, “trasloca” nel piazzale dei magazzini Brikò di viale Aldo Moro. Infine una commissione individuerà i tre migliori lavori; previsti premi in denaro da 400, 350 e 250 euro. Cerimonia finale sabato 26 maggio alle 20.30 in piazza Cesare Battisti.

Grande attesa anche attorno alla mostra “E sulla pelle, Asfodeli”, personale dell’artista e antropologa italoamericana Noel Emila Gazzano, nome presente in diverse esposizioni e collezioni private italiane ed estere. La mostra, patrocinata dal Comune, aprirà i battenti domani 25 maggio inaugurando “Project Space Salento”, neonato spazio espositivo nel cuore del centro storico in via Lata, 74 (art director Davide Mengoli). Per l’occasione le opere della Gazzano rimarranno a Nardò fino al 29 giugno. Arte visiva, performativa e relazionale fondata nella ricerca antropologica, tecniche miste su tela e video relazionali creati con la comunità animeranno quindi il centro storico neretino, anche grazie al video “Nardò vola”, con cui l’artista ha chiesto ai neretini di esprimere un desiderio. Noel Gazzano, infine, si occupa da anni di diritti umani, donne, migranti e terre inquinate con particolare attenzione alla Puglia. Per il suo impegno ha ricevuto numerosi riconoscimenti.

Nardò – Accoglienza turistica e mobilità locale: Comune e privati scaldano i motori in attesa dell’estate 2018. Palazzo Personè ha annunciato in queste ore il sistema di mobilità turistica che da giugno interesserà la città e, soprattutto, turisti e visitatori. Si tratta di taxi boat, apecalessinio e minibus elettrici. L’obiettivo è quello di associare la mobilità con vere e proprie immersioni nel paesaggio e nella storia di Nardò, tra itinerari e percorsi sostenibili. Il Comune ha affidato tale servizio di taxi boat, api calessino e minibus elettrici (beni acquisiti nell’ambito del Sac Arneo-Costa dei Ginepri), all’impresa “Salento Open Tour”.

Da giugno al 30 settembre ogni giorno un taxi boat, dalle 9.30 alle 20 partirà dalla darsena di Santa Caterina per visite guidate su prenotazione. Due gli itinerari, di circa due ore ciascuno: uno Portoselvaggio-Torre Uluzzo-Palude del Capitano-Sant’Isidoro, l’altro Santa Maria al Bagno-Quattro Colonne-Montagna Spaccata. Previsto anche un itinerario archeologico in mare in collaborazione con il Museo della Preistoria. Costo: a partire da 15 euro a persona.

Altro servizio sarà quello degli apecalessini, con tre itinerari. Ogni giorno partenze da piazza Salandra per visite guidate di un’ora nel centro storico nelle fasce orarie 9.30-12.30 e 18-22. Costo: da 5 euro a persona. Secondo itinerario: giro panoramico di trenta minuti, al costo di cinque euro a persona, nelle marine di Santa Caterina e Santa Maria al Bagno. In questo caso il servizio sarà attivo il martedì, giovedì, sabato, domenica nei mesi di giugno e settembre e tutti i giorni a luglio e agosto. Fasce orarie: 9.30-12.30 e 18-22. Terzo itinerario: Parco di Portoselvaggio, con collegamento tra aree di sosta e ingressi al Parco, nei pressi di Villa Tafuri e a Torre Uluzzo. Le api calessino effettueranno su richiesta anche trasferimenti tra le due marine, dalla stazione ferroviaria e dalla fermata di SalentoinBus verso b&b e altre strutture ricettive neretine. Infine, al costo di 2 euro a persona si potrà visitare Portoselvaggio anche a bordo di minibus elettrici da 13 posti tutti i giorni, da giugno a settembre, nella fascia oraria 9-20.

«Per la prima volta in maniera così strutturata – ha dichiarato l’assessore al Turismo Giulia Puglia (foto) – è offerta al turista la possibilità di vivere la città integralmente, spostandosi in modo veloce e sostenibile tra i suoi angoli più belli. Abbiamo fatto un lavoro faticoso per mettere le tessere al posto giusto in questo mosaico che è il sistema di mobilità turistica, grazie al quale valorizziamo davvero Nardò e per cui la città non credo abbia nulla da invidiare a località più blasonate del Salento e della Puglia, che però hanno un vantaggio innegabile per aver programmato molti anni prima di noi». L’assessore al Turismo si sofferma anche su un’altra recente iniziativa finalizzata all’accoglienza turistica: il corso gratuito d’inglese, appena terminato, che il Comune ha organizzato nei mesi scorsi per commercianti e operatori turistici. Il 22 maggio al Chiostro dei Carmelitani sono stati consegnati gli attestati di partecipazione a commercianti, gestori di strutture ricettive, ristoratori, camerieri, ecc. che hanno seguito le lezioni. Le attività didattiche, coordinate dalla cooperativa Fluxus, sono state affidate alle insegnanti Alessandra Greco, Maria Mollone (madrelingua inglese) e Debbie Stacey (inglese residente a Nardò da pochi mesi). «È stata una esperienza molto utile – ha dichiarato in questo caso l’assessore Puglia – soprattutto per le tante persone che hanno l’esigenza di relazionarsi con ospiti stranieri. Ovviamente anche l’occasione per la città di crescere e colmare questo antico deficit dell’accoglienza. Ci sono le premesse per ripetere il corso il prossimo anno».

Mino Natalizio

Nardò – C’è tempo fino al 25 maggio per presentare progetti ed iniziative da svolgersi in estate tra Portoselvaggio e Palude del Capitano. Anche quest’anno infatti l’Amministrazione comunale realizzerà un programma “dal basso”, cioè sulla base delle proposte avanzate da soggetti (aventi i necessari requisiti di legge) attivi sul territorio nell’ambito dell’organizzazione di eventi e servizi tesi alla fruizione del patrimonio ambientale e culturale. L’avviso pubblico ha quindi l’obiettivo di raccogliere le manifestazioni di interesse e consentire infine l’elaborazione di un apposito calendario. Un calendario per il quale, precisa Palazzo Personè, non è prevista per gli operatori selezionati alcuna modalità di finanziamento delle attività inserite visto che il sostegno è circoscritto all’inserimento nel calendario comunale degli eventi, perciò a scopo esclusivamente divulgativo e promozionale.

L’istanza dovrà pervenire in busta chiusa a mezzo pec (protocollo@pecnardo.it), con raccomandata A/R, vettore autorizzato o con consegna a mano entro le ore 12 di venerdì 25 maggio all’Ufficio Protocollo di piazza Cesare Battisti, 1. Per ulteriori informazioni, si precisa in una nota, è possibile chiamare il numero 0833.838252, scrivere all’indirizzo giuseppe.tarantino@comune.nardo.le.it o consultare il sito istituzionale del Comune. «L’obiettivo – ha spiegato l’assessore all’Ambiente Mino Natalizio (foto) – è, da un lato, coinvolgere gli operatori promuovendo le loro attività attraverso un calendario organico, dall’altro offrire adeguati servizi ai fruitori del parco, con iniziative di ogni tipo ma rispettose del contesto». Nell’estate 2017 Portoselvaggio fu meta di escursioni organizzate e bicitour ospitando, nella Masseria Torre Nova, anche un’apprezzata rassegna teatrale.

Nardò – Ricevere un passaggio in auto per andare a effettuare una visita medica o per svolgere commissioni, non avendo altri mezzi. Destinatari del servizio gratuito saranno anziani, disabili e coloro che per varie ragioni sono impossibilitati a muoversi. È la sintesi del progetto “Noi con voi”, con il quale l’Amministrazione comunale garantirà il trasporto ai cittadini neretini in difficoltà. Il servizio sarà gestito dall’azienda “Gms Global Mobility System”, la quale concederà al Comune in comodato d’uso gratuito un Fiat Doblò attrezzato per trasporto disabili (fino a tre passeggeri) e una Fiat Punto.

I mezzi messi a disposizione, fa sapere il Comune, sono frutto delle risorse finanziarie derivanti dalla locazione agli operatori economici locali di spazi pubblicitari sulla superficie esterna dello stesso mezzo. Il comodato ha la durata di due anni ed è rinnovabile. «L’integrazione delle persone diversamente abili, degli anziani e di tutte le persone svantaggiate – ha dichiarato l’assessore al Welfare Maria Grazia Sodero (foto) – è una mission importantissima per l’Amministrazione comunale e per enti e organismi che offrono servizi di carattere sociale. Peraltro, così come strutturato, il progetto costituisce una utilità, oltre che per i diretti beneficiari, anche per l’amministrazione comunale che può garantire il servizio, e per il tessuto imprenditoriale, per il quale può essere un ottimo veicolo di promozione».

Nardò – Riqualificazione di Sant’Isidoro, incontro “esplorativo” e progetti annunciati. Nei giorni scorsi l’assessore all’Ambiente Mino Natalizio e il consigliere delegato alla pesca e alla valorizzazione delle risorse del mare Giuseppe Verardi (foto), hanno incontrato nella marina operatori economici e residenti per informarli che il Comune parteciperà a un bando Por Puglia 2014-2020 teso a promuovere il patrimonio naturale. La prima consultazione, fa sapere Palazzo Personè, è utile a valutare criticità ambientali e logistiche di Sant’Isidoro e portata dell’intervento. Ai rappresentanti della marina è stato illustrato il progetto che, se finanziato, andrà ad eliminare il cemento dalla costa, sostituendolo con più verde e piste ciclabili. In particolare, gli interventi attraverseranno il litorale in un’area che va dalla torre costiera al confine con le aree interessate dalle attuali attività del “Jolly Mare”. Si “metterà mano” anche alle zone di sosta pedonale e all’area antistante i giardini pubblici che dovrebbe essere resa ordinata e distinta tra piste ciclabili e pedonali e aree di sosta per gli autoveicoli. Spariranno, assicura l’Amministrazione neretina, edifici privi di concessione demaniale, recinzioni, aree che appartenevano al litorale sabbioso oggi trasformate in parcheggio e reti infrastrutturali che limitano la visuale.

«Se il progetto dovesse essere finanziato – dichiara il consigliere comunale Giuseppe Verardi – sarebbe una svolta straordinaria per Sant’Isidoro, che ha una caratterizzazione strutturale e ambientale vecchia di molti decenni. Il progetto prevede tanto verde e l’eliminazione del cemento, oltre a cospicui interventi di arredo urbano». Verardi promette però che anche in caso di mancato finanziamento la marina non sarà privata di attenzioni e interventi: «A prescindere dal finanziamento – conclude infatti il consigliere delegato – l’amministrazione comunale ha tracciato la strada per la riqualificazione della marina che certamente nel corso degli anni passati non ha avuto la stessa attenzione riservata alle altre. Questo è un progetto molto valido, ma se non dovesse avere riscontro finanziario con questa misura, lo candideremo alle prossime e cercheremo altre opportunità per avere a disposizione risorse che ci consentano di intervenire». Nel frattempo, proprio nei giorni scorsi, a Sant’Isidoro in via Giusti è stato realizzato un rialzo pedonale e sono stati annunciati ulteriori interventi di eliminazione del cemento dalla scogliera anche in località Quattro Colonne, nella marina di Santa Maria al Bagno.


Nardò – I dipendenti del Comune non hanno ancora percepito i premi di produttività 2017 e i sindacati scrivono al Sindaco, all’assessore preposto e ai dirigenti diffidandoli. A firmare l’istanza inviata in mattinata a Palazzo Personè sono i sette rappresentanti sindacali unitari appena eletti alle elezioni dei Rappresentanti sindacali unitari (Rsu) del pubblico impiego dell’aprile scorso: per la Cgil Maria Grazia Bove, Daniele De Braco e Ciro Lamanuzzi; per la Cisl Giuseppina Cacudi; per la Uil Tommaso Spagna, Luigi De Benedittis e Antonio Romeo. I tre sindacati denunciano che “i termini di erogazione stabiliti dal contratto (entro il marzo dell’anno successivo, ndr) risultano ampiamente superati” e pertanto “si diffida codesta Amministrazione ad adempiere alla liquidazione delle somme spettanti ai singoli dipendenti entro trenta giorni”.

Gli Rsu vanno anche oltre e accusano lla Giunta guidata da Giuseppe Mellone di una “caduta di stile nel gestire le relazioni sindacali, di mancato riscontro alle comunicazioni inoltrate e scarsa considerazione dei lavoratori e del sindacato in generale”. I numerosi solleciti fin qui inoltrati, sostsnegono i rappresentanti dei dipendenti comunali, sono tutti rimasti senza risposte “in un inaccettabile e ingiustificabile silenzio” «Abbiamo grosse difficoltà nel comprendere – dichiarano i sette sindacalisti – le motivazioni di tale atteggiamento da parte dell’Amministrazione comunale. La speranza che noi riponiamo è che il Sindaco comprenda le esigenze dei lavoratori e proceda al pagamento delle spettanti somme della produttività, al fine di evitare incresciosi e antipatici contenziosi, che per noi come Rsu, rappresenterebbero comunque un fallimento». (da sinistra, Cacudi, Romeo, Lamanuzzi)

***Ieri sera, con le scuse, ci è giunta una precisazione: le dichiarazioni di cui al secondo paragrafo, sono da intendersi a nome della sola Uil Fpl, dirigente provinciale Antonio Romeo, e non della Rsu.

Nardò – Rete sanitaria, impegni e delusioni: dalla minoranza arriva un’interrogazione a Sindaco e Giunta comunale. A chiedere spiegazioni è il vicepresidente del Consiglio comunale Giancarlo Marinaci (foto), che chiede al primo cittadino Giuseppe Mellone “se e come dare attuazione agli impegni assunti in campagna elettorale in riferimento alla trasformazione dell’ex Punto di primo soccorso in Dipartimento d’urgenza e quali concrete iniziative sono state fin qui poste in essere per verificare il rispetto del Protocollo d’intesa del 2013 sottoscritto da Asl, Regione e Comune”.

E’ lo stesso Marinaci a ricordare i contenuti di quel protocollo, firmato ben cinque anni fa da Nichi Vendola e Marcello Risi, allora rispettivamente Presidente della Regione e Sindaco di Nardò. «Il 6 settembre 2013 – dichiara Marinaci – venne sottoscritto il Protocollo di intesa tra Regione Puglia e Comune di Nardò sulla riconversione della struttura ospedaliera “Sambiasi” in Poliambulatorio di III Livello al servizio di un’utenza di circa 150mila abitanti. Nel protocollo le parti si impegnavano – ricorda l’esponente di minoranza – ad attivare ben 27 branchie specialistiche: Cardiologia, Oftalmologia, Otorinolaringoiatria, Dermatologia, Endocrinologia, Pneumologia, Centro prelievi, Gastroenterologia, Ortopedia, Medicina Interna e Centro Uva, Geriatria, Reumatologia, Urologia e Andrologia, Neurologia con elettroencefalografia, Allergologia e malattie dell’apparato respiratorio dell’infanzia, Medicina fisica e riabilitativa, Ostetricia e Ginecologia (anche preventiva) Servizi specialistici alla gestante ed alla puerpera in revisione del percorso nascita; Odontoiatria, Neuropsichiatria infantile, Oncologia, Diabetologia, Chirurgia generale, Servizi di laboratorio di analisi territoriale, Servizio di radiodiagnostica (Rx ed ecografia con Tac e diagnostica senologica), Chirurgia vascolare con ecodoppler e Terapia del dolore.

Confrontando gli ambulatori esistenti con l’elenco pubblicato nel protocollo – denuncia Marinaci – risultano mancare all’appello diverse specialità. Innanzitutto nel Poliambulatorio si fanno i prelievi ma non le analisi. Il laboratorio di analisi è stato chiuso a ottobre dello scorso anno. Non c’è, così come prevedeva il protocollo, Gastroenterologia né Medicina interna; da oltre un anno non si effettua il day-service di ipertensione arteriosa, malattie respiratorie e reumatologiche; prevista anche la Elettroencefalografia, ma mai istituita. Non ci sono i previsti “Servizi specialistici alla gestante ed alla puerpera in revisione del percorso nascita”; non pervenuto nemmeno Neuropsichiatria infantile. C’è Ematologia, che addirittura non era prevista dal protocollo, ma i servizi di radiodiagnostica si effettuano solo nelle ore diurne nonostante fossero previsti h12».

L’elenco di servizi sanitari a Nardò presenti solo sulla carta è insomma lungo e riguarda ovviamente anche i cittadini di altri centri vicini. Marinaci ne chiede conto al primo cittadino: “Che fine hanno fatto quelle promesse e quel protocollo?”.

 

Nardò – Si chiama “Pelè ’58”, è una dedica in musica pop a uno dei più famosi calciatori del mondo e a comporla è stato un neretino. Alessandro D’Elia in arte “Ginokiello”, classe 1980, è infatti l’autore di un brano musicale scritto per onorare l’ex calciatore brasiliano Pelè, leggenda vivente del pallone. Come tutte le sue canzoni, anche “Pelè ‘58” nasce in Veneto, dove D’Elia si è trasferito oltre un decennio fa per lavoro. Qui, tra le province di Padova e Treviso, partecipa ai primi concorsi canori e pubblica il minialbum d’esordio “Un Lungo Viaggio” (dicembre 2014, Ghiro Records), composto da cinque brani.

Le canzoni del neretino iniziano così a essere trasmesse da alcune radio locali settentrionali. Nel 2016 si classifica terzo alla gara canora “Vota le voci” di Trebaseleghe (Padova); nel 2017 vince il talent “The Best”; nello stesso anno è terzo al concorso “Piove è musica” ed è fra i trenta finalisti del “Festivalshow” in Friuli.
Appassionato di musica sin da bambino, tra dance hall salentine e brani “fai da te” registrati su rudimentali audiocassette, con il brano “Pelè ’58” prodotto dall’etichetta “Trb rec” D’Elia “Ginokiello” omaggia adesso il talento sudamericano. Il singolo è disponibile nei digital store e anticipa l’uscita prevista nei prossimi mesi di “Melagrana”, secondo album del 38enne neretino.

Nardò – La “Pro loco Nardò e Terra d’Arneo” replica, come annunciato, alle accuse ricevute nei giorni scorsi da un’altra associazione del territorio, denominata “Pro loco Nardò”. Va premesso che a Nardò esistono sia la “Pro Loco Nardò” (nata nel 2008 e oggi retta da Giovanni Portorico) che la “Pro loco Nardò e Terra d’Arneo” (nata nel 2014 e retta da Carlo Longo). Lo scorso 29 aprile la “Pro Loco Nardò” con un post al vetriolo su Facebook si è scagliata contro i “colleghi” della “Nardò e Terra d’Arneo”, accusandoli di aver ingiustamente ottenuto una sede a Palazzo Personè per le proprie attività, gratis e senza bando, grazie al feeling con l’Amministrazione comunale. Accuse che pertanto sono state estese anche all’attuale governo cittadino, reo secondo la “Pro loco Nardò” di aver favorito un’associazione a svantaggio dell’altra.

Adesso la “Pro loco Nardò e Terra d’Arneo” risponde punto per punto, allegando documenti a sostegno delle proprie dichiarazioni, compresa la richiesta al Comune di una sede che risale al novembre 2015 (con in carica quindi la precedente Amministrazione comunale). «La Pro loco Nardò e Terra d’Arneo non è un’associazione “neonata” – scrive il sodalizio presieduto da Carlo Longo – poiché la sua costituzione risale a luglio 2014, quando Regione Puglia e Presidente Regionale dell’Unpli (Unione nazionale Pro loco d’Italia) hanno assicurato che a Nardò non esisteva alcuna Pro Loco legittimata». A tal proposito Longo sottolinea che la Pro loco da lui presieduta, iscritta dal 2015 all’Albo della Regione Puglia, dal 29 marzo di quest’anno è anche nel Registro nazionale delle Associazioni di promozioni sociale, “altro importantissimo riconoscimento che consente di progettare e attrarre finanziamenti nel terzo settore e di essere destinataria del 5xmille”.

Poi la questione “sede comunale”, argomento da cui son partiti gli attacchi. «Ci è stata assegnata la sede al Castello, divenuto ormai contenitore culturale, solo in virtù dei requisiti posseduti e tutti gli ospiti intervenuti all’inaugurazione (il 7 aprile scorso, ndr) erano e sono a conoscenza che la “Pro Loco Nardò e Terra d’Arneo” è l’unica riconosciuta dalla Regione Puglia». Dulcis in fundo, le accuse di “politicizzazione”. «Non siamo “amici o vicini politicamente alla maggioranza di governo della città” – dichiarano dalla “Pro loco Nardò e Terra d’Arneo” – perché diversamente dalla citata Pro loco Nardò, politicizzata ai vertici e legata allo stesso partito dell’ex Sindaco della Città, “non svolgiamo attività politica diversa dalla politica del territorio”. La “Pro Loco Nardò e Terra d’Arneo”. si ribadisce, si pone, come da Statuto, come partnership importante di ogni Amministrazione comunale indipendentemente dal colore politico della stessa. La denominata “Pro loco Nardò” quali requisiti possiede? Nessuno, se non l’iscrizione all’Albo comunale delle associazioni, ottenuta dall’Amministrazione comunale precedente e senza presentazione di alcuna legittimazione della Regione e/o dell’Unpli. Orbene, la nuova legge regionale di Riordino delle Pro loco, già approvata dalla Giunta regionale e dalla Commissione regionale competente, a breve sarà definitivamente approvata. La stessa legge sancisce – concludono – che possono fruire della dicitura Pro loco esclusivamente quelle iscritte all’Albo Regionale. Da ciò si evince che tutte quelle non iscritte all’Albo Regionale, come la più volte menzionata “Pro loco Nardò”, cesseranno di esistere».

Nardò – Locali comunali e riconoscimenti istituzionali: è guerra tra due associazioni. A scatenarla è la “Pro loco Nardò”, attiva dal 2008 e attualmente presieduta da Giovanni Portorico (a sinistra). Destinataria dell’accusa è invece la “Pro loco Nardò e Terra D’Arneo”, nata nel 2014 e presieduta dal professor Carlo Longo (foto). I nomi dei due sodalizi sono simili ma guai a confondere, soprattutto di questi tempi. Nei giorni scorsi la Pro loco retta da Portorico si è scagliata via Facebook contro i “colleghi” della “Nardò e Terra d’Arneo” e contro l’Amministrazione comunale. Oggetto del contendere alcuni locali di Palazzo Acquaviva che il Comune ha di recente concesso gratuitamente alla Pro loco presieduta dal professor Longo. Ignorando così la “più anziana”, secondo l’accusa, peraltro iscritta all’Albo delle associazioni comunali.

L’inaugurazione della nuova sede della “Pro loco Nardò e Terra d’Arneo” è avvenuta lo scorso 7 aprile a Palazzo di Città, alla presenza di svariate istituzioni del territorio. Il sodalizio di Portorico non ci sta a questa assegnazione e parla di delibera “clientelare e ingiusta”: «La Giunta comunale guidata dal “Sindaco di Tutti” Giuseppe Mellone tradisce le aspettative della Pro loco Nardò nel decennale della sua costituzione e con una delibera clientelare e ingiusta assegna la sede nel Castello degli Acquaviva a una neonata Associazione presieduta dal professor Carlo Longo, vicina politicamente all’Amministrazione in carica e senza alcun bando».

La “Pro loco Nardò”, che nel frattempo ha lanciato un appello chiedendo ai concittadini di mettere a disposizione spazi per progetti e iniziative, ricorda poi gli eventi realizzati in questi anni nel centro storico come le tre edizioni del “Presepe Vivente” e le due edizioni di “Borgo in Festa”, “manifestazioni super partecipate e riuscite sulle quali si sta mettendo sopra una pietra tombale”. Circa i locali comunali passati di mano, si ribadisce l'”ingiustizia”: «Si tratta di un’assegnazione ingiusta fatta a un gruppetto di persone che per mettersi in prima fila impropriamente e con abuso utilizzano il nome della “Pro loco Nardò”. Proprio nell’anno del decennale pensiamo al nostro concittadino che tanto lavorò per costituirla, Paolo Zacchino (esperto di storia, arte, tradizione e cultura neretina scomparso nel 2013, ndr), che come noi non avrebbe sicuramente accettato lo strapotere che si sta perpetrando. Per dovere di cronaca, la città deve sapere – concludono dalla “Pro loco Nardò” – che alcuni neritini capeggiati dal professor Longo e da Flavio Maglio, prima di costituire la loro Pro loco avevano chiesto di far parte della “Pro loco Nardò” ma dopo alcune riunioni congiunte, preso atto che lo Statuto non consentiva loro di entrare da subito nel Direttivo, decisero di costituire un’altra Pro loco appropriandosi del nome e aggiungendo “Terra d’Arneo”».

Interpellata sull’argomento, la “Nardò e Terra d’Arneo” ha fatto sapere che per il momento non intende replicare ma che nei prossimi giorni risponderà punto per punto.

NardòSanta Caterina chiusa al traffico ma raggiungibile con navette gratuite e musei aperti per accogliere turisti e locali. Sono le novità riguardanti la festa del Primo Maggio a Nardò. Partiamo dal piano traffico di Santa Caterina, dove si è deciso di intervenire per tempo poiché la marina il Primo Maggio è meta di migliaia di salentini (e non solo) per la tradizionale apertura del “Barrueco”, locale che in questa data inaugura la stagione con eventi musicali molto partecipati. Per questo motivo, e anche per evitare i disagi automobilistici puntualmente registrati negli anni scorsi, l’Amministrazione comunale ha programmato, di concerto coi commercianti della zona, modifiche e limitazioni alla viabilità. Dalle 10 alle 22 è vietata la circolazione di tutti i veicoli sul tratto di via Cantù compreso tra via Giordano e via Verga. Per questo, i veicoli che circolano su via Cantù con direzione di marcia Santa Maria al Bagno, saranno deviati su via Giordano e via Sardegna. Per lo stesso intervallo orario è stata stabilita l’inversione dell’attuale senso unico di circolazione su via Verga con ingresso da via Sardegna e direzione di marcia verso via lungomare Giulio Verne.

Dalle 15.30 alle 20.30 (salvo modifiche impartite al momento dalla Polizia Locale) è interdetta la circolazione stradale di tutti i veicoli in ingresso a Santa Caterina, eccetto residenti e veicoli autorizzati. Di conseguenza, i veicoli su strada Santa Caterina provenienti da Nardò con direzione Santa Caterina, giunti al bivio con strada Cucchiara dovranno proseguire su quest’ultima (direzione Sant’Isidoro). I veicoli invece provenienti da Sant’Isidoro/strada Cucchiara e diretti a Santa Caterina, dovranno proseguire su strada Santa Caterina in direzione Nardò. Inoltre sarà invertito l’attuale senso unico di circolazione su strada Torre Santa Caterina con ingresso da via lungomare Emanuele Filiberto e direzione di marcia verso strada Santa Maria. I veicoli in circolazione su lungomare Emanuele Filiberto, provenienti da Santa Maria al Bagno con direzione di marcia Santa Caterina, giunti all’intersezione con strada Torre Santa Caterina dovranno proseguire su strada Torre Santa Caterina in direzione strada Santa Maria. Da divieti e limitazioni sono ovviamente esclusi i veicoli di emergenza e di sicurezza.

Per ridurre l’uso dei veicoli, l’Amministrazione comunale ha predisposto un servizio di bus navetta continuo e gratuito dalle 16 alle 21: come accade in estate, punto di partenza e arrivo sarà l’area parcheggio di Posto di Blocco. Qui si potranno lasciare vetture e ciclomotori e utilizzare la navetta con fermata unica a Santa Caterina, a pochi passi dalla “movida”.

Nardò – Illuminazione votiva, estromessa la ditta e il canone si “sgonfia”. È stata scritta la parola fine al braccio di ferro giudiziario tra l’impresa “Borgia”, che dal 1991 gestiva l’illuminazione del cimitero, e il Comune di Nardò. Quest’ultimo nei giorni scorsi ha avuto la meglio nei tribunali e la conduzione delle lampade votive è ora in mano alla società “Ariete srl”. La novità più rilevante di questa sostituzione riguarda il canone annuo del “lumino”, che dal 2019 sarà di 13 euro iva inclusa contro i 23.31 pagati finora. Il nuovo costo rimane naturalmente comprensivo degli altri servizi collegati: controllo funzionalità e sicurezza degli impianti, call center per l’utenza e assistenza alla sottoscrizione dei contratti. L’allaccio/distacco ammonterà invece a cinque euro. Modalità di pagamento e scadenze: i versamenti per il 2019 si effettuano entro il 31 ottobre 2018 con bonifico. “Chi ha già pagato il canone alla ditta Borgia per gli anni successivi al 2018 – fanno sapere dal Comune – dovrà presentare la ricevuta di pagamento all’Ufficio Tributi (primo piano dell’ex tribunale)”.

La querelle giudiziaria ha inizio a settembre 2017, quando Palazzo Personè procede alla revoca della convenzione e alla risoluzione del contratto dopo aver riscontrato carenze di manutenzione degli impianti. La ditta non ci sta e fa ricorso al Tar. Pochi giorni fa il Tribunale ha ritenuto legittima e giustificata la mossa del Comune e del suo legale, l’avvocato Paolo Gaballo. In particolare, il giudice amministrativo ha accertato gli inadempimenti “così come contestati dal Comune”, condannando la ditta al pagamento delle spese legali.

Il “caro-lumini” è stato un argomento molto presente due anni fa nella campagna elettorale dall’attuale sindaco Giuseppe Mellone e del suo movimento, Andare Oltre. «Il nostro obiettivo – ha dichiarato soddisfatto il primo cittadino – è sempre stato quello di dare ai cittadini un servizio efficiente, considerati i molteplici inadempimenti del vecchio gestore certificati anche dal giudice amministrativo. Voltiamo pagina dopo 27 anni con un servizio finalmente sicuro e all’altezza, contenti di poter chiedere ai cittadini costi molto diversi dal passato, cioè quasi la metà di quanto pagato sinora». Stessa linea di Gianluca Fedele (nella foto con Mellone), capogruppo in Consiglio comunale di Andare Oltre e delegato ai servizi cimiteriali: «Le imprese costruttrici – ricorda – potranno avvalersi di ditte diverse per l’allestimento elettrico di colombari e cappelle, crolla poi l’obbligo di predisporre una lampada per ogni loculo anche quando non se ne avverte la necessità e si potrà persino prevedere l’utilizzo di altre fonti energetiche, sinora negate. Con la ditta Borgia – rivela poi l’esponente di maggioranza – dopo il nostro insediamento vari sono stati i tentativi di trattativa, anche privata, per raggiungere un accordo ma dalla barricata opposta vi è stata una totale e decisa blindatura. Tale irragionevolezza ci ha condotti verso un clima che si è via via gelato”.

 

Nardò – Inaugurata oggi presso la “Casa degli Artisti di Chagall” di Haifa, importante porto e centro industriale dello Stato di Israele, la “Mostra Internazionale di Arte Naif”. Visitabile fino al 19 maggio, si tratta di un’esposizione di pittori provenienti da tutto il mondo. Tre gli italiani, fra i quali il neretino Maurizio Maglio (foto), che così descrive i suoi due dipinti “finiti” in Israele. «Come tutte le mie opere – dichiara – anche quelle di questa mostra rappresentano uno spaccato di vita contadina vissuta da piccolo; semplici gesti di routine quotidiana forse nella mia mente si rivestono di poesia, magari con un po’ di nostalgia di quei giorni dove il mondo era ancora a misura d’uomo».
Classe 1967, Maurizio Maglio è nato a Nardò ma ha vissuto a lungo in Francia e Germania con la famiglia, emigrata per lavoro. Ha preso in mano per la prima volta tele e colori a 33 anni. La pittura è così divenuta centrale nella sua vita, anche se nel frattempo è maturata anche la passione per la scrittura e la poesia. Intanto per Maglio è in arrivo un altro traguardo artistico. Il 21 luglio presso la “Sala Borselli” dell’Auditorium del Duomo di Firenze verrà presentato il volume “Correnti artistiche internazionali a confronto nel XXI secolo”, a cura del professor Rosario Pinto. In questa pubblicazione, che sarà archiviata presso la Biblioteca “Thomas Watson” del Metropolitan Museum di New York, è stato inserito l’artista neretino.

Nardò – La sentenza della Corte dei conti di Bari, che ieri ha assolto l’ex sindaco Marcello Risi e altri 15 tra funzionari e amministratori del periodo 2011-2016 dall’accusa di aver commesso gravi irregolarità nel bilancio 2012, ha scatenato reazioni in entrambi gli schieramenti, essendo stato un tema che aveva acceso uno dei tanti scontri politici. Tutto era nato quando gli allora consiglieri comunali di minoranza Giuseppe Mellone e Oronzo Capoti – oggi sindaco e vicesindaco – aveva presentato un esposto alla Corte dei conti chiedendo di accendere un faro sul bilancio 2012 redatto della giunta Risi, “sospettando” un mancato rispetto del patto di stabilità ed uno slittamento voluto di debiti fuori bilancio all’anno seguente.

“Ora pagate di tasca vostra gli avvocati. E dimettetevi” Il consigliere comunale del Pd Lorenzo Siciliano oggi esulta: «I conti del Comune erano in perfetta regola. La Corte dei conti – dichiara – – ha posto la parola fine a una macchina del fango tenuta in moto per anni, assolvendo tutti gli ex amministratori di maggioranza finiti nel tritacarne del duo Mellone-Capoti». Alcuni di quegli ex amministratori finiti sotto accusa oggi siedono con Siciliano tra i banchi della minoranza, vedi Daniele Piccione (capogruppo Pd) e Roberto My (Art.1). «La Corte dei Conti pone invece un decisivo interrogativo – conclude – sulla gestione di Mellone, Capoti, Lupo e tutta la loro fallimentare amministrazione, stabilendo che l’ex (oggi riassunto) Dirigente Falco, nelle sue controdeduzioni fornite alla Magistratura contabile, ha commesso un clamoroso errore. Una condanna che costerà circa 15mila al Comune per il pagamento delle spese legali. Paghino di tasca propria questa spesa resasi necessaria grazie a un esposto inutile a firma Mellone e Capoti. E immediatamente dopo rassegnino le loro irrevocabili dimissioni».

Alla richiesta di dimissioni da parte di Siciliano si associano anche la segreteria cittadina del Pd e Lucio Tarricone del Centro studi “Salento Nuovo”. «Dimettetevi – è l’appello finale del circolo neretino del Pd alla maggioranza dopo aver in una nota attaccato non solo l’attuale Giunta ma anche quella retta da Antonio Vaglio precedente all’insediamento di Risi nel 2011 – poiché un gesto di dignità salverebbe anche le vostre tasche». Tarricone affronta anche l’argomento “propaganda” e ricorda i manifesti di pochi mesi fa  (foto) “con i quali Andare Oltre metteva alla berlina Risi e gli altri consiglieri comunali, e le dichiarazioni con selfie di Mellone e Lupo” con cui si chiedevano le dimissioni di Falangone, Marinaci, Piccione e My (attualmente consiglieri comunali di minoranza).

L’assessore Lupo: “Abbiamo dato anche noi una mano a ricostruire in modo esatto i fatti”  Agli attacchi risponde per la maggioranza Tony Romano, consigliere comunale di AO. «L’assoluzione – dichiara, riferendosi all’ex sindaco Marcello Risi – è una buona notizia (anzi, complimenti!) ma in questo caso non fa di lui in automatico un mago dei conti e della finanza pubblica. Marcello Risi resterà sempre il sindaco dei bilanci di previsione approvati a Natale, della perpetua gestione in dodicesimi, delle casse lasciate completamente vuote, della mancata sorveglianza sui conti della farmacia comunale e quindi del super ammanco». Infine il commento, piuttosto atteso, dell’assessore al Bilancio Gianpiero Lupo: «La sentenza di cui si parla riguarda esclusivamente la scelta fatta dal Procuratore della Corte dei conti di verificare se, come avvenuto per il 2011, anche nel 2012 i conti del Comune fossero stati artefatti. Nel corso dell’istruttoria – prosegue Lupo – è stato necessario l’impegno da parte dell’attuale Amministrazione comunale e del dirigente preposto al fine di ricostruire in modo esatto i fatti, proprio per evitare che le sanzioni chieste dal Procuratore fossero accolte dalla Corte. Infatti, in caso condanna da parte di Risi e dei suoi, a pagarne le conseguenze sarebbe stata anche l’attuale Amministrazione con tagli di risorse, blocco delle assunzioni del personale e riduzione delle indennità delle cariche istituzionali. Può apparire paradossale – conclude – ma, almeno questa volta, gli interessi dell’Amministrazione comunale erano perfettamente coincidenti con quelli dell’opposizione».

De Tuglie: “Penso che alcuni genii dei bilanci poi tanto geniali non siano” Fuori dai cori e con la solita punta di ironia, in merito ai conti contestati dall’allora minoranza ecco infine il commento dell’ex assessore comunale (fino all’uscita dalla Giunta per un rimpasto voluto da Mellone) Graziano De Tuglie: “Penso che alcuni genii dei bilanci poi tanto geniali non siano”, ha scritto su Facebook l’ex amministratore con delega all’Ambiente.

 

Nardò – Spiagge prese d’assalto per i primi bagni di stagione e città assolata e deserta. Anche, e soprattutto, per le cerimonie del 25 Aprile. Ben tre le manifestazioni in programma: dal corteo organizzato dall’Amministrazione comunale in mattinata al raduno pomeridiano promosso dalle opposizioni con in l’assenza “eccellente” del sindaco Giuseppe Mellone dalle celebrazioni istituzionali. Anche quest’anno il Primo cittadino ha “passato la mano” al suo vice Oronzo Capoti. Eppure la sua presenza era stata annunciata sia dai manifesti che dall’ufficio stampa del Comune per quello che si sarebbe dovuto essere il suo primo 25 Aprile, una sorta di “evento nell’evento”.

La cerimonia del 29 per Ramelli Ad alimentare le polemiche anche la novità del giorno dopo (ovvero di giovedì 26) quando in città sono spuntati, sin dalla mattinata, i manifesti che annunciano per domenica 29 aprile la commemorazione di Sergio Ramelli, il giovane missino iscritto al Fronte della Gioventù assassinato nel 1975 da militanti della sinistra extraparlamentare. A questa commemorazione, patrocinata dal Comune, Mellone ha già fatto sapere che ci sarà.  «Domenica, ore 19.30, in memoria di Sergio Ramelli a 43 anni dal tragico assassinio. Fiaccolata in suo ricordo. Ritrovo al Largo della Stazione di via De Gasperi a Nardò. Ti aspetto. Pippi Mellone»: così recita l’invito apparso sui social.

Caduto l’invito alla “condivisione” Eppure, alla vigilia del 25 Aprile, era stato il presidente del Consiglio comunale Andrea Giuranna, anch’egli al suo primo 25 Aprile (un anno fa il suo ruolo era ricoperto dall’attuale assessore alla Cultura Ettore Tollemeto) ad invitare alla condivisione. «Spero vivamente – aveva detto Giuranna – che la cerimonia sia condivisa da tutti, nel rispetto dello spirito del 25 Aprile e delle istituzioni cittadine. Non a caso abbiamo voluto invitare formalmente gli ex sindaci e gli ex presidenti del Consiglio, che hanno rappresentato negli anni il Comune di Nardò, slegando così la Liberazione da appartenenze e confini politici». Invito rispedito al mittente: al tradizionale discorso in piazza Salandra ha, infatti, partecipato solo qualche consigliere comunale di maggioranza, la vicepresidente della Provincia Paola Mita e l’assessore comunale Mino Natalizio. Quanto a pubblico, al pomeriggio non va meglio agli avversari di Mellone. Ben sei le sigle che si sono date appuntamento in piazza alle 18.30: Pd, Liberi e uguali, Nardò liberal, Centro studi “Salento nuovo”, Nardò Bene Comune e Unione Democratici e Popolari. Una ventina i presenti, compresi consiglieri comunali di minoranza e promotori dell’iniziativa.

Le reazioni dell’opposizione Non tardano le reazioni, per ora della sola opposizione. Nella stessa serata di mercoledì 25 il consigliere comunale del Pd Lorenzo Siciliano ha parlato di “scorrettezza istituzionale senza precedenti”. «Per il secondo anno consecutivo da quando è stato proclamato – scrive Siciliano – il Sindaco Mellone diserta la manifestazione del 25 Aprile. Si astiene persino dal redigere un comunicato stampa con un messaggio alla comunità (il riferimento è a una nota sul 25 Aprile diffusa dal Comune prima della cerimonia contenente solo le dichiarazioni di Giuranna, ndr), mentre non si fa problemi nel concedere il patrocinio del Comune a iniziative di stampo fascista targate “Blocco studentesco” e Casapound». Toni non diversi quelli di Lucio Tarricone del Centro studi “Salento Nuovo”. «Il Sindaco Mellone lo scorso anno era in “gita”, quest’anno non sappiamo dove sia andato. Sappiamo che dopo aver, come suo solito, propagandato ai quattro venti la sua presenza alla cerimonia si è dileguato. E la sua assenza non è casuale. È voluta, calcolata. È una scelta politica. Chi si definisce “il Sindaco di tutti” – afferma Tarricone – dovrebbe dimostrare con i fatti di esserlo. Con questa gente non vi è possibilità di dialogo. E non potranno più far finta di niente nemmeno il presidente Emiliano e tutti i consiglieri regionali che lo sostengono».

 

Nardò – Tre seggi a testa a Cgil e Uil, uno alla Cisl. Così hanno deciso i dipendenti del Comune di Nardò che hanno votato per eleggere i propri Rappresentanti sindacali unitari all’interno dell’ente. Si sono infatti tenute dal 17 al 19 aprile le elezioni degli Rsu del pubblico impiego, che resteranno in carica per i prossimi tre anni. I dipendenti comunali chiamati al voto a Nardò erano 115; i votanti effettivi sono stati 102, cifra che evidenzia un’affluenza molto alta. A spuntarla per la Cgil sono stati Maria Grazia Bove (28 voti), Daniele De Braco (11) e Ciro Lamanuzzi (5); l’unico seggio Cisl è andato all’uscente Giuseppina Cacudi (13 voti); i tre Rsu “targati” Uil sono invece Tommaso Spagna (14 voti), Luigi De Benedittis (12) e Antonio Romeo (11). La Cgil con 51 voti complessivi si conferma il primo sindacato nel pubblico impiego, confermando anche a Nardò il trend nazionale; seguono Uil (37 voti complessivi) e Cisl (13). Per quanto riguarda Cgil e Cisl, tre anni fa il voto neretino tra i dipendenti comunali non diede esiti molto differenti (52 voti e 4 seggi alla Cgil, 23 voti e un seggio alla Cisl). Balzo in avanti invece della Uil, che nel 2015 con 18 voti conquistò un solo seggio e ora ne “prende” tre.

«Evidentemente dopo aver negli ultimi tempi evidenziato diverse problematiche – dichiara Antonio Romeo, neoeletto rsu Uil – siamo stati ascoltati dai dipendenti comunali chiamati al voto. Adesso l’Amministrazione dovrà sedersi al tavolo senza sottrarsi al confronto. Mancanza di personale, sovraccarico di lavoro, polizia locale al collasso, organigramma non soddisfacente: sono questi i problemi urgenti da affrontare». Esulta anche la Cgil leccese: «Nelle Funzioni Locali la Fp-Cgil diventa il primo sindacato, grazie alla conquista del 32% dei voti. Importanti affermazioni in Comuni come Lecce, Nardò (oltre il 50% dei voti) e Casarano». (nella foto da sinistra Cacudi, Romeo, Lamanuzzi)

Nardò – Compie cent’anni e la città la festeggia. Oggi infatti nella sua casa di via della Costituzione, in zona 167, Cesaria Minisgallo ha festeggiato il traguardo del secolo di vita insieme al figlio e a un gruppo di familiari e vicini di casa. Anche le istituzioni erano presenti all’appuntamento e per il Comune a portare gli auguri e consegnare una targa ricordo sono stati Maria Grazia Sodero e Andrea Giuranna, rispettivamente assessore ai servizi sociali e Presidente del consiglio comunale. Nonna Cesaria, lucida e in buona salute, ha ringraziato e augurato a tutti di raggiungere il secolo di vita, come accaduto a lei in questa giornata. Nata a Neviano ma residente a Nardò da ottant’anni, Cesaria ha tre figli, sette nipoti e un lungo elenco di pronipoti. A proposito di nipoti, una di loro non vive in Italia e ha affidato alla rete un messaggio. «Tanti auguri cara nonna per i tuoi 100 anni – è la frase apparsa sulla bacheca Facebook del Comune tra i tanti messaggi d’auguri dei neretini – e che Dio ti benedica e ti conceda una lunga salute ancora. Anche se oggi non ero presente, l’emozione dei tuoi cento giovani anni è arrivata anche qui in Germania… Con affetto, ti abbraccio forte cara nonna “Saia”. Tua nipote Giusy insieme a Salvo, Christian e Cheyenne».

Nardò – 25 Aprile, diverse le manifestazioni promosse in città da istituzioni, partiti, e associazioni per celebrare la Liberazione. Per quanto riguarda il corteo organizzato dal Comune, alle 10 partenza da piazza Cesare Battisti e deposizione di corone d’alloro a largo Caduti Guardia di finanza, piazza Umberto e piazza Salandra (foto). Qui interverranno il presidente del Consiglio comunale Andrea Giuranna e il Sindaco Giuseppe Mellone.

In mattinata in piazza Salandra è prevista anche un’altra distinta manifestazione, dal titolo “Sempre liberi da ogni fascismo!”. A organizzarla la sezione neretina dell’Anpi (Associazione nazionale partigiani d’Italia), che dalle 10 animerà un presidio antifascista: a tale raduno hanno aderito il locale circolo Arci di via Matteotti, l’associazione “Diritti a Sud” e l’Unione degli studenti.

Un terzo ritrovo in piazza Salandra è fissato per le 18.30, quando a festeggiare il 25 Aprile saranno sei sigle di partiti e movimenti riconducibili all’attuale opposizione cittadina, consiliare ed extraconsiliare: Centro studi “Salento Nuovo”, Articolo 1, Pd, Nardò Bene Comune, Nardò Liberal e Unione democratici popolari.

Una tale frammentazione, anche davanti ad una festa nazionale, ricorda le recenti commemorazioni per Renata Fonte, quando per onorare la giovane assessora comunale ed esponente dell’allora partito repubblicano assassinata nel 1984, sono state organizzate due manifestazioni separate. Altra nota di cronaca da segnalare: si tratterà del primo 25 Aprile del Sindaco Mellone. Nel 2016 l’attuale primo cittadino non si era ancora insediato (vinse le elezioni due mesi dopo) e nel 2017 era fuori città: l’anno scorso fu infatti il vicesindaco Oronzo Capoti a presenziare alle celebrazioni.

Nardò – Due classi, due agronomi, quattro insegnanti e circa quaranta bambini. Sono i numeri della terza edizione del progetto “L’orto a scuola” realizzato dall’istituto comprensivo Polo 2 “Renata Fonte” di via Pilanuova, guidato dalla dirigente scolastica Mariagiuditta Leaci. L’iniziativa è partita a dicembre con lezioni teoriche e pratiche tenute dall’agronomo Bruno Vaglio e dall’agrotecnico Antonio Orlando agli scolari delle classi primarie II e V C. Le aiuole della scuola si sono così “trasformate” in un orto zeppo di insalate ed erbe aromatiche. I bambini hanno imparato a lavorare la terra e curare le piante, davanti alle quali erano presenti cartelli con la data di semina. Lo scorso 28 marzo l’attesa festa del raccolto, come nella migliore tradizione contadina: i baby agricoltori hanno portato a casa lattughe, scarole, insalate, salvia e altri ortaggi, felice risultato di mesi di lavoro “nei campi”.
Non sono mancate anche nozioni sulle buone pratiche per evitare l’uso di pesticidi in agricoltura… con tanto di interrogazione a sorpresa. «Abbiamo imparato che i lombrichi servono a liberare la terra», ripetono in coro, ferratissimi. «Per non usare gli insetticidi – precisa un altro scolaro – abbiamo usato anche le cipolle perché tengono lontani gli insetti dannosi». Su questo punto Vaglio e Orlando insistono molto. «Si cerca di insegnare ai bambini – spiegano i due professionisti – a usare al meglio le risorse naturali. Chi viene a vedere queste piante così “in forma” pensa ci sia dietro l’uso di concime. Invece no, è stato solo preparato bene il terreno. Acqua, luce del sole, temperatura: è questo il “concime”».

«Si tratta di un bilancio positivo – dichiara la dirigente scolastica Mariagiuditta Leaci a iniziativa conclusa – a cui hanno contribuito le docenti Anna Maria Nuzzi, Maria Rosaria De Carlo, Daniela Strafella e Maria Rosaria Trifoglio, i bambini delle classi a tempo pieno II e V C, l’agronomo Bruno Vaglio e l’agrotecnico Antonio Orlando. Realizzare l’orto a scuola – prosegue – è stato un modo efficace per far apprendere i principi di educazione ambientale e alimentare nel rispetto della natura, dei suoi ritmi e dei cicli, ma anche per insegnare materie scolastiche “classiche” come scienze, matematica, geografia, storia attraverso un approccio insolito e coinvolgente: all’aperto e a diretto contatto con la terra». Sguardo ora rivolto al futuro, mentre altre classi hanno già manifestato la volontà di sposare l’iniziativa. «Questo progetto è divenuto uno dei pilastri della nostra offerta formativa – conclude la dirigente – e grazie alla collaborazione con associazioni del territorio l’istituto entrerà a far parte di una rete di scuole salentine che vivono l’esperienza dell’orto a scuola». Pertanto la semina si estenderà ed è già pronta la prossima missione: le patate e il fragoleto.

Voce al Direttore

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...