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Stefano Manca

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Nardò – Pacchi alimentari del Comune che sarebbero stati donati ai bisognosi neretini dai militanti di CasaPound: dopo la denuncia in commissariato formalizzata dall’ex sindaco Marcello Risi e candidato di Leu alle prossime Politiche, la polemica naturalmente non si placa. È lo stesso Risi a tornare sull’argomento dopo che Palazzo Personè ieri con una nota ha provato (invano) a chiarire la situazione, affermando che i pacchi destinati a circa un migliaio di neretini sono consegnati da aziende private che mettono i propri mezzi a disposizione e da “una nutrita schiera di volontari”, preannunciando infine che Risi verrà querelato.

L’ex sindaco neretino però non fa passi indietro e rincara la dose: «Le dichiarazioni del sindaco Mellone e dei suoi sostenitori sulla triste vicenda dei pacchi alimentari – afferma – fanno ridere. Non sono altro che la confessione che le schifezze che abbiamo denunciato sono tutte vere. Una ragione in più per liberare al più presto la città da questo personaggio affamato di potere che giorno dopo giorno sta trascinando Nardò nel baratro dell’indecenza. Si ripristini piuttosto la social card. Il bilancio del Comune consente di finanziarla per 3-400mila euro: vuol dire 3-400 social card da mille euro ciascuna ovvero 600-800 da 500 euro ciascuna».

La reintroduzione della “social card”, strumento soppresso dall’attuale Amministrazione sostituito proprio dai pacchi alimentari, ieri è stata invocata anche dalla minoranza consiliare perché ritenuta una forma solidaristica più discreta ed efficace, che farebbe evitare ai beneficiari “pellegrinaggi” in centro per ricevere i generi alimentari. Inoltre si annullerebbe alla radice una certa pubblicità dei dati personali dei soggetti interessati, fasce sociali deboli che le norme proteggono proprio tenendo riservate le generalità. Nel caso denunciato da Risi, queste generalità sarebbero finite in mano a persone diverse dagli addetti comunali preposti a questo servizio.

CasaPound resta accusata politicamente di aver strumentalizzato beni pubblici per scopi legati alla campagna elettorale. La formazione politica di estrema destra, va ricordato, alle prossime elezioni politiche candida nei collegi neretini Pierpaolo Giuri (uninominale Camera) e l’avvocato Felice Lecciso (uninominale e capolista nel listino proporzionale del Senato). Giuri, neretino, da diversi anni segue personalmente le problematiche delle case popolari della zona 167; Lecciso, di Trepuzzi, proprio tre mesi fa ha ottenuto dalla Giunta di Giuseppe Mellone un incarico diretto per la gestione di uno sportello comunale per gli alloggi popolari (foto).

Marcello Risi

Il sindaco Giuseppe Mellone

Nardò – La campagna elettorale per il Parlamento, in una città in cui non è mai finita quella comunale, finisce in Questura. A bussare al locale commissariato di via Duca Degli Abruzzi è stato in mattinata Marcello Risi, candidato alla Camera dei Deputati nella lista “Liberi e Uguali”. Le accuse lanciate dall’ex sindaco neretino non sono “leggere”: «Estesa attività clientelare nel Comune, con pacchi alimentari per le famiglie disagiate distribuite dai militanti di CasaPound. Sono perciò ipotizzabili gravi fattispecie di reato. La democrazia e i princìpi costituzionali presi a sputi». Va ricordato che nel collegio uninominale per la Camera dove è candidato Marcello Risi, per CasaPound corre Pierpaolo Giuri (anch’egli neretino), accusato di aver presenziato ieri 21 febbraio alle operazioni di “carico merce” a Palazzo Personè.

Risi: “Prelevati decine di pacchi dal Comune, a uffici chiusi”. «I militanti di CasaPound – accusa Risi – hanno prelevato decine di pacchi alimentari, senza effrazione. L’azione, dunque, è stata presumibilmente favorita da amministratori comunali ed è molto probabile che il sindaco Mellone ne fosse a conoscenza. Parte dei pacchi è stata consegnata a cittadini recatisi in Comune nonostante il mercoledì sia un giorno di chiusura degli uffici, e dunque presumibilmente convocati in precedenza. Decine di pacchi alimentari sono stati poi caricati su automezzi e consegnati a domicilio. L’operazione ha una connotazione meramente elettorale, tipica di censurabili pratiche clientelari. Molti gli aspetti riconducibili al fenomeno criminoso del voto di scambio, alla corruzione elettorale e altre ipotesi di reato». Risi tira dritto, fa sapere che della vicenda sarà informato anche il Prefetto di Lecce e nel frattempo si domanda: «Qual è in questa assurda e tristissima vicenda il ruolo del sindaco? Quali funzionari del Comune hanno omesso ogni controllo sulla gestione dei pacchi alimentari? Quali funzionari del Comune (se ve ne sono) possono considerarsi complici dell’operato dei militanti di CasaPound? Risultano atti amministrativi adottati contro le legge e tali da ipotizzare il reato di abuso d’ufficio? Il prelevamento dei pacchi alimentari dalla sede del Comune può ritenersi regolare oppure concretizza il reato di furto? Emergono ipotesi di appropriazione indebita? Ancora: a chi vengono concretamente destinati i pacchi? Perché i militanti di CasaPound agiscono come fossero i padroni del Comune? Come è possibile che fatti così gravi si svolgano nella sede comunale con le istituzioni (politici e funzionari) che lasciano fare, voltandosi dall’altra parte e fingendo di non vedere?».
Dall’Amministrazione: “Non militanti ma volontari benefattori”. Poche ore e arriva la replica del Comune. «Da circa 12 mesi l’amministrazione comunale distribuisce mensilmente pacchi alimentari a un migliaio di neretini, in virtù di un accordo siglato con il Banco delle Opere di Carità, associazione nazionale che coinvolgendo anche altri Comuni italiani si occupa del recupero dello spreco alimentare. Il Comune di Nardò, grazie alla collaborazione di imprese private (trasporti, frigorifero, ecc.) e ad una nutrita schiera di volontari, distribuisce centinaia di pacchi alimentari forniti alle famiglie indigenti selezionate con apposito bando in base all’Isee. Questa distribuzione avviene solitamente il mercoledì ma le esigenze particolari di alcuni beneficiari inducono ad assicurare la consegna anche in giornate diverse. I neretini che hanno bisogno, hanno bisogno anche durante la campagna elettorale, le cui dinamiche non dovrebbero intaccare la bontà di una iniziativa sociale così importante». Questa dunque la versione fornita da Palazzo Personè, che definisce quindi i “fattorini-benefattori” non “militanti di CasaPound” ma “nutrita schiera di volontari”. «Le offese e le dichiarazioni gravemente diffamatorie intorno a questa iniziativa, contenute in ricostruzioni molto lontane dalla verità – conclude la nota del Comune – saranno attentamente valutate dall’Amministrazione comunale per ogni iniziativa conseguente nei confronti della persona che le ha firmate».
Non mancano altre reazioni politiche. “Andare Oltre”, partito del sindaco Giuseppe Mellone, tramite il suo segretario cittadino Luigi Maritati va all’attacco frontale di Marcello Risi, definito tra l’altro “candidato di un partitino del 3%” e attribuendo all’ex sindaco una “strumentalizzazione elettorale” e una “ricostruzione cinematografica che avrà conseguenze non solo politiche”, con chiaro riferimento alle aule giudiziarie; le eventuali carte a favore di una versione dei fatti diversa restano però al momento coperte.
Le opposizioni: “Tra i “volontari” anche il candidato alle elezioni di CasaPound; Sindaco compiacente”. Si fa sentire anche l’opposizione con i consiglieri comunali di minoranza Lorenzo Siciliano, Daniele Piccione, Carlo Falangone, Roberto My e Giancarlo Marinaci. «Quanto si sta continuando a verificare a palazzo Personé – scrivono i cinque – rappresenta un fenomeno spregevole non più tollerabile. Quella della distribuzione dei pacchi alimentari è un’offesa alla dignità delle persone. Nel corso della serata di ieri è stata effettuata la distribuzione delle derrate alimentari e alla stessa hanno preso parte diversi aderenti all’organizzazione politica CasaPound, nonché il locale referente e candidato alle elezioni politiche del 4 Marzo. Il Sindaco Mellone è silenziosamente compiacente e dunque corresponsabile di questo fenomeno. La social card, che permetterebbe a ogni avente diritto di recarsi in maniera autonoma presso i supermercati autorizzati, è stata volutamente abolita per costringere i cittadini che versano in condizioni disagiate a questo umiliante e grottesco pellegrinaggio nel pieno centro della Città». Come preannunciato da Marcello Risi, la cui denuncia ha fatto scoppiare il caso, anche la minoranza consiliare dichiara infine che della vicenda informerà Procura della Repubblica e Prefetto, producendo un’interrogazione consiliare urgente.

 

Seclì – Il centro “Santa Laura” di Seclì mette la firma sulla trentesima edizione del Carnevale di Aradeo, conclusosi domenica 18 febbraio. I ragazzi che frequentano la residenza socio-sanitaria, che dal 2013 si occupa di disabili e anziani, si sono infatti aggiudicati il secondo posto nella classifica dei carri allegorici di seconda categoria con il carro intitolato “Il Piccolo Principe”, ispirato al famoso romanzo di Antoine de Saint-Exupéry. Ragazzi “fortemente abili”, li ha definiti il dottor Roberto Fulgido, responsabile del centro. Grazie all’aiuto delle educatrici e alla collaborazione del liceo artistico di Nardò, i ragazzi hanno così conquistato la “medaglia d’argento” in questa festosa competizione. «Un’esperienza fantastica – fanno sapere dalla struttura – in cui i ragazzi, attori principali, hanno dimostrato che attraverso tenacia ed entusiasmo, si può vincere sempre e comunque. Un ringraziamento particolare va alla proprietà del centro “Santa Laura”, la famiglia Apollonio, che credendo fortemente nei nostri progetti, ci ha permesso tutto ciò».

 

Nardò – Con il “Darwin Day” il mondo celebra a febbraio lo scienziato britannico Charles Darwin. Anche Nardò celebrerà il padre dell’evoluzionismo con un calendario di conferenze ed escursioni, tutti ad accesso gratuito, tra centro storico e Portoselvaggio. Le iniziative hanno inizio sabato 17 febbraio. Alle 16.30 al Museo della Preistoria di piazzetta Sant’Antonio incontro sul tema “Gli animali selvatici del Salento di ieri e di oggi” a cura dell’archeozoologo Francesco Colopi e laboratorio di paleontologia rivolto a ragazzi in età scolare.

Il 23 febbraio alle 9.30, sempre al Museo della Preistoria, attualmente in gestiore alla società “Nomos” di Salice salentino, in programma la conferenza “Attenti al lupo? La presenza di Canis lupus nel Pleistocene del Salento” a cura del professor Raffaele Sardella del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università “La Sapienza” di Roma. Per l’occasione è previsto un saluto da parte delle autorità cittadine e della soprintendente Maria Piccarreta. Sabato 3 marzo alle 9, infine, si terrà un’escursione nel Parco di Portoselvaggio e Palude del Capitano, con laboratori di geologia e paleontologia intitolati “A spasso con Darwin. Viaggio nell’evoluzione di Portoselvaggio”, a cura dell’archeozoologo Francesco Colopi e dei geologi Francesca Lagna e Andrea Vitale.

Anche quest’anno a organizzare il “Darwin Day” sono “R.eTe. Ricerca e Territorio” e Museo della Preistoria con il patrocinio e la collaborazione della Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio Brindisi di Lecce e Taranto e dell’assessorato ad Ambiente, Parchi e Musei del Comune di Nardò (nella foto una escursione a Portoselvaggio a cura del Museo della Preistoria).

 

Cristian Casili

Nardò – Il caso “Rimborsopoli” che ha investito il Movimento Cinque Stelle passa anche dal collegio senatoriale di Nardò. Uno dei parlamentari grillini finito nell’occhio del ciclone è infatti il leccese Maurizio Buccarella, senatore uscente ricandidato in seconda posizione nel listino proporzionale neretino del Senato. “Rimborsopoli”, va ricordato, è scoppiato quando la trasmissione tv “Le Iene” ha scovato alcuni parlamentari pentastellati che non avrebbero restituito parte del proprio stipendio al fondo per le piccole e medie imprese (gesto che il Movimento Cinque Stelle “impone” ai propri deputati e senatori) anzi, ancora peggio, avrebbero simulato di averlo fatto pubblicando online ricevute di bonifici poi annullati. Tra loro compare Buccarella. Durissima la reazione del candidato premier Luigi Di Maio: “Da noi chi sbaglia paga. Per me Buccarella è fuori dal Movimento”. L’interessato nel frattempo si è autosospeso dal Movimento e ha interrotto la campagna elettorale. Il suo nome è così “sparito” dalle locandine che annunciano i comizi del Movimento.
Sembrerebbe, almeno finora, molto meno grave la posizione di un altro membro salentino del Movimento Cinque Stelle, la senatrice Barbara Lezzi, “pizzicata” dalle Iene per un bonifico di 3.500 euro non versato nel 2014. In questo caso però i probiviri del partito non avrebbero ravvisato dolo, per cui nessuna espulsione dal Movimento. Anche la Lezzi è candidata nel collegio senatoriale di Nardò, sia nell’uninominale che come capolista al proporzionale. Un collegio colmo di big, dove a sfidare la senatrice uscente pentastellata ci saranno l’ex Presidente del Consiglio Massimo D’Alema (Liberi e Uguali), il viceministro allo Sviluppo economico Teresa Bellanova (Pd), l’ex sindaco di Otranto Luciano Cariddi (Noi con l’Italia).
Sulla vicenda “restituzioni” è intervenuto anche il consigliere regionale neretino dei Cinque Stelle Cristian Casili: «Ho restituito in questi primi due anni da Consigliere regionale 59.708 euro e continuerò a farlo fino all’ultimo giorno di legislatura. Con questi soldi e quelli dei miei colleghi abbiamo acquistato apparecchiatura elettromedicale per le pediatrie degli ospedali pugliesi e fornito altro materiale a questi delicati reparti».
Intanto domenica 18 febbraio uno dei leader del Movimento Cinque Stelle, Alessandro Di Battista, sarà a Nardò per un comizio. Attesi pullman da diversi paesi pugliesi. La sfida elettorale si infiamma.

Nardò – Al via il 18 febbraio i festeggiamenti in onore di San Gregorio Armeno, patrono della città. Ricco anche quest’anno il programma di eventi della tre giorni organizzata dal locale Comitato feste, composto da don Giuliano Santantonio (Padre Spirituale e Parroco della Chiesa Cattedrale), Cosimo Caputo (presidente Comitato), Salvatore D’Alessandro (vicepresidente), Antonio Palumbo (segretario), Mino De Benedittis (tesoriere), Antonio Rocco Pisanello (responsabile rapporto confraternite), Giancarlo De Pascalis (comitato scientifico) e un nutrito gruppo di consiglieri e collaboratori esterni.

Domenica 18 febbraio alle 10 in zona 167 passeggiata a cavallo organizzata da Cesare Bruno e in serata, alle 19.30, un concerto di musica sacra in Cattedrale. Il giorno dopo convegno sui rapporti tra Nardò e l’Armenia: alle 9.30 al Chiostro dei Carmelitani dialogheranno Carlo Coppola (segretario del centro studi “Hrand Nazariantz” e curatore del volume “Nella terra del terrore”, opera che racconta il genocidio armeno), Pantaleo Pagliula e rappresentanti di Comune, Curia e Comunità armeni di Puglia. A coordinare i lavori l’architetto Giancarlo De Pascalis. In serata, dopo la messa delle 18 la processione percorrerà le seguenti strade: piazza Pio XI, corso Garibaldi, piazza Umberto I, via Regina Elena, via Roma, piazza Diaz, corso Galliano, piazza Mazzini, via Grassi, piazza Osanna (qui la benedizione della città), piazza della Repubblica, corso Vittorio Emanuele II, piazza Salandra, via Duomo e rientro finale in piazza Pio XI.

Martedì 20, giorno di San Gregorio Armeno, messe in Cattedrale alle 7.30, 9, 10.30 e 18.30 e concerto mattutino per le vie cittadine della banda “Terra d’Arneo”. Alle 17 commemorazione delle vittime del terremoto del 1743 con i cento tocchi delle campane della torre dell’orologio di piazza Salandra e lettura di alcune cronache dell’epoca. Qui l’amministrazione comunale consegnerà una targa ai sindaci di Lecce e Galatone, Carlo Salvemini e Flavio Filoni, per ringraziare simbolicamente le due comunità per l’opera di soccorso prestata nei giorni successivi al sisma.

Gran finale con lo spettacolo pirotecnico alle 19.30 in via Falcone e Borsellino e dalle 20 in piazza Salandra l’atteso concerto di “Girodibanda” e Cesare Dell’Anna.

«Come ogni anno – ha ricordato il presidente del Comitato festa Cosimo Caputo – abbiamo riunito le risorse umane e materiali a disposizione e messo su un programma di festeggiamenti all’altezza di questa città e del suo patrono. È la festa di tutti per la cui realizzazione sento il dovere di ringraziare l’Amministrazione comunale e i tanti operatori economici che anche quest’anno hanno contribuito».


Gallipoli
– Obiettivo stabilizzazione: per questo i precari della sanità hanno incontrato in mattinata all’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce i rappresentanti provinciali di categoria  Floriano Polimeno (Cgil), Fabio Orsini (Cisl) e Antonio Tarantino (Uil). Tema dell’assemblea l’assunzione in pianta stabile dei tanti operatori della sanità pugliese, che coinvolge oltre 400 persone in provincia di Lecce tra infermieri, operatori sociosanitari (Oss), tecnici di radiologia, fisioterapisti ed altri. Va ricordato che la recente “Legge Madia” (dal nome della Ministra della Pubblica amministrazione Marianna Madia, ndr) stabilisce che tra i destinatari di assunzione a tempo indeterminato nella Pa vanno considerati anche quei lavoratori che al 31 dicembre 2017 abbiano maturato almeno tre anni di servizio negli ultimi otto anni alle dipendenze dell’amministrazione che procede all’assunzione, anche se non continuativi. Una norma della quale sta già beneficiando l’Emilia Romagna ma non ancora applicata in Puglia nonostante i direttori generali delle Asl pugliesi avessero annunciato che da gennaio 2018 si sarebbe potuto procedere con la stabilizzazione. Le tre sigle sindacali presenti all’incontro fanno sapere che se la Regione Puglia continuerà a “tergiversare” si procederà a mobilitazioni anche a Bari.

«I soldi per le stabilizzazioni ci sono – dice Leonardo Rivelli (foto in alto), infermiere precario residente a Nardò in servizio all’ospedale di Copertino – e si tratta di circa venti milioni di euro derivanti dal risparmio sulla spesa farmaceutica. Ci chiediamo se tale somma sia sufficiente a stabilizzare tutte le unità idonee». Nella fine del precariato spera anche Carmine De Marco (foto), 45enne di Tricase, infermiere al “Ferrari” di Casarano. «La legge Madia – dichiara – permette ai precari storici di essere stabilizzati nella Asl in cui operano. Sono precario dal 2007 quindi da ben undici anni. Nel mio bagaglio professionale c’è anche la vincita del “concorsone” di Bari. Eppure non avevo i requisiti per rientrare nella precedente stabilizzazione, perciò sono rimasto in attesa. Ho lavorato un po’ in tutta la Puglia: la Bat, poi tre anni a Taranto e da quattro a Casarano. Ho una famiglia con una figlia, quindi serve stabilità economica. Ho 23 anni di servizio e 45 di età – conclude – e penso di aver raggiunto tutti i requisiti necessari, tra poco anche quello della pensione».

 

 

Nardò – I collegi neretini di Camera e Senato? Entrambi al centrodestra. A dirlo è un “fresco” sondaggio di Repubblica, che da ieri sta facendo discutere non poco candidati, elettori e osservatori. Secondo questo studio elaborato da Salvatore Vassallo, professore ordinario di Scienza politica e Analisi dell’opinione pubblica all’Università di Bologna, nel collegio uninominale neretino della Camera dei Deputati vincerebbe Andrea Caroppo (centrodestra, di Maglie). L’avvocato classe ’79 , ex fittiano da qualche mese passato alla Lega di Matteo Salvini, la spunterebbe con il 37.34% dei consensi. Dietro di lui Soave Alemanno del Movimento Cinque Stelle (31.74%, di Nardò) e, in terza posizione, il centrosinistra del Pd Sergio Blasi (Melpignano), che si fermerebbe al 21.42%. Resterebbero fuori dal podio, stando a tali numeri, l’ex sindaco di Nardò Marcello Risi (Liberi e Uguali) e i candidati “estremi” di CasaPound e Potere al Popolo. Stesso esito all’uninominale del Senato: l’ex sindaco di Otranto Luciano Cariddi (Noi con l’Italia) col centrodestra avrebbe la meglio (37.87%) sulla senatrice uscente del Movimento Cinque Stelle Barbara Lezzi (30.89%) e la Pd Teresa Bellanova (21.57%). Di clamoroso, in quest’ultima proiezione, ci sarebbe, se confermato, il deludente risultato di Massimo D’Alema (Liberi e Uguali). Va però ricordato che D’Alema, Lezzi e Bellanova sono capilista nei rispettivi partiti anche nel listino proporzionale: quindi il loro biglietto per Roma è praticamente sicuro.

Il sondaggio di Repubblica, come si diceva, fa rumore. Il consigliere comunale Pd Lorenzo Siciliano (sostenitore di Sergio Blasi) ieri ha rivolto un appello agli elettori di centrosinistra senza risparmiare attacchi agli ex compagni di partito di “Liberi e Uguali”: «La formazione di D’Alema è fuori dai giochi ovunque. Stanno combattendo una battaglia esclusivamente per sottrarre consenso al Partito democratico. È evidente che chi vota per Liberi e Uguali regala automaticamente la vittoria alla destra più estrema. E compiere questo atto irragionevole, deleterio per il nostro territorio è clamorosamente irriguardoso nei confronti di questa terra che ha pagato lungamente lo scotto delle politiche leghiste in vent’anni di governi Bossi-Berlusconi».

Nel frattempo il professor Vassallo ha spiegato i criteri utilizzati per la realizzazione di questo sondaggio: «Lo studio si basa sui sondaggi delle ultime due settimane, ma anche sui flussi da un partito all’altro applicati ai risultati delle politiche 2013 in ogni collegio del Rosatellum. Le simulazioni qui pubblicate – ha spiegato il docente a Repubblica – non derivano da un singolo sondaggio ma sono il prodotto di una mia personale elaborazione, svolta sulla base di una molteplicità di fonti, tra cui anche i dati di due rilevazioni campionarie cortesemente messe a mia disposizione da Swg, da cui ho ricavato una “matrice dei flussi”, cioè degli spostamenti dell’elettorato da un partito all’altro, differenziati per macro-aree, che ho applicato ai risultati elettorali del 2013 in ciascun collegio del Rosatellum».
Stefano Manca

Nardò – “Ecomostro abbattuto e tanti saluti alle ranocchie gracidanti”. Esulta così il primo cittadino Giuseppe Mellone dopo la demolizione dell’incompiuta di via Incoronata, il cui abbattimento era iniziato lo scorso 12 dicembre alla presenza – tra gli altri – del governatore Michele Emiliano, che applaudì all’iniziativa per certi versi simile all’abbattimento dei palazzoni di Punta Perotti a Bari. Ieri i mezzi meccanici dell’impresa Gesmundo di Bari hanno terminato l’intervento progettato dall’architetto Elisabetta Ferrocino e dal geometra Salvatore Albanese. Dello stabile sorto quasi quarant’anni fa per ospitare il nuovo Municipio e mai ultimato, restano adesso solo macerie da smaltire.

Qualche numero sull’ormai ex opera pubblica: 1 miliardo 350milioni di lire la somma spesa dagli anni Settanta a oggi per un’opera mai realizzata; 92mila euro il costo di abbattimento a carico del Comune; 25mila i metri quadrati di parco pubblico che l’Amministrazione comunale intende realizzare in quell’area nel 2019, impegnando 420mila euro.

Ma se le ruspe hanno buttato giù l’edificio, di certo non hanno scalfito le polemiche. Contrari alla demolizione sin da subito si erano dichiarati gli ex sindaci Marcello Risi e Gregorio Dell’Anna, che invocavano un recupero almeno parziale della struttura. Dell’Anna in particolare, all’avvio dei lavori di abbattimento parlò di “denaro dei cittadini sperperato” e “danno erariale dissennatamente voluto dall’Amministrazione comunale”. Contrario alle ruspe anche l’ambientalista Massimo Vaglio, presidente della Consulta per l’ambiente, che avrebbe preferito donare l’immobile a privati per ultimare i lavori, quindi “a costo zero” per le casse comunali.

Compatta e coesa invece la maggioranza, felice dell’addio all’immobile sorto di fronte a una chiesa di fine Cinquecento. Per il presidente del Consiglio comunale Andrea Giuranna, “oggi tramontano le parole vuote, le continue promesse. I nostri concittadini erano stanchi della bruttura di quel mostro di cemento. Tra pochi giorni – prosegue Giuranna – approderà in Consiglio comunale il bilancio di previsione che prevede le somme per la realizzazione di un grande parco attrezzato, dove i bambini e le loro famiglie potranno correre e giocare”.

«Grazie alla demolizione – dichiara a sua volta Mellone – sparisce un obbrobrio e il simbolo più efficace di un’era politica e amministrativa segnata per sempre da inconcludenza e sprechi clamorosi. Invito tutti i neretini a passare in questi giorni da via Incoronata e rendersi conto direttamente di un panorama finalmente sgombro dal cemento. L’obiettivo adesso è avviare al più presto il percorso di riqualificazione e la realizzazione del parco, per cui le risorse sono state già individuate. L’apertura del cantiere avverrà entro la fine dell’anno». Via social il sindaco ha infine “salutato” i suoi detrattori con queste parole: «Mi dispiace per le ranocchie gracidanti che ci hanno chiesto di non demolire, poi di accelerare la demolizione, poi di non fare polvere e che domattina, ovviamente, protesteranno perché il parco non c’è ancora».

Nardò – Colpo di scena: salta la candidatura alla Camera dei Deputati dell’assessore comunale Maria Grazia Sodero. L’annuncio della corsa per Montecitorio della fedelissima del sindaco Giuseppe Mellone nel listino proporzionale della Lega era stato dato nei giorni scorsi, con tanto di post beneaugurante e foto di gruppo di “Andare oltre” su Facebook da parte del primo cittadino, oltre a manifesti affissi per strada che vedevano l’esponente dell’Esecutivo comunale col simbolo del Carroccio.

Già pronti i manifesti e gli auguri corali. Va ricordato che le liste dei candidati di Camera e Senato vanno presentate entro oggi ma già da ieri sera erano cominciate a circolare voci sempre più insistenti circa spaccature tra il partito di Matteo Salvini e l’area politica dell’avvocatessa neretina. Nella mattinata di oggi la conferma con l’ufficialità in una nota di “Andare oltre”, movimento del quale la Sodero è figura di spicco.

La collocazione in lista prima promessa e poi svanita. «Nelle ultime ore, anche in funzione di una identità troppo forte del nostro movimento, sono cambiate le condizioni politiche», scrive Giancarlo Erroi, coordinatore provinciale di Andare Oltre. «Inoltre – prosegue – è stata paventata una modifica rispetto alla concordata collocazione nel listino, ritenuta utile ad assicurare una elezione dell’esponente di Andare Oltre. Ritenendo irricevibile ogni cambiamento rispetto alla necessità di rappresentare il movimento ed il territorio e considerando incoerente ogni cambiamento rispetto agli accordi presi, Andare oltre ha deciso di ritirare la candidatura di Maria Grazia Sodero, donna splendida e di valore che ringraziamo per la disponibilità».

“Vi siete fatti cacciare pure da Salvini”. Dà una lettura alquanto diversa il consigliere comunale Pd Lorenzo Siciliano: «Il duo Mellone/Sodero – dichiara l’esponente di opposizione – ha portato la Città di Nardò ai disonori della cronaca nazionale, facendo conoscere alla nostra comunità l’onta di un Partito dalle posizioni razziste e xenofobe. Ora sono stati capaci di farsi cacciare perfino da Salvini, che pare abbia personalmente eliminato la candidatura della neo, già ex, leghista neretina per via di alcune dichiarazioni di Mellone rilasciate pochi mesi fa contro il Carroccio».

Lega-Andare oltre, secondo matrimonio annunciato e non consumato. Per la seconda volta in poche settimane dunque il “matrimonio” di portata storica tra Lega e Nardò sfuma all’ultimo momento. Lo scorso primo dicembre infatti l’onorevole Roberto Marti (ex fittiano, oggi salviniano) annunciò pubblicamente la nascita di un gruppo consiliare leghista a Palazzo Personè, composto da tre consiglieri comunali neretini, evento che però di lì a poco saltò senza spiegazioni ufficiali. Oggi analogo episodio: la candidatura alla Camera di un assessore neretino “per Salvini premier” annunciata e poi sfumata. Mentre gli operai coprono i manifesti per strada, in tanti a Nardò e dintorni – anche tra elettori e simpatizzanti di Mellone – continuano a domandarsi cosa sia accaduto, ricordando i giudizi politici poco lusinghieri su Salvini  soci da parte del primo cittadino (“Sono razzisti nei confronti dei meridionali” aveva detto in una intervista del marzo scorso).

Da ultimo si registra la “rinuncia irrevocabile” di stamattina alla candidatura della stessa Sodero “a seguito del mutamento delle condizioni politiche”, inviata alla Corte d’Appello di Bari e alla Direzione centrale Lega Nord di Milano.

 

Nardò – L’assessore comunale Maria Grazia Sodero candidata alle elezioni politiche. Il collegio è quello di Nardò, in seconda posizione nel listino proporzionale per la Camera dei Deputati. A far molto rumore in città è però il partito col quale corre la fedelissima del sindaco Giuseppe Mellone: la Lega di Matteo Salvini (partito del quale è esponente anche il candidato del collegio uninominale alla Camera, Andrea Caroppo). Da settimane le voci si rincorrevano tra silenzi e colpi di scena ma oggi per le strade neretine sono apparsi i primi manifesti che ritraggono l’esponente della giunta Mellone accanto al simbolo del Carroccio. Trentanovenne, avvocato civilista, attualmente è alla prima esperienza amministrativa. Eletta con 220 voti alle Amministrative 2016 nella lista “Andare Oltre” (il movimento fondato da Mellone), è stata nominata assessore a Commercio e Sviluppo Economico. Qualche mese dopo, a seguito di un “mini-rimpasto”, le sono state assegnate le deleghe a Servizi Sociali e Pubblica Istruzione, tuttora nelle sue mani.

Lo storico antimeridionalismo della Lega non è passato inosservato agli avversari politici di Mellone e company. Apre le danze Lorenzo Siciliano, consigliere comunale Pd. «Questa candidatura non rappresenta solo il tratto distintivo di un ristretto branco di persone in cerca di notorietà – attacca l’esponente dei Democratici – che si dicono lontane dai Partiti, ma dei Partiti si servono per i propri scopi. È un ceffone in pieno viso a questa territorio, uno scippo indegno della storia e della cultura degli uomini e delle donne del Sud. Andare oltre il Salento, certo. Perché per il raggiungimento del potere si è disposti ad andare oltre ogni cosa. Oltre la propria terra, oltre la decenza, oltre la dignità di una generazione».

Interviene anche il movimento politico “Nardò Bene Comune”: «Mellone – scrivono dall’associazione presieduta da Antonio Manieri – manovra i suoi burattini a piacimento, spogliandoli della loro dignità. Essere assessore ai servizi sociali, donna, di Nardò, e mettere la faccia accanto al simbolo della Lega Nord e al nome di Salvini suscita non poco sgomento». «Mellone, la Sodero e tutti i “né né” – sono invece le parole di Lucio Tarricone del Centro studi “Salento Nuovo” – hanno evidentemente dimenticato le loro “sparate” contro i partiti. Hanno dimenticato che la Lega è anche quella dei “diamanti” di Belsito, che la Lega è quella di Fontana, candidato alla Presidenza della Regione Lombardia che ha rilasciato dichiarazioni razziste sulla “difesa” della “razza bianca”. La Sodero si candida con la Lega di quel Salvini che qualche anno fa diceva: “Che vadano affanculo i giovani del Mezzogiorno”». In un altro passaggio Tarricone ricorda poi un’intervista di Mellone del marzo 2017 in cui il sindaco di Nardò dichiarava di “non sentirsi rappresentato dagli slogan e dal modo di fare di Salvini né da Berlusconi negli anni passati. Le nostre battaglie – continuò Mellone in quell’intervista, rilasciata a “Nazione Futura” – in aiuto dei fratelli migranti e il nostro modo di fare politica sul territorio ci mettono agli antipodi della Lega Nord che, peraltro, oggi ha l’ambizione di diventare movimento nazionale ma rimane per statuto territoriale e razzista nei confronti dei meridionali”. «Meditate gente, meditate. E meditino anche Emiliano, la Capone, Pagliaro…», conclude Tarricone rivolgendosi ai tre politici che in fasi diverse hanno sostenuto, almeno finora, il giovane sindaco neretino.

Per l’ex sindaco Marcello Risi (anch’egli candidato alla Camera ma nell’uninominale, per la lista “Liberi e Uguali”) “chi vota Lega offende la nostra città e le nostre famiglie. Siamo il Salento che non si piegherà mai, con le sue meraviglie e con i suoi valori”.

Di “gesti politicamente scellerati di Mellone” parla l’avvocato Giuseppe Cozza, che vede anch’egli nel primo cittadino il regista più o meno occulto di questa candidatura leghista. Poi il penalista neretino si rivolge al centrosinistra locale, chiedendo a Pd e “Liberi e Uguali” di rinunciare alla guerra interna per fare fronte comune contro la Lega. «È necessario vincere il duello nell’uninominale – spiega Cozza – e solo una desistenza elettorale può conseguire tale effetto. Pd e LeU, limitatamente al collegio di Nardò, stipulino un formale atto di desistenza, con il ritiro di uno dei rispettivi candidati alla Camera dei Deputati e con l’ovvia compensazione in altro collegio. Come sa chi è avvezzo alla politica il discorso è molto semplice: se Pd e Liberi e Uguali vanno divisi, il collegio di cui Nardò fa parte sarà appannaggio della Lega, diversamente è contendibile. Ritengo doveroso che le due forze diano prova di maturità e si assumano le responsabilità del caso, ivi compresa la più grave, ossia l’aver favorito una vittoria della Lega». Mancano ancora tre giorni alla presentazione delle liste: l’appello di Cozza cadrà nel vuoto o sarà accolto?

Nardò – La “Focara di Sant’Antonio” sarà accesa domenica 21 gennaio alle ore 19. L’appuntamento, organizzato a Nardò dalla parrocchia del “Sacro Cuore di Gesù”, si sarebbe dovuto tenere lo scorso 17 gennaio ma il maltempo ha costretto il parroco don Giuseppe Casciaro a rimandare l’evento. Immutato il programma, annunciato nelle scorse settimane: alle ore 19 la traslazione della statua di Sant’Antonio Abate dalla chiesa al campetto adiacente in via Leonardo Da Vinci e benedizione degli animali domestici; alle 19.30 lancio delle lanterne volanti e successiva accensione del falò. Ad allietare la 45esima edizione della “Focara” sarà, infine, il gruppo di musica popolare “Ajèra mea”.

Nardò – Le polemiche per le consultazioni online del Movimento Cinque Stelle passano anche da Nardò. A denunciare presunti lati oscuri nel meccanismo di selezione e “favori ricambiati” tra i pentastellati è proprio una storica attivista grillina del territorio salentino, Caterina Vitiello (foto accanto). Insieme ad altri attivisti, la 39enne libera professionista leccese è stata “misteriosamente” esclusa nei giorni scorsi dalle consultazioni online del 16 e 17 gennaio: il suo nome non compariva, come segnala la diretta interessata, nelle cosiddette “parlamentarie”, metodo introdotto da Beppe Grillo per stabilire con gli iscritti le candidature di Camera e Senato. Eppure, la stessa Vitiello ha dichiarato di essersi  candidata inviando regolare e conforme documentazione nei tempi stabiliti. Poi, il giorno dell’apertura dei “seggi telematici”, la sorpresa. L’attivista grillino votante non trova in rete il suo nome tra i votabili. Errore informatico? Disguido tecnico?

Passano poche ore e gli esclusi denunciano di aver subito un vero e proprio boicottaggio, “una censura antidemocratica priva di spiegazioni”. Chiedono l’annullamento del voto ma i vertici tirano dritto e non vogliono saperne. La colpa dell’accaduto, per Vitiello e gli altri esclusi, sarebbe di parlamentari e consiglieri regionali del territorio, che avrebbero “tagliato le gambe” agli attivisti “troppo autonomi” e spesso in contrasto coi parlamentari stessi. Ma la Vitiello aggiunge un dettaglio. Dopo aver appreso dalle colonne della “Gazzetta del Mezzogiorno” che tra i candidati compare Fiammetta Borgia (di Racale), scrive su Facebook che questi non è un’attivista qualunque ma “la fidanzata di Pippi Mellone, sindaco di estrema destra di Nardò, che in passato ha dichiarato pubblicamente in tv (all’emittente TeleRama) senza essere stato mai smentito (pubblicamente) da nessuno dei portavoce, che alle elezioni regionali 2015 ha portato lui i voti al Movimento, e che grazie ai suoi voti abbiamo un consigliere eletto (riferendosi al suo concittadino)”. Per la Vitiello insomma la candidatura di Borgia sarebbe una sorta di favore politico tra grillini e “Andare Oltre”, il movimento di Mellone. Quest’ultimo effettivamente durante la campagna elettorale per le comunali 2016 dichiarò pubblicamente di aver votato, alle regionali dell’anno prima, Emiliano alla presidenza della Regione e Cristian Casili del Movimento Cinque Stelle come consigliere regionale. Numeri alla mano, a scapito proprio della Vitiello, che risultò la prima dei non eletti in Regione per i Cinque Stelle. Scontri e movimenti sotterranei che hanno il sapore di quella “vecchia politica” che qualcuno aveva annunciato di cancellare qui e altrove con un semplice clic.

Nardò – Proseguono le indagini per chiarire la dinamica dell’incendio nella notte tra sabato 13 e domenica 14 gennaio a Nardò, ai danni dell’auto dell’ex consigliere provinciale neretino Mino Frasca e attuale presidente della società leccese di trasporto pubblico “Sgm”. L’episodio è il secondo in due anni per il noto politico di centrodestra (Pdl, poi Cor): il precedente risale infatti al 17 marzo 2016, tre mesi prima delle elezioni comunali. Anche in quell’occasione venne presa di mira un’auto del politico parcheggiata davanti alla sua abitazione, senza che siano state mai chiarite le ragioni del gesto. «La vita è fatta di delusioni, botte e lividi che nemmeno il tempo è capace di cancellare», ha affermato Frasca. «La vita è fatta di partenze e di ritorni, però una cosa ho imparato: che si potrà anche soffrire stare male, piangere fino a sentir doloranti gli occhi. Ma ci si rialza sempre, perché nulla è più importante di noi stessi e della nostra vita, che è il dono più prezioso che noi abbiamo. Quindi bisogna reagire e rialzarsi».

L’Audi A4 del noto politico di centrodestra (Pdl, poi Cor), parcheggiata a Nardò davanti alla propria abitazione di via Pomponazzi (località Penta), ha preso fuoco attorno alle tre. Sul posto Vigili del Fuoco e Carabinieri del nucleo radiomobile di Gallipoli, che non hanno escluso la natura dolosa dell’incendio. Intanto, oggi come due anni fa, la politica locale esprime solidarietà. «Mi auguro che al più presto si riesca a fare luce su questo episodio – ha dichiarato il sindaco di Nardò, Giuseppe Mellone – che colpisce di nuovo Mino Frasca. È indispensabile capire la natura del gesto e sono certo che il lavoro degli investigatori darà le risposte che la città tutta aspetta. A Frasca va la vicinanza dell’amministrazione comunale». Dello stesso tenore le parole del primo cittadino di Lecce Carlo Salvemini: «Rivolgo un pensiero di solidarietà a Mino Frasca e alla sua famiglia, vittime di un gesto che allarma e preoccupa. La serenità di chi svolge incarichi di responsabilità per l’interesse pubblico è un valore a garanzia di tutti, per cui spero che le indagini portino presto a fare completa luce su quanto accaduto».

 

Nardò – “Coloriamo i sogni”: sabato 13 gennaio musica, balli e cabaret in piazza Salandra. Si tratta di una manifestazione nata in collaborazione con la onlus “Cuore Amico” per sensibilizzare sul tema della disabilità. Dalle 15,30 le associazioni neretine di volontariato, l’“Utopia Sport” di Vernole e gli studenti degli istituti “Moccia” e “Vanoni” di Nardò animeranno il centro storico. «L’obiettivo – dichiara l’assessore alle Pari opportunità Stefania Albano, che interverrà in piazza con la Presidente della Commissione pari opportunità, Federica Ruggeri – è almeno scalfire quella montagna sulla quale finiscono le famiglie e le associazioni. La montagna è quella dei diritti e delle opportunità delle persone con disabilità. Partiamo da giornate come questa e cerchiamo di smuovere le acque anche a livelli istituzionali alti, quelli che hanno la possibilità di far rispettare e di dare attuazione alle norme. Proprio il passaggio cruciale dove l’inclusione fallisce. Mi auguro, tempo permettendo, sia un bel pomeriggio d’impegno, partecipato e utile». La serata si sarebbe dovuta tenere lo scorso 16 dicembre, poi il rinvio al 13 gennaio per il maltempo.

Gallipoli – Motori diesel che improvvisamente si spengono, mezzi di soccorso chiamati ad intervenire e ricoveri in officine di riparazione. E sempre con la stessa diagnosi: il sistema di alimentazione del motore intasato o bloccato. Centinaia, forse migliaia gli automobilisti delle province di Lecce, Brindisi e Taranto che tra Natale e i primi giorni dell’anno hanno chiesto l’intervento del meccanico lamentando incresciosi problemi alla vettura. La diagnosi – questo il dato curioso e sconcertante allo stesso tempo, è risultata essere “guasti all’alimentazione e filtri intasati”.

Sono gli stessi meccanici a certificare che il danno è stato causato dal cosiddetto “gasolio sporco” nel serbatoio. Così sono partiti i controlli della Guardia di finanza, che già in passato aveva scoperto irregolarità in una trentina di impianti di distribuzione in Puglia, sequestrando 3.900 litri di carburante. La prima replica è di Eni, la statale Ente nazionale idrocarburi: «Il gasolio spedito dalla raffineria di Taranto (foto) rispetta tutti i requisiti di qualità previsti, per cui si esclude categoricamente che le presunte anomalie possano essere imputabili alla raffineria. Sono tuttora in corso – fa sapere la società d bandiera – approfondimenti sulla catena di distribuzione a valle per accertare le cause dei disservizi subiti».

Il presidente provinciale di Federconsumatori Lecce, Antonio Moscaggiuri, dà qualche consiglio ai malcapitati automobilisti: «Innanzitutto è necessario dar prova che il danno subito sia stato causato dal cosiddetto ”gasolio sporco”. Questa certificazione può essere richiesta alla stessa officina che ha effettuato la riparazione. Altro aspetto fondamentale è provare presso quale distributore abbiamo effettuato il rifornimento di carburante. La prova può essere data, ad esempio, dalla stessa ricevuta rilasciata dal rifornitore o essere ricavata in caso di pagamento effettuato con bancomat o carta di credito». Queste dunque le “premesse” da allegare alla richiesta di rimborso, da inviare tramite raccomandata con ricevuta di ritorno a distributore e compagnia petrolifera.

Analoga reazione da parte di “Codici Puglia”, associazione che si occupa di tutela dei diritti dei cittadini e che sta avviando una “azione collettiva”, cioè una class action. Tramite l’avvocato Stefano Gallotta (foto), “Codici” fa sapere che verrà richiesto senz’altro “il rimborso delle spese di riparazione sostenute e il risarcimento di tutti i danni sofferti dagli automobilisti, rivolgendo le legittime pretese, in prima istanza, ai gestori delle pompe di benzina e alle compagnie petrolifere coinvolte, per aver illegittimamente somministrato carburante inidoneo. I consumatori, che solitamente non conservano lo scontrino dopo aver fatto rifornimento, possono comunque dimostrare di aver fatto rifornimento, ad esempio grazie alle prove testimoniali oppure attraverso l’esame dei filmati delle telecamere”. Va ricordato che in alcuni casi i costi per le riparazioni dell’automobile hanno superato i mille euro.

 

Nardò – Incompiuta da abbattere, l’annunciato “nuovo panorama entro dicembre” slitta al 2018. Il riferimento è alla struttura di via Incoronata sorta negli anni Ottanta per ospitare il nuovo municipio e mai ultimata, la cui demolizione è cominciata il 12 dicembre scorso sarebbe dovuta finire entro l’anno. Quella decisione del Sindaco Giuseppe Mellone e della Giunta di eliminare l’immobile per far posto a un parco pubblico, ha sollevato perplessità tra i suoi oppositori fuori e dentro il Consiglio comunale, i quali avrebbero preferito un recupero almeno parziale del manufatto. Il Sindaco ha comunque il 12 scorso, alla presenza di consiglieri di maggioranza, assessori e del governatore Michele Emiliano, ha visto le ruspe  “aprire le danze”. Ed è stato lo stesso Sindaco, quel giorno, a indicare la tempistica della demolizione: «Prima del 2018, probabilmente prima di Natale – aveva dichiarato – il panorama sarà libero da questa bruttura. Un paio di settimane e questo mostro di 1.400 metri quadrati sarà solo un ricordo».

Eppure a oggi la struttura è ancora lì. Dopo i primi colpi di ruspa di metà mese i lavori sembrano infatti essersi interrotti o comunque procedono a rilento rispetto al programma inizialmente presentato. Cosa è successo? Per qualcuno in rete questa sarebbe la prova del buono stato in cui versa la struttura, il cui cemento armato si starebbe dimostrando resistente ai “ceffoni” delle mani meccaniche. Lo sostiene da tempo anche l’ex Sindaco e parlamentare Gregorio Dell’Anna, che da settimane dichiara che l’immobile non è né pericolante né inutilizzabile, accusando l’attuale primo cittadino di “sperperare denaro pubblico con la compiacenza del presidente della Regione Puglia” e di “danno erariale dissennatamente voluto dall’Amministrazione comunale di Nardò”. Come si ricorderà, l’abbattimento della struttura costa al Comune poco meno di 100mila euro.

Mellone però va avanti e proprio oggi al blog “Lorasalento.it” ha fatto una nuova previsione; “L’abbattimento del rudere verrà completato nel gennaio 2018 e al suo posto, tra 2018 e 2019, sorgerà il più grande parco della città”.

Nardò – Museo del Mare antico, il 30 dicembre alle 11 l’inaugurazione. Il contenitore culturale di via Marinai d’Italia apre così i battenti e si aggiunge alle strutture culturali esistenti. Al suo interno saranno esposti reperti di età romana provenienti da indagini archeologiche effettuate negli anni nel mare e lungo la costa neretina. Gli ambienti ospiteranno un nucleo dedicato all’esposizione e all’illustrazione del carico e della dotazione di bordo del relitto della nave romana di Punta dell’Aspide, riproduzioni dei particolari dello scafo e un totem multimediale. Un’altra area del museo sarà dedicata al sito romano del Frascone. I reperti archeologici esposti sono stati rinvenuti durante le campagne di scavo dirette dalla professoressa Rita Auriemma, responsabile scientifica del Museo. Cuore della struttura sarà invece il Laboratorio di restauro, le cui attività saranno coordinate dalla Soprintendenza. Definiti gli orari di apertura: martedì e venerdì dalle 16 alle 19 con possibilità di accesso su prenotazione fuori dagli orari indicati. La gestione provvisoria è stata affidata per circa due mesi a “R.eTe. – Ricerca e Territorio”, impresa culturale con la quale l’Amministrazione ha sottoscritto un protocollo d’intesa.
Diversi i commenti e gli annunci. «A gennaio – dichiara l’assessore all’Ambiente Mino Natalizio – verrà organizzato un convegno tematico con Soprintendenza e Regione Puglia. Il Museo del Mare antico contribuirà ad arricchire l’offerta dei contenitori culturali di Nardò, che consta del Museo della Civiltà contadina, del Museo della Preistoria, dell’Acquario del Salento, del Museo della Memoria e dell’Accoglienza, della mostra permanente dedicata a Vittorio Bodini, dalla Biblioteca “Vergari” e del Centro Servizi Culturali e Bibliotecari della Regione Puglia, ai quali si affiancano il Museo diocesano e il Museo archeologico dei ragazzi».
«Sono molto soddisfatto per l’obiettivo raggiunto – sono le parole del sindaco Giuseppe Mellone – e per la sinergia che si è creata con la Soprintendenza, che ha saputo cogliere il nostro entusiasmo e ha creato, con estrema disponibilità e rigore, le condizioni per l’apertura del Museo, struttura che era chiusa da oltre trent’anni e che oggi diventa un importante riferimento culturale per la città».
“Ma i meriti sono della precedente Amministrazione”. Sui meriti originari della struttura culturale mette l’accento invece il consigliere comunale del Pd Lorenzo Siciliano, per il quale i meriti per l’obiettivo raggiunto sono della passata Amministrazione comunale. «Domattina – scrive sui social Siciliano – vedrete fotografie, leggerete frasi retoriche e ovviamente nessun riferimento a chi ha reso possibile che quel contenitore culturale si presentasse in una condizione degna di ciò che ospita. Sarà l’ennesima appropriazione, dopo il trasferimento degli uffici comunali nella sede dell’ex tribunale, l’ammodernamento del Palazzetto del sport, l’inaugurazione del Museo della preistoria, dell’Acquario del Salento di Santa Maria al Bagno ecc, del lavoro svolto dalla precedente Amministrazione. Lavoro sul quale si getta fango, ma dal quale si traggono benefici mediatici e carrieristici».

Nardò – Opere d’arte “ritrovate” che avranno degna collocazione nel Museo Diocesano di Nardò, in piazza Pio XI. Per l’occasione il prossimo 28 dicembre alle 19 si terrà un incontro nella Sala “Roma” dell’ex Seminario (sempre in piazza Pio XI). Previsti nel corso della serata interventi di monsignor Giuliano Santantonio (direttore del Museo Diocesano), monsignor Fernando Filograna (vescovo Nardò-Gallipoli), Maria Piccarreta (soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Lecce, Brindisi e Taranto) e Caterina Ragusa (storica dell’arte). Due le relazioni che saranno presentate. La prima sarà tenuta dallo storico dell’arte Paolo Giuri, neretino, che illustrerà gli affreschi recuperati dalla Soprintendenza negli anni ’50 del secolo scorso e provenienti dalla chiesa di Santa Maria dell’Umiltà di Parabita, esposti a Roma nella sede rappresentativa della Regione Puglia.

Lo storico e giornalista Giovanni Greco si soffermerà invece sulla tela del Battesimo di Gesù, di recente restaurata dall’Impresa Leopizzi e proveniente dalla chiesa copertinese delle Clarisse. Greco tratterà anche del cappuccino Angelo da Copertino, al secolo Giacomo Maria Tumolo, la cui attività si ricollega al filone della grande pittura barocca romana postcaravaggesca che nel decennio 1658-68 contaminò questo frate, poi chiamato a Roma da Fabio Chigi (poi Alessandro VII) per rivestire la carica di conservatore delle pitture vaticane.

Il Museo Diocesano di Nardò, inaugurato lo scorso 7 giugno, chiude quindi il 2017 ospitando uno degli eventi più importanti per la storia dell’arte, apprestandosi a diventare a pieno titolo uno degli “scrigni” pugliesi più autorevoli.

Nardò – Auguri di buon Natale alla città; solo attacchi invece all’Amministrazione Mellone. Con un caso che, come asserito, finirà “agli organi competenti”. Il “cadeau” alla maggioranza è arrivato con una conferenza stampa convocata dalle minoranze di Palazzo Personè.

Una ditta, numerosi servizi per affidamento diretto e un sospetto. Il consigliere comunale del Pd Lorenzo Siciliano (nella foto con Daniele Piccione, Roberto My, Carlo Falangone e Giancarlo Marinaci) tira fuori dal cilindro un dossier  riguardante i bagni pubblici di via Rosario e via Pellettieri, nel centro storico, ma anche altri servizi (pulizia spiagge, pulizia straordinaria Masseria Boncuri…), tutti assegnati per affidamento diretti ad una ditta: «La ditta che gestisce il servizio di pulizia e custodia dei bagni – si afferma, carte alla mano – è la “Dilucidus”, che ha ricevuto in affidamento diretto prima 8.500 euro per il periodo luglio-settembre 2016; poi 15.300 euro per il periodo ottobre 2016-gennaio 2017; poi altri 15.300 per il periodo febbraio-maggio 2017. Successivamente – prosegue il consigliere dei democratici – viene finalmente messa in piedi la gara (comprensiva dei wc pubblici di Santa Maria al Bagno, ndr) per il periodo 1 giugno 2017-31 maggio 2018, rinnovabile per due anni. La “Dilucidus” si aggiudica l’appalto per 58mila euro. È una vicenda con molti aspetti opachi – accusa Siciliano – perché tale ditta è gestita da una famiglia vicinissima all’Amministrazione comunale, in particolare a un esponente della giunta Mellone». Di che legame e vicinanza si tratterebbe? «L’intestataria della ditta – spiega Siciliano – è moglie del componente di un’associazione politica fondata da un assessore della giunta, nonché madre di una candidata nella lista dell’assessore medesimo alle comunali 2016. In ultimo, un dipendente di questa ditta (credo sia l’unico dipendente della “Dilucidus”) è stretto parente dell’assessore in questione. Chiederemo agli organi competenti di far luce su questa vicenda».

“A 18 mesi dall’insediamento ancora niente linee programmatiche”. «Questa è una delle tante vicende – dichiara a sua volta il capogruppo Pd Daniele Piccione – in cui l’Amministrazione comunale ha dimenticato la trasparenza. A 18  mesi dall’insediamento mancano ancora le linee programmatiche: l’Amministrazione comunale di Lecce, per fare un esempio, è stata eletta nel giugno di quest’anno e le ha già presentate. Si vive alla giornata. Altro esempio: l’ufficio Urp che faceva da front office per cittadini e turisti, fino a poco tempo fa ubicato nell’atrio di Palazzo Personè, adesso è stato smembrato e portato via dalla storica sede comunale, in una stanzetta al primo piano dei Carmelitani. E sembra ci sia l’intenzione di smembrare anche l’ufficio legale comunale». Affermazione che rimanda ad una recente nota critica delle opposizioni unite sul ricorso a legali esterni al Comune con un esborso di parcelle in 17 mesi pari a 84.771 euro dei quali 55mila ad un solo avvocato neretino.

“Risparmi? Finora le spese di telefoni ed energia sono enormemente aumentate”. Altro tema gettonato nella campagna elettorale di Mellone, il risparmio dell’ente, illustre sconosciuto per le minoranze. «Nelle due riunioni di Consiglio sulle variazioni di bilancio tenutesi a luglio e dicembre – incalza Piccione – abbiamo tra l’altro smascherato gli attuali amministratori sul tema del tanto decantato risparmio: i costi per spese telefoniche e consumo energetico sono aumentate enormemente rispetto agli anni precedenti». Critiche pure sul modo di gestire i pacchi alimentari per le famiglie in difficoltà: «In passato tali misure venivano adottate con oculatezza, sensibilità e soprattutto riservatezza». Infine, un altro annuncio-denuncia: «Non parteciperemo più alle riunioni di conferenza dei capigruppo a causa della mancanza di democrazia e rispetto dei consiglieri comunali: io definii il vecchio presidente del Consiglio (Ettore Tollemeto, oggi assessore, ndr) il peggior presidente del Consiglio della storia di Nardò; non vorrei che il suo successore seguisse le stesse orme”.

“Propositivi e cauti su alcuni argomenti, ma è stato inutile”. “Ci siamo posti in maniera costruttiva – afferma Roberto My (Art. 1) – vedi la vendita della farmacia comunale e l’abbattimento della struttura di via Incoronata. Sulla farmacia comunale la minoranza ha chiesto più volte solo una riflessione aggiuntiva prima ima della vendita, per verificare le condizioni e per un eventuale piano di rilancio, vista la ripresa negli ultimi due anni. Per via Incoronata, in commissione chiedemmo di verificare la stabilità della struttura, magari abbattendo il primo piano e mantenendo il piano terra da utilizzare per altro. Invece non ci è stato permesso nemmeno di parlarne in Consiglio. Stigmatizzo questo atteggiamento di ostilità (che per fortuna non appartiene a tutti i consiglieri comunali) e questo tono livoroso e sprezzante del sindaco».

Commissione controllo e garanzia mai riunita: sempre assenti i consiglieri della maggioranza. L’ex vicesindaco Carlo Falangone (La Puglia in più)  è anche presidente della Commissione controllo e garanzia, per statuto riservata alle minoranze: «Senza motivo alcuno – dichiara il presidente – i componenti di maggioranza che ne fanno parte non hanno mai partecipato alle riunioni; assenti anche i funzionari invitati e il segretario comunale. Tutte le riunioni convocate sono andate deserte. C’è una precisa volontà di non far funzionare questa commissione, unico strumento democratico che permette alla minoranza di verificare l’andamento di una Amministrazione. Poi question time non convocati e decine e decine di interrogazioni dei consiglieri di minoranza lasciate nel cassetto e mai discusse».

“Sono stato per cinque mesi con Mellone poi me ne sono scappato”. «Una persona sola al comando e 18 sudditi che alzano la mano», sono invece le dure parole del vicepresidente del Consiglio comunale Giancarlo Marinaci, indipendente. «Noi cinque qui abbiamo preso duemila preferenze – rimarca Marinaci – cioè quanto i consiglieri dell’intera maggioranza! Hanno paura del confronto. Nei primi cinque mesi – è la confessione – io ho creduto in Mellone ma sono dovuto scappare via a gambe levate: questo modo di amministrare sta facendo indietreggiare Nardò su tutti i fronti”. Infine due altri appunti per decisioni non condivisibili e “gravi”: “Abbiamo chiesto più volte un Consiglio comunale monotematico su Castellino, discarica non ancora messa in sicurezza. Invece lì hanno portato i nostri figli per piantare alberi! Hanno tolto i parcheggi a pagamento ma i commercianti si lamentano perché sono spariti i posti auto per i clienti».

Nardò – Il 21 panettone e non solo; il 23 street food dell’Emilia Romagna: il fine settimana natalizio de “La Fabbrica8”, locale che ha aperto i battenti a Nardò lo scorso 8 dicembre con padroni di casa il produttore cinematografico Attilio De Razza e lo chef Manuel Cirignaco, continua coi suoi appuntamenti. Giovedì 21 dicembre lo chef Cosimo Russo del “Ristorante Aqua” di Porto Cesareo, proporrà una degustazione interpretando un classico delle festività natalizie: il panettone. Cinque portate in contrasto tra loro, dall’antipasto al dolce, faranno rivivere il gusto unico e alternativo del dolce tradizionale. Sabato 23 invece torna a ingresso libero il consueto appuntamento con lo street food per i più giovani, stavolta dedicato alle specialità dell’Emilia Romagna come piadine, tigelle, gnocco fritto e castagnole. Intanto dallo staff del locale di via Carducci promettono che anche il Capodanno “in Fabbrica” sarà festeggiato con un evento fuori dagli schemi e che la regolare programmazione “proseguirà a gennaio con i corsi di cucina, il teatro cabaret, lo street food, il temporary restaurant e la musica live”.

Nardò – Un volume dedicato allo scheletro fossile del cosiddetto “Uomo di Altamura”, ritrovato nel 1993 nella Grotta di Lamalunga, nell’Alta Murgia pugliese. Si intitola “Il magnifico gigante dell’Ade. Biospeleologia, storia e descrizione della Grotta di Lamalunga” e viene presentato sabato 16 dicembre alle 17.30 a Nardò nella sala conferenze del Museo della Preistoria, all’interno del Chiostro di Sant’Antonio. Tre i biospeleologi curatori dell’opera: Giovanni Ragone del “Centro Altamurano di ricerche speleologiche” e i neretini Salvatore Inguscio ed Emanuela Rossi (nella foto) del laboratorio Ipogeo Salentino di Biospeleologia “Ruffo”. A Ragone, Inguscio e Rossi si deve l’accurato lavoro di riscoperta della Grotta di Lamalunga, cui si accede attraverso un inghiottitoio profondo circa dieci metri, dove esiste un ricchissimo biosistema che gli autori hanno a lungo studiato, approdando anche alla scoperta di una nuova specie di animale ipogeo. L’evento, patrocinato dal Comune di Nardò e realizzato da Museo della Preistoria e circuito “R.eTe – Ricerca e territorio”, insieme agli autori vedrà la partecipazione degli assessori comunali alla Cultura e all’Ambiente, rispettivamente Ettore Tollemeto e Mino Natalizio.

Nardò – Residenti, comitati cittadini, imprenditori. Non tardano ad arrivare le repliche dopo l’annuncio dell’assessore comunale alla Mobilità Ettore Tollemeto, di estendere a tutto il centro storico entro i primi mesi del 2018 la zona a traffico limitato. Esulta l’architetto Giovanni De Cupertinis, che dal 2009 ne chiede a gran voce la chiusura al traffico, attraverso il “Comitato ztl centro storico di Nardò”.

“L’importante è partire. poi vediamo cos’altro fare”. «Cinque varchi semaforizzati – dichiara – registreranno tramite telecamere le targhe dei trasgressori, che riceveranno la multa “comodamente” a casa. Era ora! Finalmente avremo ciò che abbiamo sempre desiderato: una ztl per l’intero centro storico, non solo nell’area monumentale. Forse l’unico aspetto che mi piace poco – prosegue il professionista – è che nell’area davanti al Comune purtroppo si continuerà a parcheggiare, una scelta obbligata per recuperare un po’ di posti auto. Ma adesso l’importante è partire, come ci ha garantito l’assessore: poi magari ci sarà qualche perfezionamento». De Cupertinis è pronto anche alla prossima battaglia “per la presenza permanente di un vigile urbano nella città vecchia».

Problema sicurezza con rilancio. Una “proposta-rilancio” arriva anche da Marcello Tarricone, giornalista e residente in un’area del centro storico oggi tutt’altro che interdetta alle auto. «Già per le festività natalizie – propone – anche in assenza di varchi elettronici si potrebbe con uno sforzo chiudere tutto il centro storico, con la Polizia Locale affiancata da associazioni e Protezione civile». Accanto alla suggestiva idea di un Natale senz’auto, Tarricone dà atto all’assessore Tollemeto “di avere un piglio deciso e di essere consapevole che questo intervento va inserito in una visione complessiva della viabilità cittadina, a iniziare da un organico piano parcheggi”. “È giusto iniziare dal centro storico senza ulteriori tentennamenti – prosegue Tarricone – perché vi è un problema di sicurezza per persone e abitazioni, molte delle quali hanno visto comparire lesioni allarmanti, probabilmente determinate anche dal deterioramento del basolato, rifatto pochi anni fa spendendo fior di quattrini. L’augurio adesso – conclude – è che l’annuncio sia seguito dai fatti, dando continuità al progetto che con coraggio avviò Maurizio Leuzzi (assessore al Turismo 2011-2016 con sindaco Risi, ndr) e agli interventi per il Barocco minore avviati da Maria Rosaria Manieri, prima da Senatrice e poi da Assessore provinciale».

“Il verdetto verrà dagli esercenti”. Chi invece vive il centro storico non come residente ma da imprenditore è Antonio Previdero del bar “Parisi” in piazza Salandra, che negli ultimi anni ha visto nascere la pedonalizzazione dell’area attorno alla sua attività. «Negli anni ’50 con la motorizzazione di massa – è l’analisi del giovane imprenditore – l’alternativa alla chiusura era lo sventramento dei centri storici per farci le strade. Oggi invece limitare l’accesso alle auto darà vita a un nuovo modo di pensare che è poi quello che ci caratterizza oggi. La differenza sul lato commerciale – prosegue, rifiutando l’equazione “assenza di vetture uguale assenza di clienti” – la dovrà fare l’esercente. Dagli anni ’70 al 2000 il cliente era un numero, oggi il cliente è una persona informata che cerca di dare un senso al suo acquisto. Dovremo mettere impegno finalizzato a un nuovo modo di vivere. E questo non può farlo il Comune ma il cittadino».

Nardò – «Varchi elettronici a tutela del centro storico e ztl estesa a tutta la città vecchia entro la primavera 2018». Sono le parole dell’assessore alla Polizia locale Ettore Tollemeto a margine dell’incontro tenutosi il 12 dicembre scorso presso il Chiostro dei Carmelitani per illustrare alla città il progetto dell’amministrazione comunale di presidiare gli ingressi ancora sguarniti del centro storico neretino e tuttora presi d’assalto dagli automobilisti. Cinque i varchi da installare: corso Garibaldi (ingresso da piazza Umberto), piazza della Repubblica (ingresso da piazza Osanna), vie Lata e Amendola (ingresso piazza Cesare Battisti), via don Minzoni (ingresso via Roma) e via Santa Lucia (ingresso da piazza Diaz). «È stato un buon incontro – è il bilancio di Tollemeto – e noto grande consenso attorno a questa iniziativa di proteggere i nostri monumenti dal traffico automobilistico. Il nostro punto fermo è questo: attivazione totale ed estesa di una zona a traffico limitato, 24 ore su 24 e sette giorni su sette. Ovviamente ciò – tranquillizza l’assessore – non deve spaventare nessuno. Come tutte le ztl d’Italia e del mondo sarà emanato un regolamento con permessi provvisori e deroghe per attività commerciali e ricettive ma sempre senza perdere di vista l’obiettivo: c’è una zona monumentale da preservare».

Quello del 12 dicembre è stata la prima riunione con la città per spiegare questo passaggio. Da Palazzo Personé fanno sapere che ce ne saranno altri, utili a raccogliere criticità e dubbi da parte di cittadini e commercianti, prima del via definitivo. A proposito, quando si parte? «Il progetto è già stato redatto – spiega Tollemeto – e inviato al Ministero per le Infrastrutture e Trasporti, dal quale ora attendiamo la risposta. Dopodiché sarà avviata una sperimentazione di trenta giorni, che comporterà anche qualche modifica della segnaletica nel centro storico. Comprendo gli iniziali inevitabili disagi che ci saranno ma vogliamo una soluzione utile all’intera città e non a singoli di questa o quella zona. Entro primavera-Pasqua partiremo definitivamente. E sarà solo il primo passo. Nel 2018 – conclude ottimista Tollemeto – avvieremo anche il Pums (Piano urbano delle mobilità sostenibili), col quale andremo pian piano a rivoluzionare tutta la viabilità cittadina».

Nardò – Accende una sigaretta in auto e viene avvolta dalle fiamme. È stata sfiorata la tragedia nel pomeriggio di martedì 12 dicembre in contrada Santo Stefano, a Sant’Isidoro (marina di Nardò). Attorno alle 16.30, una 54enne neretina appena entrata nella sua automobile ha acceso una sigaretta non avvedendosi della perdita dalla bombola del gas (da 25 chilogrammi) trasportata nella stessa vettura. In un istante, l’abitacolo della Grande Punto della signora è stato avvolto dalle fiamme e solo il pronto intervento dei Vigili del fuoco e dei sanitari del 118 ha impedito conseguenze ben più gravi. La donna si trova ora ricoverata al Centro grandi ustionati dell’ospedale “Perrino” di Brindisi con ustioni di secondo e terzo grado al viso e alle braccia.

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