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Rita de Bernart

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Gallipoli – Il Comune di Lecce è pronto ad accogliere nel suo patrimonio artistico il Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto, artista, pittore e scultore italiano, animatore e protagonista della corrente dell’arte povera. La direzione del Castello di Gallipoli, a cui l’opera è stata donata dal Maestro, e l’Amministrazione comunale leccese da qualche  tempo dialogano  sulla possibilità di trasferire l’installazione nel capoluogo, a seguito anche dei ripetuti solleciti finora vani inviati all’Amministrazione gallipolina pure dallo stesso Pistoletto. “E’ un’idea nata quasi per caso – commenta l’assessore leccese alla cultura Antonella Agnoli – chiacchierando con l’architetto Raffaela Zizzari (di Sannicola, ndr) di vari progetti e di questa vicenda.  Avere nella nostra città l’opera straordinaria di uno degli artisti più apprezzati del nostro Paese sarebbe un dono piovuto dal cielo”.

Un dono un po’ ingombrante, considerate le dimensioni, ma che racchiude in sé una simbologia forte che apre scenari interessanti anche dal punto di vista della partecipazione attiva della cittadinanza. “Pensiamo di non allocare quest’opera nel centro storico – continua l’assessore del capoluogo – e insieme al sindaco e all’architetto Zizzari stiamo valutando una collocazione più periferica che valorizzi l’installazione e il luogo ghe la ospiterà. Mi piace pensare che possa diventare un elemento di socializzazione, vestire una piazza e qualificarla”. L’idea è quella di studiare tre – quattro  soluzioni anche consultando l’artista e poi attivare un percorso partecipativo con gli abitanti di quelle zone per far comprendere il valore e la potenzialità di quest’opera d’arte che porterebbe  i turisti in una zona che diversamente non avrebbe motivo di essere frequentata e fare in modo dunque che i cittadini leccesi possano sentirla un pezzo della propria città e non un’imposizione”.

Il lavoro, va ricordato, è costituito da 151 blocchi in pietra leccese; una struttura dalla mole notevole di non facile collocazione; nello stesso maniero la presenza permanente comporterebbe problemi con la sicurezza , poiché rappresenta impedimento alle vie di fuga, e limiterebbe l’utilizzo degli spazi. Lo stesso Pistoletto, che ai tempi della mostra nel Castello gestito da “Orione” di Maglie aveva dichiarato di essere rapito da Gallipoli e che aveva in animo di tornare per inaugurare la nuova collocazione del Terzo Paradiso,  in questi giorni si è detto rammaricato di quanto sta accadendo. Ma la partita non sembra ancora chiusa del tutto. “Il Terzo Paradiso resterà a Gallipoli – è la replica perentoria del Sindaco Stefano Minerva – l’unica idea in piedi al momento però è quella del tetto della Dogana che non piace ai gestori del Castello e attuali titolari di questo “dono”. Nei prossimi giorni – conclude Minerva- sarà convocata la commissione cultura per inoltrare la richiesta alla Capitaneria e velocizzare i tempi”.

 

Gallipoli – Il “Terzo Paradiso” di Michelangelo Pistoletto (nella foto aerea) è ancora in cerca di una collocazione a Gallipoli. Dal 2015 è “custodito” all’interno della Galleria dei due Mari in attesa che la città e l’Amministrazione decidano di accoglierlo ufficialmente nel patrimonio artistico gallipolino ed esporlo al pubblico. L’installazione era stata concepita dal maestro in occasione della mostra ospitata nel 2015 presso il castello; in chiusura dell’esperienza gallipolina Pistoletto , rapito dalla città, ha nominato il maniero gallipolino “Ambasciata del Terzo Paradiso” e membro della “Cittadellarte Fondazione Pistoletto”, donando l’opera ai suoi gestori che a loro volta hanno deciso fosse più giusto estendere il dono all’intera città.

Il lavoro si compone di 151 blocchi di pietra leccese (foto a sinistra)  e risulta peraltro piuttosto ingombrante per le sale del castello. Il Terzo Paradiso è un simbolo creato dall’artista una decina di anni fa, che ridisegna il segno matematico dell’infinito a tre anse e rappresenta la fusione fra il primo e il secondo paradiso: quello in cui gli esseri umani erano totalmente integrati nella natura e quello artificiale, sviluppato dall’intelligenza umana, fino alle dimensioni globali raggiunte oggi con la scienza e la tecnologia. Un simbolismo che ha catturato migliaia di seguaci nel mondo.

Il commissario straordinario Guido Aprea, in quel periodo era al governo della città, convinto che dovessero essere gli stessi cittadini di Gallipoli, attraverso una consultazione popolare, a decidere dove posizionare il “Terzo Paradiso”, varò il bando “Trova casa al Terzo Paradiso”, un concorso di idee ad evidenza pubblica sul portale dell’ente. Diverse le proposte giunte in quell’occasione da architetti, associazioni, raggruppamenti e singoli cittadini. Anche l’Istituto Vespucci aveva avanzato la proposta di collocarlo all’interno della vecchia sede del Nautico, che ospita il Planetario, per dare nuova linfa all’edificio. Da allora più nulla. Mentre si registra l’interesse di qualche ente culturale di Lecce che ha fatto richiesta di poter prendere in custodia l’opera, il Sindaco Stefano Minerva rassicura sulla volontà di trovare al più presto una soluzione. “Stiamo lavorando a questa cosa da diverso tempo – afferma Minerva – provando a trovare una collocazione anche in accordo con i gestori del Castello. Non è facile posizionare un’opera di tali dimensioni; al momento stiamo valutando una soluzione che a mio avviso sarebbe ideale. Stiamo inoltrando una richiesta in Capitaneria per installare il Terzo Paradiso sul tetto dei capannoni del porto, sul quale ci si affaccia camminando lungo le mura”. Il percorso verso la soluzione è cominciato.

 

 

 

 

 

 

 

 

Gallipoli – Il Centro Trombosi dell’Ospedale di Gallipoli ottiene il certificato d’eccellenza. Ad attribuirlo è la Bureau Veritas Italia, leader mondiale nei servizi di controllo, verifica e certificazione per la qualità, salute e sicurezza, che ha valutato il dipartimento gallipolino come “Centro di eccellenza per la qualità delle prestazioni”. Nell’ambito di un progetto riguardante diversi centri del Meridione sono stati analizzati i requisiti organizzativi, strutturali e gestionali e sono in tutto dieci nel Sud Italia ad aver superato la prova, cinque in Puglia, fra cui Gallipoli.

Il Centro trombosi ed emostasi dell’unità operativa complessa di Medicina interna è stato valutato e giudicato conforme allo standard europeo di qualità tanto da ottenere anche la certificazione Iso 9001/2015 e quella del Modello Egina (Eccellenza nella gestione Integrata dei nuovi anti-coagulanti). Il settore gallipolino, diretto dal dr. Luigi Ria, opera da 32 anni ed è specializzato nella diagnosi della trombosi e nell’impiego di farmaci anticoagulanti per la prevenzione e la terapia delle malattie tromboemboliche cardiovascolari, che sono la prima causa di morte nel mondo. Negli ultimi tempi si è specializzato anche nel dosaggio dei nuovi farmaci anticoagulanti orali di nuovissima generazione.

“Ottenere queste certificazioni – commenta il primario Luigi Ria (foto) di Collepasso – è una grande soddisfazione ed un riconoscimento al lavoro svolto in questi anni e che prevede non solo il dosaggio dei farmaci e il mantenimento del range terapeutico per periodi superiori al 60%, ma anche la diagnosi, le terapie personalizzate e la gestione delle complicanze, anche quelle che giungono in ospedale dal pronto soccorso”. Nei prossimi mesi il centro dovrà superare altri controlli per accertare il mantenimento dei requisiti, uno a novembre e un secondo a marzo a distanza di un anno e poi a due anni.

Tra le caratteristiche che hanno agevolato il riconoscimento della certificazione anche la gestione e comunicazione digitale dei risultati e dei dosaggi quotidiani attraverso un software che li invia, dopo due ore dal prelievo sanguigno, direttamente alla mail del paziente. Tutto questo nonostante i noti problemi di sottodimensionamento del personale, che riguardano diversi reparti dell’ospedale gallipolino, e che qui in particolare in estate con l’arrivo di numerosi turisti che necessitano del monitoraggio quotidiano crea lunghe attese. “Il centro fa parte del reparto di medicina ed è ospitato in un ambulatorio dove si gestiscono anche altre patologie e visite – continua Ria – e sarebbe bello che la Regione decidesse di riconoscere questi reparti come effettivi e quindi con personale dedicato. Al momento ogni giorno ci sono due unità infermieristiche in ambulatorio e uno dei medici del reparto di medicina che per tutta la mattina dunque resta senza una unità”. All’eccellenza del servizio medico offerto si contrappone qualche neo delle sale d’attesa dell’area dove è sito l’ambulatorio, e che ospita anche quello di Ortopedia, dove da tre anni è completamente fuori uso il sistema di aria condizionata; peraltro nei corridoi non ci sono finestre. Questione che al netto delle lungaggini della burocrazia e delle gare d’appalto pare stia giungendo a soluzione. “Proprio in questi giorni – conclude il primario- siamo stati rassicurati dalla direzione. L’impianto deve essere sostituito e non riparato e si sta provvedendo all’assegnazione dei lavori”.

Gallipoli – Una giornata di festa, grande spirito sportivo e di squadra per i circoli velici locali; 61 i piccoli atleti presenti alla seconda tappa del campionato regionale pugliese disputata a Gallipoli lo scorso 15 aprile ed organizzata dall’IISS A. Vespucci. Accompagnati dai propri coach e provenienti da tutta la Puglia hanno messo a dura prova la loro pazienza nell’attendere Eolo che domenica si è fatto desiderare per ben quattro ore. Al termine del tempo limite, previsto per le 15.30, il direttore di gara Vito Crismale ha mandato tutte le imbarcazioni in porto non essendoci le condizioni minime di vento necessarie per compiere il percorso tra le boe. Nessun vincitore quindi per questa tappa che però ha confermato una grande operatività organizzativa da parte dell’istituto Vespucci, capofila della manifestazione, in collaborazione con il Circolo della vela Gallipoli e la Lega Navale Italiana sezione di Gallipoli che hanno messo a disposizione oltre ai loro mezzi assistenza in mare anche le loro sedi sociali all’interno dell’area portuale ospitando rispettivamente la postazione Iscrizioni e quella di accoglienza. Il club Velico Sirenè ha invece messo a disposizione il proprio mezzo assistenza in mare condotto dai giudici di gara.

Prezioso anche il supporto del Comune di Gallipoli e della Capitaneria di Porto che hanno garantito, attraverso le proprie ordinanze, un livello di sicurezza massimo per tutte le fasi della manifestazione sia a terra che in mare. “Un ringraziamento speciale – dicono gli organizzatori – va a tutti i preziosissimi supporters: AP Compositi di Antonio Preite; Tirelli Yacht di Tirelli Niccolò con tutto il suo staff che ha messo a disposizione l’imbarcazione ospitante i giudici di gara; Locals Salento Kite Surf ed il suo team di Kiters, disciplina sempre più in voga nel Salento; Costa del Sud Diving di Andrea Costantini con il suo super gommone assistenza; e non da ultimi i docenti e gli studenti del Vespucci in campo di gara come assistenti a terra e in mare, gli istruttori, i giudici di gara e tutti gli appassionati di questa disciplina sportiva che va oltre il vento, anche quando non c’è”. Prossimo appuntamento sportivo della scuola il 4° Trofeo Vespucci il 30 luglio prossimo.

Gallipoli – Un ponte tra Francia e Italia: la formazione passa attraverso gli scambi culturali europei al liceo di Gallipoli. Con i diversi progetti realizzati il liceo “Quinto Ennio”, diretto da Antonio Errico, si pone come porta d’accesso per l’Europa per gli studenti locali e approdo per i liceali stranieri nella nostra terra. Proprio oggi parte l’ennesimo abbraccio culturale che coinvolgerà l’istituto gallipolino fino al 25 aprile col soggiorno in loco di 25 studenti del Lycée “La Mennais” di Guérande, in Francia, dove lo scorso febbraio erano stati ospiti a loro volta un gruppo di alunni dell’indirizzo linguistico grazie al progetto di E-twinning, coordinato dalla professoressa Giulietta Capone, con la collaborazione delle colleghe Cristina Cataldi e Patricia Flament, supportato da alunni e docenti degli indirizzi liceali linguistico e scienze umane. Si tratta di un gemellaggio scolastico che, sfruttando le nuove piattaforme didattiche online, inizia con uno scambio virtuale e culmina nell’incontro.

Gli studenti del “Quinto Ennio” accoglieranno gli ospiti francesi conducendoli in un’esplorazione guidata degli scenari più incantevoli del nostro territorio: dai campanili barocchi di Lecce ai trulli della Valle d’Itria, dai colori del mosaico otrantino agli scorci del mare gallipolino. “Sarà una settimana tra profumi, sapori e colori che ammantano questo nostro lembo d’Europa – commentano le docenti- tra i frammenti di bellezza che la natura, la storia e l’umanità della gente del Sud hanno saputo edificare e che nelle aule di un lontano liceo francese qualcuno custodirà certamente a lungo tra i ricordi più cari”.

Gallipoli – Primo mini test estivo nel giorno di pasquetta anche per la litoranea pedonale che porta a Baia verde e canale dei Samari. Un’ordinanza del Sindaco Stefano Minerva, pubblicata sabato mattina e datata 30 marzo, ha dato la possibilità di raggiungere i lidi a piedi attraversando il cantiere dei lavori di riqualificazione e rigenerazione dell’arteria costiera. Il Comune, come da impegno preso con gli operatori balneari, ha garantito così sia l’accesso alle strutture insistenti in quel tratto che la pubblica sicurezza. Nelle prime ore del mattino di lunedì sono stati dunque aperti due varchi nelle recinzioni che delimitano l’area interessata dal cantiere per permettere il passaggio dei tanti giovani, ma anche famiglie con bambini e anziani che, nonostante qualche disagio e le poche informazioni a disposizione sulla viabilità e riguardo la possibilità di parcheggiare, non hanno rinunciato alla passeggiata in spiaggia.

Braccio di ferro sull’area dei parcheggi vicino alla Baia verde. Con lo stesso documento inoltre il primo cittadino (“assumendomi tutte le responsabilità del caso”, rileva Minerva) sempre per ragioni di pubblica incolumità e sicurezza , l’apertura e la fruizione gratuita della grande area a parcheggio alle spalle della strada e da cui si arriva in prossimità dei diversi stabilimenti. La società proprietaria dei  terreni però, sostenendo di non aver ricevuto comunicazione ufficiale di dover aprire i cancelli, ha lasciato i lucchetti ai cancelli d’ingresso, come li hanno trovati i gestori degli stessi posteggi. Niente parcheggi quindi la domenica di Pasqua. Stessa scena ha rischiato di ripetersi il giorno dopo; a quel punto però data la giornata di sole, la temperatura quasi estiva e l’evidente sopraggiungere di auto in cerca di sosta e di tante persone, sono stati sollecitati e allertati il Sindaco e i vigili urbani che,  dando esecuzione all’ordinanza comunale, hanno fatto aprire i cancelli con l’ausilio di una ditta esterna e nonostante il perdurante diniego del proprietario dei terreni (una società di Casarano). Quest’ultimo ha contestato che, al momento, non esista – come invece specificato nell’atto – alcun contratto di affitto. Bagarre e minacce di azioni legali a parte, il test è sembrato positivo ma va sottolineato che il carico antropico del lunedì dell’Angelo non è assolutamente paragonabile ai numeri estivi.

 Minerva: “Piano traffico ok, città piena di turisti. Ora sotto con i programmi estivi” “Al termine delle festività pasquali, alla luce di quanto avvenuto nei  giorni scorsi, delle presenze riscontrate e dei dati oggettivi raccolti,  posso affermare con fierezza che Gallipoli ha superato a pieni voti  questa prova”: questo il commento del Sindaco Minerva, per il quale “il boom di presenze conferma ancora Gallipoli come la meta preferita  dai turisti e da visitatori dell’entroterra: complice il bel tempo, ottimo coordinamento sull’organizzazione della città e sul piano  traffico. Il parcheggio libero e gratuito del centro storico, con sbarra  sollevata per permettere alle macchine di circolare senza ingorghi – prosegue Minerva – ha  favorito gli spostamenti verso il borgo. Allo stesso modo, assumendomene  piena responsabilità, il via libera sulla litoranea ha permesso ai lidi  di lavorare e alle persone di usufruire dei servizi senza disagi. Ora, a tamburo battente, siamo in piena fase di definizione  della linea programmatica per la stagione estiva alle porte”.

Gallipoli – Nonostante un vento a 46 nodi che, nella giornata di sabato,  ha rischiato di guastare la festa, la Pasqua a Gallipoli può dirsi soddisfacente in termini di presenze giornaliere e arrivi di turisti e villeggianti. Gli operatori, già nelle settimane precedenti, avevano ricevuto numerose richieste di informazioni e preventivi molte delle quali si sono poi trasformate in arrivi effettivi, se pur con molte conferme all’ultimo momento (il “last minute” a cui sono rimaste appese parecchie agenzie e strutture e che hanno fatto la fortuna dei siti specializzati) e per un massimo di due notti.

Agriturismi, bed and breakfast (qualcuno anche dell’entroterra), campeggi hanno registrato numeri confortanti che lasciano ben sperare per la nuova stagione.  I dati principali arrivano dalle  grandi strutture, che rappresentano numericamente la parte più consistente di posti letto,  come quelle del gruppo Caroli Hotels e dell’azienda Coppola, aperte tutto l’anno, che possono contare su una clientela consolidata anche grazie al grande lavoro di promozione portato avanti con costanza e in tutti i periodi dell’anno. “La vacanza pasquale – afferma Giuseppe Coppola presidente della sezione turismo di Confindustria e titolare di aziende agroenoturistiche – è strettamente legata al meteo e al periodo, non si possono dunque fare paragoni con l’anno precedente. Abbiamo riscontrato un buon interesse per Gallipoli. Tante le richieste nelle settimane precedenti, molte delle quali però si sono concretizzate a partire da sabato prima di Pasqua, quando le previsioni meteo hanno fornito notizie rassicuranti per le giornate di domenica e lunedì”.

Dello stesso avviso Attilio Caputo del gruppo Caroli , impegnato da anni ormai in una promozione legata, oltre che alle festività, ad eventi sportivi di carattere nazionale e internazionale “Stiamo lavorando bene, tante richieste e tanti arrivi alcuni programmati e altri dell’ultima ora”. Qualche flessione pare invece essersi registrata nel settore alberghiero stagionale. “Nel nostro settore – commenta Vito Ria di Hotel Fly e punto di attrazione del cicloturismo della zona – abbiamo registrato un calo del 15%,  con un conseguente e notevole ribasso del prezzo medio a camera; alcuni, considerate le poche richieste, hanno preferito restare addirittura chiusi. Tuttavia ci sono stati diversi arrivi last minute, certo non c’è stato il pienone ma siamo riusciti a lavorare bene”. Qualcuno ha proposto offerte e ribassi in anticipo attraverso i portali di prenotazione online ma anche qui, a causa dell’incertezza del meteo, la maggior parte non ha osato prenotare in anticipo scegliendo di contattare direttamente le strutture prima dell’arrivo.

Gallipoli – Giovedì Santo: Gallipoli si prepara a vivere la Pasqua con quattro giorni di intensa devozione. La città si ferma per partecipare ai riti pasquali che qui  hanno un sapore particolare grazie anche ad una partecipazione ancora popolare. Lo sanno bene anche tanti turisti che, oltre che per godere dei primi slanci di primavera, ogni anno giungono per immergersi in questo spirito di solenne contemplazione dei Misteri. Gli appuntamenti cominciano oggi nel pomeriggio con la messa in Coena Domini celebrata in tutte le parrocchie. Al termine della celebrazione, centinaia di persone, cittadini, locali e turisti, si recano nel centro storico per ammirare e adorare gli altari della reposizione, i cosiddetti “Sepolcri”. In pellegrinaggio si recano anche tutte le confraternite – ben nove nella città vecchia ed una nel borgo – che si alternano per le viuzze tra suoni di “trozzula”, inni e preghiere. Gli altari possono essere visitati fino al mezzogiorno del venerdì. Poi, dopo l’ora sesta, sempre di venerdì, cala il silenzio e ci si prepara alla celebrazione dell’ora nona; in alcune chiese si svolge la meditazione delle “sette parole” i passi del vangelo che narrano i misteri di Gesù o si celebra la “Messa sciarrata” una liturgia antica e particolare per rendere omaggio alla Croce. Dalle 17 il momento più atteso: nel centro storico presso la Chiesa del Crocifisso, guidata dall’omonima congrega e da quella di Santa Maria degli Angeli,  inizia la Processione dei Misteri, che prosegue verso la Cattedrale dove si tiene la celebrazione della Passione di Cristo presieduta dal Vescovo Monsignor Filograna; a seguire il corteo  si snoda per le vie della città; prevista una sosta alle 22 presso la parrocchia di San Gerardo Maiella e rientro intorno all’una e trenta di sabato. Dalle ore 3 prende vita la Processione della Desolata portata in pellegrinaggio per la città fino al mattino quando,  intorno alle 12,  presso la chiesa della Purità, migliaia di persone attendono il toccante “incontro” tra il simulacro della Vergine e quello dell’Urna di Cristo. Il giorno di Pasqua a mezzogiorno il rito dello sparo della “caremma” che saluta l’austerità della Quaresima. Per l’occasione non si potrà accedere in auto nel centro storico:  oggi dalle ore 19 alle 24,  venerdì dalle 17 al termine della processione, sabato dalle 7  alle 14. Da oggi a lunedì 2 sarà però consentito il parcheggio libero e gratuito presso l’area portuale. (foto di Franco Mantegani, Processione dei Misteri)

Gallipoli – La Settimana santa si è aperta, a Gallipoli, con un piccolo furto nella Cappella di Santa Cristina. Lunedì 26 marzo,  intorno alle 18,  è stato il parroco don Gigi De Rosa ad accorgersi che qualcuno aveva manomesso la cassetta delle offerte. Un gesto ignobile quanto, forse, disperato che ha portato nelle tasche del ladro poco più di un paio di euro. «È stato più grande il danno fatto che l’utile ricavato, nemmeno sufficiente per un caffè. All’autore del gesto  – ha commentato il sacerdote su Facebook – faccio presente che il rettore del Santuario è sempre disponibile per le confessioni». La chiesetta, che si trova in piazza Aldo Moro in uno degli scorci più suggestivi di Gallipoli, è simbolo della devozione dei gallipolini per Santa Cristina. In questo periodo in occasione della Pasqua, come per tutta l’estate, è aperta al pubblico, per volontà di don Gigi che ne ha cura e custodia, proprio per permettere ai fedeli o a chiunque ne senta l’esigenza, di accostarsi per un momento di preghiera. Il danno è di piccola entità: è stata distrutta la cassetta delle offerte ma per fortuna non è stato interessato il cristallo che protegge il prezioso quadro con l’effige della Santa, recentemente restaurato. La natura di questo gesto fa possa essere stato commesso da qualcuno alla ricerca  di spiccioli per procurarsi alcol o droga. «Chi ha davvero necessità e bisogno – conclude il prete- sa che in chiesa può trovare sostegno e che ci sono altri percorsi per trovare aiuto anziché rubare».

Gallipoli – Cos’è un papà? “Papà è un posto d’affetto”. E’ la risposta dolcissima di uno dei piccoli della scuola dell’infanzia di piazza Carducci alla domanda-stimolo posta dalle maestre. Intorno a questo quesito le insegnanti hanno sviluppato un’iniziativa di preparazione alla festa del papà che ha visto proprio questi ultimi protagonisti per un giorno fra i banchi di scuola in attività attinenti al loro lavoro. “Abbiamo ideato insieme ai bambini – spiega l’insegnante Alessandra Manno – un compito di realtà partendo proprio da quella domanda. Le risposte come si poteva immaginare sono state le più originali”. Per Emanuele “è uno scavatore”, per Bianca “raccoglie i fiori”, Anna dice “io faccio finta che è un bambolotto”, per Cristina “è un dormiglione”. “Ma la risposta del piccolo Diego – continua l’insegnante – ha colpito a tal punto da meritare una riflessione più profonda sulla figura genitoriale e sulla necessità dei bambini di avere una figura di riferimento solida che abbia tempo per loro”. Da qui è nata l’iniziativa. “Il tempo – dicono ancora le docenti- è la grande sfida educativa di oggi. Spesso sono proprio i papà ad averne troppo poco da trascorrere con i figli. Perché quindi non rubargliene un poco per invitarli a stare con noi a scuola per raccontarsi?”. E così papà Tonino ha raccontato una versione al passo con i tempi di Cappuccetto Rosso, papà Giovanni ha organizzato una partita di pallone, papà Gabriele ha insegnato a “salvare le persone”, papà Antonio e papà Cristian hanno giocato in palestra, papà Patrik ha aiutato a sistemare l’abbecedario, papà Daniele li ha fatti divertire con “pennellate d’artista”. Per la ricorrenza, la manifestazione si è conclusa con la consegna ai papà dei classici lavoretti. “Un plauso – concludono le maestre- ai papà che hanno partecipato all’iniziativa mettendosi in gioco, ai bambini che con il loro entusiasmo colorano il mondo e alla Dirigente Scolastica del II Polo di Gallipoli Lucilla Vaglio che credendo fortemente in un modello di scuola-comunità “promuove la collaborazione con le famiglie e le risorse sociali, culturali ed economiche del territorio”.

Gallipoli – L’ultimo triennio 2015-’16-’17 ha registrato per il porto di Gallipoli un calo costante dei movimenti per operazioni commerciali. Si tratta di un dato opposto a quello che invece proprio fino agli inizi del 2015 aveva segnato un rifiorire delle attività. Le navi che si alternano sul molo foraneo caricano in prevalenza cemento proveniente dalla ditta Colacem di Galatina, come confermano dagli uffici della Capitaneria; questa attività è però legata ai periodi di benessere e ricostruzione di paesi e città del Mediterraneo feriti dalla guerra. Dalle 62 navi nell’anno 2015 si è passati dunque alle 30 nel 2016 e alle 13 soltanto nel corso del 2017. Il 2018 sembra registrare un lieve aumento considerato che nel primo bimestre sono transitate otto navi per un carico totale di cemento alla rinfusa di 41.790 tonnellate. Un traffico monotematico dunque, al quale sporadicamente nel 2015 si è aggiunto quello dei tubi di grande portata destinati alle condotte dell’Acquedotto pugliese.

Commerci sempre più esigui, ma intanto ci vivono circa 50 famiglie Questi numeri, secondo alcuni, non giustificano il mantenimento della natura commerciale dello scalo gallipolino ma occorre anche evidenziare che “ci sono almeno una cinquantina di famiglie che vivono grazie a questi se pur esigui commerci”, come fanno notare in Capitaneria e negli uffici doganali. Se si volesse comunque pensare a riconvertire totalmente il bacino portuale, occorrerebbero dei lavori di adeguamento di notevole importanza: una nave da crociera di linea di medie dimensioni, ad esempio, occupa l’intero braccio e richiede uno spazio di manovra ora insufficiente; soprattutto si dovrebbe dotare l’intera area di infrastrutture, servizi e una rete di collegamenti ad oggi inesistenti.

Minerva: “Affiancare al traffico commerciale quello crocieristico” Alla navigazione per operazioni commerciali tuttavia negli ultimi anni si è accostato un esiguo turismo croceristico con quattro scali nei mesi estivi del 2015 e 2016 di piccole navi da crociera; nessuno scalo invece nel 2017. “Per quest’anno – afferma il Sindaco – ci sono già cinque navi da crociera che sicuramente faranno scalo a Gallipoli”. Una notizia confermata dall’agenzia marittima De Luca e dalla Capitaneria; il numero potrebbe anche aumentare. Non si tratta però di crociere di linea, precisano dall’agenzia, ma di navi private che possono trasportare da 150 a circa 400 passeggeri , come la già nota “Seabourn Spirit”, che seguono itinerari studiati ad hoc dai tour operator specializzati per soddisfare un determinato target di lusso che sceglie i porti di interesse. Sono per lo più turisti americani e nord europei. Parallelamente a questo inoltre l’Amministrazione comunale sta lavorando per cercare di chiudere una intesa con alcune grandi compagnie con navi di media grandezza per entrare nel circuito delle crociere di linea. “Una riconversione totale del porto non è semplice – dice ancora Minerva – anche perché c’è una larga fascia di cittadinanza sfavorevole. Bisogna trovare delle soluzioni intermedie per incrementare sia il traffico commerciale che quello turistico e far coesistere entrambe le funzioni”.

Gallipoli – Come si arriva dalle aule di un liceo ai massimi livelli della ricerca scientifica? Domani, mercoledì, alle 9,30 nell’aula magna del “Quinto Ennio” di Gallipoli,  il docente universitario Massimo De Vittorio, direttore del Center for Biomolecular Nanotechnologies dell’Istituto italiano di tecnologia di Lecce, lo racconterà agli studenti, nell’ambito dell’appuntamento gallipolino con le “Giornate di promozione della Cultura scientifica” organizzate dalla Provincia di Lecce. Il prof. De Vittorio passerà per un giorno dai moderni laboratori tecnologici ai banchi di quella che è stata la sua scuola,  un ritorno alle origini per raccontare ai giovani il percorso di formazione  a partire proprio dalla sua città natale, da quel liceo di Gallipoli, dove si è diplomato 33 anni fa. Accolto dal dirigente Antonio Errico, il docente durante l’incontro  presenterà le numerose attività di ricerca svolte nei laboratori dell’Iit ed illustrerà una relazione su “Le nanotecnologie per l’Uomo e l’Ambiente”.

De Vittorio: “Contento di tornare nel mio vecchio liceo” Gallipolino doc, De Vittorio si è diplomato nel 1985 e oggi insegna “Electronic and Photonic Devices” e “Nanotechnologies for electronics” nei corsi di laurea di Ingegneria dell’Innovazione dell’Università del Salento; inoltre dirige il “Center for Biomolecular Nanotechnologies” di Lecce, con oltre 80 tra ricercatori e tecnici. “Sono molto emozionato – commenta il professore – da 30 anni non torno nella mia scuola. All’epoca peraltro i licei erano separati, lo scientifico era il liceo Tommaso Fiore con l’ingresso  laterale, mentre quello privilegiato era per il classico e i due piani erano separati. Mi dicono che sono cambiate un po’ di cose e potrei non ritrovare l’aspetto che ricordavo”. Di quel periodo della sua vita ricorda la spensieratezza e l’amicizia: “Sono rimasto affezionato e legato a molti amici di allora che ancora frequento e molti dei loro figli a loro volta lo frequentano oggi. Ricordo con molto piacere le piccole bravate che si facevano con i compagni.  Quando la Provincia mi ha proposto uno di questi incontri ho caldeggiato Gallipoli, sono contento di andare a trovare io gli studenti piuttosto che farli sempre venire da noi”. Una riflessione sul percorso formativo che in questi anni si è evoluto: “Il nostro vecchio liceo, come tanti altri, è cresciuto tanto;  la preparazione che fornisce è diversa e molto più completa, i ragazzi arrivano all’Università più preparati e consapevoli”.

Le altre tappe: coinvolte scuole di Nardò e Copertino  Le “Giornate di Promozione della Cultura scientifica”, sono state ideate e organizzate dalla Provincia di Lecce, in collaborazione con Università del Salento, Istituti del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), altri istituti di ricerca e alta tecnologia, Agenzia regionale per la protezione ambientale (Arpa) di Lecce e la Società botanica italiana (Sbi – sezione Puglia). Si proseguirà, secondo il calendario, venerdì 16 marzo al Polo universitario di Ekotecne dove si svolgeranno attività di laboratorio che coinvolgeranno circa un centinaio di studenti delle scuole superiori del Salento. Ad essere coinvolti un gruppo del Liceo Bachelet di Copertino. Un altro gruppo di studenti, provenienti dal Liceo classico “Galileo Galilei” di Nardò, sarà accolto nella Palazzina M, ex Dipartimento di Scienza dei Materiali, dove accederà ai laboratori afferenti al Dipartimento di Beni culturali (diretto da Gianluca Tagliamone) laboratorio di Analisi chimiche per l’Ambiente e i Beni culturali; al Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche e Ambientali (diretto da Luigi De Bellis) laboratori di idrogeofisica e Stsatigrafia dei Rischi Naturali e Chimica Analitica; al Dipartimento di Matematica e Fisica (diretto da Giovanni Mancarella) laboratori di Microscopia e Spettroscopia, di Fisica per l’Ambiente, di Fisica Medica, Ambientale ed Archeometria. Un altro laboratorio, quello di Impronta Idrica, sarà accessibile presso il Dipartimento di Scienze dell’Economia.

 

 

Gallipoli – Anche Gallipoli si sveglia pentastellata, subito dopo aver dato 4.157 voti alla Camera e 3.686 al Senato ai candidati dei Collegi uninominali del movimento di Grillo e Casaleggio. Un risultato in linea con la tendenza nazionale che vede, nelle regioni del Centro-Sud un predominio del partito di Di Maio che ha fatto man bassa in particolare nei collegi uninominali, che esprimo circa un terzo del nuovo Parlamento. Fin qui  tutto abbastanza prevedibile a giudicare dagli umori prevalenti nei giorni immediatamente precedenti il voto e i malumori ed esternazioni social di molti cittadini.

La prima sorpresa: la Lega Nord spinta da Di Mattina e Caroppo. Una certa sorpresa arriva invece dalla Lega Nord che porta a casa 857 voti e si posiziona al quarto posto delle liste più suffragate con l’8,09 (Senato). Una scelta che ha lasciato perplessi di primo acchito alcuni; si potrebbe forse trovare una chiave di lettura in uno dei nomi dei candidati nel collegio plurinominale proprio sotto  il simbolo del partito di Salvini: quello di Salvatore Di Mattina, già consigliere comunale e candidato Sindaco di Gallipoli in diverse consiliature e oggi presidente regionale dell’associazione di categoria Cna balneatori alla quale aderiscono la maggior parte dei lidi gallipolini e pugliesi. A Di Mattina va aggiunto il contributo portato da Andrea Caroppo, consigliere regionale di Minervino di Lecce, già Fi fino a poco tempo.

Seconda sorpresa: i fittiani, vecchi e nuovi, tirano poco. I voti leghisti si uniscono ai 1.560 di Forza Italia (seconda forza politica cittadina dopo il M5S) e portano la coalizione di centrodestra, con Fratelli d’Italia e Noi con l’Italia, al 33, 08%. Qui c’è un’altra possibile sorpresa: è solo del 5%  circa il contributo allo schieramento portato dai fittiani che appoggiavano al plurinominale la candidata gallipolina Stefania Oltremarini, attualmente consigliere comunale. Peraltro Fitto di recente aveva raccolto l’appoggio di altri due consiglieri della maggioranza locale, Salvatore Guglielmetti del gruppo misto (e con un assessore in Giunta) e Antonio Piteo, eletto con il Pd poi dimessosi dal partito ma non dalla maggioranza al Comune. Il risultato di Casapound si ferma a 235 preferenze; nei  giorni scorsi questo gruppo si era presentato con una nota ed aveva incassato l’adesione del consigliere comunale Sandro Quintana, negli stessi giorni in cui quest’ultimo abbandonava polemicamente gli incarichi di presidenza e vicepresidenza di due commissioni consiliari.

D’Alema, un ritorno che non è andato bene. C’era chi non ci scommetteva un euro e chi invece sì; la gran parte degli elettori era curiosa di sapere cosa era rimasto in città della prolungata presenza – anni Novanta – del “deputato di Gallipoli”. Ebbene, alla fine sembra magro il bottino elettorale di Massimo D’Alema, in corsa al Senato con Liberi e Uguali, anche se i 416 voti  (in percentuale 4,40%) superano la media nazionale del suo partito e quella pugliese poco sopra il 3%. Questo scostamento in più si potrebbe spiegare con un riavvicinamento tra D’Alema e Flavio Fasano (oggi capogruppo di “Gallipoli Futura”) nel piano della campagna elettorale. Ad ogni modo, Tricase l’ha trattato meglio: per lui l’8,45%.

Il Pd, partito del Sindaco, poco sopra il 15%. Terza forza politica cittadina è il PD,  partito del sindaco Stefano Minerva (alle Comunali due anni fa era sceso sotto il 9%); adesso è a quota 15,27%; la viceministro Teresa Bellanova è salita a quota 17,5%. Il nuovo scenario comunque, ancora più frastagliato di prima, sembra preludere a movimenti anche negli assetti della maggioranza che regge Minerva che, a quanti della sua area auspicavano un cambio di passo e un colpo d’ala nella operatività della Giunta, ha sempre risposto finora rinviando analisi e aggiustamenti a dopo il voto.

Le sezioni più “schierate”. Infine alcune curiosità: la sezione in cui Massimo D’Alema ottiene più voti (27)  è la  numero 13 di via Torino, che risulta anche la più salviniana con la Lega che ne prende 64 per la Camera e 54 al Senato; i Cinque stelle raggiungono nella 21 di via Giorgio da Gallipoli un picco di 299 alla Camera e di 337 al Senato;  la neonata Casapound raggiunge il massimo risultato nella 5 (piazza Carducci) e nella 15 (via Modena) con 16 suffragi.

 

 

Gallipoli – Una storia che si ripete da almeno due anni con le proteste degli studenti dell’Istituto Nautico di Gallipoli costretti ad affrontare i mesi invernali in ambienti poco adeguati. In particolare, come segnala il professore Enrico Mario Preite a Piazzasalento, preoccupa la situazione di cinque classi site nella sede di via Pagliano, “dove i ragazzi si riscaldano con stufette elettriche, mentre in via Pedone – sottolinea il docente – il riscaldamento funziona ma servirebbero degli interventi di adeguamento dell’area solare adiacente per le attività sportive e piccoli lavori di edilizia ordinaria”. Una condizione che ha portato un gruppo di alunni a presentarsi presso la sede comunale, venerdì 2 marzo, per esprimere il proprio disappunto in maniera de tutto pacifica . “Non è competenza del Comune”, hanno, però, fatto sapere loro gli amministratori. «Ma i ragazzi devono comunque essere tutelati. La loro manifestazione pacifica ha catturato la nostra attenzione», afferma la consigliera comunale Assunta Cataldi.

La dirigente scolastica e la Provincia La gestione e la manutenzione dei plessi spettano, infatti, all’ente Provincia da tempo, però, in serie difficoltà nel riuscire a garantirle malgrado gli impegni assunti ad inizio anno scolastico. «I ragazzi sapevano perfettamente che il Comune  non ha competenze. Noi – afferma la dirigente dell’Istituto Paola Apollonio – abbiamo già scritto alla Provincia facendo sapere che se non avessero provveduto loro ad installare dei condizionatori lo avremmo fatto noi addebitando i costi alla stessa Provincia. Noi come scuola, più di questo non possiamo fare;  per il momento i ragazzi sono ospitati nella sede centrale con tutti i disagi dovuti dalla compatibilità dell’orario dei docenti che devono fare su e giù da una sede all’altra».

Il recupero della vecchia sede Altro problema quello dell’“immobilismo” circa il recupero della vecchia sede del Nautico e i fondi (12 milioni) assegnati nell’ambito del progetto “Scuole innovative”. «Inutile ripetere la storia infinita dei problemi logistici dell’Istituto nautico di Gallipoli – prosegue il professor Preite – né le vane promesse delle istituzioni. Insegnanti e studenti non si sono però rassegnati  nel rivendicare il diritto di poter studiare in un ambiente dignitoso ed adeguatamente attrezzato. Al momento, visto che non è chiaro in quale cassa si trovano i 12 milioni assegnatici nel 2015 per la costruzione di un nuovo Istituto, chiediamo di cercare la chiave di quella cassa, ma ancora prima di affrontare la provvisorietà risolvendo alcuni aspetti critici».

party in spiaggia samsara gallipoliGallipoli – In attesa del giudizio di merito la cui udienza è fissata per il prossimo 7 giugno il Samsara può riaprire. E’ quanto emerso dal pronunciamento di questa mattina a Roma, sede del Consiglio di Stato, il massimo grado della giustizia amministrativa; tale decisione sospende di fatto l’ordinanza di smantellamento e ripristino dei luoghi emessa dal Comune dopo la contestazione di uso improprio della Capitaneria. Su sollecitazione del Presidente della V sezione del Consiglio di Stato infatti il Comune si è impegnato, con dichiarazione a verbale di udienza, a non dare esecuzione alla determina comunale di decadenza (entro i termini stabiliti di 60 giorni) fino alla conclusione del giudizio di merito. Caduta momentaneamente l’ingiunzione di smantellamento immediato e in attesa del giudizio finale, dunque le attività possono riprendere nel pieno rispetto delle regole. ”Questo giudizio – commenta uno dei due soci, David Cicchella – ci apre ad una forte speranza che tutto andrà per il verso giusto. Confidavamo e confidiamo ancora nella giustizia italiana. Aspettiamo fiduciosi il giudizio di merito. Visto che ci è stato consentito riprenderemo nel frattempo la nostra attività rispettando come sempre abbiamo fatto le regole imposte”.

Come si ricorderà, la vicenda ha preso l’avvio da un sopralluogo nel luglio scorso operato dagli agenti della Guardia costiera di Gallipoli. Quella ispezione si era conclusa con un verbale di contestazione (prevalente attività di discoteca rispetto a quella balneare, come da concessione) negli orari pomeridiani (ore 16-20) autorizzati dal Comune; in quella occasione era stata elevata anche una multa di 1.032 euro.  Il provvedimento comunale è scattato il 24 novembre scorso e doveva essere eseguito entro 60 giorni da quella data. Poi l’avvio della inevitabile battaglia legale che finora ha lasciato in piedi uno dei lidi più famosi d’Italia.

Il commento del Sindaco Minerva e dell’assessore Piccinno “Accogliamo la sentenza positivamente – commenta il Sindaco Stefano Minerva. Siamo fiduciosi  nella giustizia amministrativa e speriamo che l’esito finale del giudizio di merito non mortifichi gli sforzi e gli investimenti dell’imprenditoria gallipolina”. Nelle more dei pronunciamenti finali l’Aamministrazione  lavorerà per stabilire delle regole a tutela del territorio e del settore turistico balneare e dell’intrattenimento. “Sottolineo ancora una volta – precisa l’assessore EmanuelePiccinno – che il nostro è stato un atto dovuto; siamo soddisfatti di questa decisione e vicini ai nostri imprenditori, abbiamo a cuore le sorti dell’intero comparto che ruota intorno al turismo giovanile. Ci stiamo già attivando per avviare un percorso di regolamentazione , convocheremo a brevissimo un tavolo tecnico del turismo intorno al quale , con la Regione, presidente Emiliano , assessore Capone e dirigente del settore turismo e demanio e con la Capitaneria: ci siederemo con i  nostri imprenditori per ascoltare problematiche e istanze, proporre soluzioni  e definire regole trasparenti e precise per tutti”. 

Claudio Polo e Oreste Scorrano

Gallipoli – Una scuola per imparare a correre aperta alla cittadinanza, è la nuova iniziativa che sarà avviata nei prossimi giorni dall’Asd Atletica Gallipoli. L’associazione, guidata da Claudio Polo, sempre impegnata nella diffusione dei valori e dell’importanza dello sport, ha organizzato, da uno spunto del socio Oreste Scorrano, una vera e propria scuola d’atletica aperta a tutti per la formazione sportiva. “Grazie al supporto del professor Luca Errico – commenta il presidente – la nostra associazione, già operante in città con l’organizzazione di varie manifestazioni podistiche, ha pensato allo svolgimento di una serie di allenamenti mirati, che si effettueranno presso lo stadio Antonio Bianco”. Gallipoli è sprovvista infatti di un palazzetto per gli allenamenti e di una pista adeguata e l’utilizzo del campo sportivo è l’unica alternativa possibile per poter svolgere gli allenamenti nelle condizioni di terreno adeguate per le articolazioni.

L’intento è quello di promuovere l’importanza della pratica sportiva per la salute fisica e psichica e di formare i più giovani, ma anche i meno giovani che vogliono approcciare la disciplina o che la praticano autonomamente, insegnando loro gli elementi di base e le regole per una pratica corretta della corsa. Le lezioni varieranno dalla corsa posturale al potenziamento, dalla velocità alla lunga distanza e alla preparazione atletica dell’individuo per portare il soggetto ad un buon livello personale che gli possa consentire di comprendere come e quanto allenarsi. L’appuntamento è in giorni prefissati: il martedì dalle 9:30 alle 11:30 e il mercoledì dalle 17:30 alle 19:30.

Gallipoli – Per mare e per terra, la Lega Navale sezione di Gallipoli ha stilato un variegato programma di iniziative che coinvolgeranno i soci e gli appassionati. Il calendario annuale ufficializzato in questi giorni ha ottenuto il patrocinio del Comune di Gallipoli con grande soddisfazione dell’attuale presidente Pantaleo Bacile, che si prepara al passaggio di testimone della presidenza dopo diversi mandati, pur rimanendo sempre attivo in prima linea. Nei prossimi giorni infatti ci sarà l’assemblea per il rinnovo del consiglio direttivo e delle cariche. Il primo evento si è tenuto nei giorni scorsi con l’accoglienza dell’ammiraglio Romano Sauro, nipote di Nazario, giunto in città a bordo della sua imbarcazione a vela per il progetto “Sauro 100, un giro in barca a vela per 100 anni di storia” e la presentazione del suo libro. Un’iniziativa quella dell’ufficiale della marina, che unisce il desiderio di raccontare la storia di coraggio e di amore per la patria di suo nonno e alcuni risvolti della grande guerra, alla beneficenza. Il capitano Sauro, unico elemento fisso dell’equipaggio, viaggia di porto in porto, cento quelli previsti inizialmente ma ormai molti di più, e di volta in volta da una tappa all’altra imbarca giovani o appassionati che richiedono di poter percorrere un tratto da equipaggio. Nei posti in cui ormeggia incontra le scuole e la cittadinanza per raccontare la vita di questo eroe italiano, spesso sconosciuto, e dona l’intero ricavato del libro alla Casa di Peter Pan di Roma, una casa protetta che accoglie trenta famiglie con bambini malati di cancro. “Avevo in mente il mio viaggio da molto tempo- ha raccontato- ma mi mancava l’impulso di levare gli ormeggi finché ho incontrato queste persone e ho capito che avrei viaggiato per aiutarli”. A Gallipoli, dopo aver incontrato la Lega navale e aver reso omaggio ai marinai d’Italia caduti in guerra, ha incontrato anche gli studenti del Vespucci, alcuni dei quali sono ripartiti con lui per una tappa.

Il cartellone degli eventi prosegue con la regata di primavera l’otto aprile, la coppa del Salento sempre ad aprile, la giornata della sicurezza in mare di maggio, il progetto “Navighiamo insieme”, una circumnavigazione d’Italia di un disabile motorio degli arti inferiori su un trimarano, la regata zonale optimist di giugno, il trofeo Rivellino e la co-organizzazione del campionato invernale d’altura. “Siamo molto soddisfatti – commenta Leo Bacile – di quello che stiamo mettendo in campo. Oltre a queste iniziative ce ne sono molte altre, dalla presentazione di libri ad una scuola vela, per le quali stiamo lavorando per promuovere e diffondere i valori e la cultura dello sport ed in particolare del mare”.

Gallipoli – Un riconoscimento dello Stato italiano per tre giovani gallipolini. Questa mattina il presidente Mattarella ha nominato i nuovi 29 Alfieri della Repubblica e contestualmente ha assegnato tre targhe al valore a tre progetti collettivi protagonisti di azioni per il bene del paese, dalla salvaguardia della natura al volontariato. Una di queste è stata assegnata agli studenti del liceo “Quinto Ennio”, guidato da Antonio Errico, Roberto Leone, Gabriele Mariello e Alessandro Bruno per il loro già pluripremiato rivestimento per alimenti commestibile (fatto di aloe, bava di chiocciola ed altre essenze naturali) che serve a evitare lo sviluppo dei batteri in frutta e verdura. La notizia è stata diramata direttamente dall’ufficio stampa del Quirinale e persino gli stessi protagonisti non hanno ancora ricevuto nota ufficiale. «Anche noi abbiamo ancora poche informazioni – commenta Roberto Leone – in quanto noi stessi lo abbiamo appreso dai giornali e dal comunicato del Quirinale. A breve dovrebbe arrivarci un telegramma. È stata di certo una sorpresa apprendere questa notizia. Siamo davvero onorati di ricevere un riconoscimento così importante per il lavoro svolto, insieme alla professoressa Congedo, che è stato evidentemente apprezzato persino dalle più alte cariche dello Stato».

Ma ha i colori di Gallipoli anche la nomina ad alfiere di Abel Martin Bettucchi, 19enne di Genova, intervenuto da solo durante un incendio a Gallipoli, soccorrendo una famiglia e impedendo che il rogo si allargasse. Il ragazzo si trovava a Gallipoli per un campo estivo di volontariato organizzato da Legambiente lo scorso luglio. «Il 4 luglio – racconta emozionato – mi trovavo a Gallipoli per un campo di volontariato organizzato da Legambiente quando, andando con un collaboratore da Punta della Suina verso la città, vidi del fumo proveniente dalla zona dell’ospedale. Io e il collaboratore ci recammo immediatamente nella zona; mi accorsi subito che il fuoco si stava dirigendo nei pressi di un’abitazione, al cui interno si trovavano due bambini, la madre e un inserviente. Scavalcato il muro che cingeva l’abitazione, presi dei tubi da irrigazione e, attaccati alle bocchette d’acqua, iniziai a creare una barriera “ignifuga” attorno al muro perimetrico affinché le fiamme non raggiungessero la casa». Il ragazzo di Genova dice di sentire la città bella come una seconda casa e ci tornerà nuovamente la prossima estate. «Sono onorato di ricevere questo riconoscimento, anche se devo ringraziare Maurizio Manna poiché è stato lui a insegnarmi tutto ciò che so sull’antincendio attivo». Per tutti appuntamento al Quirinale lunedì 12 marzo.

Gallipoli – Quella parte della litoranea sud interessata dal cantiere da 2 milioni di euro, quando sarà pronta? Se n’è parlato più di una settimana fa in commissione consiliare Lavori pubblici (e prima ancora in un incontro amministratori-imprenditori a inizi gennaio)  con molti uditori attenti e preoccupati. Amministratori e il dirigente responsabile hanno provato a rassicurare operatori e commercianti circa l’avanzamento dei lavori giunti – secondo le dichiarazioni in quella sede ufficiale – alla fase di pavimentazione e piantumazione del verde.  Allo stato dei fatti, che si evince dalle foto allegate, salgono però le preoccupazioni e i dubbi circa le sorti della stagione balneare per gli stabilimenti che insistono nel segmento che va dalla Baia verde al canale dei Samari.

Il tratto di strada interessato appare per tutta la sua lunghezza un cantiere quasi fermo o che progredisce a rilento: un percorso completamente sterrato; assenza di strumenti e mezzi di lavoro; nessuna traccia di illuminazione, sulla quale peraltro vi è divergenza di opinione tra Comune e Soprintendenza; tutto quasi sovrapponibile alle immagini di due mesi  fa,  ad eccezione dei tracciati degli impianti idrici, predisposti in prossimità dei lidi , per permettere alle autopompe dei vigili del fuoco di allacciarsi alla condotta in caso di incendi della pineta. In alcuni punti inoltre sembrano essere state puntellate le aree di sosta.

Durante l’incontro, sia l’opposizione che gli operatori avevano sollevato forti perplessità circa la viabilità di soccorso e il poco spazio a disposizione per far defluire le centinaia di turisti che a piedi raggiungono i lidi e permettere, al contempo, un eventuale passaggio di biciclette e mezzi di soccorso. In base ai puntelli posizionati, tra piazzole e manto vegetale, in effetti lo spazio per la corsia pedonale e, all’occorrenza, carrozzabile, risulta ridotto secondi i più. Al momento la costa è irraggiungibile in auto a partire dal primo ingresso di Baia Verde dove sono state apposte le transenne per evitare di trovarsi di fronte allo sbarramento del cantiere e al senso vietato di rientro in Baia Verde e fino allo svincolo in prossimità del canale dei Samari. Mentre restano da risolvere i problemi relativi a operazioni di carico e scarico e al conferimento dei rifiuti.

Va ricordato che la prima consegna dei lavori all’associazione temporanea d’imprese (la Fea srl di Castelfranco Emilia e la Macchia di Genga, Ancona) è avvenuta nel marzo 2017 (problemi di scadenza dei termini entro cui avviare l’intervento finanziato da Ue e Regione); poi vi è stata l’interruzione estiva e la riconsegna dei lavori lo scorso ottobre, con inizio effettivo nei primi di novembre e con conseguenti frequenti interruzioni tanto che l’assessore Cosimo Alemanno ha dovuto fare pressioni sulle imprese per sollecitare una maggiore produttività.

 

Gallipoli – Il binario della discordia; si potrebbe definire ormai così l’ultimo tratto della ferrovia di Gallipoli che dalla stazione centrale arriva nell’area portuale e nella città vecchia. Una fermata storica, testimone dal 1885 fino agli anni 70 del secolo scorso della fiorente attività commerciale del porto gallipolino e che oggi rappresenta, secondo l’opinione di molti, un grande potenziale turistico considerato che la strada ferrata arriva proprio ai piedi del castello, a due passi dai musei, dalla Purità, da quello scrigno di tesori che è considerato il centro storico gallipolino. Nei piani dell’Amministrazione comunale però c’è tutt’altro. Nell’ambito di un progetto di riqualificazione del lungomare Marconi, è in programma lo smantellamento del binario, in favore di un ampliamento della carreggiata, la realizzazione di una pista ciclabile e una grande rotatoria in prossimità del ponte per rendere più fluida la viabilità.

Gli esempi positivi: il trenino della Valle dei Templi. A sollevare dubbi sulla opportunità o meno di portare a compimento questa rivisitazione urbana è stata nelle scorse settimane la Soprintendenza di Lecce che ha notificato un provvedimento in cui si riserva quattro mesi di tempo per valutarne la valenza storica e culturale e quindi la possibilità di tutelare e vincolare al mantenimento il tratto ferrato interessato, che peraltro è una tra le due ferrovie ancora esistenti in Italia a collegare la terraferma con un isola (insieme a quella di Venezia). Soddisfazione per tale iniziativa è stata subito espressa dall’associazione “Rotaie di Puglia”: “Ci sono ferrovie storiche – commenta il presidente del sodalizio, Luigi Migali di Tuglie – che sono diventate una vera ricchezza; penso alla Ferrovia della Valle dei Templi di Agrigento, ad esempio, che muove ogni anno in bassa stagione 3-4 mila turisti o quella in Irpinia. Lo scorso agosto il governo ha Istituito le Ferrovie turistiche, oggetto del provvedimento 20 linee in tutta Italia che saranno dunque valorizzate e promosse ai fini del trasporto turistico. Fino a fine febbraio è ancora possibile fare richiesta per entrare in questo circuito e noi chiederemo alla regione di poter inserire quattro linee pugliesi. Sarebbe auspicabile ci fosse anche Gallipoli”.

L’assessore Alemanno: “Il progetto va avanti, ci sono quasi tutti i pareri”. Qualcuno avanza l’ipotesi di una possibile coesistenza della ferrovia, con l’installazione di binari a fungo con pavimentazione continua, e di una pista ciclabile ma Migali chiarisce l’argomento. “E’ assurdo pensare ad una coesistenza poiché non esiste una norma che disciplina una simile situazione e i requisiti di sicurezza. Al contrario a settembre è stata approvata la prima norma Uni che definisce il ferrociclo”. Della metropolitana di superficie d’altronde si parla da tempo e i pochissimi e vecchi tentativi effettuati di attivare la fermata Gallipoli porto insieme a quelle Lido San Giovanni e Baia Verde sono falliti. Il Comune dunque ritiene di andare avanti secondo il progetto stabilito: “Quel progetto – spiega il vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici, Cosimo Alemanno – è già avviato. Abbiamo il nulla osta delle Ferrovie Sud Est alla dismissione e questo dimostra che si tratti di una porzione di ferrovia inutilizzabile e abbiamo già acquisito la maggior parte dei pareri. E’ nostra ferma intenzione proseguire nei programmi prefissati perché crediamo che ai fini turistici e per il bene della città sia molto più utile ripulire e mettere in sicurezza tutta quell’area e collegare la stazione al borgo antico attraverso una pista ciclabile. La Soprintendenza tenga conto nella valutazione della volontà e dell’investimento fatto dal comune”.

Gallipoli – “Il tratto di litoranea sud interessato dai lavori di riqualificazione sarà completamente fruibile per l’inizio dell’estate”: questo quanto emerso nel corso della commissione consiliare di venerdì 9 febbraio, svoltasi su richiesta dal consigliere Flavio Fasano “allo scopo di fare chiarezza sull’intero progetto”.  Il presidente di commissione Cosimo Giungato ha rassicurato sulle sorti della stagione turistica; non è certo che la porzione oggetto dell’intervento (dalla seconda strada per la Baia Verde al canale dei Samari) possa essere definitivamente pronta per Pasqua, ma i lavori “vanno avanti”, come evidenziato da alcune slide e fotografie proiettate nel corso dell’incontro, durante il quale il progetto è stato esposto con il supporto dell’ingegnere comunale Sergio Leone, del responsabile tecnico dell’impresa esecutrice e dei progettisti. “Ma quando è prevista la consegna finale dell’intera operazione?”: la domanda ripetuta più volte da Fasano non ha avuto, però, una risposta precisa. Quello che è stato chiarito invece è la durata complessiva del contratto d’appalto, fissata in 365 giorni, ma “non necessariamente consecutivi”. Dopo l’assegnazione, infatti, con delibera di Giunta del marzo 2017, l’Amministrazione aveva optato per una “consegna parziale”, proprio per poter gestire le diverse fasi dei lavori in ragione delle esigenza locali legate alle attività balneari e per avere contestualmente il tempo di risolvere tutte le questioni accessorie. Ed ecco spiegato il cantiere, allestito nel tratto dal secondo ingresso di Baia Verde fino ai Samari, e poi dismesso e rimandato a dopo l’estate.

Il secondo lotto – Il secondo lotto, per il segmento che va dal campo sportivo alla seconda entrata di Baia Verde, dovrebbe invece partire, secondo programma, dopo i prossimi mesi estivi. Grande la partecipazione alla seduta a cui erano presenti numerosi commercianti e balneari che, pur convinti dell’importanza della riqualificazione della zona,  sono intervenuti alla discussione palesando le proprie perplessità. Prima fra tutte quella dei parcheggi e alcune questioni logistiche legate al carico e scarico, il conferimento dei rifiuti e la viabilità di soccorso. E soprattutto l’impossibilità di programmare la stagione e di fornire certezze alla propria clientela.  Fasano ha sollevato diverse critiche non tanto sulla natura e la bontà del progetto (lui stesso nel 2000 ne aveva proposto uno simile) quanto, a suo dire, “nell’incapacità dell’Amministrazione di gestire le tempistiche di intervento”.

Fasano e Giungato – «Sono soddisfatto di aver avuto chiarimenti sul progetto – ha commentato il consigliere d’opposizione – ma io oggi non vado via tranquillo perché convinto che siano state lasciate delle gravi lacune nella programmazione che una volta realizzato il tratto pedonale saranno ancora meno facilmente risolvibili». Visione opposta quella della maggioranza che ritiene invece di fare il massimo “per garantire la buona riuscita, andando incontro alle esigenze di tutti”. «Se i lavori sono andati un po’ a rilento in questi mesi – spiega Giungato – è perché sono state riscontrate delle carenze per quanto riguarda l’impiantistica presente. Siamo in fase di pavimentazione delle aiuole di sosta, poi si passerà alla piantumazione del manto vegetale. Nel frattempo stiamo studiando l’ipotesi di una viabilità alternativa e cercando di superare alcune discrepanze con la soprintendenza per la questione dell’illuminazione».

Gallipoli – La storica goletta Oloferne è approdata nel porto gallipolino con a bordo il Museo navigante. Gallipoli ospita due dei settanta musei che aderiscono all’iniziativa di promozione del patrimonio culturale marinaro promossa dal Mu.Ma-Galata di Genova, il Museo della Marineria di Cesenatico, l’associazione “La Nave di Carta” della Spezia e l’Ammm-Associazione Musei marittimi del Mediterraneo. Il Museo Navigante il 6 febbraio coinvolgerà gli studenti del liceo “Quinto Ennio” e del  “Vespucci” in una grande festa del mare a partire dalle 9,30 con diversi laboratori e workshop all’interno dei contenitori culturali del centro storico.

«Abbiamo accolto di buon grado la proposta di far parte del Museo Navigante – ha commentato il Sindaco Stefano Minerva – perchè riteniamo che una rete del museo del mare sia necessaria e la presenza dell’assessore di Nardò, Mino Natalizio, nel corso della conferenza stampa di oggi ne è la prova. Sono orgoglioso della presenza di Gallipoli in questo progetto con due musei. Ognuno di noi ha un rapporto stretto con il mare e questa iniziativa serve a recuperarne l’identità; soprattutto è per noi tutti una grande opportunità di crescita».

La goletta sarà visitabile per l’intera giornata e per l’occasione è stata allestita anche un’esposizione di cimeli e rara documentazione sulle operazioni navali della grande guerra in Adriatico appartenenti alla Marina militare. Nel corso della conferenza stampa di presentazione sono intervenuti Paola Apollonio, dirigente Vespucci, Renato Pacella del Centro Marea , l’assessore all’Ambiente di Nardò Mino Natalizio , Stefano Minerva, Sindaco di Gallipoli, Marco Tilibetti, de “La Nave di Carta” Museo Navigante,  Antonio Tasca, Capo Nucleo Pi Comando Marittimo Sud e Giorgio Cataldini, direttore Museo del Mare di Gallipoli.

Emanuele Piccinno

Gallipoli – I verbali, le vertenze giudiziarie, le sentenze di chiusura, i ricorsi per resistere: le realtà più note in ambito anche extranazionale sono state investite da un ciclone che, di conseguenza, che ha investito la città: il caso dello stabilimento balneare Samsara è quello – al momento – più clamoroso, anche se in ballo con rischio chiusura c’è pure la darsena Blue Salento, mentre si continua a parlare di verifiche relative ad un altro lido che presto dovranno sfociare in atti ufficiali.

Quali le conseguenze finali? Quali i contraccolpi sul terreno del settore primario che resta il turismo a Gallipoli, soprattutto quello dei giovani vacanzieri? Le domande e le risposte con polemiche si susseguono. Dopo l’attacco del gruppo consiliare di “Gallipoli Futura”, che ha chiesto di poter leggere tutti gli atti e i rapporti relativi al “Samsara” ed a casi simili, interviene l’assessore al Turismo Emanuele Piccinno. “Il mio intervento – dice Piccinno – mira a colmare le evidenti lacune che l’opposizione sembra avere sull’operato dell’amministrazione”. I consiglieri Flavio Fasano e Giuseppe Cataldi avevano puntato il dito sull’operato – a loro dire poco incisivo – dell’Amministrazione Minerva. “Anche quando sembra tutto fermo – prosegue l’assessore – l’Amministrazione non resta con le mani in mano ma  lavora per  il bene della città”. Sull’altra questione sollevata dalla minoranza, Piccinno dichiara: “Sulla questione della litoranea vi è poco da dire, se non che i lavori sono necessari. Si è sempre detto che quella strada era un problema per la città e ora la stiamo rinaturalizzando, migliorandone la vivibilità. L’intervento procede regolarmente secondo un piano stabilito. Per il mese di aprile salvo imprevisti o situazioni particolari il tratto interessato dovrebbe essere riaperto. Certo non si può immaginare di portare a compimento un progetto così articolato in poco tempo né di paralizzare un’intera stagione e bisogna tenere conto di tanti fattori”. Tornando ai casi scottanti, Piccinno puntualizza: “L’area della Blue Salento ritornando ad essere di proprietà comunale, non sarà più figlia di  indirizzate agevolazioni e questo è un aspetto positivo. Sui lidi chiusi e sulla questione Parco Gondar (un presunto caso di abuso edilizio, ndr) ribadisco che noi siamo dalla parte degli imprenditori che hanno investito nel nostro territorio, ma bisogna anche tutelare il diritto dei cittadini di vivere in tranquillità l’estate. Il nostro è stato un atto dovuto; ci auguriamo che si possano stabilire delle regole chiare che permettano agli imprenditori di lavorare. E d’altra parte lo scorso con l’ordinanza anti bivacco, quella contro il sovraffollamento e con i controlli più serrati avevamo intrapreso questa direzione”.

Gallipoli – Turismo giovanile, risorsa o condanna? Da anni è nell’occhio del ciclone tra chi lo osanna e chi ne teme gli eccessi, con al centro le principali strutture del settore, come il Samsara in questa fase, anche per l’economia che muovono e l’indotto che ne deriva. Ma se questo settore dovesse subire qualche eventuale stop, ci sono alternative valide a portata di mano o quanto meno allo studio?

“Non si può immaginare di legare il turismo gallipolino unicamente a questa tipologia di offerta – commenta il presidente della sezione turismo di Confindustria, Giuseppe Coppola –  sarebbe mortificante. Di sicuro, le aziende che da anni versano le tasse e lavorano nella piena legalità per creare una propria immagine e un’offerta mirata a target differenti, non registrano e non registreranno cali in relazione alla presenza o meno di questo modello perché hanno già una clientela affermata. Allo stesso tempo – prosegue Coppola – è però evidente che il Salento non può rimanere escluso da questo segmento innovativo che porta benefici e indotto a molti. L’intraprendenza e il talento di alcuni imprenditori vanno certamente rispettati ma occorrono regole senza margini di interpretazione. L’auspicio oggi è che attraverso la giustizia amministrativa si possa giungere ad una soluzione definitiva, consentendo agli imprenditori di lavorare nel rispetto pieno delle imposizioni”. Norme inequivocabili è del resto la richiesta maggioritaria in questa fase in cui piovono ordini di smantellamento e grane giudiziarie. “La proposta di Confindustria – conclude – è quella di  stabilire chiaramente su carta quale sia la porzione di area sulla quale poter effettuare le attività accessorie nei limiti consentiti di capienza, emissioni sonore, orari, e quale l’area da adibire senza eccezioni all’attività prevalente di balneazione. Questo è ciò che succede in altre realtà e che qui invece manca”.

In parte concorda su questa linea Francesco Errico, uno dei Sindaci di Gallipoli nel periodo del richiamo crescente della città sul popolo dei vacanzieri. “Oggi l’alternativa – commenta  Errico – è quella delle aziende storiche che da decenni lavorano sul e per il territorio e dell’offerta culturale a cui abbiamo dato uno slancio e che negli anni si è consolidata con l’apertura di tanti contenitori culturali, musei, pinacoteche, il Castello,  eventi di rilievo anche internazionale. C’è un alternativa al turismo selvaggio, che abbiamo cercato di regolamentare e arginare, ma non al Samsara o  al Gondar in sé. Purtroppo a Gallipoli da anni mancano le infrastrutture, un porto turistico, alberghi a quattro e cinque stelle tali da fare grandi volumi, e allora finché non si investe in un’offerta di livello benvengano anche questi ragazzi purchè ci siano regole ferree e controlli”.

Un altro ex Sindaco degli anni che cominciavano a ruggire, oggi consigliere comunale, Flavio Fasano, si è dichiarato preoccupato per quanto sta accadendo anche in riferimento alle gravi questioni giudiziarie pendenti. Fasano e l’altro consigliere di “Gallipoli Futura”, Giuseppe Cataldi, hanno preso l’iniziativa di chiedere formalmente a segretario comunale e presidente del Consiglio tutta la documentazione relativa alle concessioni demaniali marittime per balneazione, ai rapporti intercorsi con la Capitaneria, a richieste permessi e autorizzazioni rilasciati agli stabilimenti balneari. Con una nota col presidente dell’associazione culturale-politica, Luigi De Tommasi, Fasano rileva che “la gravità della situazione attuale è tale da mettere a rischio il regolare svolgimento delle attività economiche nel campo turistico gallipolino e del suo hinterland”. Della partita, secondo “Gallipoli Futura” è anche la vertenza giudiziaria che vede coinvolto anche il porticciolo della Bleu Salento. “Far finta di nulla come ci pare stia accadendo, non aiuta a risolvere i problemi, anzi li aggrava”

Gallipoli – “Cercheremo di valer valere le nostre ragioni ricorrendo al Consiglio di Stato”. I titolari del Samsara non si arrendono di fronte alla recente sentenza del Tar che, di fatto, li costringe a rimuovere la struttura del noto lido sul litorale sud di Gallipoli. I giudici amministrativi hanno, infatti, respinto la richiesta di sospendere l’efficacia dell’ordinanza di smantellamento emessa dal Comune di Gallipoli in seguito alla sanzione comminata dalla Capitaneria di Porto.

Le tappe della vicenda – Una vicenda intricata e controversa in cui, di volta in volta, si aggiungono nuovi elementi di valutazione e discussione. Della Capitaneria la contestazione circa l’uso “improprio” della licenza balneare atteso che il suolo demaniale marittimo è stato utilizzato per attività di intrattenimento con i beach party; del Comune l’ordinanza di smantellamento quale conseguente “atto dovuto”; della Regione la conferma che l’ordinanza balneare  consente l’attività danzante in spiaggia “purché accessoria a quella di balneazione”; del Tribunale amministrativo la sentenza che chiarisce la legittimità delle feste in spiaggia “a patto che queste abbiano valore di accessorietà” nei limiti acustici imposti dall’articolo 3 della stessa ordinanza regionale. Da qui il ricorso respinto per due motivi: la mancanza del requisito di “accessorietà” poiché durante l’attività musicale la folla di fatto, secondo i giudici, impediva l’uso di una parte di bagnasciuga (e quindi la balneazione) ed il mancato rispetto delle imposizioni sui decibel. Proprio su questo secondo elemento in particolare i titolari del lido gallipolino non ci stanno. I rilievi della capitaneria si basano su alcune foto e su un video girato il 15 agosto 2017 in cui il Tar evidenzia il livello di emissioni sonore oltre il consentito e contesta il sovraffollamento, la rimozione di ombrelloni e lettini per far posto alla pista da ballo, la mancanza dei requisiti di sicurezza e l’apposizione della bandiera rossa che evidenzia l’impossibilità della balneazione.

I titolari – «È assurdo – commenta David Cicchella- che la sentenza secondo cui dovremmo smantellare e che conferma la revoca della licenza del lido si basi non su prove e rilievi scientifici effettuati in loco ma su un video e su alcune foto che mostrano un particolare momento e non una situazione protratta nel tempo. Proprio per questo non ci arrendiamo anche se ormai la stagione è compromessa».

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...